Buone VACANZE a tutte e a tutti.

Saluto quanti si apprestano a partire per trascorrere un periodo di vacanze, lasciandoci dietro ma anche portandoci dentro, come tutte e tutti voi, tante brutte notizie.
Comunque Buona estate a tutte e tutti Voi.
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al mareUna bella foto gentilmente donata dal bravo fotografo osimano, V.Renzoni

Vi auguro vacanze serene, dedicate alle persone che avete più a cuore e alla scoperta di luoghi gradevoli.
Paola

p.s.: chi vuole mi troverà, sempre, su questo blog e sui profili facebook1 – facebook2 – facebook3 – ( dove prosegue la raccolta documentale e fotografica dei progetti: ” #Grazie Maestri Osimo ” e ” Osimo gli Amministratori comunali” ) che non vanno in ferie per raccontarci cose nuove e spero …. fatti positivi.

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Con i colleghi professori e il mondo della cultura turca: i peggiori nemici del dittatore Erdogan.

Sdegno e rabbia non vanno mai in ferie anche in questo periodo di riposo e di vacanza. Mi riferisco, in particolare,  a quanto sta succedendo in Turchia la politica repressiva del governo che  si è abbattuta su dipendenti pubblici, poliziotti, giudici, procuratori, imam, fino a sospendere 15.200 insegnanti delle scuole pubbliche, a revocare la licenza a 21.000 docenti di istituzioni private e chiedere le dimissioni di tutti i rettori di università pubbliche e private, con l’accusa di essere tutti legati al “fantomatico e strano colpo di Stato”. Il Ministero dell’Istruzione Turca, in un comunicato ufficiale, ha addirittura annunciato che tutto il personale di tutte le istituzioni educative è sotto controllo approfondito.

Manifestazione davanti l'ambasciata Turca per la libertà di stampa 8 aprile 2014 a Roma ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La violenza come strumento di governo appartiene ai primordi del vivere civile e quanti la propugnano e praticano oggi sono fuori dal tempo e come tali vanno considerati.
Le democrazie che utilizzano metodi autoritari con imposizioni, restrizioni della libertà e la pena di morte non sono tali e vanno isolate e condannate.
Il confronto anche aspro sulle decisioni da assumere è motore e sale della vita democratica. Volere e dare la morte a quanti la pensano diversamente è tirannia e fascismo, fenomeni che anche il nostro Paese ha conosciuto e combattuto.
Credo che il nostro Paese e l’Europa tutta,  debba dare un segnale forte contro Erdogan. Un segnale   contro il golpe, ma anche contro derive autoritarie e attacchi alle libertà fondamentali.
Tutta la mia solidarietà e vicinanza ai professori, insegnanti, rettori di università, ai giornalisti e sindacati oggi  perseguitati in Turchia, per le proprie idee. Una battaglia che mi auguro il “mondo del sapere” Turco possa vincere contro l’ignoranza e l’oscurantismo.

Con i colleghi professori e il mondo della cultura i  peggiori  nemici del dittatore Erdogan.
Paola

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Rio Olimpics e Paralympics 2016, tra poco si parte.

Tra pochi giorni partiranno le Olimpiadi, personalmente mi entusiasmano di più le paralimpiadi: un’emozione unica  di  storie e di conquiste umane e sportive di “Grandi Persone”.


Auguri a tutti gli atleti e a tutte le atlete di ogni nazionalità  che in questi giorni stanno perfezionando la loro preparazione.

Paola

19 luglio 1944 dai diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni per non dimenticare la nostra storia ed essere testimoni di Pace.

19 luglio 1944
(mercoledì, … ultimo giorno)

La descrizione particolareggiata dei giorni del fronte di guerra finisce con la data del  18 luglio 1944. Da quella data, gli osimani escono dai rifugi, ritornano , per quanti era possibile, nelle proprie abitazioni., ci si cerca, ci si trova e pian piano riprendono le proprie attività, in città come nelle campagne.
Concludo questi racconti con uno degli ultimi appunti di don Fulvio che meglio di ogni altra riflessione ci dà l’immagine e la fotografia del passaggio del fronte della Guerra nella nostra città: “ …tutto è invaso e saccheggiato. Lavoriamo per ricostruire e ricostruirci”.

18 luglio 1La battaglia è finita, i  soldati polacchi devono proseguire il loro cammino di liberazione che dopo Ancona li porterà fino a liberare Bologna. Una pausa della guerra a preparare il  pane nel forno di campagna in una casa colonica osimana, aiutati dalle massaie del posto. ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum of Londra ).

La guerra è sinonimo di atrocità, di violenze e dolore ma come tutti i tempi più bui e tragici della storia anche in tali frangenti non mancarono gesti di solidarietà: quella dei contadini che ospitarono i vicini e sfollati sconosciuti, nelle loro case più sicure dando loro con generosità calore ed assistenza  o come la storia del 2° Corpo d’Armata Polacco.  160 mila soldati provenienti dalla Polonia, prigionieri della Russia, che sotto la guida del Generale Władysław Anders si unirono al CIL per aiutare l’Italia nella sua liberazione, e molti di questi soldati persero la vita combattendo a Cassino e in gran parte sul nostro territorio marchigiano.
La bandiera bianco-rossa fu la prima bandiera che i nostri territori, i nostri contadini videro appena liberatisi dal dominio nazi-fascista. Un esercito che combattè contro il totalitarismo e che, dato sconfitto in partenza, liberò con i partigiani il nostro Paese.
Singolare anche la storia del generale Anders costretto a morire in esilio a Londra nel 1970 ricordato solo dalle persone che aveva contribuito a salvare. Sepolto, come da sua volontà, in un cimitero militare, tra i suoi soldati ( in un cimitero militare non possono essere sepolte persone non cadute sul campo in battaglia. A lui e solo a lui, venne fatta un’eccezione ).

Ho voluto riprendere quanto don Carlo Grillantini e don Fulvio Badaloni hanno scritto nei loro diari , e che il m° Carlo Gobbi  ha ben trascritto nel libro ” Quota 360, il Monte della Crescia”,  perchè credo che Osimo, ciascuno di noi,  non deve dimenticare la propria storia e quanto è accaduto, per essere testimoni di Pace.

19 luglio Anders19 luglio 1944, campagne di Osimo: il gen. Anders ( con il basco) comandante del II Corpo polacco assieme al gen. Sosnkowski, comandante in capo delle Forze Armate polacche dipendenti dal Governo in esilio a Londra ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum Londra).

19 luglio 1944 soldati polacchiE’ anche a  questi uomini che l’ Italia deve la propria libertà. Oggi vengono banalmente chiamati “stranieri” o qualcuno peggio ancora  “invasori”, ma dobbiamo ricordare che proprio loro i polacchi – ma anche i maori, gli indiani, i canadesi come gli  americani – combatterono per la nostra libertà. ( foto by The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra)

19 luglio 1944 sfilata polaccaLe truppe polacche  del II Corpo sfilano a PIazza Nuova di Osimo davanti al loro comandante gen. Anders. Tra il generale Anders ed i suoi soldati è sempre esistito un particolare rapporto di fiducia, di stima, di comprensione a tal punto che generalmente, i soldati lo consideravano più una guida che un comandante militare, quasi un padre sul quale fare sempre affidamento.
Eloquente a tal proposito quanto scritto da don Carlo Grillantini. La risposta del Comando polacco agli osimani che  sollecitavano più determinazione nell’attaccare le postazioni tedesche sul Monte della Crescia: “…per fare un cannone occorre solo  qualche ora, per fare un uomo occorrono vent’anni.” ( foto by The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra)

19 luglio 1944 Kazimierz ChmielowskiLa foto ritrae il sottoufficiale Kazimierz Chmielowski della divisione Lancieri dei Carpazi nel gesto di offrire a dei bambini osimani del cibo. Al termine della guerra come altri suoi commilitoni, Kazimierz Chmielowski, si stabilirà in Osimo sposando una ragazza osimana Wanda Pesaro. La loro figlia più piccola, Rita,  sarà una mia carissima amica di scuola.
( foto by The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra)

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E’ anche a  questi uomini che l’ Italia deve la propria libertà. Oggi vengono banalmente chiamati “stranieri” o peggio “invasori” ma dobbiamo ricordare che proprio loro i polacchi – ma anche i maori, gli indiani, i canadesi e gli americani – combatterono per la nostra libertà. ( foto by The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra)

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18 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni.

