Ciao Marabini, per tanti osimani semplicemente don Dino

Esprimo, anche a nome del Consiglio Comunale cordoglio e vicinanza alla sorella Anna, ai parenti, ai tanti amici, ai volontari, agli ospiti, ai soci, alle famiglie degli utenti, alle maestranze  per la  scomparsa del cofondatore della Lega del Filo d’Oro,  Dino Marabini.
Per molti osimani  che ne ricordano la determinazione e la caparbietà nel superare mille ostacoli  è stato semplicemente Don Dino, il cofondatore – negli anni 1964 –  e l’anima della Lega del Filo d’Oro, l’Associazione con sede nella nostra comunità e conosciuta in tutta Italia per il suo impegno a dare dignità e speranza per  una vita migliore a tante persone e bambini prive di vista e di udito.

Un progetto quello della Lega del Filo d’Oro che  partì suscitando tante speranze nelle famiglie con  bambini pluriminorati che da tutta Italia chiedevano a questo prete, in servizio nella parrocchia di San Marco, un aiuto per i loro figli. Un appello che don Dino non lasciò cadere nel vuoto, dedicandosi totalmente al progetto, progetto  che si scontrava  con la quotidiana  incertezza di poter disporre di  finanziamenti e strutture adeguate.
Il futuro della Lega, a quei tempi,  lo si programmava  mese per mese: non c’erano ancora i “testimonials” e l’Associazione non era conosciuta fuori dai confini osimani. Don Dino MARABINI, aiutato  dal suo carissimo amico Aldo Valcavi, da una giovane e determinata cieco-sorda abruzzese, Sabina SANTILLI, e da alcuni giovani che poi sono diventati “lo staff” dell’Ente: Luigi Giacco, Rossano Bartoli, Valerio Marchetti, Patrizia Ceccarani, e  Giulio Lancioni, senza scoraggiarsi facendo  appello alla sensibilità e alla generosità prima degli osimani poi “bussando” alle Istituzioni riuscirono in una impresa che a tutti sembrava inizialmente impossibile: la nascita e il riconoscimento della Lega del Filo d’Oro.
Oggi la Lega del Filo d’Oro e le sue “persone” sono una delle realtà più belle del nostro territorio, conosciuta e stimata in tutta Italia e non solo.
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Mi piace ricordare, nel giorno della sua scomparsa, questa grande persona (che ho avuto il piacere di conoscere come volontaria in uno  dei soggiorni estivi organizzati dall’Associazione del Filo d’Oro) con questa lettera che Dino – nel giugno 1969 –   inviò ad  ogni famiglia di Osimo:
” Gentili concittadini,
in una sede provvisoria a San Biagio di Osimo, ospitiamo quest’anno un gruppo di bambini in condizioni particolarissime, in quanto tutti cieco-sordi. La maggior parte di questi bambini si trova in queste condizioni fin dalla primissima infanzia. La loro esperienza della vita e delle cose è quasi completamente nulla. La lunga e forzata privazione della vista, dell’udito e del linguaggio ha provocato in alcuni anche profonde minorazioni fisiche e psichiche. Il Ministero della P.I. riconoscendo la validità, unica in Italia, della scuola speciale annessa all’Istituto, segue con molto interesse l’esperimento delle quattro classi già esistenti. Ci proponiamo di portare un po’ di luce nell’intensissima oscurità in cui vivono, far assaporare anche a loro il piacere della vita e toglierli per sempre dall’unica prospettiva in cui si trovano ora e cioè di finire i loro giorni ignorati da tutti, inutili a se stessi ed agli altri. Il numero per ora è di dieci bambini, ma le richieste giungono e giungeranno ancora da tutta Italia. Per un prossimo futuro, su un terreno donato da un benefattore, si prevede la costruzione di una sede ampia e adeguata, ma purtroppo le possibilità attuali sono limitatissime; manchiamo ancora dei necessari mezzi di assistenza medico*specialistica. I sussidi didattici per la scuola sono ancora ridottissimi. La previsione delle spese è rilevante e le disponibilità presenti sono scarse. Vi invitiamo a vedere e conoscere il nostro istituto e vi preghiamo di darci il Vostro aiuto per affrontare e risolvere i suoi gravi problemi. f.to Don Dino”
L’appello trovò, come in altre importanti raccolte di fondi promosse dalla lega del Filo d’Oro, la generosità e la sensibilità delle famiglie osimane. Anche FILOTTRANO, ANCONA e MACERATA risposero in maniera sorprendente all’appello lanciato dall’Associazione osimana, le sottoscrizioni superarono quota 3 milioni. La Lega poteva ancora una volta guardare con fiducia alla sua lodevole attività.
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Nel 1972 l’Amministrazione comunale ha conferito a questo nostro “grande” osimano la  cittadinanza benemerita con queste motivazioni:
A Don Dino MARABINI “per la preziosa ed instancabile attività svolta alla promozione di iniziative di particolare valore sociale ed assistenziale, culminati nella creazione di un Istituto per cieco-sordi-muti, unico in Italia, il quale costituisce un raro esempio di impegno civile nei confronti di un mondo così bisognoso di comprensione umana“.
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Marabini***
Ciao Dino, grazie per il tuo impegno e per essere stato persona unica per umanità e simpatia,  testimone dei valori di solidarietà per tutta la nostra comunità.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*******prof.ssa Paola Andreoni

