Buon anno 2016 che sia per tutti noi un anno pieno di tempo

Auguri di buone feste, vi Abbraccio, Vi voglio Bene

************************Ti auguro tempo

 (di Elli Michler)

Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno.

Ti auguro tempo per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo per il tuo fare e il tuo pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo non per affrettarti e correre, ma il tempo per essere contento.

Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.

Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Tantissimi auguri per un 2016 ricco di tempo.

*****

Annunci

Un invito al SENSO CIVICO: # NO AI BOTTI PER FAVORE

No BottiCon l’arrivo dell’ultimo dell’anno e dei festeggiamenti torna d’attualità il problema dei botti. Un’usanza diffusa anche nelle nostre zone che fa discutere per le svariate ricadute negative in termini di sicurezza, tutela degli animali e inquinamento.
Faccio appello come semplice cittadina all’intelligenza e al senso civico di tutti: evitate di salutare l’arrivo del 2016 facendo esplodere dei botti.
E i motivi per farlo sono tanti:
1. si tratta di una pericolosa “BRUTTA-usanza”, causa di ferimenti, menomazioni e a volte anche peggio. L’anno scorso, in tutta Italia, si sono riscontrati due morti e oltre 500 feriti.
2. Il primo giorno del nuovo anno restano sulle strade quantità di botti inesplosi che possono mettere a rischio l’incolumità delle persone.
3. Il livello di inquinamento dell’aria, già assai elevato in questo periodo, viene ulteriormente incrementato dalle esplosione attraverso l’emissione di sostanze chimiche.
4. Stiamo vivendo un momento storico segnato da drammatici attentati terroristici che consigliano comportamenti più sobri e rispettosi dei molti lutti provocati.
5. Ultimo, ma non meno importante, il serio disagio che subiscono gli animali. Lo scoppio di fuochi artificiali in piena notte è causa di danni, che colpiscono indistintamente animali selvatici e domestici. Chi ha, come me,  un cane sa di cosa sto parlando.

Salutiamo il nuovo anno con modalità più tranquille e rispettose della nostra e altrui incolumità. I benefici saranno per tutti noi.

Paola

***

Eugenio Scalfari: Il Mezzogiorno è povero ma c’è il governo. Invece non c’è.

