Nave Diciotti con il suo equipaggio e carico di umanità sofferente sotto sequestro, un’altra grave violazione alla Costituzione.

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Il blocco dei migranti a bordo della nave “Diciotti” della Guardia costiera italiana, ferma da giorni al porto di Catania non può che suscitare interrogativi inquietanti  a tutti noi ( in particolare a quanti sono convinti che il nostro sia un Paese regolato dal Diritto) su quelli che sono i poteri di un ministro dell’interno.
Persone ( compresi gli uomini dell’equipaggio) private della loro libertà e costrette a rimanere a bordo dell’imbarcazione, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista igienico sanitario.
Quanto sta succedendo a Catania non ha precedenti nella nostra storia ed è in flagrante violazione delle convenzioni internazionali, di cui anche l’Italia è firmataria, che obbligano il soccorso in mare e la protezione a migranti rifugiati che ne abbiano diritto e tra loro ci sono anche diverse donne.
È vero, l’Italia non può essere lasciata sola di fronte a un fenomeno migratorio che ha una portata enorme e implicazioni internazionali (specie nel bacino del Mediterraneo) che chiamano in causa l’attenzione e il peso geopolitico dell’Unione Europea. È quindi corretto e giusto che il governo italiano faccia sentire le propria voce a Bruxelles, chiedendo ai partner europei di farsi carico, anche loro, del dossier migranti.

Ma nello stesso tempo l’Italia non può sottrarsi al dovere di accogliere persone che, in gran parte, cercano di costruirsi una vita migliore in Europa e che, in alcuni casi, fuggono da guerre e da regimi dittatoriali.

Sono indignata ed esterrefatta dell’atteggiamento degli attuali governanti italiani, senza umanità e senza “storia”, che stanno isolando il nostro Paese dal consesso europeo.

Un grazie ai marinai italiani e al Comandante della nave militare   “Diciotti”. A differenza del ministro, gli uomini dell’equipaggio sono soldati e hanno senso del dovere e dell’onore, per cui per loro «l’essere umano in mare va salvato sempre e comunque».

 “Fateli scendere, fateli scendere adesso” 

Paola

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