La Montagna

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La montagna aiuta a riflettere, ti parla, ti mostra i tuoi limiti. La Montagna esige, anche, rispetto perchè a volte ti respinge. Quando si arriva nei rifugi, trovi incisi sulla pietra i nomi di chi ha perso la vita tra le vette, sul Sass Pordoi o in Marmolada. Nomi di “stelle” di prima grandezza dell’alpinismo sportivo, di guide alpine, di militari che si mescolano a cognomi e nomi sconosciuti. Sul rifugio Falier, ai piedi del lato sud della Marmolada, una piccola lapide ricorda Luca Anselmi e Fabio Frulla.

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Due ragazzi di 16 e 17 anni nativi di Chiaravalle. Non conosco la loro storia, il gestore del rifugio alpino ha saputo dirmi solo – per sentito dire – che i due nostri corregionali avevano piantato una tenda nei pressi del rifugio “Falier” nell’estate del 1984 con il proposito di salire al rifugio Cima di Ombretta, ma poi più nulla si è saputo di loro.

Paola

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Il buon senso dimenticato dal Governo: i bambini potranno andare a scuola a settembre anche senza aver fatto i vaccini.

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Con il provvedimento “Milleproroghe”,   il Governo ha deciso di rinviare di un anno, al 2019-2020, l’obbligo di presentare i certificati vaccinali così come era stato previsto dalla legge Lorenzin per i bambini da zero a sei anni. Con tale  rinvio la precedente normativa viene di fatto scardinata.
Come medici ed esperti hanno già sottolineato, si tratta di una pessima scelta. I vaccini, come la scienza dimostra, non difendono solo le persone a cui vengono somministrati ma anche gli altri, i neonati e gli immunodepressi ad esempio che vaccinati non possono essere. Perché ciò accada occorre però raggiungere una certa soglia, il 95 per cento di copertura, compresi i richiami. Oggi sono dieci i vaccini obbligatori.

La scelta del governo, autoproclamatosi del “cambiamento”, a me sembra irresponsabile perché col rinvio si rischia di nullificare una legge che già aveva prodotto effetti positivi nell’alzare i livelli di copertura vaccinale della popolazione. Si tratta di un atto che mette in pericolo i più piccoli e soprattutto coloro che non possono vaccinarsi. Senza vaccini è come togliersi il casco in moto.
La politica è responsabilità, la politica è prendere decisioni per il bene di tutti. La politica non deve mettere in dubbio la scienza. La politica dovrebbe aiutare quanti hanno perplessità su tale materia ( dettata spesso da considerazioni culturali o convincimenti  che non trovano alcun appiglio medico-scientifico), a favorire la partecipazione e la condivisione delle scelte arrivando a far superare la dicotomia tra vaccini obbligatori e raccomandati, come una scelta di responsabilità verso tutta la nostra comunità e verso i bambini in particolare.
Paola
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