25 novembre: il coraggio delle donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Tante le iniziative, in Italia e nel mondo.
La violenza sessuale e  l’arma dello stupro sono terribili: anche se non uccide annienta e stuprare è da secoli strategia di dominio su intere popolazioni.

E’ di pochi giorni fa la condanna di Ratko Mladic e Radovan Karadzic da parte del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia. Per l’Osservatorio Balcani e Caucaso, la guerra in Bosnia è stata  una guerra contro le donne. Si contano a migliaia le donne vittime di violenza. La condanna di Ratko Mladic e Radovan Karadzic rende loro giustizia, anche se non risolve la violenza subita.
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Voglio ricordare anche tra le tante testimonianze di vittime di violenza che non si sono rassegnate, Rebecca Masika Katsuva, dal suo immenso dolore, ha rigenerato tante vite annientate.

Nel 1998 Masika e le sue figlie adolescenti sono state violentate dai combattenti dei gruppi armati che terrorizzano le popolazioni rurali al confine tra Rwanda, Burungi e Uganda. Nel 1999 Masika, ha fondato un’associazione per aiutare le donne vittime di violenza. La sede era la sua casa a Buganda, villaggio nella provincia del Sud Kivu, zona di conflitto.
Ascolto, assistenza sanitaria, aiuto per crescere i bambini nati dalle violenze: sono state 6mila le donne assistite da Masika e dalle sue cinquanta – quante sono oggi – case di accoglienza. Masika non si è mai fermata, nonostante abbia vissuto esperienze terribili, come la morte di sua madre che collaborava con l’associazione: rapita, violentata e uccisa.

Una donna coraggiosa, che ha messo a rischio la propria vita, ogni giorno, per tentare di salvare le vite, e la dignità, di tante altre donne ferite, come lei. Senza mai cedere alla paura e alle minacce.

“Ho deciso che dovevo fare qualcosa per rendere più forte me stessa e le altre donne. Per far tornare le donne a essere quello che erano, prima delle violenze. Ho voluto dire alla donne che hanno subito uno stupro come me che non è la fine. Si può iniziare di nuovo, come ho fatto io. Nonostante tutto quello che ho passato, sono ancora in piedi e se ce l’ho fatta io, possono farcela anche loro” Masika 2003

Tre anni dopo se n‘è andata lasciandoci la sua lezione, un seme che resta, ben piantato nella terra sventurata del Congo.
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