16 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni.

16 luglio 1944 ( domenica ma in Osimo non è stato giorno di festa)

1944 polFanti del II Corpo d’Armata  polacco  ( foto The Polish Institute and Sikorski Museum of Londra ).

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

Roba da matti. Gli alleati son qui con centinaia di cannoni di grosso calibro piazzati da per tutto, con parecchie centinaia di carri armati scorrazzanti per la  via di Jesi; con l’appoggio di una potente aviazione che martella continuamente nemico; con intere divisioni che hanno invaso tutto il territorio circostante; eppure non si muovono. Hanno detto che l’avanzata avverrà quando i tedeschi, fatti consapevoli di tanta imponenza di forza, si decideranno a sganciarsi per prudenza.
Quanto ad assalirli hanno una teoria: per fare un cannone occorre solo  qualche ora, per fare un uomo occorrono vent’anni.
Andranno quindi molto piano. E’ già sembrato agli alleati troppo, avere avuto quattro morti per la presa di Osimo.
Si commentava oggi molto arditamente in Prefettura, alla mia presenza: sarà bene spedire un messo segreto ai tedeschi per avvertirli della imponenza di tanti mezzi e pregarli di ….. sgomberare.
Se no, a quando? Anche oggi altre azioni su Ancona, preludenti a qualche iniziativa  su più ampia scala !.
I tedeschi da qualche giorno rispondono sempre meno alle artiglierie polacche; si direbbe che intendano economizzare le munizioni per adoperarle al momento decisivo. Si annunzia la ripresa di Cingoli e il probabile aggiramento di Fabriano.                                

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni
parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

Celebro la Santa messa nella chiesa della villa VOLPONI a Montefano, essendo domenica e festa della Madonna del Carmine. La sono convenuti in molti sfollati da Filottrano: al Vangelo non possono non riguardare i miei parrocchiani che sono tuttora sotto il turbine del fronte.
Nel pomeriggio il prevosto di Montefano è chiamato all’ospedale per assistere un malato. Dopo qualche tempo ritorna e mi dice che la giovane Luisa BASCONI di anni 16 di San Paterniano, ferita per mitragliamento, è in fin di vita, e già le hanno amministrato l’estrema unzione.
Corro all’ospedale; la trovo assistita dallo zio Alfredo, da un dottore polacco e dalle suore. Lo zio mi racconta che fu ferita al mattino mentre ritornava a casa, dei tedeschi.
Ebbe le prime cure nella sacrestia di San Paterniano, operata poi a Montefano, non si svegliò più e spirò circa alle sette di sera.  
Dopo la raccomandazione dell’anima, al giorno seguente celebrai per l’anima sua.  Al pomeriggio,  con un camion polacco, la salma fu portata in chiesa per le esequie. Tutti gli sfollati di San Paterniano, più di 100, ed altri presero parte al funerale, quindi la salma fu tumulata nel cimitero di Montefano.

1944 tedeSoldati tedeschi catturati, prigionieri dei polacchi, sfiniti per la fatica, le tribolazioni e le drammatiche vicende vissute, si abbandonano al sonno sdraiandosi in terra sul pavimento o appoggiandosi su una sedia. E’ l’immagine eloquente di un esercito, quello tedesco, disfatto da lunghe ed estenuanti battaglie volute da Hitler e dal suo famigerato regime nazista. ( foto by The Polish Institute and Sikorski Museum di Londra).

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