E’ chiaro

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E’ chiaro,
Lega e 5Stelle vogliono il nostro Paese fuori dall’Europa. I segnali che arrivano da più parti parlano chiaro. Le conseguenze saranno che nel giro di due-tre anni, già nel 2020, potrebbe ripetersi una crisi finanziaria analoga a quella del 2008 con conseguenze catastrofiche soprattutto per il nostro Paese.
Responsabili di questo nuovo tracollo sarà la politica economica di Paesi come l’Italia, con le sue politiche improntate al populismo e alla spesa fuori controllo.
Mi auguro che queste previsioni siano sbagliate per il bene di tutti noi, perchè se  tempesta sarà non so se ne usciremo fuori.

Paola

Le Civiche Benemerenze osimane 2018: Mosca Mario

Questa la motivazione della Civica Benemerenza che ha reso omaggio all’uomo e all’artista osimano che con la sua arte ha fatto e continua a fare  onore alla nostra città: Mario Mosca.

“Nella sua carriera artistica, in oltre cinquant’anni non è mai venuto meno al legame con Osimo e le Marche, presenti spesso come tema, sempre come sguardo, nell’evolversi della sua opera di pittore e incisore. I suoi lavori sono stati esposti per la prima volta nel 1957 a Jesi, e da lì in tutta Italia fra Bologna, Ravenna, Taranto, Genova, Arezzo, Benevento, Roma, Milano, Torino e Verona. Per poi approdare a Madrid  (1983) , Boston (1990), New York ( 1991 e 1995). Tokyo ( 1993). Nel 2017 è stato invitato ad esporre alla Biennale di Milano. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 1962 in Ancona il Premio Riviera del Conero, poi il Premio Jesi nel ’62, il Premio De Pisis a Ferrara nel 1990 e La Telaccia d’oro a Torino nel 1991, onorando il nome della sua città, con la descrizione e la laboriosità che sono tra le qualità migliori del carattere marchigiano”.

 

Quella che segue è la risposta  di ringraziamento del maestro Mario Mosca che visibilmente commosso ha letto alla platea dei presenti in Teatro.  Parole come pennellate intense che parlano, con gli occhi di un artista, della nostra città.

Ti racconto, dopo quasi una vita, perché un lontano giorno nel tempo, ma non nella memoria, mi trascinai nella città per vedere come era fatta la cosiddetta culla dei miei pensieri. La città e la sua campagna tu l’hai dipinta e disegnata quasi da sempre. Io ora riscopro le sensazioni nella tua arte. E mi chiedo qual è il senso dell’immutato sortilegio, e per quali ragioni “anteriori” alla finzione dell’arte, rinasce sempre viva l’emozione di trovare nell’aria la pulizia delle anime/cose, le case pulite, gli slanci dei rami degli alberi nel cielo issati come stendardi, le strade tagliate dal vento; insomma quella forma “oggettiva” che va sotto il nome di Osimo. E’ la tua Osimo che oggi vedo e rivedo, conto e ripercorro, attraverso la visione della tua arte. La tua arte mi ha fatto capire, ad esempio, una cosa: il nesso tra casa e città, la sinergia tra habitat e campagna, il rapporto dentro-fuori, il fiato segreto che tiene insieme come un cuore questa città/castello: una favola tanto grande quanto misteriosa, una castellina appena più grande. Attraverso i tuoi segni “osimani” si comprende anche e soprattutto che oltrepassare una soglia non è un evento brusco ed immediato. Le antiche vie sono corridoi di un grande “modulare”, e senza marciapiedi. Qui si compie il miracolo della tua “segnatura” sulle lastre, come l’attuazione di una religione della mano e dell’intelligenza. Le tue case, hanno deboli porte di poveri che non debbono difendersi da nessuno, nemmeno accorrere sulle mura, di un ipotetico assedio. Porte che si aprono da sole, ed all’imbrunire diventano nicchie di santi. La strada tu sai rappresentarla come autenticamente luogo non ostile, capace cioè di trasmettere senso di “transito” e non inganni, di trasmettere cadenze e linguaggi.
Le tue figure vanno sempre sole in un domestico labirinto che ti riporta eternamente al centro di quel luogo originale dove si lega la vita di tutti in una “trama”. La prima volta che da Osimo giunsi a Milano mi venne da piangere per la solitudine che respirai improvvisamente e per il rumore che mi emarginava. La “tua” Osimo, la campagna che la circonda e la sorveglia, è una certa idea del “prossimo”, una diversa idea del “privato”. E tu riesci a rappresentare ciò, con l’umiltà, ed anche la forza: invenzioni e conquiste, errori e correzioni, slanci e ripensamenti. I tuoi soggetti portano dentro un locus-teatro, un happening inesauribile vietato ai silenzi. Mi sembra così di vivere nel ventre di una “persona collettiva” che per certuni diviene prigionia intollerabile ed inclina i più fragili nel cerchio di passioni mediocri; ma la “tua” Osimo spesso diventa sacralmente il grembo dove tanta rabbia di esistere diventa amore ed anche lotta e riscatto per l’esistenza. Penso ai tetti delle tue case incise e mi domando perché sono così inclinati, perché non ci si può camminare sopra? Poi scatta la mia meraviglia di “cittadino” consolidato, e quasi sterile, a scoprire che sono fatti così (Osimo è una città splendida che ti protegge e ti tiene caldo come un mantello) proprio per non camminarci sopra, o meglio, per poggiarvicisi con l’anima e la riflessione perché si possa raccogliere acqua purissima di dio ai piedi dei muri. Il tuo amore per il paesaggio osimano ti consente di far scendere atmosfere senza ristagni sulla pietra incalpestata, per gli spigoli sfiorati soltanto dai cieli leggeri della collina, basse nuvole grigiorosa dell’autunno. Sono proprio queste le ambientazioni semplici che definisco “converse” facendo derivare il termine da “cum vertice”. Leggo i tuoi paesaggi brevi, urbani, civilissimi e ricchi di umanità per l’oggetto: rivedo Osimo così com’era un tempo davvero felice in cui le parole erano segni evidenti del cuore e della volontà di essere uniti in un’ipotesi di crescita. Allora le vecchie case dei borghi osimani non avevano balconi per ostentare al passante interi profili di donna, ma solo discrete finestre per la beltà degli sguardi e l’eterno gioco di chi “mira ed è mirato”. Ma non sto parlando di una vita come relitto, di cose che fra poco nemmeno i vecchi ricorderanno. Queste cose, come i tuoi segni incisi a testimonianza di una autentica civiltà, appartengono all’età del pane, al tempo dei bisogni elementari. La forma di una città dell’anima. Ti ho molto amata mia Osimo e sempre sarai nel mio cuore!”

