10 marzo 1946: ricordando il 70° anniversario del voto alle donne in Osimo e in Italia.

Sono passati 70 anni dalla prima volta in cui le donne italiane hanno esercitato il diritto di voto.
Localmente il 10 marzo 1946 ( in Osimo le prime elezioni amministrative si svolsero il 24 marzo 1946), in occasione delle prime elezioni amministrative dopo la caduta del fascismo e,  a livello nazionale,  il 2 giugno dello stesso anno per il referendum istituzionale, in occasione della scelta tra Monarchia e Repubblica che avrebbe decretato la scelta repubblicana e ad eleggere l’Assemblea costituente.
Un anno importante per la democrazia italiana e per la storia della partecipazione femminile alla vita politica e sociale del nostro Paese. Una conquista difficile, per nulla scontata, nonostante la significativa partecipazione delle donne alla Resistenza, ottenuta dopo quasi cent’anni di mobilitazioni. Penso che sia stato un bel segno che la Repubblica sia nata con il voto delle donne.

Anno scorso in occasione della festa della Repubblica abbiamo festeggiato il 70° anniversario dell’estensione del diritto al voto alle donne. Era infatti il 1945 quando con decreto legislativo venne riconosciuto il diritto di voto alle donne e successivamente dal 1946 anche il diritto alla loro eleggibilità.
In quella occasione ho  invitato  tutte le donne osimane che hanno svolto attività politico-amministrativa nella nostra città, elette consigliere comunali o nominate assessore a partire dal mandato amministrativo del 1946.
Una grande festa che ha riservato particolari emozioni al numeroso pubblico intervenuto al Teatro “La Fenice”, soprattutto quando è salita sul palco, accompagnata da Violetta e Graziano Piergiacomi, la prima donna osimana eletta nel 1946, oggi centoquattrenne, Elena Giorgetti . Una donna dal carattere forte con una mente brillante che ha dato, con la sua testimonianza,  esempio di impegno e passione lanciando alle donne un messaggio: partecipare attivamente alla vita politica del Paese con il fine ultimo del bene comune.

Elena***
Un bellissimo esempio per tutte noi e per  le  giovani cittadine osimane che quest’anno, con il compimento dei 18 anni, otterranno il diritto di voto. A queste giovani cittadine della nostra comunità raccomando di non dimenticare e di riflettere sull’importanza di questo diritto. 70 anni fa, come oggi per altre circostanze, erano tempi duri, c’era stata una guerra, c’era la povertà. Ma quelle ragazze appena maggiorenni come Elena Giorgetti, Giuseppina Ambrogetti e Gioconda Canalini avevano forte la speranza , la fiducia nella possibilità di costruire insieme un mondo più giusto, più libero, e di Pace.
Recandosi al voto, scegliendo, e partecipando  da elette, alla vita amministrativa locale queste giovani donne dimostrarono con i fatti e con i comportamenti di essere uscite dalla condizione di subalternità civica e politica.
Come allora anche oggi le donne sono chiamate a portare il loro contributo di idee e proposte, per una società più giusta e un Paese migliore. Lo strumento per farlo è il voto, simbolo di libertà, democrazia, partecipazione e diritto.

Le prime donne elette nel Consiglio Comunale di Osimo

Mandato 1946 – 1951 sindaco Muzio Montanari

In Osimo le prime elezioni amministrative si svolsero il 24 marzo 1946. Furono le  prime elezioni libere dopo il fascismo. Tre le liste che si presentarono agli elettori osimani: Democrazia Cristiana, Partito della Sinistra ( che comprendeva il PCI, il Partito d’Azione, e il PSI) e gli Indipendenti. Tra i primi 30 consiglieri comunali elette anche tre donne:

1. CANALINI Gioconda Eletta consigliera comunale, a 26 anni, nella lista della sinistra che comprendeva partito Comunista, partito d’Azione e partito socialista. Per molti studenti di Ragioneria, come me, è stata l’amata e comprensiva professoressa di Geografia. La figlia Maria Teresa Carloni nel 1976 è stata eletta parlamentare,  unica osimana ad essere eletta alla Camera dei Deputati. Quando l’ho cercata, anno scorso, invitandola alla cerimonia in Teatro è rimasta incredula, non sapeva nulla di questo impegno politico della madre e mi ha mandato queste righe:Gioconda Canalini

