Al nostro, nuovo, Presidente della Repubblica: auguri di buon lavoro.

Benvenuto Presidente,
Mattarella Presidente
mi auguro di vederLa sempre così, vicino agli italiani alle loro ansie e difficoltà, come tanti italiani a bordo di una semplice Fiat Panda, con la cintura ben allacciate.
Buon lavoro Presidente.
Mattarella 2

 

Il 27 gennaio del 1945 i cancelli di Auschwitz furono abbattuti… per sempre !!!

Gam gam gam ki elekh
be be ge tzalmavet
lo lo lo ira ra
ki atta imadi
shivtekha umishantecha
hema hema inaktamuni


Sono le parole del testo ebraico del Salmo 23 che recitano così : “Anche se andassi nella valle della morte non temerei male alcuno, perchè tu sei sempre con me. Perchè tu sei il mio appoggio, il posto più sicuro per me. Al tuo cospetto io mi sento tranquillo”.

E’ quanto le maestre ebree deportate nei campi di concentramento facevano cantare ai bambini.

Amministratori di Osimo, storia di donne e uomini che hanno servito la nostra città. Mandato 1965 – 1970.

1965_1970

 Gli Amministratori Comunali di Osimo 

mandato di governo

1965 – 1970

elezioni amministrative del 22 e 23 novembre 1964

votanti n° 15.529, di cui 7.358 donne e 8.171 uomini
risultati delle “votaziò” del 22 e 23 novembre 1964:
– D.C.………… 49,73 %,  voti 7.030 – conquista n° 17 seggi consiliari su 30;
– P.C.I. ……… 21,26 %, voti 3.062 – conquista n° 07 seggi consiliari su 30;
– P.S.I. ……… 11,03 %, voti 1.559 – conquista n° 03 seggi consiliari su 30;
P.L.I. ……….07,54 %, voti ..745 – conquista n° 01 seggio consiliare su 30;
– P.S.D.I. ……04,19%, voti ..593  – conquista n° 01 seggio consiliare su 30;
P.S.I.U.P. ..03,60%, voti  ..510  – conquista n° 01 seggio consiliare su 30;
– M.S.I ………02,62 %, voti ..371  – conquista n° 00 seggi consiliari su 30;
– P.R.I. ………01,86 %, voti ..264 – conquista n° 00 seggi consiliari su 30;

elezioni amministrative del 22/23 novembre 1960
Consiglieri Comunali
eletti

1)   ACQUA Vincenzo  – eletto nella lista DC, 1500 preferenze;
2)   NICCOLI Alessandro – eletto nella lista DC, 1077 preferenze;
3)   GOBBI Carlo – eletto nella lista DC, 510 preferenze;
4)   PIAZZINI Vittorio – eletto nella lista DC, 507 preferenze;
5)   AMBROGETTI Carlo – eletto nella lista DC, 468 preferenze;
6)  APPIGNESI Carlo – eletto nella lista DC, 464 preferenze;
7)   PESARESI MARIO – eletto nella lista DC, 338 preferenze;
8)   BARIGELLETTI Aldo – eletto nella lista DC, 298 preferenze;
9)   MARCHEGIANI Ugone – eletto nella lista DC, 296 preferenze;
10) INNOCENZI Giuseppe – eletto nella lista DC, 257 preferenze;
11) SINISCALCHI Alfredo – eletto nella lista DC, 238 preferenze;
12) ABBRUZZETTI Goffredo – eletto nella lista DC, 233 preferenze;
13) AGOSTINELLI Maria – eletto nella lista DC, 203 preferenze;
14) BOTTEGONI Igino – eletto nella lista DC, 155 preferenze;
15) LASCA Roberto – eletto nella lista DC, 126 preferenze;
16) GENTILI Narciso – eletto nella lista DC, 124 preferenze;
17) BIANCHI Albino – eletto nella lista DC, 117 preferenze;
18) MAGGIORI Guido – eletto nella lista PCI, 537 preferenze;
19) BIANCHI Nello – eletto nella lista PCI, 462 preferenze;
20) BIONDI Aldo – eletto nella lista PCI, 247 preferenze;
21) RE Roberto – eletto nella lista PCI, 217 preferenze;
22) GUERCIO Giulio – eletto nella lista PCI, 185 preferenze;
23) GUERRINI Oreste – eletto nella lista PCI, 148 preferenze;
24) DOLCINI Ferdinando – eletto nella lista PCI, 127 preferenze;
25) ARTECONI Sergio – eletto nella lista PSI, 185 preferenze;
26) CAMPANELLI Gaetano – eletto nella lista PSI, eletto con  102 preferenze;
27) CATENA Giovanni  – eletto nella lista PSI, 95 preferenze;
28) FABIANI  Vincenzo – eletto nella lista PLI, 235 preferenze;
29) GIRI Flora – eletto nella lista PSDI, 88 preferenze;
30) BUGLIONI Attilio – eletto nella lista PSIUP, 38 preferenze;
31) BACCHIOCCHI Alberto – eletto nella lista del PSI, subentra a ARTECONI Sergio dimissionario;
32) SORBELLINI Rosario – eletto nella lista della DC, subentra il 22/11/1965  a Abbruzzetti Goffredo deceduto;
33) FORESI Aldo – eletto eletto nella lista della DC, subentra il 13/11/1967  a Barigelletti Aldo dimissionario;
34) MARTINI Giuseppe – eletto nella lista della DC, subentra il 05/04/1968  a Niccoli Alberto dimissionario;
35) GIULIODORI Nazzareno – eletto nella lista della DC, subentra il 05/04/1968  a Martini G. dimissionario;
36) MARCONI Otello – eletto nella lista della DC, subentra il 02/12/1968  a Gobbi C. dimissionario;
37) ORSETTI Duilio  – eletto nella lista della DC, subentra il 02/12/1968  a Marconi O. dimissionario;
38) ANDREONI Giuseppe  – eletto nella lista del PCI, subentra il 07/11/1969 a Guerrini O. dimissionario;
39) RICCI Gino   – eletto nella lista del PSI, subentra a BACCHIOCCHI  Albeto deceduto;

