Le sorprese delle Dolomiti.

Come intrusi di passaggio tra tante bellezze anche bei, inaspettati, incontri.
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Una famiglia osimana: Sabina Schiavoni e Marco Marini.
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Lassù, su la montagna

….. passò un signore

Marci, stiamo arrivando !!!

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A 80 anni dal Manifesto della razza, la condanna con le parole di Mattarella

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Il 25 luglio di 80 anni fa il fascismo faceva suo il “Manifesto della razza”, firmato da «professori, medici, intellettuali». Per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quel documento «rimane la più grave offesa recata dalla scienza e dalla cultura italiana alla causa dell’umanità». Il capo dello Stato,  nell’anniversario di quel documento, è intervenuto per ribadire che a distanza di tanto tempo «il veleno del razzismo continua a insinuarsi nelle fratture della società e in quelle tra i popoli. Crea barriere e allarga le divisioni. Compito di ogni civiltà – ha affermato – è evitare che si rigeneri: le libertà, la pari dignità, il rispetto per l’altro, la cooperazione, l’integrazione e la coesione sociale sono le migliori garanzie di un domani di armonia e progresso».

Per Mattarella, «ogni teoria di razza superiore – o di razza accompagnata da aggettivo diverso da umana – non deve più avere cittadinanza: ciò che è accaduto rappresenta un monito perenne e segna un limite di disumanità che mai più dovrà essere varcato». Quindi rivolge lo sguardo a un passato che ancora brucia, per sottolineare che «l’aberrazione dell’affermazione della supremazia di uomini su altri uomini considerati di razze inferiori, la volontà di dominio che esprimeva, la violenza, segregazione, pulizia etnica che portava con sé, avrebbero segnato nel profondo la storia del XX secolo e, con essa, la coscienza dei popoli».
In Italia, in particolare, «il Manifesto aprì in Italia la porta alle leggi razziali, suggellando così nel più infame dei propositi quel patto con il nazismo che seminò morte, distruzione e sofferenze in tutta Europa».

Di qui «la feroce persecuzione degli ebrei, presupposto di ciò che, presto, sarebbe divenuto l’Olocausto», l’accanimento «contro Rom e Sinti» e le «mostruose discriminazioni che sfociarono nello sterminio, il porrajmos, degli zingari». Per il Presidente della Repubblica, è «una pagina infamante, riscattata con la solidarietà di pochi durante le persecuzioni, la lotta di Liberazione, con la Costituzione repubblicana, con il sangue, il sacrificio, l’unità del nostro popolo attorno a ideali di eguaglianza, democrazia, pace e libertà».

Scelto il Presidente della Rai, Marcello Foa. Persona imparziale ? No !! Uomo di regime, amico di Salvini: il peggio.

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Quando si pensa di avere raggiunto il peggio, il peggio te lo trovi al comando a riprova dell’insulsa pochezza dello schieramento di questo governo. Il duo Salvini e di Maio, dopo una serie di valzer sulle nomine, ha scelto Marcello Foa come presidente del consiglio di amministrazione e Fabrizio Salini come amministratore delegato.

Ma chi sono Salini e Foa? Salini, manager di Fox News di Rupert Murdoch, gruppo televisivo USA che ha giocato un grande ruolo nella campagna Trump. Fox News è di orientamento repubblicano e liberista ha posizioni negazioniste in merito al riscaldamento climatico e un orientamento razzista e sessista. Insomma, il top del Salvini-pensiero.

Foa, vicino alla Lega e al pensiero sovranista, ha recentemente incontrato l’ex direttore del sito di estrema destra Breitbart e spin doctor del presidente Trump, Steve Bannon.

Insomma, i fili si tirano, e altre tessere entrano nel mosaico in questa Italia sempre più connotata di razzismo e sovranismo. Un altro duro colpo alla democrazia  con il beneplacito del popolo 5 Stelle sempre più smarrito  e forse inconsapevole di cosa sta mettendo in piedi.
Altro che governo del cambiamento, questo ogni giorno si connota sempre di più come il  governo del peggioramneto, su tutto anche sull’informazione.

Paola

Primo giorno da commesso al supermercato per Osahon Ewansiha

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Osahon, che ha 27 anni, come tanti suoi connazionali chiedeva l’elemosina fuori dal supermercato Prestofresco a Moretta, nel Cunese.  Il 30 giugno scorso si era lanciato dentro al supermercato per bloccare un rapinatore che, armato di coltello, aveva minacciato la cassiera. I due avevano lottato: il ragazzo aveva schivato diversi fendenti e, alla fine, il bandito era stato costretto a a fuggire. I carabinieri però lo hanno identificato e arrestato due settimane fa: italiano, 28 anni, si era costituito quando aveva capito di essere ormai braccato e aveva confessato quella e altre rapine. Racconta Osahon: “Io chiedevo l’elemosina perché, anche se non avevo niente, non volevo rubare. Per questo ho cercato di fermare quell’uomo. Ho guardato quella cassiera in pericolo e ho pensato alla mia famiglia in Nigeria”.