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Lega filo d'oro 1( 1964 nasce la Lega del Filo d’Oro, nella foto Anna Maria Marabini, Aldo Valcavi, Giuseppina, Costantina Panettoni, Renata Saporiti e il giovane prete don Dino)

 

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Chieti e Osimo unite nell’ultimo saluto a Domenico e Marina

L’ultimo saluto a Domenico Di Michelangelo e a Marina Serraiocco sarà domani, domenica 29 gennaio, a Chieti nella cattedrale di San Giustino. Ai funerali oltre ai rappresentanti della questura e del Commissariato ci sarà anche una delegazione dell’Amministrazione comunale.

Osimo si è stretta in un unico forte abbraccio a Domenico e a Marina testimoniata dai tanti mazzi di fiori e bigliettini lasciati dai nostri concittadini davanti il negozio di bomboniere di Corso Mazzini, in segno di affetto sincero nei confronti della giovane commerciante e dalla  proclamazione di lutto cittadino per la giornata di domani.
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Al piccolo Samuel a tutti i parenti, colleghi ed amici della sfortunata coppia giunga tutto l’affetto e la vicinanza del Civico Consesso osimano e di  tutta la nostra comunità.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*******prof.ssa Paola Andreoni

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27 gennaio 1945: Sono morto ch’ero bambino

***“Io chiedo quando sarà
che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà ….”

27 gennaio 2017 – Giorno della Memoria

72 anni fa,  il  27 gennaio 1945 si aprirono le porte del campo di concentramento di Auschwitz e tutto il mondo seppe ciò che era stato.
Oggi è il giorno della memoria, giorno  per ricordare e commemorare  le tante persone che hanno perso la vita nei Lager, quanti hanno subito violenze inaudite, arresti e deportazioni.
Ricordare è un dovere civile e morale per tutti noi. Prendo a prestito una riflessione di Zygmunt Baumann proprio sul valore della memoria:
” La risurrezione del passato, tenere vivo il passato, è un obiettivo che può essere raggiunto solo mediante l’opera attiva della memoria … Ricordare è interpretare il passato, o, più correttamente, raccontare una storia significa prendere posizione sul corso degli eventi passati “.

Quanto accaduto deve essere attentamente e in modo approfondito conosciuto e compreso perchè mai come oggi abbiamo bisogno degli anticorpi contro l’indifferenza, i pregiudizi, i razzismi , affinché quell’indicibile orrore non si ripeta.
Ogni giorno e ad ogni livello, ci dobbiamo sentire impegnati al ricordo della Shoah e a combattere  l’intolleranza, i nuovi fascismi, l’odio, la paura  e l’ignoranza, soprattutto rispetto alle generazioni più giovani. Perché è dai cittadini più giovani che inizia il dovere di ricordare e far ricordare, in questo Giorno e ogni giorno.
Paola
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25 gennaio 2013  Per celebrare il “Giorno della Memoria”

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Verità per Giulio Regeni e per tutte le vittime di sparizione forzata e tortura in Egitto

A un anno dalla scomparsa questo blog è a fianco di Amnesty e dei genitori del giovane ricercatore italiano per chiedere