di Mario Mosca


Grazie maestro a nome di tutta la città.
Paola

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#OSIMANI con l’hashtag: m°Mario Mosca pittore, incisore e litografo del 21 ottobre 2017

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“Ora i miei bambini sono liberi”

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«Ora i miei bambini sono liberi….. adesso sono in Paradiso» queste le parole che  avrebbe detto Alice Sebesta la donna, che ha compiuto il tragico gesto nel reparto nido del carcere femminile di Rebibbia. Un gesto consapevole, sicuramente crudele ma al tempo stesso disperato di una mamma nei confronti  dei suoi  due bambini, di 4 e 20 mesi.
La morte di questi due bambini e la disperazione di questa mamma ( si trovava in carcere per scontare una pena inferiore ai quattro anni, è stata arrestata lo scorso 26 agosto con l’accusa di detenzione e traffico internazionale di droga) deve interrogare tutti noi.


Come possiamo accettare che dei bambini così piccoli siano detenuti  in carcere con le loro mamme ? Non occorre essere grandi esperti per comprendere che il carcere non è il luogo idoneo in cui crescere i bambini.  Bambini dietro le sbarre senza alcuna colpa, non è da Paese civile.

 

“Festa del donatore” organizzata dal Gruppo Avis Osimo

Domenica 23 settembre l’Avis Comunale di Osimo festeggia con tutti i suoi donatori, ex donatori, familiari e simpatizzanti  il suo  88° Anniversario.

L’appuntamento è alle ore 08,00 in presso il chiostro di San Francesco. La festa inizia  alle ore 09,00 con la celebrazione di una Messa nella Chiesa di San Giuseppe da Copertino, per proseguire, alle ore 10,15 con il corteo cittadino accompagnato dalla Banda “Città di Osimo” e la deposizione di una corona presso il Cippo del Donatore a Piazza Nuova.

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Alle 11.15 al Teatro “La Nuova Fenice” scambio di saluti e premiazioni dei donatori  e dei vincitori del progetto ” diplomati e laureati con Avis” alla presenza delle autorità.

Alle ore 13,30 nella cornice di Villa Verdefiore di Appignano pranzo sociale dei donatori e delle donatrici e dei loro familiari.


