5 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni

5 luglio 1944
Immagine1

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini


ore 5
: Fino a questo momento era stato silenzio, ma comincia un tiro rabbioso.
ore 8: Tre tedeschi, qualificatisi prigionieri russi, giravano per il Rifugio domandando vestiti borghesi. Fingiamo di non capire e do’ istruzione di non ascoltare, può trattarsi di un assaggio per vedere come la pensiamo. Può essere anche vero, ma potremmo essere scoperti, e sarebbero rappresaglie feroci.
ore 10-12: Sensazione di qualche cosa di decisivo. I tiri delle artiglierie si fanno sempre più rari, cominciano quelli delle mitragliatrici, dei mitra, poi dopo ancora quelli delle pistole automatiche. Le vie sono percorse da gruppetti di 2-3 tedeschi con fucile imbracciato. Scoppiano bombe a mano. Se serrano più accuratamente le porte di casa , che tuttavia in qualche luogo dai tedeschi son fatte aprire. Silenzio di tomba in ogni rifugio e nei vari locali occupati da gente prima in circolazione. Verso le 11,30 gli spari si smorzano verso San Marco e poi lentamente in su verso Piazza. Si ritirano ? ogni cuore è sospeso.
ore 13: Purtroppo, riprendono le cannonate e di nuovo spari dovunque. Siamo daccapo. Scoppi assordanti su questa piazzetta Dante. Che cosa avviene ? Sporgiamo appena il capo . C’è un cannone tedesco all’angolo del palazzo Carradori e l’aereo l’ha indicato  alle batterie anglo-americane. Si sposta presso il Campana.
ore 18: Il Bollettino – che la Radio ricevente di mio nipote capta nonostante la mancanza di corrente, e che battuto a macchina gira poi per il rifugio – ci conferma l’aspra resistenza dei tedeschi di serio ostacolo ancora alla marcia alleata su Ancona. Pazienza! Diventeremo l’Alcazar ?
Oggi al rifugio: 400 razioni. Alla sera, nonostante i miei giri sotto le bombe per andare al Teatrino San Giuseppe tre quintali di farina, poi trovare le chiavi del Monastero delle Cappuccine, a riempire a quel pozzo le damigiane. La ripresa dell’azione di fuoco non da modo di far cuocere il pane, di prelevare marmellate e carne e ritirare il vino. Pertanto, digiuno ! sono preoccupatissimo per i molti bambini e vecchi, a causa del protrarsi della permanenza sotterranea.
E domani come faremo se dura così ? Lo schianto delle 19 ha ferito gravemente una donna e leggermente altri 5 o 6 inquilini del dintorno. Tutti sani nel rifugio.

ore 21: Tre tedeschi stanno attorno al filo telefonico dei comandi, steso da giorni sulla via del Corso, e uno telefona, avanti a Gallo e gli altri due guardano sospettosi ogni angolo dei palazzi, tenendo il mitra imbracciato. Poco dopo, bombe a mano , mitra e granata. I tre sono scomparsi. Di quei tre, uno rimane lì ancora un po’ in piedi armato di bombe a  mano pendentigli dalla cintola, di due pistole – di cui una sulla destra e l’altra appesa – di un mitra in spalla tenendo con la sinistra una mezza pagnotta,  che addenta ogni tanto guardandosi attorno sospettoso e pronto a far fuoco. E’ l’immagine della sua nazione in quest’ora tremenda: alterigia e affamato, difesa per la vita e per la morte, fino all’estremo. La notte ripensando alla singolare azione selle 10 – 12, crediamo di spiegarla come una dimostrazione dei tedeschi per constatare se in città vi sono partigiani, i quali, avrebbero tirato alle loro spalle in quel momento, dando così a loro modo e tempo di far rappresaglie. Vedutisi indisturbati, avranno giudicato di aver la ritirata più sicura e se ne serviranno per regolarsi. 

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi


La terribile situazione si aggrava e ci circonda. Dai piani si ode continuamente il funesto canto della mitraglia. Sono fatti saltare altri ponti. Il monticello dei Frati per il continuo cannoneggiamento è avvolto da un nuvolo di fumo e polvere. Osimo e zone circostanti continuamente bersagliate. I tedeschi hanno preso un coniglio e vino. Tra loro c’è un sacerdote protestante. Togliamo le botti dalla cantina per preparare la notte: cresce il numero degli ospiti. Nel primo mattino del 5 luglio prelevato dai tedeschi, muore per una cannonata al fiume, Capitani Enzo, obbligato a disincagliare una autoambulanza tedesca. Scoperti e bersagliati i cannoni da Piangerelli sulla via Fontemurata. Molti tedeschi partono di notte.

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