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari, • 27 Dicembre 2015. Le anime morte. Ci sono molti problemi in ballo in Italia, in Europa e nel mondo intero. In particolare nel Mezzogiorno, nelle sue costiere e nelle sue isole. Ne abbiamo già parlato molte volte, ma da tempo è caduta su quel tema una coltre di silenzio, forse perché era stato in prima fila da quando il Regno d’Italia nacque nel 1861 e portò insieme ai fausti eventi che sempre accompagnano l’unità di una Nazione, anche un evento funesto che prese il nome di questione meridionale e causò addirittura una guerra che insanguinò tutte le regioni meridionali. Fu detta guerra del brigantaggio e coinvolse l’Abruzzo, le Puglie, la Campania, la Basilicata, la Sicilia, la Sardegna: mezza Italia, dove le truppe italiane furono dislocate e dovettero fronteggiare non solo bande di briganti dedite al saccheggio, alla rapina, al sequestro di persona, agli omicidi contro i traditori ed anche contro i pochi che predicavano pace e misericordia. Ma anche i politici locali che stavano con un piede nella politica locale e nazionale e con l’altro negli interessi dei rivoltosi che non erano soltanto briganti ma anche borbonici, clericali e assai più spesso capi-bastone che guidavano clientele di latifondisti ed avevano il potere del potere locale.
Gaetano Salvemini, anni dopo quando la guerra vera e propria era terminata ma gli eminenti locali e le organizzazioni mafiose erano in pieno rigoglio, li chiamò “ascari di Giolitti” che era allora il capo della politica italiana. In parte sbagliò ed in parte aveva ragione, Salvemini. Erano più di ascari, in gran parte delle campagne erano i capi delle clientele pronti a votare per il leader nazionale. Purché gli avesse lasciato campo libero per il loro potere locale. Questo ricatto ebbe luogo fino al 1910 quando questi capi appoggiarono le pretese dell’Italia verso la sua prima colonia mediterranea in Libia. Poi il ricatto diminuì o addirittura scomparve perché Giolitti aveva trovato l’appoggio dei cattolici di Gentiloni e la simpatia dei socialisti riformisti di Turati, di Anna Kulišëva, di Treves e di Bissolati. Ma il dibattito sulla questione meridionale continuò, anzi prese un tono molto più ampio di studi, di cultura, di misure economiche e sociali portate avanti da Giustino Fortunato, Sacchetti, Spaventa, Croce e molti altri a cominciare da Giovanni Amendola, Matilde Serao, Adolfo Omodeo, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Di Vittorio, Pasquale Saraceno, Francesco Compagna e Danilo Dolci. Ma negli ultimi trent’anni – con rare eccezioni – è calato il silenzio. Al suo posto è nata la questione settentrionale la quale al suo primo sorgere fu giudicata dal ceto colto italiano come un’uscita politica demagogica, priva di qualunque significato. Invece non era così, anche se fu presto determinata dall’uso politico che ne fu fatto dalla Lega di Bossi ma divenne anche uno strumento nelle mani di Berlusconi che era nato alla politica con idee molto prossime a quelle leghiste.
La questione settentrionale, quella seria, ha colto la povertà strutturale di alcune regioni padane tra le quali predominava allora il Veneto. Ma colse anche quel fenomeno – molto positivo da un lato e molto negativo dall’altro – che fu la piccola e piccolissima industria che ebbe grande espansione dagli anni Settanta e si impiantò in un gruppo di regioni estremamente importanti nella geopolitica italiana (il Veneto, la Lombardia centrosettentrionale fino alla foce del Po) e compose quella specie di triangolo industriale che fu il nord da Treviso al sud di Ferrara sconfinando poi con Ancona e Pescara. Una cometa la cui stella era allora il triangolo industriale Torino Genova Milano e la coda si allargava da Treviso fino ad Urbino e Pesaro, saldati poi nel bene e nel male con la Puglia di Foggia ed infine, attraverso il Salento, col profondo Sud.
La questione settentrionale è costituita dal fiorire della piccola e piccolissima impresa, quella che nasce dall’espansione delle grandi imprese del nord, la Fiat, la Montecatini, l’Ansaldo, i Falck, l’elettricità della Edison, i cantieri e la chimica di Marghera.
La grande impresa generò, insieme ad un grande sistema bancario, un importante “indotto” che creò le piccole e le piccolissime imprese dai 15 ai 5 operai, esentato proprio per le sue dimensioni dall’articolo 18 dello statuto sindacale, e incoraggiato continuamente ad accrescere fino a 30 o 40 dipendenti, che quasi mai però avviò questo percorso.
In tempi duri di congiuntura negativa e di crisi, è stata la piccola impresa al centro di una crisi congiunturale e strutturale fatta propria, come non è accaduto in altre parti del Paese, dalla politica che l’ha trasformata in una vera questione nazionale. Le due questioni contrapposte denunciano l’esistenza da secoli di un Paese duale. Duale in tutto, nella sua storia, la sua economia, la sua cultura, la sua politica e perfino la sua etnia. Non è il solo in Europa e nel mondo, ma è stato quello che più ne ha risentito.