18 luglio 1944
(martedì, su quota 360 i cannoni, finalmente, tacciono)

18 luglio 2La battaglia per la conquista di quota 360 “il Monte della Crescia” si era conclusa ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum of Londra ).

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Dalle 3 a mezzogiorno i cannoni tacciono. Sotto un bel sole, dopo una breve pioggia nelle prime ore, la gente comincia a circolare vedendo i polacchi raccogliere i fili telefonici e andarsene sui propri carri. Ad una certa ora parte anche il comando inglese.
Alle 10,30 passa il generale Anders comandante in capo polacco con il suo stato maggiore, su cinque macchine. Voci che tedeschi hanno abbandonato Camerano, Montegallo, Santo Stefano, Offagna, Monte della Crescia, Polverigi, Agugliano. Dalla vallata del Musone salgono per ogni strada moltissimi automezzi alleati che vanno verso nord.

Si conferma che ieri non meno di 1.000 bocche da fuoco abbiano sparato dalla vallata del Musone contro i tedeschi. E, al momento dell’intensità massima del fuoco 2.000 colpi sono partiti in un quarto d’ora. Oggi si vede, del numero degli automezzi che scorazzano lungo le strade del territorio, che il quantitativo di cannoni non deve essere stato inferiore a quello comunicato dai bollettini.
Sono passati per Osimo, ieri, in tutto circa 270 tedeschi prigionieri molto male in arnese. I polacchi non avrebbero avuto nemmeno un morto nell’azione contro i tedeschi. Solo per errore, un aereo alleato ha sganciato alcuni spezzoni tra Monte Santo Pietro e il cimitero, uccidendo tre o quattro polacchi. Si parla di molte vittime civili, specialmente a San Paterniano, CaseNuove e Santo Stefano, le cui chiese si dice siano quasi completamente distrutte: nulla si sa dei loro parroci.
 È morta la maestra ZAGAGLIA di San Paterniano.
Altre voci danno per presa anche Ancona, ma alcuni colpi di cannone da qui ce lo fanno molto dubitare. Un sopralluogo al Duomo fa rilevare che alcune bombe sono scoppiate nell’interno procurando enormi danni, ma non  compromettendo la solidità dell’edificio sacro.
Ho sentito vari lamenti delle gerarchie nuove italiani nei riguardi degli alleati, da cui si credono un poco considerate (ed è una realtà). Ma mi accorgo poi che tra le considerazioni che più loro premono c’è anche quella dei loro interessi e comodi personali: perché non si dà a ciascuno di loro una macchina, perché non possono disporre di quel che vorrebbero, eccetera. C’è ancora in costoro una certa mentalità: d’altro canto  i G.A.P. ( Gruppi di Azione Politica)  e  i comunisti sono così poco graditi agli alleati, che a Montefano per un attrito con il tenente dei Carabinieri , gli alleati hanno sciolto il G.A.P. locale.
Frattanto il comando inglese radunatosi con i suoi consulenti locali ha fatto il calmiere da entrare in vigore subito. Il Prefetto si sta interessando per la nafta necessaria alla ormai urgente trebbiatura, per il materiale edilizio occorrenti alle più impellenti riparazioni, eccetera.
Sì è del parere di chiudere entro domani tutti i rifugi. Faccio un giro dei principali rifugi, annunziando tale deliberazione e perché ognuno provveda in tempo ai casi suoi. La sera, nel mio rifugio, dopo il rosario e la benedizione  invito tutti a ringraziare il signore, il quale – se pure ha voluto duramente provarci – ci ha risparmiato tuttavia calamità ben più gravi che incombevano sul nostro capo, come bombardamenti, sfollamenti in massa, violazioni di ogni specie, infezioni eccetera, e chiudo raccomandando di fare profitto della lezione, per incominciare una vita più cristiana.
Molti rifugiati ringraziano del trattamento usato loro fino ad oggi: i più nemmeno se lo  sognano .
Ore 18,30 Captato da mio nipote il Bollettino di Radio Algeri, ne vo facendo lettura nei vari centri della città: le voci del popolo danno per presa Ancona, Candia, Paterno ecc.                              

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Dopo le funzioni in chiesa, circa alle otto del mattino, viene in casa del prevosto un tenente polacco per dirmi che essendo liberata dai tedeschi la zona di San Paterniano, il comando, a me solo, permetteva di tornare a casa: tutti gli altri sarebbero venuti dopo due giorni. Ciò nonostante ottengo che vengano con me una mia sorella e BASCONI: saliamo su una croce rossa polacca che a tutt’ora freschi i segni vermigli del suo pietoso ufficio. Da Montefano oltre il Padiglione due file ininterrotte di automezzi, l’una che va,l’altra che viene, occupano la strada. E’ il fronte che si sposta !….
I tedeschi trasportavano con le mucche tutto il loro materiale!,  le strade sono coperte di un palmo di polvere, tutti i ponti rotti, tutte le case perforate o squarciate. L’impressione è indicibile presso la cappella Caccini dobbiamo scendere e andiamo  frettolosi, paurosi verso casa con la grave preoccupazione di trovare tristi sorprese. Avvicinandoci conosciamo i nomi  di alcune vittime. Circa a  mezzogiorno siamo a casa: Deo gratias ! Tutti salvi !
La casa e la Chiesa danneggiati. Un camion polacco carico di esplosivo avvistato e colpito a 4 metri a nord della  casa dai tedeschi sul Monte Crescia ha esploso, provocando con lo spostamento d’aria il rovescio di muri principali e la conseguente Caduta dei solai, e del tetto con enormi danni, e causando al contadino vicino la perdita per accensione di tutta la biancheria nascosta sotto terra. Vado poi per le casette ! che orrore !  Tutto invaso e saccheggiato. !
Ancora non è tornato quasi nessuno. Visito la salma della maestra Olivia PASSERI, ieri morta per il ferimento di schegge, la giovinetta Rosa FABIETTI ( nota: Rosa FABIETTI , una bellissima ragazza bruna, durante la battaglia si era nascosta dentro un tino. Tenta di uscire pensando che i tedeschi se ne fossero andati. Un soldato polacco la vede nella penombra della cantina, pensa essere un tedesco, le spara: la ragazza muore. Il polacco resosi conto dell’errore si è messo a piangere disperatamente accanto alla ragazza, uccisa dai polacchi perché creduta soldato tedesco travestito……
In Osimo oggi è morto il canonico dottor don Giuseppe BULDORINI colpito ieri da una delle ultime bombe del fronte. O signore il paradiso sia per tutti.

18 luglio 3Soldati tedeschi catturati dai polacchi ( foto by The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra).

18 luglio 4Il generale Anders entra a Palazzo Campana. La battaglia combattuta in gran parte sul territorio osimano si era conclusa con un grande successo strategico: la liberazione di Ancona e del suo porto ( foto by The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra).

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17 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni.

17 luglio 1944 ( un lunedì di sangue )

17 luglioLa battaglia per la conquista di quota 360 “il Monte della Crescia”( foto The Polish Institute and Sikorski Museum of Londra ).

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Giornata sensazionale e di grande……” spettacolo” per chi ne ha avuto voglia. Dopo un’avvisaglia di un’ora verso mezzanotte, stamane dalle 4 a tutt’oggi, tiro ininterrotto di tutte le artiglierie poste lungo il fiume, di là dal fiume e anche sotto Osimo, contro tutte le postazioni nemiche di santo Stefano, Monte Crescia, Offagna e Monte Gallo,  e giù giù a Camerano. La vallata del Musone è stata tutto un mare di fumo, la vallata a nord di Osimo tutto un punteggiato di nuvolette quante erano gli scoppi delle granate. Fino a quest’ora ( sono le 18,45) conquistate le alture di Santo Stefano e quasi interamente Monte Crescia. Fatti una cinquantina di prigionieri e – sembra – garantite le premesse per una avanzata più profonda e risolutiva.
Sensazionale l’ascesa dei carri armati lungo le strade di San Valentino verso l’incrocio con Bellafiora. Assordante il tiro dei cannoni di ogni calibro  i cui proiettili fischiano continuamente sul nostro capo.
Risposta tedesca molto parca. Una granata ha fatto quattro morti al Borgo, altre tre vittime nei pressi del Comune:
1) Il Canonico Teologo Don Giuseppe BULDORINI , portato morente morente all’Ospedale per una scheggia alla fronte;
2) Giovanni PATARCA, industriale a riposo,
3) la signorina FRONTALINI ( nota: Peppina FRONTALINI studentessa alle Magistrali, il padre era conosciuto in città perchè era uno dei più bravi falegnami mentre la madre lavorava le maglie),  tutti dello stesso rifugio che avevo visitato ieri sera lasciandoli con la raccomandazione di raccogliersi nella parte più sotterranea, all’arrivo dei colpi più grossi.
Grande il compianto per la fine del povero, bravo prof. BULDORINI.
Tra ieri sera  e stamane nei locali del Collegio Campana il Comando inglese ha sostituito un reparto polacco spostatosi altrove: il Comando è giunto con due autoblindo  e alcuni carri attrezzati di varia natura. 
Ho dimenticato di annotare che 4 o 5 giorni fa in piazza abbiamo avuto l’ennesima metamorfosi : è stata abbattuta la lapide che deplora le sanzioni, e sono state scardinate le grosse lettere di bronzo della dicitura: Fascio Repubblicano.                                

