Addio guerriera, regina anche nell’addio.

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Un abito rosso e tacchi a spillo rossi, rigorosamente abbinati; un’immagine che ci restituisce tutta la grazia, la femminilità e l’energia della regina del soul, Areha Franklin. Una donna che fino all’ultimo ha lottato contro la malattia, ma che è stata anche icona delle lotte a favore delle donne e degli afroamericani portate avanti negli anni e in ogni concerto.
Tutti chiediamo e vogliamo rispetto, uomini e donne, bianchi e neri, è nostro diritto come esseri umani” questo diceva ad ogni concerto, ed era nella vita Aretha.
Un’altra stella della musica, una donna vera, brillante che se ne va circondata dall’affetto di tutti noi suoi fans.
Paola

Ezio Mauro: Dove SVENTOLA BANDIERA NERA.

di Ezio Mauro  30 agosto 2018. Non c’è solo l’immigrato, il nero, l’africano, al tavolo d’onore della prefettura di Milano, come fantasma fisso del nuovo populismo europeo, tra i due «eroi» Salvini e Orbán (si sono definiti così), che si stringono la mano mentre la piazza protesta per il loro incontro, consapevole del suo vero significato. Il migrante è un biglietto da visita per l’elettorato leghista, una carta di garanzia, una presentazione italiana per l’ospite di riguardo: «L’Europa dice che vuole gestire l’immigrazione, noi invece vogliamo fermarla, e lo faremo insieme». Poco importa che il governo ungherese abbia rifiutato ogni aiuto all’Italia per ricollocare i migranti della Diciotti sbarcati a terra: un amico dal cuore duro è ciò che serve per tentare insieme la grande operazione: il trapianto d’anima all’Europa.
Il primo ministro Conte (ma forse bisognerebbe dire il terzo ministro, dopo i due vicepremier e capi-partito) ha probabilmente ragione, l’Italia può tornare protagonista nel campo europeo. Purtroppo non per il ruolo politico che ha saputo conquistarsi nel negoziato sull’immigrazione, che è pari a zero.
E nemmeno per le minacce velleitarie e improvvisate di improbabili ” sanzioni” economiche all’Europa da parte di Di Maio: propaganda inutile persino per i polli.

