Le sorprese delle Dolomiti.

Come intrusi di passaggio tra tante bellezze anche bei, inaspettati, incontri.
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Una famiglia osimana: Sabina Schiavoni e Marco Marini.
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Lassù, su la montagna

….. passò un signore

Marci, stiamo arrivando !!!

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A 80 anni dal Manifesto della razza, la condanna con le parole di Mattarella

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Il 25 luglio di 80 anni fa il fascismo faceva suo il “Manifesto della razza”, firmato da «professori, medici, intellettuali». Per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quel documento «rimane la più grave offesa recata dalla scienza e dalla cultura italiana alla causa dell’umanità». Il capo dello Stato,  nell’anniversario di quel documento, è intervenuto per ribadire che a distanza di tanto tempo «il veleno del razzismo continua a insinuarsi nelle fratture della società e in quelle tra i popoli. Crea barriere e allarga le divisioni. Compito di ogni civiltà – ha affermato – è evitare che si rigeneri: le libertà, la pari dignità, il rispetto per l’altro, la cooperazione, l’integrazione e la coesione sociale sono le migliori garanzie di un domani di armonia e progresso».

Per Mattarella, «ogni teoria di razza superiore – o di razza accompagnata da aggettivo diverso da umana – non deve più avere cittadinanza: ciò che è accaduto rappresenta un monito perenne e segna un limite di disumanità che mai più dovrà essere varcato». Quindi rivolge lo sguardo a un passato che ancora brucia, per sottolineare che «l’aberrazione dell’affermazione della supremazia di uomini su altri uomini considerati di razze inferiori, la volontà di dominio che esprimeva, la violenza, segregazione, pulizia etnica che portava con sé, avrebbero segnato nel profondo la storia del XX secolo e, con essa, la coscienza dei popoli».
In Italia, in particolare, «il Manifesto aprì in Italia la porta alle leggi razziali, suggellando così nel più infame dei propositi quel patto con il nazismo che seminò morte, distruzione e sofferenze in tutta Europa».

Di qui «la feroce persecuzione degli ebrei, presupposto di ciò che, presto, sarebbe divenuto l’Olocausto», l’accanimento «contro Rom e Sinti» e le «mostruose discriminazioni che sfociarono nello sterminio, il porrajmos, degli zingari». Per il Presidente della Repubblica, è «una pagina infamante, riscattata con la solidarietà di pochi durante le persecuzioni, la lotta di Liberazione, con la Costituzione repubblicana, con il sangue, il sacrificio, l’unità del nostro popolo attorno a ideali di eguaglianza, democrazia, pace e libertà».

Scelto il Presidente della Rai, Marcello Foa. Persona imparziale ? No !! Uomo di regime, amico di Salvini: il peggio.

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Quando si pensa di avere raggiunto il peggio, il peggio te lo trovi al comando a riprova dell’insulsa pochezza dello schieramento di questo governo. Il duo Salvini e di Maio, dopo una serie di valzer sulle nomine, ha scelto Marcello Foa come presidente del consiglio di amministrazione e Fabrizio Salini come amministratore delegato.

Ma chi sono Salini e Foa? Salini, manager di Fox News di Rupert Murdoch, gruppo televisivo USA che ha giocato un grande ruolo nella campagna Trump. Fox News è di orientamento repubblicano e liberista ha posizioni negazioniste in merito al riscaldamento climatico e un orientamento razzista e sessista. Insomma, il top del Salvini-pensiero.

Foa, vicino alla Lega e al pensiero sovranista, ha recentemente incontrato l’ex direttore del sito di estrema destra Breitbart e spin doctor del presidente Trump, Steve Bannon.

Insomma, i fili si tirano, e altre tessere entrano nel mosaico in questa Italia sempre più connotata di razzismo e sovranismo. Un altro duro colpo alla democrazia  con il beneplacito del popolo 5 Stelle sempre più smarrito  e forse inconsapevole di cosa sta mettendo in piedi.
Altro che governo del cambiamento, questo ogni giorno si connota sempre di più come il  governo del peggioramneto, su tutto anche sull’informazione.