Sindaco ( eletto dai Consiglieri Comunali il 28/12/1964)

ACQUA Vincenzo

Assessori  ( eletti dai Consiglieri Comunali  il 28/12/1964)

1) AMBROGETTI Carlo assessore delegato Vice Sindaco;
2) APPIGNANESI Carlo  assessore con delega allo Stato civile, elettorale, anagrafe;
3) BARIGELLETTI Aldo  assessore  delegato lavori pubblici;
5) GOBBI  Carlo assessore con delega alla istruzione e poi alle finanze
6) MARCHEGIANI Ugone  assessore con delega alle finanze, tributi  e sport;
7) AGOSTINELLI Maria   assessore con delega alla assistenza pubblica;
8) SINISCALCHI Alfredo assessore effettivo dal 14/11/1967 ai lavori pubblici a seguito delle dimissioni di Barigelletti A.
9) BOTTEGONI Igino assessore effettivo dal 02/12/1968 alle finanze a seguito delle dimissioni di Gobbi C.

votazioni a confronto

Confronto dati votazioni amministrative: 1956, 1960, 1964

Alle elezioni parteciparono 8  liste,  per un totale di 163 candidati.
Si candidarono con la Democrazia Cristiana: NICCOLI Alessandro, ACQUA Vincenzo, ABBRUZZETTI Goffredo, AGOSTINELLI Maria in Castellani, AMBROGETTI Carlo, APPIGNANESI Carlo, BARIGELLETTI Aldo. BIANCHI Albino. BOTTEGONI Igino, BUSCARINI Enrico, FORESI Aldo, GENTILI Narciso, GIULIODORI Augusto, GIULIODORI Nazzareno, GOBBI Carlo maestro, INNOCENZI Giuseppe, LASCA Roberto, MARCHEGIANI Ugone, MARCONI Attilio, MARTINI Giuseoppe, MOSCA Giulio, ORSETTI Duilio, PESARESI Mario, PETTINARI Giulio, PIAZZINI Vittorio, SINISCALCHI Alfredo, SIMONETTI Mario, SORBELLINI Rosario, ZOPPI Sinibaldo.
Si candidarono con il P.S.D.I.: GIRI Flora, CINGOLANI Gino, CANALINI Clemente, ARGENTO Ugo, BRUSCHINI Giovanni, CLEMENTI Gino, LAMPA Remo, MATASSOLI Aristeo, MARCHESINI Luigi, MENGONI Giulio, MIGNARELLI Marino, MOSCOLONI Ferruccio, PAGLIARECCI Eugenio, STAFFOLANI Mario, STAFFOLANI Vincenzo, ACCARINI Enrico.
Si candidarono con il M.S.I.: SCAVIZZI Giacomo, MICHELI Alfredo, MATASSOLI Cesare, BORSETTI Renato, CIONCO Giovanni, FALASCONI Alessio, GASPARONI Filippo, MARONARI Gino, SANTARELLI Corrado, SERMOSI Francesco.
Candidati con il P.S.I.U.P.: BUGLIONI Attilio, ERPICI Massimiliano, BAMBOZZI Nello, BELVEDERESI Giovanni, BUGLIONI Amleto, CINGOLANI Carnio, DE LUCIA Gabriele, FALAPPA Mario, FONTANELLA Aroldo, LARDINI Orfeo, MARCONI Enrico, PICCHIO Marino, PIRANI Piero, POLACCO Rodolfo, SCARPONI Clemente, STACCHIOTTI Vincenzo.
Candidati con il P.S.I.: ARTECONI Sergio, BACHIOCCHI Alberto, BAFFETTI Mario, BELELLI Pietro, BELELLI Antonio, CAMPANELLI Gaetano, CAMPANELLI Luigi, CAPORALINI Calfiero, CARBONARI Arturo, CATENA Giovanni, CECCONI Remo, CINTIOLI Giuseppe, GIACCO Cesare, GIULIODORI Aldo, GONNELLI Alvaro, GRACIOTTI Americo, GRACIOTTI Giulio, LUCHETTI Nazzareno, MARINELLI Rolando, MARCHETTI Gualtiero, MASSACCESI Aurelio, MORRONI Luigi, PIRANI Emilio, SABBATINI Augusto, VIGIANI Timuccio.
Candidati con il P.L.I.: ACCORRONI Galliano, ALESSANDRINI Alberto, ALESSANDRINI Tullio, BUGLIONI Gino, COSTANTINI Ferruccio, FABIANI Vincenzo, FRAMPOLLI Pier Vincenzo, GAMBINI Sisinio, GIULIODORI Luigi, GIULIODORI Giovanni, REGANTI Giuseppe, HONORATI Alberto, LORETANI Nello, MARTINI Marino, MORETTI Amedeo, PALMIERI-LATTANZI Eugenio, PESARO Alberto, PETRINI Carlotta, RAPONI Ermanno, RICCIONI Mario, ROCCHI Guido, SAMPAOLO Giovanni, SERNANI Enrico, TADDIOLI Domenico.
Si candidarono per  il Partito Comunista Italiano: ANDREONI Giuseppe, BALEANI Vito, BALESTRIERI Giuseppa in Marzioli, BIANCHI Nello, BIANCHI Aldo, CATENA Gino, CECCONI Veniero, CORALLINI Silvio, DOLCINI Ferdinando, DONZELLI Vittorio, GIOVAGNOLI Remo, GIULIODORI Emilio, GLORIO Luigi. GRACIOTTI Arnaldo, GRAZIOSI Erminio, GUERCIO Giulio, GUERRINI Oreste, LUCARINI Edmiro, MAGGIORI Guido, MERCURI Celestina in Corriani, PASQUALINI Paolo, MOSCA Giovanni, PETTINARI Armando, PIERGIACOMI Antonio, POSSANZINI Giuseppe, RAFFFAELLI Carlo, RE Roberto, SABBATINI Rimondo, SALUZZI Carlo, VICARELLI Alfredo.
Si candidarono con il Partito Repubblicano italiano: CARELLI Ennio, BALEANI Umberto, BORSINI Antonio, CANAPA Giannino, COSTANTINI Enrico, DOLCINI Luigi, GELSOMINI Lidio, GIUSEPPETTI Cesare, LILLINI Oddo, MARCHETTI Emilio Luigi, MARSILI Oberdan, POLVERIGIANI Mario.

