Ai suprematisti bianchi di Charlottesville e a quelli di casa nostra

Dedico questa poesia di Gianni Rodari ai  suprematisti  bianchi, a quelli del Ku Klux Klan, a quanti si illudono  di essere migliori degli altri per diritto divino, a Trump ed ai politici di casa nostra che giocano a  soffiare sul facile fuoco dell’odio razziale per raggranellare voti. Politici  a cui poco  importa se il tessuto sociale si spacca, se l’odio, l’intolleranza e la rabbia sgorgano come sangue dalle ferite.

Il dromedario e il cammello

di
Gianni Rodari
(I secondo libro delle filastrocche)

Una volta un dromedario, incontrando un cammello,
gli disse: “Ti compiango, carissimo fratello:
saresti un dromedario magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più”.
Il cammello gli rispose: “Mi hai rubato la parola.
E’ una sfortuna per te avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere un cammello perfetto:
con te la natura ha sbagliato per difetto”.
La bizzarra querela durò tutto un mattino.
In un canto ad ascoltare stava un vecchio beduino
E tra sé intanto pensava: “Poveretti tutti e due
Ognuno trova belle soltanto le gobbe sue”.
Così spesso ragiona al mondo tanta gente
Che trova sbagliato ciò che è solo differente.

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Paola

 

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