Paola

Primo giorno da commesso al supermercato per Osahon Ewansiha

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Osahon, che ha 27 anni, come tanti suoi connazionali chiedeva l’elemosina fuori dal supermercato Prestofresco a Moretta, nel Cunese.  Il 30 giugno scorso si era lanciato dentro al supermercato per bloccare un rapinatore che, armato di coltello, aveva minacciato la cassiera. I due avevano lottato: il ragazzo aveva schivato diversi fendenti e, alla fine, il bandito era stato costretto a a fuggire. I carabinieri però lo hanno identificato e arrestato due settimane fa: italiano, 28 anni, si era costituito quando aveva capito di essere ormai braccato e aveva confessato quella e altre rapine. Racconta Osahon: “Io chiedevo l’elemosina perché, anche se non avevo niente, non volevo rubare. Per questo ho cercato di fermare quell’uomo. Ho guardato quella cassiera in pericolo e ho pensato alla mia famiglia in Nigeria”.

Il ragazzo venuto dalla Nigeria con un permesso per motivi umanitari, oggi, può immaginarsi un futuro diverso anche perché la dirigente del supermercato ha fatto di tutto per mantenere la promessa di un mese fa, nonostante le polemiche che — immancabili — hanno preceduto la sua assunzione.  La direttrice racconta di aver ricevuto delle mail, con  accuse di falso buonismo, racconta la direttrice ai giornali: “non ci voglio dar peso. Ho 70 dipendenti e sono tutti italiani. Questo odio razziale non porta da nessuna parte”. Così Domenica Lauro è andata dritta per la sua strada e ha fatto in modo che tutto il percorso di Osahon fosse trasparente. Ha aspettato che il ragazzo rinnovasse il suo permesso di soggiorno in questura a Caserta e lo ha fatto iscrivere al centro per l’impiego perché i suoi documenti venissero certificati. Racconta la direttrice ai giornali: “Quando Osahon avrà finito il periodo di affiancamento, la sua giornata lavorativa comincerà alle 7,30 con l’arrivo dei prodotti in magazzino. Ma a un patto. Oggi ha un contratto di 25 ore alla settimana perché abbiamo un accordo, io e lui: oltre a lavorare deve imparare bene l’italiano. Quattro ore al supermercato e altrettante dietro ai banchi di scuola, con gli insegnanti del consorzio Abele. Quando avrà finito la scuola potremo anche valutare di aumentare le sue ore di lavoro.”

Osahon sembra non avere alcuna intenzione di deluderla: “Parlo ancora troppo poco l’italiano per poter essere utile ai clienti – ammette lui – ma imparerò tutto quel che serve. Voglio memorizzare prodotti, marchi, prezzi e promozioni”.  Ora che non è più costretto a vivere con 150 euro al mese, Osahon ha iniziato a fare progetti: “Vorrei trovare un piccolo appartamento da affittare tutto per me. Oggi vivo con alcuni miei connazionali. E poi tra qualche anno vorrei prendere la patente”.

Paola

Le scelte del governo sono incompatibili con il Vangelo (e – aggiungo io – con la Costituzione).

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Con  il titolo sulla copertina: «Vade retro Salvini» esce oggi in edicola il nuovo numero di Famiglia Cristiana.
“Niente di personale o ideologico”, precisa il sommario, “si tratta di Vangelo”.
Non può essere diversamente per chi si professa cristiano:  schierarsi in solidarietà ai migranti.
Così come tante persone non credenti stanno dalla parte del  principio di umanità, io sono con loro, dalla parte di “Famiglia Cristiana”, dalla parte della Conferenza episcopale italiana, dalla parte di tutti quei volontari che soccorrono in mare un’umanità sofferente, dalla parte dei  preti, suore e  vescovi di frontiera che da anni sperimentano la buona accoglienza (padre Alex Zanotelli, il vescovo  di Caserta monsignor Raffaele Nogaro, don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge di Firenze, suor Rita Giaretta di “Casa Ruth”, don Luigi Ciotti, e padre Giorgio Ghezzi.

Non possiamo accettare questa politica delle porte chiuse che provoca la morte nel deserto e nel Mediterraneo di migliaia di migranti e come invita Saviano, non possiamo rimanere indifferenti.

Non ho da offrire soluzioni, ma rispetto a quanto accade non intendo – e penso sia questo  il compito di una “buona politica” – né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto.
Non si può chiudere il porto quando arriva una nave che è piena di disgraziati che sono dei crocifissi, o per un motivo o per un altro ed è inaccettabile  la decisione presa dal nostro Governo che  ha deciso di non accogliere, di chiudere i porti alle navi delle Ong e di affidare tale compito alla Guardia Costiera libica, che se salverà i migranti, li riporterà nell’inferno che è la Libia.