Dei 163 candidati solo 5 sono state le donne che si presentarono alla competizione elettorale e solo una di loro riuscì ad essere eletta:
AGOSTINELLI Maria in Castellani candidata nella lista della D.C., eletta consigliere con 203 preferenze e poi Assessore;
– GIRI Flora candidata nelle liste del  P.S.D.I. ed eletta consigliera con 88 preferenze ( la più votata della lista);
BALESTRIERI Giuseppa in Marzioli candidata nella lista del P.C.I.;
MERCURI Celestina in Corriani candidata nella lista del P.C.I.;
PETRINI Carlotta candidata nella lista del P.L.I.

Inizio mandato: 28.12.1964
Fine mandato..: 17.04.1970
n° delibere nel mandato, del Consiglio Comunale: ….567
n° delibere nel mandato,  di Giunta…………………:  n°  2.037
segretario comunale è   il dott. DONATI Gualtiero.

Mandato 1964 – 1969, i dipendenti di ruolo del Comune sono:
MILIONE Arturo segretario capo, COMPAGNUCCI Carlo vice segretario, ATTILI Fiordirosa applicata, GIOACCHINI Alberto archivista, VIGNONI Antonietta dattilografa, LAMONICA Rigoberto ragioniere capo, GIULIODORI Augusto vice ragioniere, BARTOLI Luigi economo, GRACIOTTI Giuseppe, applicato ragioneria, POLVERIGIANI Angelo applicato ragioneria, DURANTI Enzo applicato ragioneria, PROSPERI Mario capo ufficio Stato civile, SGARDI Fortunato, MATTEUCCI Oddone, MARCOSIGNORI Nazzareno, LAMONICA Nerina, PASQUINELLI Liliana, GIARDINIERI Maria tutti applicati allo stato civile, VIGIANI Esuperanzio, ORTINI Vincenzo, SANTILLI Vittorio, RIMBALDO Oliviero messi comunali, ADORNI Mario ispettore Polizia urbana, NICOLETTI Carlo comandante dei vigili urbani, SARAULLO Cesare vigile scelto, BURATTINI Alessio, RICCI Giuseppe, GRACIOTTI Sisinio, CORIANI Elvio, LOZZI Domenico, ATTILI Attilio, AMBROSONI Aldo, FELIZIANI Armando, TULLI Vincenzo vigili urbani, PASQUALINI Bruno custode del carcere, PASQUALINI Maria guardiana del carcere, BRODOLINI Angelo ingegnere capo ufficio Tecnico, QUARANTINI Luciano geometra ufficio tecnico, BELLEZZA Alfredo assistente ufficio tecnico, VALERI Ferruccio applicato ufficio tecnico, LAMONICA Adriana dattilografa, LAZZARI Mario muratore magazziniere, SALOMONI Federico magazziniere, BOLOGNINI Ugo giardiniere, SABBATINI Giulio cantoniere, MARINELLI Giovanni cantoniere, BRANDONI Augusto cantoniere, GRAZIOSI Sirio cantoniere, LILLINI Armando cantoniere, CARLETTI Emilio cantoniere, SANTICCHIA Cesare cantoniere, MENGHINI Pierino, GIACCO Luisa, ANTONELLI Giovanna,  COMODI Assunta, TADDIOLI Flavio, CAPORALETTI Valdimiro, MARSILI Benedetta bidelli, RIDERELLI Mario bibliotecario;BOCCANERA Ermanno cantoniere; MORRONI Wanda,  PETTINARI Luciano e DOMESI Luciano, IPPOLITI Antonio giudice di conciliazione, MANCINO Vito messo di conciliazione, FANTASIA Pio Francesco vice capo ragioniere; URBANI Sandro voce Segretario Comunale

Hanno lavorato a  tempo determinato in questo  periodo:  FARINA Luigi, LAMPA Ermanno, GIOSTRA Giusto, CIAMBECCHINI Iole, BURONI Carla, ATTILI AnnaMaria, MARCHEGIANI Luciana, VALERI Gina bidella, MANGARELLI Teresa in CAPPELLA orfana di guerra, SERRANI Oliviero vigile urbano, GIARDINIERI Secondo custode del cimitero, BATTISTONI Giulio custode del Mattatoio, MENGARELLI Teresa bidella, VALERI Gina bidella, BATTISTELLI Tullio applicato allo stato civile, PIERANTONI Giuseppina applicata ufficio sanitario, PESARESI Giulia applicata allo stato civile, CIAMBECCHINI Jole, BURONI Carla, ATTILI Anna Maria, MARCHEGIANI Luciana, CASTELLANI Anna Maria tutti applicati allo stato civile, MARTINI Olindo applicato ufficio tecnico, MONTEVECCHI Elena, CASTELLANI Anna Maria,  LARDINI Giuseppina, FRONTALINI Gabriella, STRAPPATI Gina, GATTI Gina vedova Panebianco; GRACIOTTI Umberto all’ufficio ragioneria, MEZZELANI Mirta, GRACIOTTI Carmela, DRAZEWICH Argentina, POLENTA Claudio, FANTASIA Francesco Pio, MAZZIERI Ferruccio, EUSEPI Antonio giardiniere, DOLCINI Fausta bidella, GIULIODORI Nazzareno operaio, BANCHETTI Giovanni, BELLEZZA Fioranvanti, BAIOCCO Bruno, GATTI Nazzareno, LILLINI Oddo, SIMONETTI Ferruccio, ZAGAGLIA Gino,

