Perde la vita per un contratto di lavoro di 6 giorni: questo quanto accaduto a Luca.

Quante speranze si saranno aperte a Luca,  l’operaio di 41 anni che ha perso la vita mentre stava svolgendo il suo lavoro di addetto alla movimentazione di blocchi di marmo, quando solo quattro giorni fa gli è arrivata “l’opportunità” di lavorare con un contratto quasi ridicolo di soli sei giorni.
**
Forse avrà anche sperato che poteva essere un inizio, uno spiraglio, un modo per rientrare nel mondo del lavoro, una seconda “gavetta”, mostrandosi disponibile,  ( dopo 6 mesi di forzata inattività), anche per accordi di periodi brevissimi nella speranza di essere apprezzato per la serietà e quindi di arrivare all’agognato contratto a tempo indeterminato.
**
Avrà pensato che valeva la pena di tentare: per sua figlia, di appena 14 mesi, per sua moglie e per se stesso.
Invece quel contratto, ridicolo, gli ha valso la vita.

Una nuova, l’ennesima, tragedia causata dagli effetti della precarieà, di un lavoro eccessivamente esternalizzato e spesso privo della necessaria formazione e rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione.

In queste righe oltre all’indignazione per questa nuova morte sul lavoro, esprimo solidarietà ed attestazione di vicinanza e di cordoglio ai famigliari di Luca, alla sua giovane moglie e alla figlia che non conoscerà mai suo padre. L’abbiamo sentito gridare tante volte: “mai più”. Che non restino solo parole al vento, mi auguro che a tutti i livelli di controlli e di Governo possano seguire provvedimenti più restrittivi a garanzia delle persone, affinchè nel nostro Paese cessino queste inaccettabili tragedie sul lavoro.
***

Paola