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Dies migro sig manda lapillo ! ( nota: “giorno da segnare con un sasso nero”. È un detto degli antichi romani che segnavano i giorni di sventura con i sassi neri.)
Giorno tra i più memorabili della nostra vita! I polacchi hanno deciso di spostare la linea del fronte, superando qualsiasi difficoltà. Al mattino diverse centinaia di bocche da fuoco di medio e grosso  calibro forse un migliaio di carri armati, apparecchi con spezzoni, autoblindo, camionette ecc. furono messi in azione lungo tutto il fronte dal mare- presso la stazione – fino a Filottrano, aventi come bersaglio più formidabile il Monte della Crescia, per sbaragliare l’avversario, che rispose con veemenza all’urto e soltanto verso sera cominciò a tacere, prendendo frettolosamente la via della ritirata dopo aver subito gravi perdite e soprattutto dopo aver inflitto e provocato per tutta la vasta zona molte vittime militari e civili e incalcolabili danni alle abitazioni e ai campi, ancora ricoperti di grano.
Ogni casa – ogni campo – ogni albero, per la nostra zona ne riportarono segni indelebili, cominciando dalla scuola della Croce fino tutto Offagna.
Per il contrattacco pochi erano i soldati tedeschi e pochi i mezzi di offesa da loro usati: ma sembravano molti perché erano in posizione migliore e di difensiva, per la rapidità degli spostamenti e per  la inarrivabile tenacia  nelle azioni più dure. Tutto il settore fu coperto da un terrificante nube di polvere e fumo.
I campi più scoscesi, le vie più impervie, i monti più impraticabili furono attraversati dei carri armati,  altri luoghi furono spezzonati dagli apparecchi, che aprirono nei campi spaventose voragini: i soldati polacchi per l’impiego dei mezzi usati, per le difficoltà incontrate, per le devastazioni e  vittime causate  dissero  che questo fronte si può chiamare  a buon diritto: “la seconda Cassino”.
Secondo quanto riferirono poi i reduci, la radio alleata e quella tedesca parlarono spesso e ampiamente di questo fronte, nominando località e facendo descrizioni impressionanti dei danni e delle devastazioni arrecati.
Impossibile calcolare anche approssimativamente le vittime militari da ambedue le parti: perché la maggior parte dei morti e dei feriti furono trasportati dai propri servizi sanitari. Altri restarono sul campo e se ne darà un cenno locale.
 Quasi tutti i campi dei contadini e le case diventarono sedi di soldati, di comandi, di materiali, di medicazioni, di postazioni, di armi in una parola: un vasto e movimentato “cantiere di guerra”; ma quello che è più orrendo, molti campi  divennero cimiteri, perché vi furono sepolte tante salme di civili e militari, non sempre distinte con sacrosanto simbolo della croce.

17 luglio 1944 soldato tedescoTomba improvvisata di un soldato tedesco a Santo Stefano. In polacco ed inglese i soldati polacchi scrissero:”Soldato Tedesco”, sulla croce – in segno di rispetto –  l’elmo del soldato ucciso ed un rosario ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum of Londra ).

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16 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni.

16 luglio 1944 ( domenica ma in Osimo non è stato giorno di festa)

1944 polFanti del II Corpo d’Armata  polacco  ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum of Londra ).

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Roba da matti. Gli alleati son qui con centinaia di cannoni di grosso calibro piazzati da per tutto, con parecchie centinaia di carri armati scorrazzanti per la  via di Jesi; con l’appoggio di una potente aviazione che martella continuamente nemico; con intere divisioni che hanno invaso tutto il territorio circostante; eppure non si muovono. Hanno detto che l’avanzata avverrà quando i tedeschi, fatti consapevoli di tanta imponenza di forza, si decideranno a sganciarsi per prudenza.
Quanto ad assalirli hanno una teoria: per fare un cannone occorre solo  qualche ora, per fare un uomo occorrono vent’anni.
Andranno quindi molto piano. E’ già sembrato agli alleati troppo, avere avuto quattro morti per la presa di Osimo.
Si commentava oggi molto arditamente in Prefettura, alla mia presenza: sarà bene spedire un messo segreto ai tedeschi per avvertirli della imponenza di tanti mezzi e pregarli di ….. sgomberare.
Se no, a quando? Anche oggi altre azioni su Ancona, preludenti a qualche iniziativa  su più ampia scala !.
I tedeschi da qualche giorno rispondono sempre meno alle artiglierie polacche; si direbbe che intendano economizzare le munizioni per adoperarle al momento decisivo. Si annunzia la ripresa di Cingoli e il probabile aggiramento di Fabriano.                                

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Celebro la Santa messa nella chiesa della villa VOLPONI a Montefano, essendo domenica e festa della Madonna del Carmine. La sono convenuti in molti sfollati da Filottrano: al Vangelo non possono non riguardare i miei parrocchiani che sono tuttora sotto il turbine del fronte.
Nel pomeriggio il prevosto di Montefano è chiamato all’ospedale per assistere un malato. Dopo qualche tempo ritorna e mi dice che la giovane Luisa BASCONI di anni 16 di San Paterniano, ferita per mitragliamento, è in fin di vita, e già le hanno amministrato l’estrema unzione.
Corro all’ospedale; la trovo assistita dallo zio Alfredo, da un dottore polacco e dalle suore. Lo zio mi racconta che fu ferita al mattino mentre ritornava a casa, dei tedeschi.
Ebbe le prime cure nella sacrestia di San Paterniano, operata poi a Montefano, non si svegliò più e spirò circa alle sette di sera.  
Dopo la raccomandazione dell’anima, al giorno seguente celebrai per l’anima sua.  Al pomeriggio,  con un camion polacco, la salma fu portata in chiesa per le esequie. Tutti gli sfollati di San Paterniano, più di 100, ed altri presero parte al funerale, quindi la salma fu tumulata nel cimitero di Montefano.

1944 tedeSoldati tedeschi catturati, prigionieri dei polacchi, sfiniti per la fatica, le tribolazioni e le drammatiche vicende vissute, si abbandonano al sonno sdraiandosi in terra sul pavimento o appoggiandosi su una sedia. E’ l’immagine eloquente di un esercito, quello tedesco, disfatto da lunghe ed estenuanti battaglie volute da Hitler e dal suo famigerato regime nazista. ( foto by The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra).

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15 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni.

15 luglio 1944 ( un mesto sabato)

Artiglieria PolaccaL’artiglieria della 3^ Divisione Carpatica puntata verso il Monte della Crescia ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum of Londra ).