C’è invece una bandiera nera che può finire nelle mani del governo italiano. È lo stendardo della rivolta sovranista, che nasce come una riappropriazione di potere da parte degli Stati nazionali contro Bruxelles, e diventa molto di più: un’opa dell’ultra-destra sovranista sulle istituzioni della Ue per sterilizzare lo spirito comunitario dei fondatori, neutralizzare le speranze federali, paralizzare la costruzione faticosa ma costante della spinta costituente nel dopoguerra, cambiare radicalmente il concetto di Europa e di Occidente.
Un’operazione sfascista e avventurista alla ricerca del buio europeo che il nostro continente ha già generato, e che ha esorcizzato proprio con la democrazia delle istituzioni e delle Costituzioni, dopo il ’45. L’unità europea era il culmine e il pegno di questo compito responsabile che i popoli e i governi si assumevano per assicurare pace, sicurezza e benessere a un continente che aveva prodotto i due totalitarismi, scatenando due guerre mondiali.
Oggi l’operazione antieuropea ha il suo nucleo organizzato e visibile nel gruppo di Visegrad ( Polonia, Cechia, Ungheria e Slovacchia), a cui da ieri l’Italia si è iscritta come socio aspirante, pieno di buona volontà, visto che mentre Salvini riceveva Viktor Orbán il premier Conte incontrava il primo ministro ceco Andrej Babis, ovviamente sordo a ogni richiesta di aiuto sui migranti.
Partner occulti, ma nemmeno troppo, Vladimir Putin e Donald Trump, interessati entrambi — per ragioni diverse ma convergenti — al fallimento del progetto europeo e del supplemento di grandeur che quel progetto conferiva ai due Paesi guida, Francia e Germania, e ai loro leader. Quell’alleanza che si raduna programmando il funerale della Ue, aveva bisogno di trovare un socio nell’antica famiglia europea, meglio in un Paese fondatore dell’Unione come l’Italia, per agire anche dall’interno. Ecco spiegato l’entusiasmo di Orbán per «l’eroe» Salvini.
Mutando partner internazionali come in una quadriglia, passando da Adenauer a Orbán, scambiando Putin per Roosevelt, preferendo Erdogan a Merkel, Salvini e Di Maio stanno in effetti accompagnando l’Italia fuori dalla collocazione internazionale della sua tradizione, senza assumersi la responsabilità di questo passaggio, delle sue ragioni e delle conseguenze davanti al Parlamento, muto e inconsapevole. Un fatto che non ha precedenti. Qual è la visione internazionale del presidente del Consiglio, la sua valutazione della storia del dopoguerra, il suo giudizio sui valori occidentali di democrazia e di libertà? Tutto questo ha un senso oggi per il governo, o le democrature coi loro vizi di fondo che negano la libertà, valgono come le democrazie con le loro infedeltà?
Un passo dietro la questione europea, c’è la messa in discussione della Nato, ad opera di Trump. Il nostro governo sarà pronto ad allinearsi, accontentando in un colpo solo Trump e Putin, e calpestando il concetto di Occidente, in nome del ritorno al primato della sovranità nazionale?
Così entreranno in crisi le costruzioni che ci siamo dati nel lungo dopoguerra di pace, tutto ciò che è sovranazionale, ciò che parla di società aperta, di scambio, di libertà. Il mondo torna a chiudersi con i muri e le frontiere, e coloro che li attraversano diventano per Orbán i «senza patria» e i «senzaterra», i nuovi nemici che mescolano razze e culture, come dice il ministro degli Esteri ungherese, prendendosela con «ciclisti e vegetariani».
In realtà, come si capisce a questo punto, il nemico di questo esperimento di “democrazia autoritaria” è il pensiero liberale. Si salva la superficie della forma democratica, a condizione che pronunci il tradimento supremo, separandosi dalla sua sostanza. Senza il principio liberale, a fondamento delle istituzioni parlamentari e delle Costituzioni, della stessa distinzione tra destra e sinistra, la democrazia è un guscio vuoto: quindi perfetto per essere riempita della sostanza nuova ed empia, strumento della fase che stiamo per vivere.
Con la sinistra in crisi, la cultura liberale come avversaria, Bruxelles nemica, l’Europa orientale nuova alleata, il Capitano è pronto a issare la bandiera nera su palazzo Chigi, facendo pagare questo prezzo all’Italia, con la complicità sorridente della destra dilettante a Cinque Stelle. Era previsto, fin dal primo giorno. L’unica novità è che un pezzo di Paese si è accorto del pericolo. E per la prima volta si è dato appuntamento sotto il balcone di Orbán e Salvini: proprio a Milano, dove in politica spesso nascono le cose.

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Stiamo vivendo una fase storica delicata e pericolosa per la democrazia del nostro Paese. Una Sinistra senza divisioni ed egoismi, una Sinistra che ha come valore il rispetto e l’Unità c’è e può contare. Lo si è visto a Milano.
Paola

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Una settimana non bella per il nostro Paese e alla fine Salvini ( il ministro degli Interni che dovrebbe tutelare il rispetto della legge) indagato

Il capo della procura di Agrigento, dopo gli interrogatori dei funzionari del Viminale a Palazzo di giustizia a Roma,  ha trasmesso il fascicolo al tribunale dei ministri di Palermo: Matteo Salvini è indagato. Sequestro di persona, arresto illegale e abuso di ufficio sono le ipotesi di reato contestate al capo del Viminale e ai suoi collaboratori.
Intanto, dopo 10 giorni di braccio di ferro, il Viminale deve dare l’ok allo sbarco dei migranti dalla Diciotti. Se ne faranno carico quasi completamente le diocesi italiane.