Comune

CONTESTI, ATTI e FATTI RILEVANTI:

Lo stipendio di un operaio era circa £ 86.000, i giornali costavano £ 50, il pane £ 170 al kg. Una Fiat 600 costava  640.000 lire, una Simca 1000 £ 965.000, una televisione 150.000 lire. Sono gli anni dove gli italiani riversano il loro reddito sul mercato dei consumi. Aumenta la qualità della vita. Gli italiani mangiano di più, la pasta ormai è quotidiana, (non per nulla fu inventato uno slogan di successo ” con Barilla è sempre Domenica“), iniziano a gustare “la fettina”, creano le atmosfere con un famoso Brandy, si vestono meglio con Lebole, curano la loro persona, la  casa e tantissimo la loro auto, e iniziano a spendere anche per acculturarsi. Sono gli anni dove la Televisione non è di meno nel produrre cultura. Compare la pubblicità sulla Televisione, uno spazio di pochi minuti e senza essere invasiva, anzi le scenette erano dei piccoli capolavori, che solo nel finale chiudevano con il prodotto reclamizzato.
In sintesi, in questo periodo l’Italia, favorita anche da una congiuntura internazionale particolarmente favorevole, vede una accelerazione del prodotto interno che porta un diffuso benessere. Sul piano sociale si intravedono i sintomi di un profondo cambiamento che avverrà negli anni ’70.  L’universo giovanile, sarà il protagonista di questo cambiamento culturale, nei costumi, nel linguaggio.
Sono questi gli anni in cui il Mondo è turbato dalla guerra in Vietnam. Sono anche gli anni di grandi conquiste per l’umanità: l’allunaggio della Apollo 11, il primo trapianto di cuore.
Sono gli anni dell’alluvione di FIRENZE, con l’Arno che colpisce le sue chiese, i palazzi,  i musei, portandosi via un pezzo di città. Sono gli anni delle contestazioni giovanili con le occupazioni  delle scuole. Per il nostro Paese sono  anni difficili dove lo Stato si ritrova inerme ed impreparato davanti alla strage di Piazza Fontana a Milano.
Dopo le premesse vado a raccontare i fatti nazionali e locali in ordine cronologico.

Osimo 1960

1965 fino a maggio 1970 Presidente della Repubblica è  Giuseppe SARAGAT;

Eugenio Scalfari: Si apre il ballo e Berlusconi monta a cavallo

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari, • 25-Gennaio-15.   Il leader di Fi vuole che la legislatura duri fino al 2018, che l’alleanza con Renzi ne sia il perno e che lui riottenga l’agibilità politica.
A chi qualche mese fa domandava se dopo la condanna per frode fiscale emessa dalla Cassazione con sentenza definitiva Silvio Berlusconi era da considerarsi ormai fuori dal gioco politico, le risposte di quanti si occupano di queste cose come osservatori imparziali erano quasi tutte affermative: sì, ormai è fuori, è politicamente finito e non solo per la condanna ma perché delle promesse fatte e degli impegni presi con gli elettori fin dal 2001, non c’è alcuna traccia. Ha puntato sulle debolezze e la faciloneria degli italiani e non sulle loro virtù; li ha diseducati col suo esempio. Personalmente davo anche io questa risposta.
Sono passati quattordici anni da allora. La parte della risposta che riguarda la diseducazione politica e morale data da Berlusconi resta ferma, ma lui non è affatto finito. Anzi. L’accordo con Renzi da lui gestito con grande abilità, l’ha rimesso in piedi, gli ha ridato un compito importante, è allo stesso tempo all’opposizione e nella maggioranza. Ancora non è al governo, ma tra poco ci sarà. Il partito della nazione è ormai sbocciato e lui ne fa parte integrante. Renzi – Berlusconi l’ha detto e lo ripete – è il suo figlio buono, ben riuscito. Lui è il papà, scavezzacollo come tanti padri ma pur sempre il padre che vede il figlio diventato il primo della classe, che da lui ha preso il talento di incantare la gente. E dici poco. È pur vero che nel frattempo Forza Italia è diventata una sigla e il partito non c’è più, ma a guardar bene quel partito non c’è mai stato, nacque come la proiezione politica della sua società pubblicitaria.
Ha tenuto un solo congresso, tutto è stato sempre deciso dal “boss” e dal suo “cerchio magico”, variabile secondo gli umori del Capo. Adesso è fatto da un paio di signore bellocce, molto legate a sua figlia Marina, ma è sempre lui che decide applicando la sua tecnica: prometti mille e – ben che vada – realizzi dieci e ogni giorno cambi posizione, poiché sei un bersaglio ti sposti per non esser colpito. Adesso lui vuole tre cose: che questa legislatura duri fino al 2018 perché le elezioni oggi lo farebbero sbattere contro un muro; che la sua alleanza con Renzi sia il perno intorno al quale gira tutto il resto; che lui sia riconosciuto come il Padre della Patria e possa quindi ricevere quella clemenza che gli ridia piena agibilità politica e partecipazione personale, elezioni comprese se a lui piacerà di farle. E Renzi che ne dice?