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Stanotte grande calma.
Ore 16:00. Mi si dice che la presa di Santa Maria Nuova effettuato ieri dei bersaglieri italiani, ha costato a loro notevoli perdite. Tre di questi bersaglieri essendo di Osimo sono oggi qui in licenza. I polacchi sono entusiasti della loro bravura.
Ore 17,00 sento che i polacchi stanno piantando  batterie a ridosso delle case del Borgo.
Ore 18,00 alcune squadriglie di fortezza volanti hanno bombardato Ancona. Siamo in procinto della offensiva fattaci sperare ?Qui,  il sistema nervoso anche dei più forti comincia a risentire della lunga attesa. Si è fatto trenta, bisognerà fare trentuno.
Io non mi muovo. Oggi sono partite altre due colonne di sfollati, alle quali non potendo assegnare due carabinieri di scorta se ne è dato solo uno, facendolo coadiuvare da un parroco. Sono andati mons. FLAMINI, Parroco di Santa Palazia e don Luigi POLENTONI della chiesa della Trinità.
La scorta opera fino al Musone, temendo il Comandante polacco che qualcuno a mezza strada possa cambiare rotta e dirigersi verso i tedeschi o fare la spia … A tutt’oggi ho prenotato altre mille persone. Si è effettuato ora. Il quarto raid di bombardieri su Ancona e alture circostanti. Contraerea nutritissima.
Manifesto: coprifuoco, da oggi alle 20 fino alle 5 .                                

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Andiamo al campo dove si stanno preparando molti carri armati. Di tanto in tanto giungono feriti e morti militari all’ospedale polacco. Col cannocchiale cerchiamo di seguire le operazioni a San Paterniano ma quasi inutilmente.

15 luglio polacchiUna foto che racconta tutta la fatica di un soldato polacco che si riposa in un casolare della nostra campagna. La liberazione di Osimo, dei paesi limitrofi e la presa di Ancona hanno comportato un bilancio molto pesante in termini di vite umane e sofferenze per il II Corpo d’Armata polacco, che alla fine delle battaglie lasciarono sul campo 496 morti, 1.789 feriti e più di 130 dispersi.

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Convocazione Consiglio Comunale: Sabato 16 luglio 2016 alle ore 09,00

Sabato  16 luglio 2016, alle ore 09,00   CONSIGLIO COMUNALE

Il Consiglio comunale di Osimo si riunisce Sabato 16 luglio alle ore 9,00 nella residenza municipale.
La seduta sarà dedicata alla trattazione di diverse Delibere  e per il dibattito e il voto su Interrogazioni e Mozioni.
Questi i punti sottoposti all’esame e al voto del Consiglio comunale clicca: ordine del giorno .

 1) Comunicazioni;
 2) Interrogazioni, interpellanze e mozioni ( la prima ora dei lavori come da Regolamento);
3) Centro Marche Acque Srl – Modifica Statuto – Aumento capitale sociale – Conferimento azioni Astea Spa – Protocollo d’Intesa tra i soci pubblici di Astea Spa;
4) Dismissione del bene patrimoniale disponibile denominato “Polo socio-sanitario Carlo Urbani” e conferimento del medesimo all’Azienda Speciale A.S.S.O. ex art.4 DPR n.902/1986;
5) Surroga del rappresentante del Consiglio Comunale, sig. Sergio Foria, dimissionario, in seno al Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Campana per l’Istruzione Permanente;
6) Ordine del Giorno di proposta dei consiglieri comunali Invernizzi, Campanari, Canapa, Flamini e Belardinelli ai sensi art.15 comma 4 e 5 del Regolamento del Consiglio Comunale di Osimo in ordine ad inquinamento dei bacini idrici del fiume Musone e del Fiume Aspio;
7) Ordine del Giorno di proposta dei consiglieri comunali Campanari, Canapa, Maggiori, Andreoni e Belardinelli ai sensi art.15 comma 4 e 5 del Regolamento del Consiglio Comunale di Osimo in ordine ad indicazione dell’assenso alla donazione di organi e tessuti sulla Carta d’Identità – Progetto “Carta d’Identità – Donazione Organi”.

La Cittadinanza è invitata ad assistere alla seduta.
sarà possibile seguire il Consiglio Comunale in diretta audio tramite il sito internet del Comune di Osimo

INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE

_1) Interrogazione dei consiglieri comunali Latini, Araco, Bordoni, Giacchetti e Palazzini in merito a TARI – costi, benefici e tariffe alla luce dei nuovi rifiuti che saranno integrati nella raccolta differenziata porta a porta dal 1 aprile 2016.
_2) Interrogazione del consigliere comunale Mariani in merito a quota d’acqua gratuita.
_3) Interrogazione del consigliere comunale Mariani in merito ad addetto stampa Astea Spa.
_4) Interrogazione del consigliere comunale Mariani in merito a sanzioni al codice della strada sulle strisce blu.
_5) Interrogazione dei consiglieri comunali Monticelli ed Andreoli in merito ad Assistenza Domiciliare Indiretta.
_6) Interrogazione del consigliere comunale Mariani in ordine a bollette, energia elettrica e gas società sportive: abbuoni Astea Energia.
_7) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Bordoni, Ginnetti ed altri in merito a progetto AMA ed utilizzo ex Muzio Gallo.
_8) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Bordoni, Ginnetti e Palazzini in merito ad istituzione di un regolamento che normi l’attendamento alle attività circensi che utilizzano qualsiasi specie animale nei propri spettacoli.
_9) Interpellanza dei consiglieri comunali Latini, Bordoni e Palazzini sulla nuova compagine societaria del Gruppo Astea e strategie aziendali.