Riassunto della settimana:
– Di Maio annuncia che la gara per l’Ilva fatta dal precedente governo è illegittima, però non ci sono i presupposti per annullarla (quindi è legittima);
– Conte e Salvini avevano annunciato trionfanti quasi due mesi fa che in Europa contavamo, in realtà, questo si è rilevato del tutto falso, anzi insulti e minacce non hanno fatto altro che spingere il nostro Paese sempre più ai margini del contesto europeo ( ma forse l’obiettivo di Salvini è proprio quello di cercare una rottura definitiva con l’U.E.);
– lo spred è continuato a salire ( 278,9) e gli investitori stranieri scappano dall’Italia.


Cercate di governare, come vi hanno dato mandato la maggioranza degli italiani, ma non distruggete il Paese: non ne avete diritto.
Paola

Nave Diciotti con il suo equipaggio e carico di umanità sofferente sotto sequestro, un’altra grave violazione alla Costituzione.

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Il blocco dei migranti a bordo della nave “Diciotti” della Guardia costiera italiana, ferma da giorni al porto di Catania non può che suscitare interrogativi inquietanti  a tutti noi ( in particolare a quanti sono convinti che il nostro sia un Paese regolato dal Diritto) su quelli che sono i poteri di un ministro dell’interno.
Persone ( compresi gli uomini dell’equipaggio) private della loro libertà e costrette a rimanere a bordo dell’imbarcazione, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista igienico sanitario.
Quanto sta succedendo a Catania non ha precedenti nella nostra storia ed è in flagrante violazione delle convenzioni internazionali, di cui anche l’Italia è firmataria, che obbligano il soccorso in mare e la protezione a migranti rifugiati che ne abbiano diritto e tra loro ci sono anche diverse donne.
È vero, l’Italia non può essere lasciata sola di fronte a un fenomeno migratorio che ha una portata enorme e implicazioni internazionali (specie nel bacino del Mediterraneo) che chiamano in causa l’attenzione e il peso geopolitico dell’Unione Europea. È quindi corretto e giusto che il governo italiano faccia sentire le propria voce a Bruxelles, chiedendo ai partner europei di farsi carico, anche loro, del dossier migranti.

Ma nello stesso tempo l’Italia non può sottrarsi al dovere di accogliere persone che, in gran parte, cercano di costruirsi una vita migliore in Europa e che, in alcuni casi, fuggono da guerre e da regimi dittatoriali.

Sono indignata ed esterrefatta dell’atteggiamento degli attuali governanti italiani, senza umanità e senza “storia”, che stanno isolando il nostro Paese dal consesso europeo.

Un grazie ai marinai italiani e al Comandante della nave militare   “Diciotti”. A differenza del ministro, gli uomini dell’equipaggio sono soldati e hanno senso del dovere e dell’onore, per cui per loro «l’essere umano in mare va salvato sempre e comunque».

 “Fateli scendere, fateli scendere adesso” 

Paola

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Appello di Alex Zanotelli: salviamo Riace!

Ricevo, condivido e con piacere pubblico questo appello di Alex Zanotelli religioso della comunità missionaria dei Comboniani.

Da Alex Zanotelli,
Dinanzi all’onda nera del razzismo e della xenofobia che sta dilagando in Europa dobbiamo difendere con i denti il modello Riace di accoglienza per chi fugge da situazioni insostenibili.

Riace, un paesino sulle colline ioniche della Calabria, diventato un luogo fantasma per l’emigrazione dei propri abitanti, ha iniziato a riprendere vita grazie ai profughi del sud del mondo. E questo per la tenacia di un riacese, Mimmo Lucano mosso da una grande passione per un mondo più giusto e più umano. Fu Mimmo nel 1994 ad accogliere i profughi curdi arrivati sulle coste ioniche e ad ospitarli nelle case vuote di Riace. Eletto sindaco del paese, Mimmo continuò ad accogliere profughi provenienti dall’Afghanistan all’Eritrea. “Nella nuova età di muri, fili spinati, lager libici, della Fortezza Europa – così si legge nella Piazza del borgo – noi accogliamo persone in fuga dalle guerre, dall’odio, dalla miseria. E’ questa forse l’opera pubblica più importante che si possa realizzare. Così dai luoghi della periferia urbana, dal profondo sud, abbiamo trasmesso un messaggio di umanità al mondo”.