***
Renzi è l’autore della riabilitazione berlusconiana. Naturalmente rifiuta d’essere il figlio buono di tanto padre. Forse dentro di sé il sospetto di esserlo ogni tanto emerge, ma non accetterà neanche sotto tortura che i berlusconiani entrino nel governo da lui presieduto. Qui però ci può essere una trappola: il Pd è alleato di Alfano, il quale però si è riavvicinato a Berlusconi. Qualche sottosegretario alfaniano potrebbe dimettersi e Alfano, che da Forza Italia proviene, potrebbe indicare dei nomi di persone di quel partito che stanno meditando di passare con lui e se ricevessero in premio un sottosegretariato lo farebbero. Come si fa a dirgli di no? Naturalmente anche il Pd, che però è un vero partito, ora è spaccato in due e forse in tre parti. L’elezione del presidente della Repubblica sarà da questo punto di vista decisiva. Mancano cinque giorni a quell’appuntamento. Renzi deciderà con il partito o con Berlusconi ? Ancora non si sa; secondo lui è la direzione che deve decidere o addirittura l’assemblea (una sorta di comitato centrale molto numeroso). Ma sono organi dominati dal leader. I gruppi parlamentari? Anche lì la maggioranza è renziana. Quindi Renzi è in quelle sedi che proporrà il nome da votare. E ancora una volta vincerà. Tuttavia c’è un ostacolo: la minoranza si considera come un coniuge che convive con l’altro da “separato in casa”. Quello che si decide nelle sedi istituzionali del partito non può sostituirsi alla convivenza dei due separati. Debbono decidere in due, non in trecento. E poi, nel “plenum” parlamentare vige il voto segreto e ancora poi i renziani furono tra i centouno che silurarono Prodi. Perciò la partita del nome è tutta da giocare e se per caso, fin dalla prima votazione, ci fosse un pacchetto di cento voti per Prodi, sarebbe difficile che il partito rifiutasse quel nome e comunque molti che oggi sono con Renzi potrebbero cambiar posizione. Non avverrà, dipende anche da Grillo, ma insomma non si può escludere.
********
Nell’incontro a Firenze con la Merkel, oltre a farle vedere uno splendido Botticelli e la cupola del Brunelleschi da lui illustrati con facondia, Renzi l’ha rassicurata: metterà il turbo alle riforme. Ma quali riforme? Questo non l’hanno detto ne l’uno né l’altra. Della riforma elettorale alla Merkel non gliene importa niente. Di quella costituzionale che regola soprattutto il Senato, gliene importa ancor meno, ma quella comunque Renzi l’ha rinviata. E dunque di quali riforme si parla? Solo Draghi ha precisato: riforme economiche che riguardano soprattutto la produttività. La sola che può far ripartire la crescita, gli investimenti, i consumi e l’occupazione. La manovra monetaria è un grande aiuto per Renzi e Draghi, con prudenza, scommette sul coraggio del presidente del Consiglio. Ma non è una riforma semplice da attuare perché deve stare attento a non gravare sui salari dei lavoratori perché in quel caso si troverebbe a fare i conti con i sindacati. Tutti i sindacati, Cisl compresa.
Personalmente credo che si cimenterà mettendo insieme rapidità (il turbo) e coraggio. Non gli mancano né l’uno né l’altro. C’è comunque uno stretto intreccio tra il nome scelto per il capo dello Stato e la riforma del lavoro (che non è il “Jobs Act”). Deve aver l’accordo dei sindacati e dei “separati in casa”. Ma molto dipende dalla scelta del primo inquilino del Quirinale. Non può essere un tecnico né un pupazzetto (o una pupazzetta) di Renzi. Deve essere un uomo politico di provata esperienza e autorevolezza, che interpreti con necessario vigore i poteri-doveri che le sue prerogative gli garantiscono e che abbia un prestigio all’estero e anche nel partito socialista europeo. Non sono molti i nomi che corrispondono a questo identikit. I nomi è sempre rischioso farli ma forse un osservatore che si sforzi di essere oggettivo può indicarne qualcuno. Io ne vedo tre: Prodi, Veltroni, Amato. Altri nomi egregi tra i tanti dei quali in questi giorni si è parlato, certamente ci sono, ma sono poco conosciuti sia nel partito sia all’estero e quindi sembrano meno adatti e scatenerebbero i fuochi dei franchi tiratori. Nessuno ama vederli all’opera ma tutto dipende dalle scelte di Renzi. Se sceglie bene, i franchi tiratori non ci saranno e sarà merito suo. Se sceglie male sarà sua la colpa.
***
Concludo con qualche cenno sull’Europa. La manovra monetaria di Draghi, con il 20 per cento di condivisione dell’intervento sui mercati della Bce, pone il tema dei bond europei e del bilancio comune dell’Unione. Faccio osservare un aspetto che non viene mai ricordato e che invece dovrebbe avere un notevole peso: un articolo del trattato di Lisbona stabilisce esplicitamente che l’Unione europea deve avere una sua realizzazione politica, ottenuta con le necessarie cessioni di sovranità dei governi nazionali. Perché quell’articolo non viene mai tenuto presente? Esso implicherebbe un bilancio comune, un fisco comune, una politica estera comune, una presenza permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu e un debito sovrano comune, un Parlamento votato in comune dagli elettori europei. Spetta soprattutto alla Germania assumere l’iniziativa di questo sogno e il rispetto del trattato di Lisbona ma spetta ai governi di tutti i membri dell’Ue di obbligare la Germania a prendere l’iniziata o a prenderla senza di lei. Il vero guaio è che i capi dei governi non amano affatto cedere una parte rilevante della loro sovranità. Questo fa paventare il peggio per un futuro molto e molto prossimo: in una società globale sono i continenti a confrontarsi e non gli staterelli, ciascuno padrone in casa propria ma irrilevante fuori essa. I coraggiosi, caro Renzi, debbono mostrare su questo tema il loro coraggio ma finora nulla si è visto e semmai si è visto il contrario. Alla fine voi personalmente conterete di più ma i Paesi che governate non conteranno niente, Germania compresa. È questo che volete? La via europea è estremamente importante e bisogna percorrerla. Noi non siamo gufi, ma contro i mercanti che rivendicano i loro interessi perfino Gesù prese il bastone.

