15 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni.

15 luglio 1944 ( un mesto sabato)

Artiglieria PolaccaL’artiglieria della 3^ Divisione Carpatica puntata verso il Monte della Crescia ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum of Londra ).

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Stanotte grande calma.
Ore 16:00. Mi si dice che la presa di Santa Maria Nuova effettuato ieri dei bersaglieri italiani, ha costato a loro notevoli perdite. Tre di questi bersaglieri essendo di Osimo sono oggi qui in licenza. I polacchi sono entusiasti della loro bravura.
Ore 17,00 sento che i polacchi stanno piantando  batterie a ridosso delle case del Borgo.
Ore 18,00 alcune squadriglie di fortezza volanti hanno bombardato Ancona. Siamo in procinto della offensiva fattaci sperare ?Qui,  il sistema nervoso anche dei più forti comincia a risentire della lunga attesa. Si è fatto trenta, bisognerà fare trentuno.
Io non mi muovo. Oggi sono partite altre due colonne di sfollati, alle quali non potendo assegnare due carabinieri di scorta se ne è dato solo uno, facendolo coadiuvare da un parroco. Sono andati mons. FLAMINI, Parroco di Santa Palazia e don Luigi POLENTONI della chiesa della Trinità.
La scorta opera fino al Musone, temendo il Comandante polacco che qualcuno a mezza strada possa cambiare rotta e dirigersi verso i tedeschi o fare la spia … A tutt’oggi ho prenotato altre mille persone. Si è effettuato ora. Il quarto raid di bombardieri su Ancona e alture circostanti. Contraerea nutritissima.
Manifesto: coprifuoco, da oggi alle 20 fino alle 5 .                                

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Andiamo al campo dove si stanno preparando molti carri armati. Di tanto in tanto giungono feriti e morti militari all’ospedale polacco. Col cannocchiale cerchiamo di seguire le operazioni a San Paterniano ma quasi inutilmente.

15 luglio polacchiUna foto che racconta tutta la fatica di un soldato polacco che si riposa in un casolare della nostra campagna. La liberazione di Osimo, dei paesi limitrofi e la presa di Ancona hanno comportato un bilancio molto pesante in termini di vite umane e sofferenze per il II Corpo d’Armata polacco, che alla fine delle battaglie lasciarono sul campo 496 morti, 1.789 feriti e più di 130 dispersi.

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