Paola

22 luglio: Maria Pia

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Molti dicono che non si dovrebbe usare un social per mettere in piazza i propri sentimenti,  ma io ritengo doveroso far sapere a chi non la avesse conosciuta che persona meravigliosa era Maria Pia, una cara amica che ha lasciato un gran dolore e vuoto in tutti noi. Buon Compleanno Pia, ovunque tu sia.
Paola

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#Osimaniinvacanza: Buone vacanze e Buon riposo a tutti.

Anche quest’anno siamo arrivati al momento delle (speriamo meritate) vacanze. Avviso tutti gli attenti osservatori di questo Blog che mi prendo un periodo di pausa/rallentamento da post (fino a venerdì 3 agosto).

Che dire?
Buon inizio di estate e di ferie a tutti. Chi vorrà mandarmi foto dai luoghi di vacanza,  le pubblicherò nel gruppo #Osimaniinvacanza.
Buon Riposo e Buone vacanze a tutti.
Paola


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Anno 1954, quando ancora non c’era la moda di “Avventure nel Mondo“, già loro: Lamberto Campanelli, Egisto Balloni, per gli osimani “Fulmine”, titolare del negozio di frutta e verdura in piazza, Alberto Campanelli detto “Titti”, Antonio Belli (mio zio), titolare dell’alimentari davanti al Comune,  erano gli Indiana Jones osimani.
Nella foto gli “Indiana Jones osimani” all’arrivo, con la 1100 Fiat dell’Emporio Campanelli”, a Barcellona.

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Azzardo emergenza sociale: condivido i provvedimenti contenuti nel “Decreto Dignità”.

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Condivido e ritengo ottimo il provvedimento proposto dal vice premier Di Maio contenuto nel  “Decreto dignità” – all’esame in questi giorni alle due camere –  che all’articolo 9 prevede il divieto della pubblicità per tutte le forme di azzardo così come avviene per il tabacco.

Una misura che affiancata ad altri provvedimenti, come la regolamentazione degli orari e la distanza minima dei centri scommesse dai luoghi sensibili, è importante per arginare quella che è una vera e propria deriva sociale. Ritengo anche che sia importante non soffermarsi solo sui divieti, ma occorrono iniziative e maggiori sforzi nell’educazione, coinvolgendo il sistema scolastico.
Un fenomeno, quello del gioco d’azzardo, ravvisabile anche nella nostra piccola realtà, divenuto capillare, pervasivo, insistente e rivolta a tutte le tipologie di popolazione per sesso, per età, per condizione sociale, per condizione familiare con riflessi sulle relazioni interpersonali.
Anche in una realtà periferica come la nostra, così come in tutto il Paese,  alle forme tradizionali di gioco si sono aggiunte, nel tempo,   installazione di gioco nei luoghi della quotidianità, con sale, che si sono raddoppiate  fino al punto ad arrivare ad un’offerta pervasiva. Il gioco  è arrivato in luoghi innocui – nei bar, nei pubblici esercizi – spazi che sembrerebbero essere molto distanti dal determinare un rischio.
Pur non essendoci dati riferibili ai singoli comuni, tutti siamo a conoscenza di storie di giocatori, di padri di famiglia, di giovani che hanno sviluppato una dipendenza con i conseguenti danni: conflitti, conflitti intra-familiari, conflitti coniugali, disagi, immiserimento delle condizioni di vita che si riversano sui figli, trascuratezza degli anziani

In una recente ricerca condotta dalla Caritas di Roma su u 1.600 giovani nelle scuole e nelle parrocchie della Capitale, è emerso che due ragazzi su tre (66,3%) di età compresa dai 13 ai 17 anni, gioca d’azzardo almeno una volta all’anno; il 36,3% ha dichiarato di essere giocatore abituale, almeno una volta al mese attraverso scommesse sportive, gratta e vinci, slot machine, concorsi a premio. Inoltre la ricerca evidenzia che i ragazzi romani hanno saputo dell’esistenza del gioco d’azzardo dalla pubblicità in tv (80,6%), oppure dalla pubblicità online (67,3%) e, pur essendo vietato il gioco ai minorenni, riescono a scommettere attraverso le piattaforme online aggirando la legge.

Bene quindi questo provvedimento che pone alcuni strumenti per arginare una piaga sociale,  quella della vulnerabilità al gioco d’azzardo.