Per questa sua “opera pubblica”, la rivista americana Forbes ha collocato Domenico Lucano tra i cento uomini più influenti al mondo. Purtroppo non è altrettanto apprezzato in Italia. D’altronde nessuno è profeta in patria. Eppure Mimmo a Riace ha dimostrato che i migranti da problema diventano risorsa facendo rivivere un antico e abbandonato borgo.

Ho potuto toccare tutto questo con mano durante i dieci giorni passati a Riace con una decina di giovani provenienti da tutta Italia per un campo di spiritualità missionaria (1-9 Agosto). Abbiamo voluto il campo di Riace in solidarietà con il Sindaco Mimmo Lucano che è oggi sotto pesante attacco da parte della Lega, in particolare da Salvini ed è inoltre indagato dalla Procura di Locri. Particolarmente grave è l’attacco che oggi Salvini ha fatto nella sua visita a San Luca (cuore della ‘ndrangheta!) chiedendo “trasparenza” nell’uso dei fondi “anche a Riace”! Eppure Mimmo non si è messo un euro in tasca! Tutti questo lo riconoscono. I problemi per Mimmo nascono dal fatto che per lui prima vengono la persone, poi la burocrazia. Mimmo è davvero il Sindaco di strada che sente la sofferenza della gente come sua e trova sempre una via per aiutare chi è in difficoltà. E’ questo il Mimmo Lucano che ho incontrato: l’uomo di grande umanità. La prima sera del campo ha voluto raccontare ai giovani l’avventura di Riace. Per realizzarla Mimmo si è giocato tutto, con una ostinazione e tenacia davvero straordinarie. Fu in quella stessa sera del primo agosto che il Sindaco annunciò ai giovani la sua decisione di un digiuno prolungato per richiamare l’attenzione sul fatto che da due anni né la Prefettura né il Ministero degli Interni avevano erogato i fondi stanziati per Riace. Una situazione insostenibile.

Il 2 agosto ci siamo ritrovati tutti insieme in piazza a digiunare: Mimmo Lucano con i suoi collaboratori e collaboratrici e i giovani del campo. In quei giorni ho conosciuto un sindaco alternativo, seduto per terra a parlare con tutti, a giocare e sorridere con i bambini dei rifugiati. Il Mimmo vero, umano, appassionato della sua gente e per questo deciso a non mollare.

E da qui, da questo piccolo miracolo che è Riace, da questo borgo abbandonato, ma ritornato in vita grazie ai calabresi ed ai migranti, da questo straordinario progetto che potrebbe far rivivere tanti paesini semi-abbandonati d’Europa grazie al modello ideato da Mimmo Lucano (definito da Salvini “zero”!), lancio un appello: “Salviamo Riace!”.

Chiedo soprattutto ai sindaci di esprimere in massa la loro solidarietà a Mimmo Lucano e al progetto Riace che in questo momento è sotto grave attacco.

Salviamo Riace!


Quello di Riace è un bell’esempio di accoglienza e di integrazione riuscita. Non sempre l’accoglienza gestita a livello centrale dalle Prefetture ha funzionato e questo ha generato un clima negativo. Il modello accoglienza non ha funzionato, soprattutto, quando è passata sopra gli amministratori, i rifugiati sono stati suddivisi in alloggi privati e lasciati spesso a se stessi.
Molti semplici cittadini sono irritati dal fatto di vedere molti migranti che stanno in giro dalla mattina alla sera senza fare nulla. Questa non si può chiamare “politica di accoglienza e di integrazione”.
Certo, l’Italia è stata piantata in asso dal resto dell’Europa quando nel solo 2016 circa 180.000 mila rifugiati sono arrivati attraverso il Mediterraneo. Ma adesso la soluzione non può essere quella di chiudere tutti i porti.