Evento 'Il Cortile dei Giornalisti'

Una speranza per la Grecia e per tutti i Paesi europei: una vera sinistra al Governo con Alexis Tsipras

Che dalla “povera ed emarginata” Grecia possa arrivare una grande speranza e  possa partire un cambiamento  che contamini tutti gli altri Paesi Europei, compreso il nostro.
Tsipras
Con i fratelli greci, Paola

 

Apollino d’Oro 2015

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Oggi a pranzo ha vinto la salute e il buon sapore

Oggi, all’ex Foro Boario, in piazza Giovanni XXII c’è la possibilità di incontrare una realtà nuova che si sta sviluppando attorno a noi. Un’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare, orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta. Un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere, ecologia, giustizia e solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto.
Un’agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra, per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna.
Una agricoltura “resistente” perchè biologia che resiste alle produzioni intensive di massa, che punta alla qualità, non usa OGM nè prodotti chimici e si oppone allo sfruttamento dei terreni e del lavoro.
Foro Boario 1Gli attori di questa agricoltura sono spesso giovani, magari laureati, che hanno rinunciato alle costrizioni di un lavoro d’ufficio.

Per la cronaca ho acquistato del pane al kamut fatto in casa, alcuni dolci preparati con la farina di farro, e diversi ortaggi unici per il loro sapore.
Oggi a pranzo ha vinto la salute e il buon sapore.
Complimenti all’Assessore Michela Gloria per aver promosso questa occasione di conoscenza e grazie a tutti questi “nuovi giovani contadini” che mi auguro sempre meno clandestini e più presenti nei nostri mercati.

Foro Boario

Michele Liguori, il vigile urbano della Terra dei fuochi

Un vigile urbano della sezione ambientale di Acerra, Michele Liguori, è stato ucciso dai veleni della Terra dei fuochi. Un vigile deriso dalla camorra, perché non si era lasciato corrompere, dedito a cercare discariche e chiedere bonifiche. Si è così ammalato di tumore. Nella Terra dei fuochi è stata accertata la presenza di sostanze nocive, quali mercurio, cadmio, materiale altamente pericoloso codice R45 e R61, diossine, pbd, Peb, Pefd, derivanti dalla combustione dei rifiuti industriali speciali.

Nella terra dove sono nati agnellini a due teste e pecore a cinque zampe, è morto, il 20 gennaio di un anno fa,  il «cavaliere solitario» che sfidava lo strapotere delle ecomafie. Non un generale, non un graduato di qualche importante Corpo dello Stato, carico di medaglie e stellette, ma un semplice maresciallo della polizia municipale. Come quelli di una volta, occhio fino e cervello sveglio. Un vigile  deriso dalla camorra, perché non si era lasciato corrompere, dedito a cercare discariche e chiedere bonifiche. Si è così ammalato di tumore. nella Terra dei fuochi.

Ad un anno dalla morte voglio ricordare e rendere omaggio a  questo “semplice” ma GRANDE uomo, servitore dello Stato,  in una terra difficile, ammalatosi e poi morto per amore della sua terra, che era quella – amava ripetere –  che aveva ereditato dai suoi genitori e che si vergognava di lasciare, così com’era, stuprata e moribonda, a suo figlio.

Paola

Grazie Presidente

NapolitanoIl Presidente, Giorgio Napolitano, si è dimesso: lascia dopo 9 anni di Presidenza, l’unico ad essere stato eletto due volte. Il Presidente è stanco, data anche la sua età, e il doppio mandato intenso ha avuto il suo peso. In questi anni è stato l’unico garante delle istituzioni e non a a caso anche la figura politica che più ha ottenuto la fiducia degli italiani.

Grazie Presidente Napolitano  
per quanto ha  fatto, in prima persona,  e spesso in solitudine.

 

Paola

A Parigi con la ragione e con il cuore

ParigiIn questo momento, idealmente, a Parigi ci sono anch’io.
Ci siamo anche noi italiani, rappresentati dal  nostro Presidente del Consiglio, ci siamo anche noi italiani con tante persone comuni… ci sono anch’io  con la ragione e con il cuore.
Ci siamo per testimoniare come resistiamo e resisteremo nel nome dei principi della nostra società alle barbarie di cui siamo stati testimoni in questi giorni.
Ci siamo per difendere  la libertà di espressione, di stampa, di religione e i diritti civili di cui  tutte le persone hanno diritto  in quanto essere umani:uomini e donne figli e fratelli di questo Mondo che dobbiamo tutti insieme migliorare e rendere più giusto e solidale.
Paola

♫ …..e porti sogni, e mi fai sorridere

 

    Una nota per ogni domenica

                                                                                       

                                                                                        –

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Buona Domenica a tutti Voi, …
 con il fascino di una bellissima canzone 
di Gianna Nannini e Pacifico

 

Tu che sei parte di me
e lasci fuochi, piccole tracce
per riportarmi a casa
Tu che sei parte di me
Ultima luce, ultima insegna accesa… 
 

…raccontano i giornali della tua città: Osimo 9 gennaio 2015

Rassegna stampa Osimo

Rassegna stampa locale del 9 gennaio 2014 leggi

Oggi in edicola i temi sono:
– Il “Tiramisù” si blocca;
– Comitato No Prg 2005, il ricorso al Tar della Provincia contro il Prg approvato da Latini,censimento del cemento chiesto dal Forum paesaggio per l’Ambiente;
– scuola elementare di Campocavallo;
– il circo Miranda Orfei ad Osimo, gli  animalisti chiedono controlli sul circo;
– pronto soccorso di Osimo potenziamento nel 2015,

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Dalla  Regione Marche e dai quotidiani nazionali  – gli articoli più rilevanti :
Regione e Nazionali

…raccontano i giornali della tua città: Osimo 8 gennaio 2015

Rassegna stampa Osimo

Rassegna stampa locale del 8 gennaio 2014 leggi

Oggi in edicola i temi sono:
– Il “Tiramisù” si blocca;
– Comitato No Prg 2005, il ricorso al Tar della Provincia contro il Prg approvato da Latini,censimento del cemento chiesto dal Forum paesaggio per l’Ambiente;
– Cinema Concerto e alternative per una sala cinematografica in città;
– Scuola di Casenuove: il Comune ha  accolto la richiesta del comitato di protesta delle mamme aveva suggerito di realizzare la nuova scuola nell’area dietro all’attuale plesso per salvare una buona porzione del giardino.

