Le scelte del governo sono incompatibili con il Vangelo (e – aggiungo io – con la Costituzione).

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Con  il titolo sulla copertina: «Vade retro Salvini» esce oggi in edicola il nuovo numero di Famiglia Cristiana.
“Niente di personale o ideologico”, precisa il sommario, “si tratta di Vangelo”.
Non può essere diversamente per chi si professa cristiano:  schierarsi in solidarietà ai migranti.
Così come tante persone non credenti stanno dalla parte del  principio di umanità, io sono con loro, dalla parte di “Famiglia Cristiana”, dalla parte della Conferenza episcopale italiana, dalla parte di tutti quei volontari che soccorrono in mare un’umanità sofferente, dalla parte dei  preti, suore e  vescovi di frontiera che da anni sperimentano la buona accoglienza (padre Alex Zanotelli, il vescovo  di Caserta monsignor Raffaele Nogaro, don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge di Firenze, suor Rita Giaretta di “Casa Ruth”, don Luigi Ciotti, e padre Giorgio Ghezzi.

Non possiamo accettare questa politica delle porte chiuse che provoca la morte nel deserto e nel Mediterraneo di migliaia di migranti e come invita Saviano, non possiamo rimanere indifferenti.

Non ho da offrire soluzioni, ma rispetto a quanto accade non intendo – e penso sia questo  il compito di una “buona politica” – né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto.
Non si può chiudere il porto quando arriva una nave che è piena di disgraziati che sono dei crocifissi, o per un motivo o per un altro ed è inaccettabile  la decisione presa dal nostro Governo che  ha deciso di non accogliere, di chiudere i porti alle navi delle Ong e di affidare tale compito alla Guardia Costiera libica, che se salverà i migranti, li riporterà nell’inferno che è la Libia.

Paola