Paola

In ricordo di Rita Borsellino


Ho appreso con tristezza la scomparsa di Rita Borsellino, una donna straordinaria, una figura simbolo di testimonianza antimafia e di impegno della società civile. Nonostante il dolore familiare e la sua lunga malattia, con coraggio e determinazione non hai mai smesso di lottare e sperare per la verità sulla strage di via D’Amelio.

A nome mio e, sicura di interpretarne il sentimento, di tutta la comunità osimana, esprimo la vicinanza e le condoglianze al fratello Salvatore e a tutta la famiglia Borsellino.

               Paola Andreoni
Presidente del Consiglio comunale di Osimo

Tragedia assurda, quella che ha colpito Genova:  esprimo vicinanza a tutta la città.

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Sono vicina alle famiglie colpite dal dramma di Genova.
Dietro ognuna delle 41 vittime (per ora) accertate c’è una storia. Quella quotidiana di una giornata di lavoro o quella di una vacanza appena iniziata.
Con il crollo di questo maledetto ponte,  a Genova,  si sono spezzati  i sogni di famiglie intere, di giovani promettenti, di bambini. Una tragedia che riguarda non solo Genova ma tutto il nostro Paese intero.

Mi  stringo idealmente, a nome personale e di tutto il Civico consesso della nostra città, intorno alle famiglie delle vittime, dei feriti e di quanti, per ragioni di sicurezza, hanno dovuto lasciare le loro case.

Paola Andreoni
Presidente del Consiglio Comunale di Osimo

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Il governo dell’arretramento

Più passano i giorni, più si aprono fronti che mettono in contrapposizioni le due anime del governo giallo-verde.

La Tav e l’alta velocità non si deve fare per i 5Stelle, invece per Salvini si deve andare avanti. Tante le promesse fatte  i cui fascicoli  non trovano una soluzione: Ilva, Alitalia, riforma Fornero, lotta agli sprechi, alleggerimento della pressione fiscale, ridimensionamento degli emolumenti ai parlamentari e ai consiglieri regionali, ecc.  Questione vaccini il caos regna sovrano. Il ministro alla famiglia, Fontana, vorrebbe far tornare indietro di 10 anni il nostro paese sui diritti. Grillo torna a tuonare contro l’euro e la permanenza in Europa mentre Conte afferma che l’Euro non si discute. Nomine Rai e degli altri enti, il metodo mi sembra sempre quello: nessun merito ma solo occupazione e spartizione degli incarichi, con i due partiti decisi a spuntare più poltrone possibili.

Credo ci aspetta un autunno a dir poco caldo e dagli esiti incerti.
Paola

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Calici di Stelle 2018 ad Osimo

Venerdì 10 Agosto torna in Osimo l’appuntamento estivo,  CALICI DI STELLE notte di vino, note di stelle.
L’evento nazionale organizzato  e promosso a livello nazionale dall’Associazione Nazionale Città del Vino e Movimento del Turismo del Vino in collaborazione con l’Unione Astrofili Italiani.

Sarà un momento in cui degustare il vino delle nostre aziende associate sotto i cieli stellati della nostra amata terra. Partecipano alle degustazioni:
l’Azienda Agraria I Tre Filari, l’Az. Agraria Oriano Mercante, l’Azienda Vinicola Umani Ronchi, la Società Agrivinicola Montecappone, l’Azienda Strologo Silvano. Inoltre degustazione dei vini delle cantine: Az.Agraria Morello Austera, Antica Cantina Sant’Amico, Az.Agricola Lorese, Az.Agraria Micciarelli Collesi, Casa vinicola Silvestroni, Società agricola Pesaresi, Accattoli vini, Az.Agricola Ripa Marchetti, leopardi Dittajuti, Azienda agricola Quaresima, Ballarini Vini e vigneto Fernando Alberto.

Saremo in compagnia:

  • dei solisti dell’Accademia  d’Arte Lirica di Osimo che presenteranno  presso il cortile palazzo Simonetti, in anteprima per Calici di Stelle “Lirica al chiaro di luna”.
  • A piazza Nuova, alle ore 22:00  sarà poi possibile ascoltare la performance de  V.S.P.M. QUARTET tromba, chitarra, contrabbasso e batteria.
  • In Piazza Boccolino alle ore 22:30 si esibiranno FIGLI DELLE STELLE musica anni ’80 e non solo con Rosa Sorice e Davide Caprari.

