“Un’ invasione di imbecilli”. Ma per nostra fortuna nella rete ci sono anche tanti coraggiosi blogger, a loro tutta la mia solidarietà.

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».
(Umberto Eco)

Quanto sono sagge e vere le parole di Umberto Eco e mi vengono subito in mente i tanti “corvi anonimi”, anche osimani, che svolazzano nella rete raccontando bugie e maldicenze senza avere il coraggio di firmare quanto dicono.

anonimoMa nel mondo ci sono anche tanti blogger che utilizzano la rete per denunciare ingiustizie o per scardinare tirannie ed oppressioni culturali. Si tratta di “BLOGGER” che mettono in pericolo le loro vite nella lotta per la libertà di espressione e, a volte, riescono dove altri mezzi falliscono: uniscono popoli, fanno combaciare idee, realizzano sogni lontani. Proprio come è successo durante la primavera araba.
Anche nel nostro Paese ci sono esempi di blogger, che grazie alle loro denunce di malaffari, di presunti boss hanno contribuito al lavoro della magistratura.
Per il loro coraggio e spirito civico, oggi, vivono sotto protezione. Che cosa è stato, ad esempio, Peppino Impastato con la sua “Radio Aut” se non un “Blogger e reporter coraggioso” ai tempi in cui la rete ancora non era nata e la politica dell’antimafia sonnecchiava ?
Che dire, da ultimo, del blogger saudita Raif Badawi, condannato a dieci anni di carcere e a mille frustate ( in questo momento, mentre siamo comodi a casa, Raif sta ricevendo la sua razione quotidiana di 50 frustate nella “democratica Arabia Saudita). Questa feroce, inaccettabile ed ingiustificata pena gli è stata comminata per aver criticato alcuni membri del governo arabo.

Tutta la mia solidarietà a questi BLOGGER coraggiosi che mettono in pericolo le loro vite nella lotta per la libertà, la giustizia e la civiltà che siano da esempio per quei “corvi” repressi della rete, gente di poco valore (per usare un eufemismo) dedita alla delazione, naturalmente anonima, professionisti delle falsità e dei veleni di cui parla Umberto Eco.
Individui che, rifacendomi alle parole di U.Eco, oltre ad essere imbecilli: …..quando chiamano la loro coscienza, o trovano occupato, oppure risponde la segreteria telefonica.
Paola

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