MOZIONI
10) Mozione dei consiglieri comunali Latini e Bordoni in merito a costituzione commissione di indagine sull’attività svolta dalla Astea Holding Spa.
11) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Bordoni, Giacchetti e Palazzini in merito a realizzazione di una rotatoria in ingresso alla frazione di Montoro di Osimo.
12) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Bordoni, Giacchetti e Palazzini in merito a chiusura del supermercato ECCO di San Biagio – salvaguardia e tutela dei dipendenti e garanzia dei servizi primari per la frazione di San Biagio.
13) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Bordoni, Giacchetti e Palazzini in merito a esenzione TOSAP applicata alle strutture temporanee ivi compresi chioschi e dehors.
14) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Giacchetti, Ginnetti ed Antonelli in merito ad internalizzazione in Società Partecipata del Comune del Servizio Pulizie.
15) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Bordoni, Giacchetti, Araco ed Antonelli in merito ad ampliamento strutture scolastiche e cimitero loc. San Biagio.
16) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Bordoni, Giacchetti, Araco ed Antonelli in merito a degrado parchi della città di Osimo e pagamento a tariffa oraria dell’utilizzo dei campetti di basket/calcetto siti nella frazione di Osimo Stazione e Santo Stefano, dalle 20 alle 24 di ogni giorno e tutti i festivi.
17) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Giacchetti, Bordoni, Antonelli, Araco e Palazzini in merito ad inserimento a bilancio della quota spettante al Comune per la realizzazione del by pass di Padiglione.
18) Ordine del Giorno dei consiglieri Mariani ed Araco in merito a costituzione Commissione Straordinaria Consiliare avente per oggetto spese del personale e consulenze nelle società partecipate.
19) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a ristoro proprietari di aree edificabili.
20) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a costituzione commissione consiliare di inchiesta in ordine ad incarichi, consulenze ed assunzioni nel periodo 1999-2014.
21) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi sul nuovo dimensionamento scolastico annunciato sulla stampa, salvaguardia dei plessi.
22) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Bordoni, Araco, Giacchetti, Latini, Scarponi e Palazzini in merito a by pass Abbadia.
23) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Bordoni, Araco, Giacchetti, Latini, Scarponi e Palazzini in merito a intervento e restauro piscina romana sottostante piazza Boccolino.
24) Mozione dei consiglieri comunali Araco, Palazzini, Scarponi, Latini, Bordoni e Giacchetti in merito ad adeguamento oneri di urbanizzazione.
25) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Salvaguardia dei Presidi Ospedalieri Zona Territoriale 7 – Distretto a sud – Osimo”.
26) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a riorganizzazione punto nascita dell’ospedale SS Benvenuto e Rocco.
27) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a richiesta soppressione del Regolamento per l’applicazione della Tassa Occupazione Suolo ed Aree Pubbliche (TOSAP) ed istituzione del Regolamento Canone per l’Occupazione Suolo ed Aree Pubbliche.
28) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a sottoscrizione di un accordo finalizzato a regolamentare i rapporti di convivenza tra il centro sociale Cucca e la Sala del Commiato siti entrambi in Via dei Tigli – Osimo.
29) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini, Scarponi e Latini in merito a parcheggio scuola dell’infanzia di Passatempo.
30) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco e Giacchetti in merito a riduzione costi per mensa scolastica.
31) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito ad assegnazione alloggi popolari ad italiani e osimani.
32) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a rideterminazione dell’aumento degli oneri di urbanizzazione.
33) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Araco, Bordoni, Giacchetti e Palazzini in merito a riduzione costi per trasporto scolastico.
34) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a realizzazione scuola primaria di secondo grado frazione San Biagio.
35) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a richiesta urgente redazione Accordo di Programma sul by pass di Padiglione.
36) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Latini, Palazzini, Giacchetti, Scarponi Bordoni e Araco in merito a realizzazione sgambatoio per cani nel parco urbano di Osimo Stazione.
37) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Bordoni, Giacchetti, Palazzini, Araco e Scarponi in merito a realizzazione parcheggio del cimitero di Santo Stefano.
38) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Bordoni, Giacchetti, Palazzini, Araco e Scarponi in merito a realizzazione manutenzione straordinaria di Via Santo Stefano.
39) Mozione dei consiglieri comunali Monticelli ed Andreoli in merito ad impianti a biogas nel territorio comunale di Osimo.
40) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Latini, Palazzini, Giacchetti, Scarponi, Bordoni e Araco in merito a unificazione case di riposo osimane.
41)Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Latini, Palazzini, Giacchetti, Scarponi, Bordoni e Araco in merito ad apertura grotte Istituto Campana.
42) Mozione dei consiglieri comunali Latini e Bordoni in merito ad istituzione Commissione Consiliare d’inchiesta in ordine ad accertamenti e riscossioni tributi anni 2009-2014.
43) Mozione dei consiglieri comunali Latini e Bordoni in merito a progetto di realizzazione centro fisioterapico della Grimani Buttari presso ex scuola materna di San Sabino.
44) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Latini, Palazzini, Giacchetti, Scarponi, Bordoni e Araco in merito ad obblighi della società Autostrade Spa.
45) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Latini, Palazzini, Giacchetti, Scarponi, Bordoni e Araco in merito a destinazione futura locali ex Cinema Concerto.
46) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Giacchetti, Scarponi, Bordoni e Araco in merito a destinazione fondi Regione Marche per realizzazione piste ciclabili e simili.
47) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Araco, Giacchetti e Scarponi in merito a manutenzione Fonte Magna.
48) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Latini, Palazzini, Giacchetti, Scarponi, Bordoni e Araco in merito ad apertura grotte dell’Istituto Campana.
49) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito ad istituzione di un Regolamento Comunale che introduca la possibilità del “Baratto Amministrativo”.
50) Mozione dei consiglieri comunali Latini e Bordoni in merito a procedimento di fusione con il Comune di Offagna.
51) Mozione dei consiglieri comunali Antonelli, Latini, Palazzini, Giacchetti, Bordoni ed Araco in merito a realizzazione Centro Sociale Sacra Famiglia.
52) Ordine del Giorno dei consiglieri comunali Monticelli ed Andreoli in merito ad atto di indirizzo politico amministrativo per la richiesta di ritiro della Legge n.124 del 2015 (c.d. Legge Madia) recante “Testo Unico sui servizi pubblici Locali di interesse economico generale”.
53) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Bordoni, Giacchetti, Palazzini, Araco e Scarponi in merito a realizzazione spogliatoi e vasca-piscina all’aperto presso piscina comunale.
54) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Bordoni, Giacchetti, Palazzini, Araco e Scarponi in merito a razionalizzazione tasse comunali mediante ricorso a Fondi Europei.
55) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a sostegno economico e messa in sicurezza dell’Istituto di Istruzione Superiore “Corridoni-Campana” in seguito ai furti subiti.
56) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a salvaguardia dell’Istituto “Corridoni-Campana”, con eventuale accoglimento di classi dal Comune di Loreto ma con stesso indirizzo di studio.
57) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a rispetto della normativa sulla sicurezza dei cantieri aperti per realizzazione e/o ristrutturazione di edifici scolastici soprattutto nei plessi dove si svolgono regolarmente le lezioni.
58) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito ad impegno alla conservazione dei residui passivi concernente le risorse relative all’importo economico da corrispondere ai cessionari delle aree a seguito di accordi bonari sottoscritti per la realizzazione della c.d. “Strada di Bordo”.
59) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Giacchetti ed Araco in merito a manutenzione infissi esterni del Palazzo Comunale.
60) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Giacchetti, Araco e Bordoni in merito a locali per ubicazione uffici Giudice di Pace.
61) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a mantenimento monte ore di lavoro per personale addetto al servizio pulizie e in gestione dell’impresa Plus Service.
62) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a prosecuzione e ampliamento degli scavi su tutta l’area sottostante il Palazzo Comunale e Piazza Boccolino.
63) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito ad abbattimento delle barriere architettoniche affinché in tutte le strutture scolastiche ed edifici pubblici vengano rispettate tutte le norme vigenti in materia di accessibilità.
64) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito ad attuazione misure di salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti della Astea Servizi Srl.
65) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a frazione Aspio – criticità ed impegni assunti durante il Consiglio di Quartiere del 7 Giugno 2016.
66) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a frazione Santo Stefano – criticità emerse durante il Consiglio di Quartiere del 7 Giugno 2016.
67) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a frazione Osimo Stazione – criticità ed impegni assunti durante il Consiglio di Quartiere del 7 Giugno 2016.
68) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a rigoroso rispetto dei termini di fine lavori di ristrutturazione della struttura sportiva Palabellini.
69) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito ad ASD OSIMANA una società sportiva da salvaguardare.
70) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a sospensione dei lavori di restyling della pavimentazione del loggiato per rendere visibile il sito archeologico al pubblico.
71) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a disagi e danni per lo stop dei lavori di realizzazione della rotatoria sulla SP n.2 “Sirolo Senigallia” al km 06+730 che collega la SP n.25 Osimo Stazione al km 04+760 tramite via Camerano sia ai residenti che alle imprese della zona industriale di Osimo Stazione.
72) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a lavori di messa a norma dell’edificio pubblico ex-Eca adibito ad Uffici Comunali.
73) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a distribuzione dei sacchetti per la raccolta dei rifiuti organici e organizzazione della nuova raccolta differenziata spinta.
74) Mozione dei consiglieri comunali Latini, Antonelli, Araco, Bordoni, Giacchetti, Palazzini e Scarponi in merito a salvaguardia della Convenzione Ospedale di Osimo – Area Vasta 2 con gli Ospedali Riuniti di Ancona per gli interventi chirurgici di senologia e di cataratta.

La PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE
            F.to Paola Andreoni

 

per seguire il Consiglio Comunale in diretta audio
dalle ore 9.00  di sabato  16 luglio 2016

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14 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni.

14 luglio 1944 ( cadeva di venerdì)

Monte Crescia quota 360Monte della Crescia, indicato nelle cartine militari come “quota 360”, essendo appunto alto 360 metri. Il nome storico, è Monte Cerno, luogo ricco di suggestioni e mistero. Presenta una forma a tronco di cono dovuto allo spianamento nell’antichità, del culmine della collina. Ricco di grotte e di cunicoli scavati nel tufo, il luogo era stato trasformato dai tedeschi nel 1944, in un fortilizio. Il Monte della Crescia era il punto chiave della difesa tedesca e l’obiettivo principale dell’offensiva polacca ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum Londra ).

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Dalle 0,30 alle 2,30 scoppio di granate  da 149 su vari palazzi del Nord e della città. Colpiti specialmente il Collegio Campana e il Palazzo Giardinieri e la mia casa parrocchiale. Nulla alla Chiesa. Il crollo di un lato del Palazzo Giardinieri ha provocato il seppellimento della casa della servente del monastero  di San Nicolò e la conseguente morte della stessa, di due figlie e di un figlio ( famiglia ANTONELLI). In via Buon Villano è deceduto per analoghi motivi Augusto MARSILI, e con lui i suoi due figli: la moglie è rimasta ferita.
Altro morto Giuseppe LOCATELLI, laureato, intelligentissimo giovane ( nota: fratello delle sorelle LOCATELLI molto conosciuta in Osimo per essere stata per tanti anni maestra) . Altre bombe all’Ospizio Cronici di città, con decesso di tale FEBO e altro ricoverato. Molti feriti ricoverati all’ospedale . Questo triste bilancio ha fatto decidere in molti ad approfittare del permesso di sfollare e circa un migliaio di persone sono partite. Chi parte alle 10 per Loreto e per Porto Recanati, chi alle 11 per Passatempo MonteFano, Appignano chi alle 15 per Recanati. Ogni colonna è protetta da due carabinieri naturalmente tutti  a piedi. Nonostante ciò il rifugio è affollato. Avendo ormai distribuito quasi 8.000 razioni ci troviamo a corto di condimenti.
Oggi siamo ancora nel territorio di nessuno essendo le batterie polacche al Musone e quelle tedesche al Monte della Crescia.
                                   