Inoltre:

  • OSSERVATORIO delle Stelle

Piazza Gramsci dalle 21:00 – OSSERVATORIO DELLE STELLE osservazione dei corpi celesti al telescopio, Marte, Saturno, Giove, nebulose e galassie. Conferenza “Che cosa sappiamo dell’Universo” a cura di Massimo Morroni.

 

  • MONUMENTI APERTI

dalle 21:00 alle 24:00 visite guidate alle Grotte Simonetti, Piazza Dante e Riccioni

E poi mostre fotografiche e d’arte (Giardini di Piazza Nuova e Via Fuina), e Negozi aperti

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L’occasione giusta per una mirabile visita alla nostra città, ai palazzi,
ed alle occasioni dei nostri negozi

in “una notte da gustare, guardare e ascoltare”.

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NON MANCATE!!!!!!  a questa serata Osimana popolarissima e affollatissima.

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Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini compie 25 anni.

*** 25 anni fa – il 6 agosto del 1993, con Decreto del Presidente della Repubblica – nasceva il Parco Nazionale dei Monti Sibillini: circa 70.000 ettari di area protetta, a cavallo tra Marche ed Umbria. 16 i comuni ricompresi per una popolazione complessiva, pre-sisma, di oltre 13.000 residenti. Oggi, dopo il terremoto del 2016, il quadro appare certamente meno roseo che in passato, tuttavia il Parco continua a mantenere ed anzi rafforzare il suo ruolo di tutela e valorizzazione dell’ambiente e del contesto complessivo.

Altro anniversario legato al Parco è  quello che vide, il 4 agosto di 20 anni fa, l’istituzione delle Guide Ufficiali del Parco, importante risorsa chiamata a svolgere attività di promozione e monitoraggio dei tanti tesori che i Sibillini offrono. Sono ben 44 le guide iscritte all’Albo nel 2018 ed il programma delle loro attività è consultabile sul sito del Parco ( clicca qui ).

Cosa da vedere e visitare. Oltre i numerosi fondovalli con scorci su gole strette e impressionanti, da non perdersi: le Gole dell’Infernaccio, che solo dal nome sono affascinanti, le  piane di Castelluccio, il lago di Pilato, il Monte Vettore, il Monte Bovele Piane di RagnoloMontemonaco luogo di partenza per la fantastica cresta del Monte Sibillai suggestivi borghi di Visso, MontefortinoSan Ginesio. Numerosi anche i sentieri per tutti i gusti e difficoltà, adatti agli escursionisti della domenica ma anche tinerari più impegnativi e  “tosti”. Tra i tanti, da segnalare  il Grande Anello dei Sibillini, 124 Km di escursioni ben segnalati da completare in nove giorni. Una bella sfida ed avventura. ***

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Coraggio FOGGIA, coraggio BOLOGNA.

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Una giornata terribile che ha scioccato  l’Italia intera per due incidenti stradali geograficamente lontani, ma vicini nell’orrore e nell’angoscia.
Dal sud al nord, l’Italia è unita dalla sofferenza per questi terribili incidenti. Non possiamo far altro che chiedere sempre più sicurezza, soprattutto in queste giorni in cui le strade italiane sono popolate da famiglie in viaggio per le vacanze estive.
Coraggio FOGGIA, coraggio BOLOGNA. Sono vicina alle famiglie delle vittime e dei feriti e un grazie alle forze dell’ordine, Croce Rossa e Vigili del Fuoco sempre in prima linea per prestare soccorsi ed aiuti.
Paola

Il PD dovrebbe richiedere le dimissioni del Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana e chiedere la sua convocazione in Parlamento per le immediate scuse alle vittime del fascismo e del nazismo

