La storia, a volte, sa scrivere pagine molto tristi: 28 marzo 1997 il naufragio della Kater I Rades

La sera del 28 marzo del 1997, era Venerdì Santo, una piccola imbarcazione albanese stracarica di profughi, viene speronata, involontariamente,  da una nave della Marina militare italiana al largo delle coste pugliesi. Un naufragio nel quale morirono 81 persone, in gran parte donne e bambini, vittime  del nostro mare Adriatico.
Il relitto della Kater I Rades è stato recuperato dai fondali marini ed è diventato nel 2012 monumento memoriale detto “L’Approdo. Opera all’Umanità Migrante”. Il monumento si trova ad Otranto, la città più ad Oriente d’Italia per ricordare le tante vittime del mare.
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Tragedie del mare che ancora oggi si ripetono e che continuano a registrare tantissime vittime, persone che  abbandonano la propria terra, i propri affetti, affrontando le peripezie di un viaggio pericoloso.
Il ricordo di questi tragici eventi deve  rafforzare in tutti noi e nelle nostre Comunità la naturale predisposizione all’accoglienza e alla solidarietà, e a non indurci a rifiutare mai quel primo abbraccio che ci viene richiesto da quanti, fuggendo da luoghi in cui non si riesce a condurre una vita libera e dignitosa, chiedono di poter avere una possibilità per guardare al futuro con fiducia e speranza.
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A ricordo delle tante vittime del mare.
Paola

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