Il dovere civico e morale di non restare in un indifferente silenzio

Ricevo e pubblico la lettera inviatami da, Giorgio D’Aleo,

Cari amici,
ieri è stata una giornata molto particolare qui a Trapani dove mi trovo dopo il matrimonio di mio figlio Michele.
Ho voluto portare i miei nipoti al porto dove, pur da lontano, abbiamo visto i lampeggianti delle forze dell’ordine attorno alla nave Diciotti. Sono stati momenti tremendi in cui davvero ho fatto fatica a dissimulare le lacrime pensando non solo a quella vicenda ma anche alla tragedia più generale delle migliaia di persone che sono in fondo al mare nel quale noi andiamo a passare le nostre vacanze. Desidero condividere con ciascuno di voi questo sentimento ed affermo con forza che questo non è il mio Paese, non è la terra che ho conosciuto per la sua accoglienza ed il suo calore umano quando nel passato, pur nella povertà generale, c’era un posto e un pane per tutti. Penso che questa vicenda rappresenti uno spaccato della miseria che attualmente attanaglia la nostra cultura e la nostra società.
A ciascuno il dovere civico e morale di non restare in un indifferente silenzio…
Giorgio D’Aleo


Oggi (17 luglio) si viene a sapere dai giornali che la Libia avrebbe lasciato morire una donna e un bambino che erano a bordo di un gommone in difficoltà. Lo denuncia l’ong spagnola Proactiva Open Arms pubblicando su twitter le foto dei due corpi in mare, tra i resti di una barca. “La Guardia Costiera libica ha detto di aver intercettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria – ha scritto il fondatore della Ong Oscar Camps – ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno fatto affondare la barca perché non volevano salire sulle motovedette”.
Complimenti SALVINI e DI MAIO. Ecco il Vostro vergognoso CAMBIAMENTO.

Paola

 

Una Risposta

  1. Come si fa a non credere alle immagini dei morti ripresi da open Arms ?
    Bambolotti, ancora una volta. O fake news, da “autorevoli fonti” del Viminale. Ci risiamo, ogni volta che il mare Mediterraneo ci restituisce morte, immagini di minori che hanno perso la vita, davvero, annegando, si nega tutto.

    Tutta una bufala, tutto un set cinematografico. È successo per i tre bimbi migranti, vestiti di rosso e succede anche oggi: davanti alle immagini di Proactiva Open Arms. La Ong ha raggiunto il punto del naufragio dove sono stati soccorsi 158 migranti da parte della Guardia Costiera Libica. Arrivati lì però si sono trovati davanti una superstite e una donna e un bambino morti. Lasciati lì, dove non dovevano rimanere. Presubilmente – spiega la Ong spagnola – perché si sono rifiutati di salire a bordo della motovedetta. Questa versione è rigettata dal ministero degli Interni anche se finora, da parte della Libia, non è stata fornita alcuna spiegazione a riguardo.

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