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A fine della precedente legislatura   si stava approvando  la proposta di legge ( passata solo in prima lettura alla Camera) a prima firma di Emanuele Fiano (PD), con la quale si intendeva inasprire le pene contro coloro che inneggiavano  all’ideologia nazi-fascista e la carica di violenza razzista e di odio che essa comporta anche  sul web e contro la vendita degli oggetti inneggianti a quei regimi.
Oggi un  Ministro della Repubblica, il leghista  Lorenzo Fontana,  dichiara che vuole abolire la legge Mancino.
Un passo indietro colossale nonostante le rassicurazioni di altri membri del governo che non si toccherà. I ministri della Repubblica giurano sulla Costituzione che è antifascista e non sono tollerabili simili affermazioni da un rappresentante del Governo.
Credo che il PD e tutte le forze politiche che hanno come hanno riferimento ai loro valori la Costituzione, devono – senza sconti –  farsi carico di chiedere  le dimissioni del Ministro della Famiglia, Fontana,  e portare il Ministro in Parlamento a chiedere   immediatamente scusa alle vittime del fascismo e del nazismo.
La libertà,  la democrazia non sono valori conquistati per sempre, alta deve rimanere la vigilanza dei sinceri democratici e antifascisti per difendere le regole di convivenza democratica. Credo che chi non condivide quei valori non può rappresentare i cittadini a nessun livello  meno che mai a livello di governo.
Paola Andreoni

La Montagna

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La montagna aiuta a riflettere, ti parla, ti mostra i tuoi limiti. La Montagna esige, anche, rispetto perchè a volte ti respinge. Quando si arriva nei rifugi, trovi incisi sulla pietra i nomi di chi ha perso la vita tra le vette, sul Sass Pordoi o in Marmolada. Nomi di “stelle” di prima grandezza dell’alpinismo sportivo, di guide alpine, di militari che si mescolano a cognomi e nomi sconosciuti. Sul rifugio Falier, ai piedi del lato sud della Marmolada, una piccola lapide ricorda Luca Anselmi e Fabio Frulla.

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Due ragazzi di 16 e 17 anni nativi di Chiaravalle. Non conosco la loro storia, il gestore del rifugio alpino ha saputo dirmi solo – per sentito dire – che i due nostri corregionali avevano piantato una tenda nei pressi del rifugio “Falier” nell’estate del 1984 con il proposito di salire al rifugio Cima di Ombretta, ma poi più nulla si è saputo di loro.

Paola

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Il buon senso dimenticato dal Governo: i bambini potranno andare a scuola a settembre anche senza aver fatto i vaccini.

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Con il provvedimento “Milleproroghe”,   il Governo ha deciso di rinviare di un anno, al 2019-2020, l’obbligo di presentare i certificati vaccinali così come era stato previsto dalla legge Lorenzin per i bambini da zero a sei anni. Con tale  rinvio la precedente normativa viene di fatto scardinata.
Come medici ed esperti hanno già sottolineato, si tratta di una pessima scelta. I vaccini, come la scienza dimostra, non difendono solo le persone a cui vengono somministrati ma anche gli altri, i neonati e gli immunodepressi ad esempio che vaccinati non possono essere. Perché ciò accada occorre però raggiungere una certa soglia, il 95 per cento di copertura, compresi i richiami. Oggi sono dieci i vaccini obbligatori.

La scelta del governo, autoproclamatosi del “cambiamento”, a me sembra irresponsabile perché col rinvio si rischia di nullificare una legge che già aveva prodotto effetti positivi nell’alzare i livelli di copertura vaccinale della popolazione. Si tratta di un atto che mette in pericolo i più piccoli e soprattutto coloro che non possono vaccinarsi. Senza vaccini è come togliersi il casco in moto.
La politica è responsabilità, la politica è prendere decisioni per il bene di tutti. La politica non deve mettere in dubbio la scienza. La politica dovrebbe aiutare quanti hanno perplessità su tale materia ( dettata spesso da considerazioni culturali o convincimenti  che non trovano alcun appiglio medico-scientifico), a favorire la partecipazione e la condivisione delle scelte arrivando a far superare la dicotomia tra vaccini obbligatori e raccomandati, come una scelta di responsabilità verso tutta la nostra comunità e verso i bambini in particolare.
Paola
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Le sorprese delle Dolomiti ( quarto ed ultimo giorno )