*********
Ho letto sul Corriere della Sera del 21 dicembre scorso un articolo di Ernesto Galli della Loggia intitolato “Il Mezzogiorno datato”. Cito una frase di quell’articolo che traccia un crudele ma importante racconto: “Mi chiedo se al nostro presidente del Consiglio è mai capitato di trascorrere più di una notte in qualche città dell’Italia meridionale, se conosce appena un poco quella parte del Paese, se ha mai visto il terrificante panorama di Catanzaro o il centro antico di Palermo, se ha mai dato un’occhiata all’ininterrotta conurbazione napoletana che si stende da Pozzuoli a Castellammare. O magari per avere un esempio, ha provato a farsi fare una tac in un ospedale calabrese. L’addio al Mezzogiorno, prima che culturale è stato ideologico e politico”. La citazione è lunga ma assai pertinente. Della Loggia lavorò un tempo anche su questo giornale ma i problemi del Paese per fortuna continua a vederli nella giusta luce e ad affrontarli con la “verve” che è propria del suo giornalismo.
Forse ricorderà che nel 1963 l’Espresso effettuò un’inchiesta in varie puntate, affidata ai nostri più egregi redattori e collaboratori, con un titolo portante che diceva: “L’Africa in casa”. Fu molto seguita a quell’epoca (oltre mezzo secolo fa). Descriveva la miseria del cibo, la presenza in tutte le case di topi, pidocchi e scarafaggi, le morti molto numerose di neonati e di bambini e infine la fame, diffusa fino agli ultimi giorni dell’esistenza.
Fece molto chiasso quell’inchiesta e determinò anche qualche svolta politica, i cui prodotti furono non a caso chiamate cattedrali nel deserto e recarono semmai qualche beneficio all’economia del Nord: profitti alle banche e alle imprese, depositi bancari che affluivano agli istituti settentrionali, anche se il benessere del Sud non si spostò e le sue classi non si integrarono. Le cattedrali le costruiva lo Stato e quindi i fedeli (lavoratori) non avevano alcun dono ma i benefici del buon Dio andavano semmai riservati al Nord e/o alle già robuste organizzazioni mafiose. Se paragoniamo il reddito del Sud di oggi a quello di allora esso è certamente molto aumentato; ma se lo confrontiamo con quello del Nord il dislivello è enormemente aumentato. La questione meridionale non ha dunque fatto un solo passo avanti in tema di dualismo, cioè di diseguaglianza non solo tra i ceti ma tra le regioni.
Gli ascari e gli emiri ci sono sempre, anzi sono cresciuti di numero; le organizzazioni mafiose hanno ancora al Sud il comando strategico, ma il grosso degli affiliati e dei loro comandanti in loco ormai si sono spostati a Torino, a Milano, in Emilia, in Veneto, ad Amburgo e a Marsiglia, e nel frattempo hanno intrecciato contatti di solidarietà con le mafie della Bolivia, degli Usa, del Kosovo, del Montenegro e infine della Turchia, della Russia e del Giappone. Questa esportazione è dunque ormai mondiale, il Mezzogiorno italiano ne è una delle centrali principali. L’Italia in cento anni ha guadagnato in termini di profitto e di benessere ma il Mezzogiorno ha perduto in denaro e in prestigio. È una terra nella quale vegetano milioni di persone perbene ma sono come anime morte: il potere ce l’hanno i truffatori e i capi delle clientele.
******
La deputata del Pd, Stefania Covello, incaricata di occuparsi del settore Sud per conto del partito, sull’Unità del 22 scorso ha risposto all’articolo del della Loggia, mettendo un titolo alquanto strano: “Il governo e il sud che c’è”. Singolare. Sarebbe stato molto più pertinente titolarlo così: “Il governo che c’è e il Sud che non c’è”. Per il Mezzogiorno qualcosa sarà fatto, ma il renzismo governa da tre anni e finora non si era neppure accorto di quell’Italia che comincia a Frosinone e continua a Pescara, a Taranto, a Cassino, a Gaeta, a Lampedusa, ad Agrigento, a Trapani, a Reggio Calabria, a Cagliari, a Sassari, all’Asinara e a Porto Empedocle.
Adesso finalmente hanno capito che c’è, anzi finora l’Italia è stata soltanto quella che precede Bologna. Governeranno fino al 2028, dunque un piano lo faranno e gli daranno anche inizio. Direi quindi che gli anni disponibili alla realizzazione degli obiettivi saranno quindici. Di solito però i loro annunci tardano tre anni prima di attuarsi, anche perché adesso sono in tutt’altre faccende affaccendati. È lecito dunque aspettarsi che l’annuncio inizierà la sua esecuzione nell’anno 2017. Undici anni per attuarlo, sperando che non sia ripetuto quanto avvenne tra Salerno e Reggio Calabria, progettata trent’anni fa e ancora in corso d’esser completata. Per risolvere la questione meridionale non ce la fece la destra di Ricasoli né la sinistra di Depretis, né Giolitti, né Mussolini, né Craxi. Di Berlusconi non ne parliamo. Ce la faranno Covello e Delrio? Speriamo. Renzi comunque ha ben altro di cui occuparsi. Lasciamolo tranquillo e forse avremo meno guai.