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Ancora nulla di nuovo. A San Donato si celebra un ufficio solenne per i polacchi defunti: intervengono moltissimi soldati ufficiali. Un epigrafe paragona il loro valore a quello dei soldati maccabei. Diversi padri conventuali che vengono da Osimo ci riferiscono che ieri nella sala comunale colpiti da bombe tedesche sono morte diverse persone, esponenti della città riuniti al comune per un’importante adunanza. Vado al cimitero dove sono sepolti molti polacchi recenti vittime di guerra. Insistendo presso il comando per il ritorno in parrocchia, mi rispondano:aspettate due giorni si prepararono grandi eventi.

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Tragedia in Puglia, il cordoglio della nostra comunità.

lutto

Quanto accaduto in Puglia lascia tutti attoniti e senza parole.
Una tragedia che ha colpito pendolari e  lavoratori che si recavano alle loro occupazioni.
A nome del Consiglio Comunale che presiedo, sicura di rappresentare il sincero sentimento di commozione di tutta la comunità osimana, esprimo il cordoglio ai parenti delle povere vittime e la vicinanza di Osimo a tutta la Puglia, terra alla quale la nostra città è  molto legata.

Paola

13 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni

13 luglio 1944 ( era un giovedì)

bombardamenti su osimo

Artiglieria tedesca, cui seguiva la risposta della artiglieria polacca. Tutti i giorni e spesso anche la notte dominava la voce dei cannoni. Osimo e una esausta popolazione nascosta nei rifugi, era  in mezzo a questo dispiegamento di forze. ( foto Imperial War Museum Londra ).

 

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Qualcuno del comitato di liberazione mi vuole spiegare il malumore e la contrarietà dei polacchi per non aver incontrato ad Osimo – stretta fra due fuochi – liete accoglienze a base di damigiane di vino ed altro…. Che non ci sia la sua parte di vero ?
Se ne avrebbe una riprova nella singolare accondiscenza con cui hanno aderito a varie richieste fatte, da chi ha potuto trattarli bene.
Questa notte pochi ma pesantissimi colpi di artiglieria tedesca. Colpiti il palazzo FREZZINI  a Piazzanuova, il Molino Bianchi li presso, due  case attigue e la villa BARBALARGA.
Il mancato ritorno oggi del Comandante inglese  non ha permesso lo sfollamento preannunziato.
Il Sindaco ha fatto affiggere un altro manifesto per raccomandare l’oscuramento, accennando che i polacchi sarebbero obbligati a provvedimenti gravi.
Ore 18,30 tenendosi in Municipio un’adunanza di proprietari sono piombate  nel salone alcune granate tedesche.
Sono morti: conte Giulio SINIBALDI, Giulio BADIALETTI, Giuseppe PETRINI, dott.Luigi RAVAGLIA ( questi ultimi amministratori rispettivamente del conte BALDESCHI e dei signori BELLINI) e il fornaio G. MENGARELLI (nota: con il fratello gestiva il forno di via Cappuccini).
Feriti l’impiegato Edoardo BUGLIONI, il macellaio Cassio BUGLIONI, cui si dovette subito amputare una gamba, alcuni della questura e leggermente altri. E io ero uscito 10 minuti prima , opinione generale: le granate sono state frutto di spionaggio.                                     

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Domandiamo ad alcuni ufficiali polacchi come vanno le operazioni, ci rispondono: il fronte è fermo, quies  in fronte.
Comunque i timori si fanno sempre più gravi, e le preoccupazioni per la famiglia e per la parrocchia sono forti, e rendono lungo il tranquillo e riposante soggiorno di Montefano. Intanto ho la consolazione di fare un po’ di bene ai parrocchiani colà trasportati e di procurare ad alcuni  un po’ di pane.

DittajutiNon è riportata la notizia nel diario di don Carlo Grillantini, ma tra i feriti della granata che aveva preso di mira il Palazzo Comunale vi era anche un uomo coraggioso e generoso: il nobile Leopardo Leopardi Dittajuti. Alla riunione indetta quella sera in Comune non tutti gli invitati parteciparono, Osimo era libera, in mano agli alleati, ma i pericoli ancora erano tanti, le artiglierie facevano sentire forte la loro terrificante voce. Gli osimani, come dal racconto dei diari, vivevano negli improvvisati rifugi  e nelle grotte. Ma alla paura si era aggiunta la difficoltà di trovare cibo, quel minimo che garantiva la sopravvivenza. Questo era il motivo della riunione, cercare di approvvigionare con del cibo i vari rifugi presenti in città.
Come detto, non tutti gli invitati parteciparono all’adunanza,  non era consigliabile lasciare i rifugi e ancor più ardito era stato convocare tale riunione nel Palazzo comunale dove oltre agli uffici, si era insediato il Comando alleato e il Governo provvisorio della città, quindi per i tedeschi era quello uno dei bersagli prioritari.
Erano quasi le 18,30 quando la granata tedesca perforò il muro nord della sede comunale ( per intenderci  il muro del  corridoio dove sono oggi collocati i messi comunali) e scoppiò nel salone della Sala Maggiore uccidendo 4 persone sul colpo  e ferendone molte altre. Tra coloro che furono trasportati all’Ospedale c’era anche il conte Leopardo Leopardi Dittajuti che dopo una lunga degenza morì il 3 novembre 1944 a seguito delle ferite da arma da fuoco riportate.
Giulio SINIBALDI, Giulio BADIALETTI, Giuseppe PETRINI, Luigi RAVAGLIA, il fornaio G. MENGARELLI, Edoardo BUGLIONI, il macellaio Cassio BUGLIONI, il conte Leopardo LEOPARDI DITTAJUTI ed altri anonimi cittadini, “PERSONE, NOBILI, FORNAI, MACELLAI, semplici IMPIEGATI”, coraggiosi Samaritani,  accomunati da un grande senso civico: cercare di aiutare la popolazione sfinita ed affamata. A loro va tutto il nostro ricordo e la nostra ammirazione perchè non ignorando il pericolo a cui andarono incontro hanno messo come prioritario non la loro vita ma  il bene e le necessità della loro, nostra,  Comunità. Non dimentichiamoci di queste storie.
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12 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni

12 luglio 1944 ( era un mercoledì)

bombardamenti su Ancona

bombardamenti su Ancona

 

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Ore 1,30 sveglia di artiglieria fino alle tre, altri danni. Il resto della giornata abbastanza tranquillo. In seguito con l’intesa del comando di occupazione raccolgo i nomi dei desiderosi di sfollare: sono Finora più di otto cento. Manifesto del comando polacco: vuole la integrale consegna delle armi e delle radio militari. Interrogato un ufficiale polacco sulla situazione, garantisce che la moltitudine dei loro mezzi renderà impossibile un ritorno di tedeschi e che forse fra 3-4 giorni, una forte avanzata alleata  fino a Pesaro. Se sono rose….

Ore 17,45 bollettino: un gruppo di bersaglieri ha preso Filottrano; Ancona è sotto le artiglierie anglo-americani. Manifesto del sindaco, che invita i sinistrati a presentarsi all’apposito ufficio, per le indennità e restauri.                                       

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Ricevendo sempre la stessa risposta dalla polizia, prego il sindaco di Montefano dottor Mario Ciabattini perorare la mia causa presso il comando. Ma non si ottiene nulla egualmente !.

FilottranoFilottrano  liberata

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11 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni

11 luglio 1944 ( era un martedì)

11 luglio corpo d_armata polaccoFanti della 5^ Divisione “Kresowa” del II Corpo d’Armata polacco ( foto by “The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra).

