Un nuovo Centro Sinistra per unire l’Italia.

Sembrano tutti d’accordo, almeno su un punto: uniti si vince.
Il grande lavoro da fare è quello di concentrarsi nel riconoscere le cose che accomunano e non (solo) quelle che dividono. Lo dice chiaramente Andrea Orlando al lancio ufficiale della sua associazione Dems, al centro congressi Alibert a Roma, dal titolo “Un nuovo centro sinistra per unire l’Italia“.
Sulla necessità di un centrosinistra unito, Orlando sostiene che a chiederlo sono “i nostri elettori” sottolineando che “la nostra divisione non sposta pesi ma lascia la gente a casa”. Anche se riconosce: “Abbiamo un compito molto difficile, dovremo remare controvento o camminare in salita come dice Cuperlo. Ma voglio rivendicare che noi abbiamo salvato il Partito Democratico perché noi abbiamo continuato la battaglia sulle idee dalle quali non si può prescindere. E senza le nostre idee, il Pd non esiste. Ma oggi non basta più: nei prossimi tre mesi il Pd si giocherà la propria identità e il proprio destino”.
Invita all’unità anche il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che in un videomessaggio ha sottolineato: “In un paese normale, un centro sinistra che ha governato con questi risultati nell’arco di una legislatura la prima cosa che dovrebbe fare è rivendicarli e dire quale è il prossimo step, non dividersi al suo interno, perché altrimenti avremmo perso una straordinaria occasione”.
Il dibattito si è concentrato su due temi forti: Ius soli e legge elettorale. Su quest’ultima Orlando ha annunciato che se continuerà “l’impasse a livello istituzionale” avvierà una raccolta di firme per chiedere “i collegi, il premio di maggioranza alla coalizione o alla lista, l’omogeneità tra i due rami del Parlamento, l’introduzione del criterio secondo il quale si assicuri la rappresentanza di entrambi i sessi”. Secondo il ministro della Giustizia, una riforma elettorale va fatta assolutamente perché non bisogna “rassegnarsi alla logica delle larghe intese. Basta con la melina” ha ammonito.
D’accordo Gianni Cuperlo, presente all’evento e molto applaudito, per il quale “chiudere la legislatura senza una buona legge elettorale sarebbe un peso e un fallimento per noi. Senza una legge degna consegneremo l’Italia all’avventura o all’incubo dell’ingovernabilità”.
Convergenze anche sullo Ius soli. Cuperlo ha sottolineato che, “come ha detto molto bene Prodi, la rinuncia allo Ius soli è sbagliata nel merito perché il consenso te lo fa perdere, non guadagnare. Si dice che mancano i numeri – ha osservato – certo è un problema ma i numeri si cercano e si costruiscono. Le vere grandi riforme in questo paese hanno sempre poggiato su un legame molto stretto tra politica e società, che fosse il divorzio, l’aborto o la chiusura dei manicomi, ma era fuori dal Palazzo che si levava una voce. Sono sicuro che sarà così anche per l’accesso alla cittadinanza, prima o poi accadrà… Ma la sinistra deve mostrare di non avere paura” ha concluso.
Parole che anche Orlando ha condiviso mettendo in evidenza l’importanza dell’appoggio dei cittadini e Pisapia ha spronato a fare “tutto il possibile, e ripeto tutto il possibile, per procedere con l’approvazione dello Ius soli. E’ in gioco la fiducia di migliaia di bambini e ragazzi nelle istituzioni del paese in cui sono nati e vivono – ha messo in evidenza Pisapia – persone che ancora oggi vedono negati diritti fondamentali. Si tratta di una grave e inaccettabile frattura nella società, la cui soluzione non può essere più procrastinabile”.
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