Evento 'Il Cortile dei Giornalisti'

***

***

Un buon proposito per l’anno nuovo: interessiamoci della politica {da Bertoldt Brecht}

In un clima generale di disaffezione, di indifferenza e diffidenza verso la ” politica” dovremmo tutti avere in mente la massima di Bertoldt Brecht.
Penso che hanno una colpa grave quanti non sentono, non parlano, non s’interessano degli avvenimenti politici anche se la politica si interessa di tutti noi e lo fa ogni giorno nel bene e nel male.

Buon Impegno a tutti, con l’invito di Brecht.
Paola

Analfabeta

***

❤ Buon NATALE

 

    Una nota per un Buon NATALE

                                                                                       

                                                                                        –

               –

Buona NATALE  Meraviglioso …… UNICO E SPECIALE a tutti Voi,
con la poesia e la musica di Pierangelo BERTOLI

…forse qualcosa di speciale
Buon NATALE 

Un abbraccio Paola
*

***

Auguri ai miei cari lettori: che il Natale ed il 2016 siano davvero BUONI, per tutti.

 Il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, avere cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.
Papa Francesco

Natale

Invio a Voi e alle Vostre famiglie un pensiero speciale per il prossimo Santo Natale,  l’augurio che dentro il sacco di Babbo Natale ci sia, per l’umanità intera, tolleranza, pace, rispetto, fraternità e che ognuno di noi possa adoperarsi per moltiplicare questi doni.

Che il Natale e l’anno nuovo siano davvero BUONI, per tutti Noi.
                   Paola Andreoni

 

***

La manovra di stabilità 2016 è legge.

Di seguito il testo del disegno di legge n. 2111-B recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2016), definitivamente approvato dal Senato con 162 voti favorevoli e 125 contrari.