 

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Atmosfera politica: con nostra grande sorpresa ci sentiamo continuamente ribadire dai polacchi la loro convinzione che in Osimo siamo tutti fascisti e tedescofoli.
Loro correlano al fatto che il primo Ufficiale polacco fu ucciso la mattina del sei fuori porta Vaccaro da un borghese. Aggiungono di avere motivo per credere che un solerte spionaggio funzioni qui a loro danno. Ai cittadini sembra tutto ciò un’esagerazione anzi una vera calunnia. Io credo che la ragione del loro disappunto debba ricercarsi nel fatto che vari tedeschi debbono trovarsi ancora tra noi, vestiti da borghesi.
Lo conferma l’avvenuta sparizione, la notte del 5-6, di molti abiti da borghesi in molte case private visitate dai tedeschi nell’assenza dei loro proprietari e il ritrovamento in più luoghi e giberne, armi ecc. … tedesche.
Ma intanto noi ne subiamo le conseguenze. Oggi il comando polacco ha arrestato molti elementi specie del fascismo repubblicano. È ritornato il Comandante inglese del quale si è ottenuta anche l’autorizzazione a sfollare. Con lui sono giunti i vari giornalisti anglo-americani, di cui alcune donne. Tre assalti di carri armati al Monte della Crescia  sono stati infruttuosi oggi a rifugio, vitto con aggiunta di formaggio.
ore 17,45: notizie dalla radio. Prese le Casenuove . Dalla sua villa di Santo Stefano miracolosamente scampata ai tedeschi, rientra la contessa Gallo – De Lucia , la quale ha raccontato cose terribili e casi di violenza commessi in queste in quelle case coloniche.                                       

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Alle 8:00, celebrata la Santa messa, dopo tre giorni senza, torno dalla polizia per partire. Mi si risponde che non essendo stata liberata ancora la zona, si partirà alla sera alle cinque. Non valsero insistenze. A Montefano, dov’erano moltissimi polacchi, ma nessun segno del fronte e dei danni di guerra, trovai quattro mie sorelle con mio nipote Giuseppe (Giuseppe GIULIODORI), molti parrocchiani (nota: tra cui Enrico e Aldo Belfiori).
Più di cento persone di San Paterniano erano sfollate a Montefano la’ portati dai polacchi, perché sorpresi per le strade, molti osimani e filottranesi che si erano  rifugiati perché luogo tranquillo e sicuro. Torno dalla polizia alla sera, ma mi si risponde che la partenza è stata rimandata al mattino del giorno seguente perché la zona è ancora in mano tedesca. Prego e scongiuro, ma mi sento ripetere: Prima lex: bellum. Ebbene partirò domani !……..

11 luglio ussari

7° Reggimento Ussari ( foto by “The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra).

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Tanti Auguri don Flavio, ti vogliamo Bene.

Caro don Flavio, con gioia ho accolto il messaggio e l’invito di partecipazione “a sorpresa” – promossa dal grande Alberto – alla ricorrenza del tuo  “mezzo secolo di sacerdozio”.
Per me, per Celestino, per i nostri figli sei stato e continui ad essere il volto, l’affetto, l’esempio  “della chiesa” che abbiamo avuto la fortuna di   incontrare.  Una chiesa bella, stimata, anche  “ribelle” per qualcuno.
Grazie don Flavio, per quanto ci hai sempre dato e come San Paolo umilmente confessava, anche tu puoi dire: “Ho combattuto la buona battaglia…”.
In questi anni dal nostro Duomo, dove ci hai uniti in matrimonio ma anche negli altari improvvisati in mezzo alle montagne,  hai combattuto una battaglia buona con le armi della parola del Signore, spada tagliente e piena di speranza, ma anche  – con grande passione – una battaglia di testimonianza venendo incontro alle esigenze materiali della povera gente di questa nostra Comunità civile e cristiana.
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Don Flavio 50 anni prete***
Grazie buon Pastore, Grazie don Flavio per questa tua vita di prete vero, auguri e ad multos annos !
Paola e Celestino

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10 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni

10 luglio 1944 ( lunedì)

10 luglio fanteria polacca nelle campagne osimaneSan Paterniano le truppe Polacche avanzano nella campagna osimana
(foto by “The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra)

 

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

La più brutta delle notti: all’inizio di un contrattacco tedesco da Santo Stefano, San Valentino, San Biagio, che – dopo tre quarti di fuoco – portava gli attaccanti quasi sotto le nostre mura.
Un inferno di pezzi anticarro, mitragliatrici, bombe a mano, pistole automatiche si protraeva per oltre due ore, dando la sensazione di un’estrema vicinanza, e qualche volta – con i brevi intervalli di silenzio – del tentativo di ingresso in città.
Poi ( sembra per rinforzi sopravvenuti da Montefano e Recanati) è cominciato il processo inverso.
ore 04,00: tutto taceva. Pare che i Tedeschi abbiano avuto notevoli perdite. Molte le case danneggiate al Borgo.
Oggi, nel rifugio, solo pane al 1° pasto, al 2° legumi e patate; non rimane che ingegnarsi domandando ai rifugiati L’artiglieria pesante colpisce un deposito di casse fisarmoniche ( celluloide), distruggendone 300 in Via Giacomo Leopardi. Intanto in Comune, dopo lail sale, le cipolle, e condimenti vari. C’è ancora del lardo però.
I polacchi visto il contrattacco dei tedeschi e prevenuti, fin da primo giorno, che gli osimani siano tutti fascisti o filo fascisti, ( forse perchè non hanno trovato nè fiori nè damigiane di vino) hanno pubblicato un’ordinanza con cui domandano ancora le armi e minacciano la deportazione di tutti gli uomini dai 19 ai 60 anni al Campo di concentramento di Loreto.
Fortunatamente la visita del Generale Inglese oggi avvenuta, li ha moderati: sono stati rilasciati gli ostaggi ed è stata staccata l’ordinanza draconiana.
Nelle ultime ore ancora tuona il cannone, ma con poche risposte da parte tedesca la quale dà l’impressione di voler economizzare le munizioni.
Le condizioni dei rifugiati  sono precarie, si accusa scarsità di vitamine, volti pallidi, malleoli tumefatti, voci abbassate, inappetenze, disturbi intestinali.rinuncia dell’avv. Acqua, è stato nominato Sindaco l’avv. Canapa, che sarà coadiuvato da una Giunta di quattro persone. 

