Come chiamarli se non “Persone che vogliono una vita dignitosa e normale”.

Come chiamare queste persone  che sbarcano sulle nostre coste o che si stanno spostando a piedi attraverso i Balcani: Immigratimigranti, rifugiati, profughi ?
Sono uomini, donne, bambini come Aylan e intere famiglie che, rischiando la vita, fuggono da guerre e dittature che impediscono loro una vita normale e un futuro dignitoso.

Per chi proviene da Paesi come la Siria, l’Eritrea, la Libia la frase “aiutiamoli a casa loro” è ridicola e offensiva, e serve solo come alibi per giustificare disimpegno e indifferenza. Rattrista anche assistere ad una irresponsabile strumentalizzazione politica che sfrutta la paura di molti cittadini. Questa inarrestabile migrazione “del sud del mondo” non ha soluzioni facili, ma sicuramente costruire muri non è la risposta giusta.
Il nostro  Paese, come  da anni già sta facendo, e tutto il  ricco Occidente  non può  chiudersi negando accoglienza e aiuto umanitario.

profughi_immigrati_clandestini
Nel nostro piccolo anche il nostro Comune sarà chiamato a uno sforzo di solidarietà, sono certa che la maggior parte dei nostri concittadini sarà sensibile e attento ai bisogni di intere famiglie disperate e spaventate. E’ in momenti come questi che si misura il livello di responsabilità e la civiltà di un popolo.

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