2016
Questi i punti più rilevanti del provvedimento composto da un solo articolo e da 999 commi:

  • no all’aumento di IVA e accise: disattivate per il 2016 le clausole di salvaguardia previste dalle precedenti disposizioni legislative per un valore di 16,8 miliardi;
  • eliminazione della TASI per i proprietari e per gli inquilini sugli immobili residenziali adibiti ad abitazione principale, ad eccezione delle abitazioni di lusso; la casa assegnata al coniuge in caso di separazione o divorzio per gli immobili sarà assimilata alla all’abitazione principale; per gli immobili locati a canone concordato l’IMU e la TASI sono ridotte del 25%;
  • per immobili concessi in comodato a genitori o figli è prevista la riduzione del 50% della base imponibile IMU (il beneficio vale anche per la seconda casa posseduta nello stesso comune adibita ad abitazione principale);
  • bonus mobili per giovani coppie: per le giovani coppie, sposate o anche di fatto (di cui almeno uno dei componenti abbia meno di 35 anni), che abbiano acquistato la casa principale è prevista una detrazione fiscale del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili nel 2016 fino a 16.000 euro;
  • eliminazione dell’IMU sui terreni agricoli e sui macchinari funzionali al processo produttivo (cd. imbullonati); sono esclusi i proprietari di terreni di pianura che non siano coltivatori diretti e imprenditori professionali iscritti alla previdenza agricola;
  • i Comuni saranno interamente compensati dallo Stato per la perdita di gettito derivante dall’eliminazione di IMU e TASI;
  • leasing immobiliare ad uso abitativo: è prevista la deducibilità a fini IRPEF nella misura del 19% dei canoni di leasing fino a 8.000 euro, nonché del costo di acquisto dell’immobile all’esercizio dell’opzione finale fino a 20.000 euro;
  • proroga al 31 dicembre 2016 delle detrazioni Irpef per interventi di riqualificazione energetica e per le ristrutturazioni degli edifici nella misura rispettivamente del 65% e del 50%;
  • misure riguardanti l’IRAP:
    • aumento degli importi deducibili dall’IRAP in favore di s.n.c., s.a.s., imprenditori individuali, artisti e professionisti;
    • introdotte esenzioni per operatori del settore agricolo, della piccola pesca e della silvicoltura;
    • esclusa l’autonoma organizzazione ai fini IRAP per i medici che abbiano sottoscritto convenzioni con le strutture ospedaliere per lo svolgimento della professione e dal lavoro presso le strutture percepiscano più del 75% del reddito;
  • IRES (imposta sui redditi delle società): la riduzione dell’aliquota dal 27,5 al 24 per cento, inizialmente ipotizzata per il 2016, è rinviata al 2017;
  • regime forfetario (ex minimi): elevate le soglie di ricavi per l’accesso al regime forfetario di imposta del 15%; per i professionisti si passa da 15.000 a 30.000;
  • super-ammortamenti per gli investimenti delle imprese: per i nuovi beni strumentali acquistati dal 15 ottobre 2015 fino al 31 dicembre 2016 sarà possibile portare in deduzione il 140% del loro valore;
  • applicazione opzionale per gli imprenditori individuali di un’imposta sostitutiva di IRPEF e IRAP, con aliquota dell’8 per cento, sugli immobili strumentali;
  • fondi strutturali UE per i professionisti: i liberi professionisti sono equiparati alle pmi per l’accesso ai fondi strutturali EU per il periodo 2014/2020;
  • modifiche alla no tax area: per i pensionati over 75 anni passa da 7.500 a 8.000 euro, per i contribuenti di età compresa tra 70 e 75 anni passa da 7.500 a 7.750 euro;
  • gestione separata INPS: rimane invariata per i professionisti senza cassa l’aliquota contributiva del 27% da versare alla gestione separata dell’INPS;
  • niente supertassa su yacht di lusso: eliminata la supertassa sulle imbarcazioni di lusso introdotta dal Governo Monti;
  • regime agevolato per cessioni e assegnazioni di beni ai soci e aumento degli importi deducibili dall’IRAP in favore di alcuni soggetti di minori dimensioni;
  • ecobonus camper: nuovi incentivi fino ad un massimo di 8.000 euro a veicolo per la sostituzione del vecchio camper con uno nuovo di classe Euro 5;
  • accertamenti tributari: ampliati i termini per l’accertamento delle imposte sui redditi e IVA (al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione); eliminato il raddoppio dei termini in caso di violazione tributaria di natura penale;
  • rateizzazione delle cartelle Equitalia: i contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione di somme dovute a seguito di accertamenti con adesione potranno essere riammessi alla dilazione;
  • proroga della compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della P.A. e certificati;
  • “micropagamenti” elettronici: obbligo per commercianti e professionisti di accettare pagamenti di piccoli importi con carte di credito o di debito, salvo i casi di impossibilità tecnica;
  • la soglia dell’uso del contante sale a 3.000 euro; la soglia è di 1.000 euro per i money transfer e per i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, in primis le pensioni;
  • canone Rai: l’importo scende da 113,50 a 100 euro; si introduce una nuova presunzione di possesso dell’apparecchio televisivo, ai fini dell’accertamento di situazioni di evasione del pagamento del canone: la presenza di un contratto di fornitura dell’energia elettrica, nella cui fattura sarà addebitato il canone, con possibilità di rateizzazione in 10 mensilità (da gennaio a ottobre); anche la mera detenzione (oltre all’utilizzo) giustificherà l’applicazione del canone tv, e non sarà più possibile la denuncia di cessazione di abbonamento televisivo per “suggellamento”;