Paola mi ha chiesto di parlare di mia madre che fu eletta consigliera comunale ad Osimo nel 1946. Né io, né mio fratello né i miei cugini sapevamo dell’avventura di mamma nel primo consiglio comunale di Osimo eletto a suffragio veramente universale.
Le donne in Italia diventarono finalmente “cittadine” solo nel 1946 dopo aver partecipato alla resistenza e alla lotta di liberazione dal nazi-fascismo.
Mamma ha sempre parlato molto e credevamo di sapere tutto, al contrario mi rendo conto che i figli sanno molto poco dei loro genitori, che troppo spesso non hanno ascoltato e quando avrebbero voluto sapere era troppo tardi.
Moretti nel suo ultimo film “Mia madre” esprime bene questo senso di inadeguatezza verso una madre pur molto amata e come alla fine i figli debbano concludere che non la conoscevano davvero.
Gioconda Canalini nasce nel 1921 in pieno regime fascista e ci raccontava sempre il tema di italiano dell’ esame del IV ginnasio “..e tutto che al mondo è civile, grande, augusto, egli è romano ancora” ( Carducci) e ne sottolineava la logica nazionalista.
Da ragazzina era una ribelle alle regole, ai comportamenti che riteneva conformisti, sbagliati e classisti. Famose (in famiglia) le sue battaglie scolastiche contro alcuni professori che avevano atteggiamenti diversi verso gli studenti a seconda della classe sociale di appartenenza.
Non era facile ed usuale in quegli anni avere sette in condotta, ma lei ci riuscì.
E’ stata tra le prime ad iscriversi alla facoltà di Filosofia ed era molto orgogliosa del numero 6 del suo libretto universitario.
Ho appreso solo in questi giorni che si presentò alle prime elezioni comunali dopo la liberazione e che fu eletta e che lo fece con la parte giusta, con quella parte che ci permise di liberarci dal fascismo e che contribuì a scrivere la più bella carta costituzionale.
Dai resoconti comunali ritrovo nomi di amici di famiglia che conoscevo bene come Canapa, Volpini e apprendo come per coerenza ad un forte senso di giustizia e al ruolo istituzionale ricoperto si dimisero.
Dopo la guerra non potendo partecipare a concorsi pubblici ( tra lo scritto e l’orale passarono quattro anni) non esitò ad iscriversi ad una scuola di taglio per poter confezionare i vestiti per sé e per i figli e cominciò a dare ripetizioni private. Cominciò poi a fare scuola, prima all’ Avviamento Professionale, poi alle Medie, quindi all’ Istituto Nautico per finire all’ Istituto per Ragionieri.
Ha continuato per anni a dare lezioni private in tutte le materie.
Il senso di ribellione che aveva da ragazzina si maturò in un fortissimo senso della giustizia e non esitò mai a prendere posizione in difesa dei più deboli.
Non era donna di compromessi, rivendicava per sé e per le altre donne il diritto al lavoro come realizzazione di sé e creazione di storia collettiva, il diritto alla parità tra uomini e donne.
Nel ’68, forse un po’ influenzata da noi figli e dal suo trasferimento in una scuola media di Roma nel quartiere popolare di Primavalle, comprese ed aderì a molte delle idee di quegli anni, la critica al consumismo, all’ autoritarismo, per la liberazione femminile.
Condivise la battaglia per il divorzio e per la legge 194.
Né lei né il marito riuscirono mai a capire il successo di Berlusconi: fino a poco prima di morire si chiedeva come ci si potesse affidare ad un imprenditore che parlava in modo così rozzo, così demagogico, che prometteva e non manteneva.
E’ stata per tutta la vita una donna forte, volitiva, capace di grandi sacrifici.
Questa sua durezza anche verso sé stessa a volte la rendeva implacabile nei giudizi e non sempre riusciva a comprendere e a scusare le debolezze degli altri.
Fino all’ ultimo non ha voluto pesare su noi figli, ha scelto lei di andare in casa di riposo e ha rifiutato l’ospitalità in casa nostra.
Ha amato moltissimo suo nipote Riccardo che ogni settimana andava a trovarla per farle piccoli lavoretti e a conversare.
Sempre lucida, partecipe ed attenta aveva parlato con me la sera per vederci il pomeriggio del giorno dopo.
Non ci siamo viste: è morta la mattina.
Pilli

2. AMBROGETTI Giuseppa  in Mancinelli. Nata ad Osimo il 15/3/1922. Madre dell’attuale sindaco di Ancona. Eletta consigliera nella lista della sinistra che comprendeva partito Comunista, partito d’Azione e partito socialista

3. GIORGETTI Elena in DONNINI. Il prossimo 3/4/2015 compirà 104 anni.Elena 77
Eletta consigliera, aveva appena 24 anni, nella lista della sinistra che comprendeva partito Comunista, partito d’Azione e partito socialista. Moglie del prof. Giuseppe Donnini  e nipote del garibaldino osimano Luigi Giorgini che partecipò alle campagne della terza guerra di indipendenza e di Mentana

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1946 candidati prime elezioni amministrative

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