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Dalla  Regione Marche e dai quotidiani nazionali  – gli articoli più rilevanti :
Regione e Nazionali

La ferocia e la stupidità dell’intolleranza

Rimane solo lo sgomento di fronte alla crudeltà che oggi ha colpito la redazione di un giornale a Parigi, strappando la vita a tante vittime innocenti e la penna di mano a dei giornalisti e a dei vignettisti. Ma anche rabbia: perché questa barbarie non si può più tollerare.
Non si può nel 2015, in Europa, morire per la libertà di espressione.
Il  mio cordoglio alle vittime dell’attacco terroristico al settimanale francese Charlie Hebdo.
Voglio esprimere grande solidarietà anche a tutti i giornalisti che sono impegnati ogni giorno nella lotta contro il terrorismo e per la difesa della libertà di stampa.

charlie

Eugenio Scalfari: Napolitano ci ha salutati ma chi andrà al Quirinale dopo di lui ?

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari, •  04-Gen-15.  di Eugenio Scalfari • 04-Gen-15 La nostra è una Repubblica nella quale il Capo dello Stato tutela la Costituzione e coordina una leale discussione tra gli altri poteri costituzionali.
I giornalisti della carta stampata e delle televisioni continuano ad esaminare, interpretare e discutere del messaggio con il quale Giorgio Napolitano ha dato il suo addio alla carica che ricopre, agli italiani da lui rappresentati nella loro totalità e nella loro auspicabile responsabilità e alla classe politica che bene o male (più male che bene) li rappresenta. Il totale degli ascolti registrati da tutte le televisioni a reti unificate per l’occasione è stata di tredici milioni, il settanta per cento di share, una cifra alla quale, se si aggiungono coloro che non l’hanno seguito in diretta televisiva e l’hanno però recuperato sui giornali o attraverso la rete Internet si arriva a quote del cento per cento degli italiani dai 14 anni in su. Sabino Cassese nel suo fondo di venerdì sul Corriere della Sera ha fatto il conteggio delle parole più usate nel saluto del Presidente della Repubblica, notando che sono state: unità, fiducia, nazione, doveri, Europa, responsabilità, lavoro, Mezzogiorno, rispetto verso gli altri e verso le istituzioni, corruzione, riforme. Le più ricorrenti di questo lungo campionario sono state fiducia, doveri, nazione. Quella non usata è stata diritti, ma, stando all’opinione di Cassese, era implicito nel testo del messaggio. Personalmente non credo che sia questa l’interpretazione esatta. La parola diritti solleva inevitabilmente contrasti, sia per mantenere quelli esistenti che spesso sono stati insidiati e in alcuni casi addirittura aboliti, sia per ottenerne altri che il mutamento d’epoca pone come indispensabili: in ogni caso sono fattori di nuove lotte che avrebbero comunque indebolito la reciproca fiducia e quindi l’unità nazionale che Napolitano ritiene a questo punto indispensabile.
Personalmente ho deciso di scrivere un ritratto politico e morale di Giorgio Napolitano due o tre giorni prima delle sue dimissioni che – ormai è certo – avverranno il 14 gennaio ma penso fin d’ora che, unitamente a Carlo Azeglio Ciampi, sia stato il solo a difendere le prerogative presidenziali che fanno del Capo dello Stato una figura costituzionale diversa da tutti gli altri Capi di Stato europei. Questa figura Napolitano vuole mantenerla. Vale la pena di capirne il perché.
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In tutta Europa (salvo che in Russia e nei suoi dintorni che Europa non sono) il Capo dello Stato non ha alcuna funzione e quindi nessuno dei suoi rappresentati ne conosce o ne ricorda il nome. Le sue prerogative sono puramente cerimoniali, come accade d’altronde dove esiste la monarchia.
Il monarca, anzi, conta sempre meno del presidente d’una Repubblica. Così il re di Spagna, quello del Belgio, la regina di Gran Bretagna. In Italia è diverso: le prerogative del Presidente non sono affatto limitate al cerimoniale; riguardano diritti sostanziali: a lui è riservato il diritto di grazia, la nomina dei senatori a vita, la nomina del presidente del Consiglio e su sua proposta dei membri del governo e dei sottosegretari, la firma dei decreti-legge prima che siano presentati in Parlamento, l’inviolabilità per ogni eventuale reato che non sia stato colto in flagranza dalle forze della sicurezza pubblica. Infine spetta a lui lo scioglimento delle Camere o di una sola di esse quando prima della loro regolare scadenza si trovino in condizioni di non funzionare quale che ne sia la ragione.
La spiegazione di queste prerogative sostanziali non ha bisogno di alcun chiarimento, la nostra è infatti una Repubblica nella quale il Capo dello Stato tutela la Costituzione e coordina una leale discussione tra gli altri poteri costituzionali. Se alcuni di quei poteri vogliono rafforzare la loro autorità diminuendo i poteri di controllo che la contrastano, il Capo dello Stato ha la funzione di impedire questo mutamento e le sue prerogative sostanziali servono appunto a svolgere questo compito. Questo non significa affatto che vi sia o vi debba essere una dialettica polemica tra il potere esecutivo rappresentato dal presidente del Consiglio e quello del Capo dello Stato. Al contrario, ci deve essere e di fatto nel caso specifico c’è una collaborazione e una stima reciproca tra la presidenza del Consiglio e quella della Repubblica, la quale tuttavia può incorrere nel freno che il Capo dello Stato può e deve svolgere quando un potere tende a soverchiare l’altro.