Paola

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Gli occhi di Josephine

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Sono stati lasciati morire, una donna e un bambino a bordo di un gommone in difficoltà. Questo quanto accaduto e denunciato dalll’ong spagnola Proactiva Open Arms. La Guardia Costiera libica ha detto di aver intercettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno fatto affondare la barca perché non volevano salire sulle motovedette.
Ancora viva e salvata dall’ ong spagnola Josephine che poi per scelta dei volontari spagnoli è stata portata in Spagna e non in un porto vicino italiano. Si perchè, oramai, i porti italiani vengono considerati,  dalle organizzazioni di volontariato e per colpa dei nostri politici pro tempore, ostili  come i porti libici.
Complimenti SALVINI e DI MAIO. Ecco il Vostro vergognoso CAMBIAMENTO. La Vostra politica migratoria un giorno sarà giudicata dalla storia.
Oggi la vostra disumanità e insensibilità è tutta sintetizzata sullo sguardo spaventato di questa donna, gli occhi di Josephine .

Paola

Borsellino e i suoi angeli custodi: 19 luglio 1992 Osimo non dimentica

downloadSono passati ventisei anni da quella funesta domenica pomeriggio quando un’autobomba fa saltare in aria il giudice Paolo Borsellino e i suoi angeli custodi, gli agenti della scorta. La strage di Via D’Amelio: la mafia uccide con un’autobomba il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Osimo ricorda questo triste anniversario.

Un giudice famoso, Paolo Borsellino, erede suo malgrado dell’altro giudice antimafia Giovanni Falcone, fatto saltare in aria due mesi prima, a Capaci, assieme alla moglie e agli uomini della scorta. Meno noti, ma non per questo figli di un dio minore, gli agenti della scorta di Paolo Borsellino: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina ed Emanuela Loi, cui va il triste primato di prima donna poliziotto uccisa in servizio.

Il ricordo di Paolo Borsellino e dei suoi angeli custodi  della scorta,  non va sprecato. La strage di via D’Amelio è una ferita ancora aperta, che sanguina nel corpo vivo della nostra democrazia. Questa ferita può essere curata facendo verità e giustizia, non avendo paura di portare alla luce anche le più amare e terribili verità di quegli anni. La domanda di verità e giustizia cammina nella coscienza di noi italiani, e,  non può essere svilita o soffocata.

Paola

Nel gennaio 2012 Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo e animatore instancabile del  “movimento delle Agende Rosse”,  è stato ospite della nostra scuola. E’ ancora viva la commozione del ricordo di quella sera, dell’energia e della passione che Salvatore ha saputo trasmettere  e dell’impegno che, ancora oggi dedica, girando per scuole e incontrando i giovani,   alla memoria del fratello magistrato.

Salvatore emigrato giovanissimo  a Milano, ci ha raccontato di aver  lasciato la professione  di ingegnere subito dopo la strage di via D’Amelio per dedicarsi completamente  alla memoria del fratello e per scoprire la verità sulla collusioni tra politica-poteri occulti e mafia, oggi tristemente nota e chiamata come ” trattativa stato mafia ” .

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Borsellino 17 gennaio 2012

 

Solidarietà ad Adachiara Zevi e a tutta la comunità ebraica

Esprimo piena solidarietà  ad Adachiara Zevi e vicinanza a tutta la Comunità ebraica del nostro Paese per la lettera minatoria, con riferimenti a campi di concentramento e accompagnata da una foto di Adolf Hitler che è stata indirizzata alla  presidente dell’associazione culturale «Arte in memoria», Adachiara Zevi.

La lettera anonima recita:

” Voi ebrei non siete mai contenti, non lamentatevi del ritorno dei nazisti.
Pregiatissima signora, mi duole molto il fatto di non averla conosciuta nei miei campi di concentramento. Ma non è detto! Ci sono tanti miei seguaci… e non è detta l’ultima”.

L’atto inqualificabile   è estraneo al sentire del nostro Paese  e alla storia recente della nostra comunità cresciuta, dopo la Liberazione, praticando i valori del rispetto e della solidarietà.
La lettera minatoria rappresenta un grave gesto di intolleranza ed antisemitismo, puntando ad alimentare una catena di odio e di divisione che è invece responsabilità di ciascuno contribuire a fermare. Una profonda preoccupazione è suscitata da tale manifestazione di antisemitismo e xenofobia, malattie che hanno condotto nel XX secolo all’eliminazione di 6 milioni di ebrei in Europa. Qualsiasi violenza, anche verbale,  soprattutto se fondata su pregiudizi nazionali o razziali, non può avere giustificazione, e deve essere rimossa dalla nostra società e in modo unanime da tutte le forze politiche.