  • finanza locale: introdotte nuove regole sul pareggio di bilancio per enti locali e regioni e conseguente abrogazione della disciplina del patto di stabilità interno degli enti locali;
  • codice della strada: all’elenco delle violazioni che possono essere accertate con apparecchiature di rilevamento si aggiungono le revisioni dei veicoli e le violazioni dell’assicurazione RC auto;
  • spiagge: sospesi i contenziosi amministrativi con gli attuali concessionari in attesa del riordino complessivo della disciplina; restano esclusi dalla moratoria gli enti locali commissariati o sciolti per mafia;
  • giustizia: fra le varie misure si segnalano:
    • l’istituzione di un fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, cui non sia stato corrisposto l’assegno di mantenimento;
    • la riduzione dei compensi dei magistrati onorari (giudici di pace, giudici onorari aggregati, giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari);
    • per gli avvocati la possibilità di compensare i crediti per spese di giustizia nei confronti dello Stato con quanto dovuto per imposte, tasse e contributi previdenziali (compensazione consentita nel limite di spesa di 10 milioni di euro annui);
  • sicurezza: bonus di 80 euro mensili per forze di polizia, vigili del fuoco, forze armate e Capitanerie di porto (escluso i lpersonale di livello dirigenziale);
  • settore del lavoro: fra le misure più significative segnaliamo:
    • è prorogato lo sgravio contributivo per le nuove assunzioni con contratti di lavoro a tempo indeterminato effettuate nel 2016: è previsto l’esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite di 3.250 euro su base annua, per un massimo di 24 mesi;
    • è introdotta una specifica disciplina tributaria per la promozione del welfare aziendale e l’incentivazione della contrattazione collettiva decentrata: per i soggetti con reddito da lavoro dipendente fino a 50.000 euro, si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 10% entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi, in relazione alle somme e ai benefit corrisposti per incrementi di produttività o sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa;
  • previdenza: è previsto un ulteriore intervento (il settimo) in favore dei soggetti salvaguardati:
    • sarà garantito l’accesso al trattamento previdenziale con i vecchi requisiti ad un massimo di ulteriori 26.300 soggetti;
    • sono individuate nuove categorie di soggetti beneficiari e incrementati i contingenti di categorie già oggetto di precedenti salvaguardie, attraverso il prolungamento del termine (da 36 a 60 mesi successivi all’entrata in vigore della riforma pensionistica) entro il quale i soggetti devono maturare i vecchi requisiti;
    • per effetto di queste disposizioni il numero massimo di soggetti salvaguardati è stabilito a 172.466.
  • giochi: aumento del prelievo erariale unico (PREU) su newslot e videolottery; nuovi limiti alla pubblicità dei giochi su radio e tv e campagne di informazione e sensibilizzazione nelle scuole sui rischi connessi al gioco d’azzardo;
  • misure per la lotta alla povertà, in particolare quella infantile, con l’istituzione del fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale;
  • sostegno alla disabilità: istituzione di un apposito fondo per il sostegno di persone con disabilità grave prive di legami familiari, con dotazione di 90 milioni nel 2016; rifinanziamento del fondo per le non autosufficienze per un totale di 400 milioni di euro;
  • proroga della cd. opzione donna: si consente l’accesso all’istituto (transitorio e sperimentale) – che permette alle lavoratrici di beneficiare del trattamento anticipato di pensione con calcolo esclusivamente contributivo – a chi matura i previsti requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2015;
  • “carta della famiglia”: è introdotta la carta della famiglia, destinata su richiesta alle famiglie costituite da cittadini italiani o da stranieri regolarmente residenti nel territorio nazionale, con almeno 3 figli minori a carico; la carta sarà rilasciata dai comuni in base all’ISEE e consentirà riduzioni di tariffe e sconti per l’acquisto di beni e di servizi;
  • sanità: il fabbisogno sanitario nazionale standard scende a 111 miliardi nel 2016, con un ribasso di circa 2 miliardi rispetto al finanziamento previsto dalla precedente legge di stabilità;
  • risorse e strumenti per la politica estera: si incrementa lo stanziamento in favore della nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e si prevede la creazione di un fondo dotato di 1 milione di euro a partire dal 2016 per coprire le spese per i collegi arbitrali internazionali;
  • culturacard di 500 euro per i diciottenni da usare per iniziative culturali (acquisto di libri, ingresso in aree archeologiche, musei, mostre ecc.); bonus di 1000 euro una tantum per l’acquisto di strumenti musicali da parte degli studenti iscritti ai conservatori;
  • università, ricerca e scuola: è previsto l’incremento del fondo per il finanziamento ordinario delle università, destinato fra gli altri all’assunzione di ricercatori a tempo determinato e ad un piano straordinario per la chiamata di professori di prima fascia; aumentano i fondi per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e le risorse per le scuole paritarie.

Il testo del provvedimento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Allegat0:
testo approvato Legge di stabilità 2016

***