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi


Oggi è la festa di San Paterniano: ma purtroppo non ci è dato di venerare il nostro santo protettore. Nella notte, diversi soldati tedeschi e russi prigionieri, eludendo la sorveglianza dei loro ufficiali, si presentano ai  prossimi comandi polacchi da Mammoli ( nota: in via Osteriola ) e alla filanda Dittaiuti – per costituirsi prigionieri.
In questo periodo non è mai apparso nessun carro armato tedesco, nè alcun apparecchio. La notte, che non passa mai per la continua paura caldo e lamentele, è davvero gravosa. Al mattino alcuni sfollati decidono di partire  verso il fronte alleato, con  la speranza di minori pericoli: difatti si troveranno bene a Loreto e Recanati.
Noi approfittando di un po’ di quiete si mette un pò di ordine e e un po’ di pulizia, anche perchè ci è possibile, diversamente dagli altri giorni, prendere senza tanto pericolo l’acqua dal pozzo. Verso le 7,30 vedendo che la situazione potrebbe farsi sempre più grave, prendiamo la decisione di formare una commissione e presentarci così al prossimo comando polacco residente in casa Mammoli in via Osteriola per dire ai Polacchi che presso la chiesa da tre giorni giacciono insepolti tre cadaveri polacchi e che pertanto ne prendessero cura, e per dire che nelle prossime azioni belliche avessero riguardo per la chiesa e per la casa parrocchiale, dove c’erano molte persone, tra cui infermi, vecchi e bambini, che se ciò non fosse possibile, di trasportare tutti con una macchina, in una occasione propizia, in un luogo sicuro. Su preghiera dei presenti, dopo molte incertezze  e insistenze, provocate dal timore per l’avvenire, io, Guerrino FABIETTI e Antonietta COLA sfollata di Ancona, partiamo da casa, dopo aver detto alla mamma che per le ore 9 saremmo ritornati a casa.
Passiamo per la casa del Guardiano ( nota: è la famiglia RAFFAELLI, la quale vede passare i tre, davanti don Fulvio con un grosso drappo bianco in segno di pace) attraversiamo il viale di SIMONETTI per ritrovarci sulla strada di MARZIONI, lungo la via Osteriola.
Vicino la casa di Mammoli, vediamo una sentinella polacca armata, sdraiata a terra, che ci dà ordine di attraversare. Sotto la casa vediamo molti soldati e jeep. Un soldato ci accompagna in cucina, dove diversi soldati con canocchiali osservano il fronte, le strade e i campi.
Dopo diversi minuti viene un sergente per ascoltarci. Cerchiamo di farci capire in francese. Poi ci fanno salire con guardia armata su una jeep e attraverso il campo di Mammoli, ULISSE-VELTRI, e via Campoceraso arriviamo sulla via di Jesi. Qui sentiamo scoppi di granata; vediamo alcuni soldati feriti, che versano sangue sono trasportati su barelle da soldati e donne della Croce Rossa. Proviamo una impressione nuova e terrorizzante. Ci trasportano nel campo di grano tra CATOZZI e MARTINI. Ci sono molti soldati, attendamenti, molte buche circondate per difesa da covoni di grano. Dopo qualche mezz’ora di attesa a piedi, ci conducono in casa di MASSACCESI. Camminando ci gettiamo a terra recitando giaculatorie perchè sopra di noi sentiamo diverse scariche di cannone e il sibilo delle schegge attraverso i filari. Ci sembra di essere sull’orlo della tomba.
In casa Massaccesi ci sono molte persone civili raccolte qua e là, tra cui l’insegnante della Croce ( nota: la sig.na GRACIOTTI maestra della Croce), che necessitano di una mia raccomandazione presso il comando polacco.
Qualche tempo dopo, lasciate le altre due persone che mi seguivano, mi fanno salire su una jeep e attraversando il Padiglione, molto rovinato, dove tutti mi guardano e chiamano con apprensione ( nota: molti lo riconoscono poichè don Fulvio a Passatempo era vice parroco), giungiamo in un vasto attendamento e accampamento di soldati in alcuni campi presso Montefiore. Mi conducono in una casa colonica, dove mi interroga un capitano mediante l’interprete. Mi domanda notizie sul fronte, dei Tedeschi, quanti sono, che cosa si dice e si spera circa le operazioni, quale sia il palazzo del conte FIORENZI, ecc.
Mentre ascolta, telefona. Poi vuol sapere il perchè della mia venuta. Risponde dicendo che cercherà di prendere in considerazione quanto ho esposto, e alla mia insistenza di tornare a casa mi dice che ancora debbo essere interrogato. Mi danno il pranzo, dopo qualche ora di attesa per la stessa strada, con diverse fermate, mi riportano da ULISSE in via Campoceraso, dove un ufficiale, dopo aver parlato a lungo al telefono, mi fa alcune proposte per l’evacuazione della mia casa delle persone che ci sono per un luogo più sicuro. Poichè le proposte sono troppo rigide e di carattere militare, non le posso accettare. Dopo avermi offerto della carne a mangiare, mi portano a Montefano per essere interrogato dall’ufficio militare di polizia. Dopo molte e gentili interrogazioni mediante un intelligente e buon interprete, il capitano di polizia mi risponde che è impossibile prendere le persone, ma che useranno riguardi nelle azioni belliche; io intanto sarei ospitato convenientemente dal prevosto di Montefano che già essi avevano interrogato per avere notizie nei miei  riguardi.
Ale mie insistenze per essere ricondotto a casa, perchè ero parroco e non mi ritenessero una spia, mi rispose che se io pensassi così di loro li avrei offesi, perchè essi credevano a tutto quello che io avevo riferito loro, d’altra parte mi conoscevano per informazioni prese; che non mi avrebbero potuto rimandare perchè essendo le 5 della sera erano cominciate le operazioni, d’altra parte come parroco non avrei potuto far nulla per i miei parrocchiani e che non mi mandavano per il bene perchè i tedeschi – mediante il cannocchiale – si sarebbero accorti del mio ritorno e mi avrebbero interrogato se avessi risposto avrei danneggiato i polacchi, se avessi taciuto sarei stato ucciso. Quindi per il mio bene conveniva restare, anche perchè il giorno seguente alle ore 8 sari stato condotto a casa. Dovetti accettare per il logico ragionamento, per ile poche ore di attesa, perchè contro la forza…. ecc…
Il prevosto di Montefano, don Antonio TARUSCHIO, che era stato informato di tutto, mi ospitò cortesemente. La sua casa era diventata il rifugio di altri sacerdoti, seminaristi, sventurati, ecc. tra loro c’erano don Romualdo COLACCINI, rettore del santuario di Tornazzano e don Cesare PAOLUCCI, parroco di San Biagio.

generali Anders_Duch_RakowskiI Comandanti del 2° Corpo polacco gen. Anders, con il comandante della 3^ Divisione di Fanteria “Carpanica” gen. Duch e il comandante della 2^ Brigata corazzata gen. Rakowski discutono sul piano d’attacco per la conquista del Monte della Crescia – Croce San Vincenzo e Santo Stefano ( foto by “The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra).

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9 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni

9 luglio 1944 ( domenica)

Villa San Paterniano via striscioniSan Paterniano le truppe Polacche risalgono Via Striscioni
(foto by “The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra)

 

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Ore 1,45: L’artiglieria pesante colpisce un deposito di casse fisarmoniche ( celluloide), distruggendone 300 in Via Giacomo Leopardi. Intanto in Comune, dopo la rinuncia dell’avv. Acqua, è stato nominato Sindaco l’avv. Canapa, che sarà coadiuvato da una Giunta di quattro persone.
ore 10,00: altro intervento al Rifugio per allontanare militari in cerca di chi vuol discorrere.
cannoneggiamento Tutti i detentori di armi , compresi i patrioti, debbono farne immediatamente consegna;
ore 12,00: combinata con la contessa Ida Gallo l’introduzione di due vitelli, da servire per alimentare il suo rifugio, il mio e la mensa della C.R.I.
ore 14,00: sembrando imminente un’offensiva in grado, si consiglia di scendere tutti in rifugio. Poi, più nulla.
ore 15,00: scroscio torrenziale di acqua che invade, ma purifica, tante case scoperchiate.
ore 16,00: manifesto polacco diffuso per la città: lamentando atti di sabotaggio hanno fatto 10 ostaggi che saranno deferiti al tribunale militare per la fucilazione, se dovesse succedere qualche cosa. Ma proprio oggi mi dice una donna di aver visto dei tedeschi presso le fonti di Guazzatore, e di sapere che altri dovrebbero essere lì nascosti.
ore 17,00: Altro manifesto che vieta il passaggio del Musone di Osimo.
ore 19,30:   Preoccupati del problema dei viveri, promuoviamo una sottoscrizione tra i rifugiati nostri, che dà  800 lire. Cominceremo a compre, inviando uomini in campagna.
Osimo era libera ma era nel bel mezzo della linea di fronte.

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi


La notte, come sempre, trascorre pesante, lunga e agitata, per l’azione dei cannoni e dei mitra, che di tanto in tanto si fanno sentire. Intanto, tra gli sfollati nasce un diverbio per la scarsezza dei viveri. Il curato vedendo che l’ambiente fisico e morale non è adatto per la celebrazione della santa messa, non la celebra.
Durante il giorno si diffonde la diceria che i Polacchi non potendo sfondare il fronte  con i soliti mezzi militari , presto avrebbero eseguito un bombardamento in grande stile. Questo suscita un vero panico, e poichè  alcuni difettano anche di cibo pensano di andarsene altrove.
In questi giorni, come hanno riferito poi i nostri reduci, la radio dell’una e dell’altra parte, trasmette notizie di questo fronte , nominando ripetutamente le nostre località. I Polacchi poi diranno che la battaglia in questa parte del fronte per la conquista di Ancona è una seconda Cassino.

1944 Villa SimonettiSan Paterniano le truppe Polacche si attestarono nell’ampio parco e nella residenza dei conti Simonetti
(foto by “The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra”)

San PaternianoUna pattuglia in ricognizione presso una casa colonica della zona di San Paterniano
(foto by “The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra)

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Il Comune di Osimo dà il benvenuto al generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Favarolo

Il generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Favarolo, dallo scorso 21 aprile alla guida del Comando regionale delle Marche,  questa mattina, accompagnato dal capitano Raffaele Conforti e dal Maresciallo Marcello Iarba, è stato ricevuto dal vice sindaco Mauro Pellegrini, dalla Giunta e dalla presidente del Consiglio comunale Paola Andreoni.
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