27 gennaio 1945 – 2015 a 70 anni dall’apertura dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz: per sapere e per non dimenticare

Per sapere, per non dimenticare e
per scegliere la giustizia, la tolleranza e la pace

27 gennaio giorno della memoriaQuando le truppe sovietiche arrivarono al campo di sterminio nazista di Auschwitz, in Polonia, davanti a loro si presentò una scena terribile: uomini, donne e bambini ridotti a scheletro, segregati, torturati e poi uccisi e bruciati solo perché ebrei, zingari, oppositori antifascisti, omosessuali.
Era l’immagine dello sterminio. La più assurda e angosciante barbarie che mente umana abbia immaginato nel Novecento, con milioni di vittime, 6 milioni di ebrei.
Nel corso della seconda Guerra Mondiale, circa 40.000 italiani furono strappati dalle loro case dai militi della Repubblica Sociale o dalle truppe tedesche di occupazione e deportati nei Lager che i nazisti avevano allestito in tutta Europa, per l’eliminazione fisica di milioni di uomini, di donne e di bambini.
Dei deportati italiani, quasi 10.000 furono gli ebrei e circa 30.000 i partigiani, gli antifascisti, i lavoratori; questi ultimi arrestati in gran parte dopo gli scioperi del marzo 1944.
Solo 1 su 10 fece ritorno: il 90% finì i suoi giorni annientato dalla macchina hitleriana dello sterminio.
Altre guerre e altre stragi di innocenti sono seguite a quelle di Auschwitz, di Mauthausen o della Risiera di San Saba a Trieste, l’unico campo di sterminio nazista in Italia.
Stragi spesso ignorate o dimenticate.
Ecco perché la memoria.  La Memoria significa conoscere la nostra storia, anche nelle sue pagine peggiori.
Serve a ciascuno di noi per dire “voglio che quel passato non ritorni. Né qui in Europa, né altrove“.
La Memoria è la difesa di una civiltà dove nessuno possa cancellare – nel senso di eliminare – chi è diverso da lui, perché ha la pelle di un altro colore o perché prega un altro Dio.
La giornata della Memoria è un modo per ritornare col pensiero lì, all’ingresso di Auschwitz. E per rivedere il volto di chi, rinchiuso in quei campi, avrebbe voluto avere una vita serena, lunga, felice e invece gli è stata negata, con la violenza, con la sopraffazione.
Il ricordo di quegli anni tragici ci fa apprezzare ancora di più il valore, l’importanza, della pace e della libertà riconquistata, ci fa comprendere quanto grande è stato il sacrificio di chi ha sofferto e ha combattuto perché il sogno, la speranza di una vita serena, lunga, felice, non fosse/non sia più negato – a nessuno.
E’ per questo che è giusto ricordare, perché ciò che è accaduto non accada mai più.
Questa giornata deve essere, per le giovani generazioni  e per tutti noi adulti, occasione di formazione e di riflessione sull’oggi e sull’attualità di quei fatti che apparentemente sembrano lontani ed irripetibili. Il passato deve lasciare in tutti noi  un segno nel nostro presente e sulle nostre coscienze:

combattere in prima persona gli atteggiamenti di discriminazione verso l’altro.
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La Giornata della Memoria sarà celebrata anche con lo spettacolo teatrale “l’Istruttoria”, Mercoledì 27 Gennaio al Teatro La Nuova Fenice, alle ore 21

L_ISTRUTTORIA-FINALE

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L’istituzione del Giorno della Memoria in Italia è avvenuta con la legge 20.7.2000 n. 211, “La Repubblica Italiana riconosce il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.“.

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