4 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni

4 luglio 1944
avviso Comando tedesco

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini


ore 4
: Passaggio di aerei e insolito (a quell’ora) rombo di cannone.
ore 6: Scoppio spettacoloso. E’ saltato il famoso viadotto, rovinando fortunosamente solo finestre e imposte chiuse. Giunge al rifugio una voce: ” I tedeschi hanno piazzato le artiglierie da G. Badialetti ( sotto Porta Talento) “. Sgomento generale e alzata subitanea di tutti, immaginando chissà quali conseguenze.
ore 7,30: Le Cappuccine, in pericolo nel loro Monastero, sono accompagnate, piangenti, da buone signore al Monastero di San Niccolò. Abbracci e lacrime con le ospiti. Lungo il breve tratto, le poverette erano così disorientate che domandavano ogni tanto: “quanto è lontano ?”.
ore 8: La Radio annunzia: gli anglo-americani a 10 km da Ancona.
ore 9: Autocarri corazzati si vedono scendere da Castelfidardo liberata, verso Osimo, ma null’altro. Quando sono a San Sabino fanno dietro front, le artiglierie tedesche lavorano troppo bene. oggi è impressione generale, nel Rifugio: o tutto è per finire o è l’inizio di una lotta d’assedio..
ore 10-12: Grosso duello di artiglieria. Colpito il palazzo Bucci, la casa Principi a mezzogiorno e vari tetti.
Oggi al rifugio: 310 razioni a mezzogiorno e 440 a sera.
Voci dal rifugio: gli anglo-americani presso il deposito di tabacchi, verso Porta Vaccaro. La fanteria tedesca schierata lungo via Fonte magna, dalla Casa della Madre e del Bambino allo sperone di San Niccolò.
Ore 17: Radio i tedeschi hanno ordine di resistere ad ogni costo.
Voci dal Rifugio: i tedeschi in lotta ad armi piccole lungo la piana del Borgo dove hanno dei cannoni.

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

4 luglio 1944
A Montoro, Filottrano, al Comune in direzione San Vincenzo tiri di cannone. Carletti Nazzareno, con molto coraggio, verso le 11 col carrettino, porta il giovane morto in chiesa, di lì, dopo lette le esequie, al cimitero.

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