Adachiara Zevi è da sempre in primo piano nella lotta contro l’antisemitismo e a favore della memoria attraverso qualsiasi forma d’arte come quando ha promosso, con successo, l’apposizione di 300 pietre d’inciampo a Roma in ricordo delle vittime dei rastrellamenti nazi-fascisti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.

Paola

 

18 Luglio 1918 – Nasceva un grande politico

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18 Luglio 1918 – Nasceva un grande politico Nelson Mandela, leader della lotta contro l’apartheid in Sudafrica
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Kylian Mbappé ha fatto ancora goal

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Il giovane fuoriclasse francese di origini camerunensi e algerine (come il campione della Juventus Zidane) ha deciso che il premio ricevuto per il Mondiale andrà a un’associazione, Premiers de Cordee, che si occupa di disabili.
Kylian Mbappé è un campione vero, di quelli che sanno vincere anche fuori dal campo.  Bravissimo.

Paola

 

Il dovere civico e morale di non restare in un indifferente silenzio

Ricevo e pubblico la lettera inviatami da, Giorgio D’Aleo,

Cari amici,
ieri è stata una giornata molto particolare qui a Trapani dove mi trovo dopo il matrimonio di mio figlio Michele.
Ho voluto portare i miei nipoti al porto dove, pur da lontano, abbiamo visto i lampeggianti delle forze dell’ordine attorno alla nave Diciotti. Sono stati momenti tremendi in cui davvero ho fatto fatica a dissimulare le lacrime pensando non solo a quella vicenda ma anche alla tragedia più generale delle migliaia di persone che sono in fondo al mare nel quale noi andiamo a passare le nostre vacanze. Desidero condividere con ciascuno di voi questo sentimento ed affermo con forza che questo non è il mio Paese, non è la terra che ho conosciuto per la sua accoglienza ed il suo calore umano quando nel passato, pur nella povertà generale, c’era un posto e un pane per tutti. Penso che questa vicenda rappresenti uno spaccato della miseria che attualmente attanaglia la nostra cultura e la nostra società.
A ciascuno il dovere civico e morale di non restare in un indifferente silenzio…
Giorgio D’Aleo


Oggi (17 luglio) si viene a sapere dai giornali che la Libia avrebbe lasciato morire una donna e un bambino che erano a bordo di un gommone in difficoltà. Lo denuncia l’ong spagnola Proactiva Open Arms pubblicando su twitter le foto dei due corpi in mare, tra i resti di una barca. “La Guardia Costiera libica ha detto di aver intercettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria – ha scritto il fondatore della Ong Oscar Camps – ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno fatto affondare la barca perché non volevano salire sulle motovedette”.
Complimenti SALVINI e DI MAIO. Ecco il Vostro vergognoso CAMBIAMENTO.

Paola

 

Addio a Ermanno Mosca, il clarinetto della banda cittadina.

Addio a Ermanno Mosca, il clarinetto della banda cittadina.

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Il sig. Ermanno oltre ad essere stato una figura conosciuta in città per via del suo negozio in via Matteotti era conosciuto anche per la sua passione per la musica. A lungo è stato uno degli orchestrali della nostra banda musicale cittadina. Con gli altri componenti del sodalizio, riusciva a rendere speciale le iniziative sul territorio, sempre nei ranghi con il suo inseparabile clarinetto.
E’ stato anche grazie ad Ermanno se oggi Osimo ha una sua banda musicale. Gli dobbiamo gratitudine e riconoscenza. Alla signora Elisabetta, all’amica Tiziana, a tutta la famiglia e agli amici porgo le più sentite condoglianze e la gratitudine da parte di tutta Osimo.
Paola