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Ultima camminata in uno strettissimo canyon scavato nella roccia: Passo Fedaia, malga Ciapela mt. 1500, malga Ombreta mt. 1904, rifugio Falier mt. 2074.
La pioggia, poi, ha rovinato gli altri programmi e mete.
Uno spettacolo della natura imperdibile. Il rifugio Falier, posto su di un ripiano dove la val d’Ombreta si biforca nei valloni d’Ombretola e nell’alto vallon d’Ombreta.
Sopra di noi,  che incutono timore  ed anche fascino estremo,  le immense pareti sud della Marmolada che incombono  con muri perfettamente verticali ed estremamente lisci alti più di ottocento metri. Ma quando si è con gli amici e con Marci, il nostro “buon pastore”, non ci sono mai problemi: anche stare ore chiusi in un piccolo rifugio ad aspettare che il temporale finisca a compiere la sua parte.


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Le sorprese delle Dolomiti ( terzo giorno )

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Le sorprese delle Dolomiti. 1 agosto 2018 partenza alle ore 9, in macchina fino al Passo di Costalunga ( poco sopra il lago di Carezza) quota di 1745 metri s.l.m. per una escursione all’interno del gruppo del Catinaccio.  Salendo con la seggiovia del Paolina ci siamo collegati al sentiero  Majarè  per raggiungere il  rifugio Roda di Vael.  Il paesaggio che si ammira lungo quest’itinerario è davvero appagante. Oltre al panorama dall’alto sulla val di Fassa e il paese di Nova Levante si possono ammirare il massiccio del gruppo del Latemar e tutta l’imponenza della Roda di Vael. Nel percorso si incontra la possente aquila in bronzo, “l’aquila del Christomannos”, monumento dedicato al politico e pioniere sudtirolese Theodor Christomannos. Il sentiero ci ha  portato, quindi,  alla baita Pederiva e al rifugio Roda di Vael ad un’altezza di 2280 metri s.l.m.
Da qui abbiamo seguito il sentiero n° 541 con l’ascesa impegnativa al Passo Cigolade  ( m.2.552 ) che dalla sua cima offre un panorama spettacolare sulla Val di Fassa. Poi il percorso è proseguito sotto le pareti del Catinaccio verso il Vajolet e il rifugio Gardeccia.
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Le sorprese delle Dolomiti ( secondo giorno )

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Le sorprese delle Dolomiti. Oggi (31 luglio) partenza alle ore 8, abbiamo deciso di seguire il sentiero 627 da passo Pordoi si sale al Sass Pordoi ( m. 2.948) e poi alla vicina forcella Pordoi ( m. 2.829) Da qui abbiamo abbandonato il sentiero n°627 per il n° 628 che conduce alla base del Piz.Boè.
Bella salita abbastanza impegnativa a gradoni e con qualche passaggio con cordini metallici d’aiuto. Siamo arrivati in cima presso la capanna Piz Fassa a m. 3.152.
Panorama bellissimo, anche grazie alla bella giornata, che ci ha imposto una obbligatoria sosta. Ripartiti per il sentiero n° 638, un tratto di discesa, un salto roccioso che si supera con l’aiuto di cordini si sicurezza e delle scalinate per raggiungere, alle ore 12, al rifugio Boè ( mt. 2.871 ) per la meritata sosta del pranzo:minestrone e polenta. Dopo il riposino, al sole di una roccia, ritorno rimontando le roccette fino a Sass Pordoi.
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Le sorprese delle Dolomiti ( primo giorno)

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All’Alpe di Tires con il seguente percorso: rifugio Gardeccia, Rif. Vaiolet ( 0,50 minuti), Rif. Principe (1,10 un’ora e dieci minuti, rif, Bergamo ( 0,40 minuti), Rif. Alpe di Tires (1,40 ), ritorno lungo la valle Duron ( 2 ore circa). Zona detta “Buco dell’Orso”.

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