Questa differenza tra la nostra idea di Presidente e quello che è avvenuto nel corso degli anni della Prima Repubblica è notevole. Il mutamento avvenne in concomitanza ed a causa del rapimento di Aldo Moro e della sua uccisione da parte delle Brigate Rosse. Siamo nel 1978 e si forma da allora un passaggio fondamentale di cui sono protagonisti personaggi come Pertini, Scalfaro, Ciampi, Napolitano che assumono al vertice dello Stato una funzione durata fino ad oggi, cioè più di trent’anni, completamente diversa da quella che c’era stata nei trent’anni dall’approvazione della Carta costituzionale fino, appunto, l’uccisione di Moro. Dal 1947 (firma della Costituzione) fino al 1978 il Capo dello Stato non aveva alcun potere e alcuna prerogativa se non di tipo cerimoniale. Naturalmente la lettera della Costituzione era più o meno simile a quella attuale ma esisteva la cosiddetta Costituzione materiale che era la prassi invalsa e che dava al Capo dello Stato poteri minimi rispetto a quelli che il partito di maggioranza e cioè la Dc con i suoi alleati imponeva. Questa è la differenza tra ieri e oggi: i primi trent’anni il Capo dello Stato non conta quasi nulla, come in tutta Europa, nei secondi trenta i quattro nomi che abbiamo indicato tornano alla letteralità della Costituzione e di quella si fanno scudo e rappresentanti.
In Europa le cose stanno molto diversamente. L’abbiamo già accennato e debbo dire che il potere esecutivo ed il suo principale rappresentante che siede a Palazzo Chigi vorrebbe un cambiamento dello stesso tipo di quello vigente in Spagna, Germania, Belgio, Gran Bretagna ed altri. Tutto questo sarà messo alla prova durante le prossime e imminenti elezioni del nuovo inquilino del Quirinale.
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Renzi non ha la maggioranza assoluta del plenum parlamentare che voterà il nuovo Capo dello Stato. Alcuni membri dei partiti che non appartengono alla maggioranza voteranno per il nome scelto da Renzi, ma molti altri che appartengono invece alla maggioranza o allo stesso Pd voteranno probabilmente contro quel nome. Renzi queste cose le sa bene e quindi ne terrà conto nella tattica per arrivare ad una strategia che è quella da lui preferita. Ci sono varie possibilità nelle modalità con cui si sceglie il futuro successore di Napolitano: alcuni puntano su tecnici di vario tipo e di varie discipline alle quali il presidente del Consiglio è disposto a lasciare piena padronanza di quelle materie riservando al potere esecutivo la politica. È difficile pensare che un nome si imponga fin dalle primissime votazioni. Probabilmente ci sarà un periodo di assaggio ma non credo che sia lunghissimo a meno che non vi siano cessioni inevitabili dall’una parte e dall’altra. La soluzione mediana riguarda il livello dei tecnici che deve essere e sarà, se questa fosse la soluzione, molto elevato, riconosciuto non solo in patria ma anche a livello europeo e internazionale. Naturalmente i tecnici possono anche essere, e spesso lo sono, opportunisti nel senso che mettono la propria tecnica a disposizione di chi è più potente di loro e può dunque dare a quella loro capacità una sistemazione estremamente ambita. C’è poi un altro compromesso che è appunto quello di trovare tecnici non opportunisti. Non è facilissimo ma ce ne sono e su quelli bisognerebbe orientarsi. Poiché fare un elenco con alcuni nomi di opportunisti provocherebbe a chi lo fa una serie di sciagure giudiziarie del tipo querele per diffamazione o per calunnia bisogna seguir la via opposta: fare il nome dei più adatti e dei meno opportunisti. Ecco qualche nome in proposito: Pier Carlo Padoan, Renzo Piano, Riccardo Muti, Elena Cattaneo, Sabino Cassese, Gustavo Zagrebelsky, Umberto Eco.
Sono pochi e ce sono molti di più ma questi servono a dare un’indicazione di capacità e di livello che possa essere utile anche applicata a nomi equivalenti. Rappresentano varie branche della cultura, della scienza, della tecnica, dell’insegnamento, dello spettacolo e del diritto.
Più difficile è fornire il nome dei politici cioè di coloro che lasciano la tecnica a chi di dovere e si occupano del bene comune e della sua realizzazione. Questi nomi sono di molto minor numero perché la buona politica che si propone non già il potere per il potere, ma il potere per il bene comune, è assai limitata. Aristotele la mise in cima alle categorie dello spirito ma parlava in un’epoca che è molto diversa della nostra. Comunque ecco qualche nome che possa servire a utilizzare le persone qui indicate o altre di analogo livello e importanza: Romano Prodi, Walter Veltroni, Enrico Letta, Luigi Zanda, Piero Fassino, Pier Luigi Bersani. Anche qui ce ne sono altri ma non molti, ho già detto che la merce buona in politica è molto più rara e le scelte di qualità sono terribilmente difficili.

Evento 'Il Cortile dei Giornalisti'

Il nostro Teatro La Nuova Fenice degno palcoscenico di un altro bel concerto: l’Orchestra Fiati di Ancona

Concerto piacevolissimo quello offerto, ieri sera,  dall’ Orchestra Fiati di Ancona. Sempre emozionante vedere e ascoltare le brillanti qualità di tanti giovani. Bravissimi. Complimenti anche all’arredo natalizio che ha reso ancor più bello il nostro Teatro.
Paola

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    Una nota per ogni domenica

                                                                                       

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Buona Domenica a tutti Voi, …

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one
 

Un inizio dell’anno all’insegna del talento, della professionalità, della passione: meraviglioso concerto di Marco Santini

Meraviglioso concerto di capodanno, di Marco Santini. Il 2015 non poteva iniziare meglio di così. Bravissimo Marco e tutti i suoi musici  che ci hanno omaggiato del loro talento, della loro creatività  e bellissime anche le  melodie composte: “il cristo delle marche”,  “Fuglafjord”. Una Grazie per la emozionante serata musicale, complimenti, bravissimo.
Paola
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