Il ragazzo venuto dalla Nigeria con un permesso per motivi umanitari, oggi, può immaginarsi un futuro diverso anche perché la dirigente del supermercato ha fatto di tutto per mantenere la promessa di un mese fa, nonostante le polemiche che — immancabili — hanno preceduto la sua assunzione.  La direttrice racconta di aver ricevuto delle mail, con  accuse di falso buonismo, racconta la direttrice ai giornali: “non ci voglio dar peso. Ho 70 dipendenti e sono tutti italiani. Questo odio razziale non porta da nessuna parte”. Così Domenica Lauro è andata dritta per la sua strada e ha fatto in modo che tutto il percorso di Osahon fosse trasparente. Ha aspettato che il ragazzo rinnovasse il suo permesso di soggiorno in questura a Caserta e lo ha fatto iscrivere al centro per l’impiego perché i suoi documenti venissero certificati. Racconta la direttrice ai giornali: “Quando Osahon avrà finito il periodo di affiancamento, la sua giornata lavorativa comincerà alle 7,30 con l’arrivo dei prodotti in magazzino. Ma a un patto. Oggi ha un contratto di 25 ore alla settimana perché abbiamo un accordo, io e lui: oltre a lavorare deve imparare bene l’italiano. Quattro ore al supermercato e altrettante dietro ai banchi di scuola, con gli insegnanti del consorzio Abele. Quando avrà finito la scuola potremo anche valutare di aumentare le sue ore di lavoro.”

Osahon sembra non avere alcuna intenzione di deluderla: “Parlo ancora troppo poco l’italiano per poter essere utile ai clienti – ammette lui – ma imparerò tutto quel che serve. Voglio memorizzare prodotti, marchi, prezzi e promozioni”.  Ora che non è più costretto a vivere con 150 euro al mese, Osahon ha iniziato a fare progetti: “Vorrei trovare un piccolo appartamento da affittare tutto per me. Oggi vivo con alcuni miei connazionali. E poi tra qualche anno vorrei prendere la patente”.

Paola

Le scelte del governo sono incompatibili con il Vangelo (e – aggiungo io – con la Costituzione).

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Con  il titolo sulla copertina: «Vade retro Salvini» esce oggi in edicola il nuovo numero di Famiglia Cristiana.
“Niente di personale o ideologico”, precisa il sommario, “si tratta di Vangelo”.
Non può essere diversamente per chi si professa cristiano:  schierarsi in solidarietà ai migranti.
Così come tante persone non credenti stanno dalla parte del  principio di umanità, io sono con loro, dalla parte di “Famiglia Cristiana”, dalla parte della Conferenza episcopale italiana, dalla parte di tutti quei volontari che soccorrono in mare un’umanità sofferente, dalla parte dei  preti, suore e  vescovi di frontiera che da anni sperimentano la buona accoglienza (padre Alex Zanotelli, il vescovo  di Caserta monsignor Raffaele Nogaro, don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge di Firenze, suor Rita Giaretta di “Casa Ruth”, don Luigi Ciotti, e padre Giorgio Ghezzi.

Non possiamo accettare questa politica delle porte chiuse che provoca la morte nel deserto e nel Mediterraneo di migliaia di migranti e come invita Saviano, non possiamo rimanere indifferenti.

Non ho da offrire soluzioni, ma rispetto a quanto accade non intendo – e penso sia questo  il compito di una “buona politica” – né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto.
Non si può chiudere il porto quando arriva una nave che è piena di disgraziati che sono dei crocifissi, o per un motivo o per un altro ed è inaccettabile  la decisione presa dal nostro Governo che  ha deciso di non accogliere, di chiudere i porti alle navi delle Ong e di affidare tale compito alla Guardia Costiera libica, che se salverà i migranti, li riporterà nell’inferno che è la Libia.

Paola

22 luglio: Maria Pia

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Molti dicono che non si dovrebbe usare un social per mettere in piazza i propri sentimenti,  ma io ritengo doveroso far sapere a chi non la avesse conosciuta che persona meravigliosa era Maria Pia, una cara amica che ha lasciato un gran dolore e vuoto in tutti noi. Buon Compleanno Pia, ovunque tu sia.
Paola

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