Verità per Giulio Regeni

Domani, Mercoledì 25 gennaio, sarà trascorso un anno esatto dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo, in Egitto. Nonostante siano passati 365 giorni, la verità sull’arresto, la sparizione, la tortura e l’uccisione del giovane ricercatore italiano è ancora lontana.
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regeni***
Per continuare a chiedere “Verità per Giulio Regeni” Amnesty International Italia ha organizzato una giornata di solidarietà e mobilitazione.
Nelle maggiori piazze italiane verranno accese delle fiaccole alle 19.41, l’ora in cui Giulio uscì per l’ultima volta dalla sua abitazione prima della scomparsa.
Un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica e per invitare a non fermare la richiesta di:

 ***verità per Giulio Regeni e per tutte le persone vittime di sparizione forzata e tortura in Egitto.

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Le mani che aiutano sono più sacre delle labbra che pregano

“Le mani che aiutano sono più sacre delle labbra che pregano” ( predicatore indiano Sathya Sai Baba)
Oggi non possiamo che parlare di questo, di loro: i volontari, gli uomini dei Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, i cittadini e tutti gli altri che come sempre mostrano il lato migliore del cuore di questo Paese, strenui contro la difficoltà e solidali fino al limite delle loro forze. Di questi testimoni,  grandi uomini e coraggiose donne è fatto il nostro Paese.

Domani inevitabilmente dovremo parlare della politica che non ha mantenuto le promesse, della sequela di errori e sottovalutazioni, delle solite promesse mancate, degli annunci non rispettati e della storica leggerezza sulla prevenzione. L’elenco è lunghissimo e indecente ed è doloroso parlarne. Ma che se parli domani non ora.

Paola

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Vivi ❤

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A volte i miracoli si avverano e poi dopo tanta fatica il grido liberatorio: VIVI.
Per ora sono in 8, una bellissima notizia.
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Un immenso grazie   
  a tutti i soccorritori.  Con le lacrime agli occhi quelle che ti prendono quando la gioia e la speranza  ti sale dal cuore, vi dico semplicemente:  siete Grandi.
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Obama ci mancherai.

Quest’uomo ci mancherà. Ci mancheranno la sua guida saggia, la sua passione e il suo impegno per un Mondo migliore.
Si era presentato al Mondo con  tre parole: Yes we can.
Forse non ha fatto abbastanza, su alcune cose non ha potuto nulla,  ma rimane il fatto che è stato un Grande Presidente.
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Nel  discorso di addio, davanti a 20.000 persone nella sua citta’ adottiva, Chicago, dove ha iniziato la sua carriera politica  – e dove ha tenuto il suo storico discorso della vittoria, nel 2008, quando l’America decise di mandare alla Casa Bianca il primo afroamericano della storia Usa – ha detto queste ultime parole agli americani:
Non mi fermero’: saro’ con voi da privato cittadino.
La nostra democrazia e’ minacciata quando la consideriamo garantita. Quando stiamo seduti a criticare chi e’ stato eletto, e non ci chiediamo che ruolo abbiamo avuto nel lasciarlo eleggere.
Se siete stanchi di discutere con degli estranei su internet, provate a incontrarne qualcuno in carne ed ossa. Candidatevi per un incarico pubblico. Mettetevi in gioco, scendete in campo.
La democrazia non impone di essere uniformati, i nostri padri fondatori hanno litigato e raggiunto compromessi. Si aspettano che noi facciamo lo stesso. Sapevano pero’ che la democrazia richiede un senso di solidarieta’ di fondo, l’idea che a dispetto di tutte le nostre differenze, siamo tutti tutti sulla stessa barca, ci alziamo o cadiamo insieme.
La democrazia puo’ indebolirsi se si cede alla paura e pertanto, come privati cittadini dobbiamo rimanere vigili contro l’indebolimento dei nostri valori che ci rendono cio’ che siamo.
Ma la legge da sola non basta, devono cambiare i nostri cuori.
Per questo io rifiuto le discriminazioni contro i musulmani…per questo non possiamo tirarci indietro rispetto alle battaglie globali, per espandere la democrazia, i diritti umani, quelli delle donne, dei gay…”.

Oggi, 20 gennaio,  un uomo che rappresenta i valori del Ku Klux Klan che ha costruito le sue fortune economiche sul lascito miliardario del padre e lo sfruttamento brutale di lavoro malpagato,  diventerà il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Cosa dobbiamo aspettarci ?
Paola.

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