Nota di lutto per la scomparsa del prof. Fernando Riderelli

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E’ con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa del professor Fernando Riderelli. Una figura molto nota ad Osimo e con grandi meriti in ambito umano, politico e culturale. Dopo il diploma all’Istituto Magistrale “Pier Giorgio Frassati” di Osimo nel 1959 e la laurea in Pedagogia con tesi di Laurea in Filosofia Teoretica su Ludwig Wittgenstein e Rudolf Carnap presso l’Università di Roma, il prof. Riderelli è stato , per una vita, docente al Corridoni di Osimo e mio bravo professore di lettere .
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Grande appassionato di Teatro, ha scritto romanzi e saggi di carattere storico-politico, filosofico-teologico. Tra i libri pubblicati vorrei ricordare: “Papa Pietro II il ritratto immaginario di un papa innovatore”, “Due vite” ( libro dedicato alla sua inseparabile Maria), “Finitudine” e “I bardasci de San Marco”. In quest’ultimo libro, in particolare, c’è tutta la sua dedizione e attenzione alla storia della nostra comunità.
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Nella mia veste di Presidente del Consiglio Comunale voglio ricordare anche l’impegno politico, a servizio della nostra città, del prof. Riderelli. Un impegno civico iniziato al tempo dell’Università a 18 anni, a servizio del  Partito Popolare osimano come semplice, ma convinto attivista, dell’area di sinistra del partito fondato da don Sturzo.
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Nel 1970 si presenta per la prima volta candidato, nelle fila della DC,  alle elezioni amministrative che videro eletto sindaco Paolo Polenta. A 31 anni, nella sua prima esperienza amministrativa, il prof. Fernando Riderelli ha rivestito il ruolo di consigliere e capogruppo consiliare della DC. In tale veste ha dovuto redigere i testi delle mozioni, delle numerose interrogazioni che il proprio gruppo proponeva nel civico consesso. Di alto profilo le discussioni e i confronti consiliari tra Riderelli e il capogruppo del PCI, Mariano GUZZINI. Confronti consiliari aspri ma tenuti sempre con il massimo rispetto istituzionale dei ruoli rivestiti e del luogo, senza scendere mai ad attacchi personali. Le tematiche non erano solo quelle dei problemi di Osimo e del suo territorio ma riguardavano anche tematiche nazionali: la questione agricola, la violenza fascista, la riforma della scuola con i decreti delegati, ecc. Degno di nota la discussione consiliare tra il capogruppo DC e quello del capogruppo PCI, Mariano Guzzini sulle vicende della guerra in Vietnam. Come mi ha scritto lo stesso prof.Riderelli: ” … sembrava non di stare nella sala del Consiglio comunale di Osimo, ma di stare alla Commissione Esteri della Camera dei deputati”.
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L’impegno civico del prof. Fernando Riderelli è proseguito nel mandato successivo 1975-1980 dove lasciò la guida della DC nella “sala Gialla” per assumere la responsabilità di Assessore comunale alle Finanze ed alla programmazione economica nella giunta Polenta. L’attività politica e civica è proseguita poi fino al 1996.
Dal 1980 al 1986 è stato il primo Presidente dell’Associazione dei Comuni di Osimo, Castelfidardo, Offagna con deleghe alla Sanità e all’Agricoltura. Dal 1992 al 1995 è stato Presidente del consiglio di Amministrazione della società Marche Ambiente spa società con capitale Pubblico-privato.
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Da ultimo voglio ricordare il prof. Fernando Riderelli per la persona squisita, sempre gentile e cordiale qual’era.
Alla sig.ra Maria, alla famiglia, agli amici a quanti lo hanno conosciuto e stimato vanno  i miei personali, e quelli di tutto il civico consesso osimano, sentimenti di vicinanza.
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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
********Paola Andreoni

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Un Paese intollerante è quello che esce dalla ricerca Vox 2018. Solo la scuola potrà salvarci.

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Più di 6 milioni di tweet estratti, per la terza edizione de “La Mappa dell’Intolleranza – Osservatorio Italiano sui diritti”, il progetto sui diritti   ideato da Vox, voluto   insieme alle università Statale e Cattolica di Milano, Bari e Roma che fotografa un’Italia intollerante in cui un italiano su 3 twitta messaggi di odio e intolleranza verso donne, disabili, immigrati, ebrei, musulmani.
Risultati che confermano purtroppo la presenza in Italia, di significative sacche di intolleranza e di odio che si manifesta sopratutto sui social: twitter e facebook.

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L’unico rimedio possibile a questa “onda irrefrenabile di odio” è la Scuola. Ripartire dall’educazione civica, ritrovare le parole inclusive, ritrovare i valori fondanti del patto sociale alla base delle nostre democrazie. Nella consapevolezza che trasformare i ragazzi in cittadini è compito difficile. Ma è la vera, grande sfida per costruire un futuro a misura di uomo.
Paola

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