Obama ci mancherai.

Quest’uomo ci mancherà. Ci mancheranno la sua guida saggia, la sua passione e il suo impegno per un Mondo migliore.
Si era presentato al Mondo con  tre parole: Yes we can.
Forse non ha fatto abbastanza, su alcune cose non ha potuto nulla,  ma rimane il fatto che è stato un Grande Presidente.
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Nel  discorso di addio, davanti a 20.000 persone nella sua citta’ adottiva, Chicago, dove ha iniziato la sua carriera politica  – e dove ha tenuto il suo storico discorso della vittoria, nel 2008, quando l’America decise di mandare alla Casa Bianca il primo afroamericano della storia Usa – ha detto queste ultime parole agli americani:
Non mi fermero’: saro’ con voi da privato cittadino.
La nostra democrazia e’ minacciata quando la consideriamo garantita. Quando stiamo seduti a criticare chi e’ stato eletto, e non ci chiediamo che ruolo abbiamo avuto nel lasciarlo eleggere.
Se siete stanchi di discutere con degli estranei su internet, provate a incontrarne qualcuno in carne ed ossa. Candidatevi per un incarico pubblico. Mettetevi in gioco, scendete in campo.
La democrazia non impone di essere uniformati, i nostri padri fondatori hanno litigato e raggiunto compromessi. Si aspettano che noi facciamo lo stesso. Sapevano pero’ che la democrazia richiede un senso di solidarieta’ di fondo, l’idea che a dispetto di tutte le nostre differenze, siamo tutti tutti sulla stessa barca, ci alziamo o cadiamo insieme.
La democrazia puo’ indebolirsi se si cede alla paura e pertanto, come privati cittadini dobbiamo rimanere vigili contro l’indebolimento dei nostri valori che ci rendono cio’ che siamo.
Ma la legge da sola non basta, devono cambiare i nostri cuori.
Per questo io rifiuto le discriminazioni contro i musulmani…per questo non possiamo tirarci indietro rispetto alle battaglie globali, per espandere la democrazia, i diritti umani, quelli delle donne, dei gay…”.

Oggi, 20 gennaio,  un uomo che rappresenta i valori del Ku Klux Klan che ha costruito le sue fortune economiche sul lascito miliardario del padre e lo sfruttamento brutale di lavoro malpagato,  diventerà il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Cosa dobbiamo aspettarci ?
Paola.

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