Una bella e ricca festa, quella che il Presidente e i volontari della benemerita associazione osimana, come sempre, organizzano  con entusiasmo e passione. Un appuntamento annuale finalizzato anche per riconoscere l’alta opera umanitaria dei propri donatori e delle proprie donatrici, nonché per promuovere ancora una volta la cultura del dono rivolta in particolare ai giovani e tesa ad aumentare il numero delle persone che sentono questo dovere civico che è di basilare importanza nella cura degli ammalati, nei trapianti, nelle cure oncologiche e nelle emergenze.

Fondata ufficialmente nel  1930 (la quarta in Italia dopo Milano, Ancona e Torino) per iniziativa del dott. Gualfardo Tonnini – che ne è stato il primo Presidente -,  oggi la sezione Avis Osimo è  presieduta da Matteo Valeri e conta un buon numero di donatori e donatrici che hanno effettuato nel 2017 un totale di 2.137 donazioni.
Un traguardo di solidarietà a cui va il grazie di tutta la comunità osimana.

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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
************Paola Andreoni

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https://paolaandreoni61.wordpress.com/2018/09/19/festa-del-donatore-organizzata-dal-gruppo-avis-osimo/

Bentornati a tutti: 17 settembre ore 8 prima campana

Bentornati ragazzi !

17 settembre, suona tra attese e ansie, la campanella del nuovo anno scolastico.
Buon inizio alle insegnanti ed agli insegnanti neo assunti in ruolo dopo lunghe stagioni di attesa, e a coloro che accompagnano da tempo i bambini e le bambine nella loro unica e originale crescita.

Schoolchildren on their way home from school, with book bags strapped on their backs, after the first day of a new term in Germany circa 1930. (Photo by Keystone View/FPG/Getty Images)

Buon primo giorno di scuola, meraviglioso, emozionante, pieno di gioia ai piccoli che entrano alla primaria e Buon primo giorno di scuola ai Voi genitori che proverete per la prima volta  l’apprensione di vedere i Vostri figli  andare lontano da voi;
Ben tornati a tutti i nostri ragazzi, ai Dirigenti Scolastici, ai colleghi, ai genitori, e a tutto il personale non dimentichiamoci le parole di un “maestro” che ha creduto nell’uomo e nella scuola come ci crediamo noi: “… il maestro deve essere per quanto può, profeta, scrutare i “segni dei tempi”, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso.” ( Don Lorenzo Milani );
Ben tornati a tutti Voi ragazzi delle superiori, che riprendete il percorso scolastico e magari, terminando quest’anno gli studi, Vi preparate ad affrontare nuove sfide. A Voi l’invito a non dimenticare. Quest’anno  il nostro Paese ricorda  l’80° anniversario dell’entrata in vigore delle leggi razziali, quell’anno 1938, anno horribilis, in cui anche l’Italia fascista diede legalità al male della discriminazione e del razzismo e tanti ragazzi come voi vennero espulsi dalla scuola. Così Liliana Segre, una delle tanti voci di chi non è tornato a scuola nel 1938,  ricorda il “primo giorno di (non)scuola:

“Ricordo che eravamo a tavola e mio padre trovò il coraggio di dirmi:
Quest’anno non puoi più tornare a scuola, sei stata espulsa.
Espulsa, questa parola pesante, sappiamo cosa vuol dire.
Si è espulsi quando si è fatto qualcosa di grave e io l’avevo fatta:
ero nata ebrea, quella era la mia colpa, di essere nata ,
non di aver fatto qualcosa di male”

Auguri a tutte le famiglie osimane, al loro importante impegno  nel sostenere e stimolare i loro figli indicando, quali modelli positivi, l’impegno,  il lavoro, l’attitudine, la curiosità, la gioia e l’interesse ad apprendere.
Un invito all’amministrazione comunale,  a tenere sempre alta l’attenzione e l’investimento sulla scuola, cuore pulsante della nostra città e grande contenitore di futuro per la nostra collettività. Un invito a mettere il massimo impegno ad offrire alla nostra comunità sedi scolastiche moderne e sicure e rafforzare le relazioni con il mondo scolastico per fare sempre più di Osimo una città educativa.
Buon anno scolastico e buon lavoro a tutti noi !

Paola Andreoni Presidente del Consiglio Comunale di Osimo

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Il mio decimo matrimonio

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Oggi ho celebrato il mio decimo matrimonio. Auguri di ❤️ ad Arianna e Luca.


Avete creato una famiglia e guardate al futuro con ottimismo. Vi auguro una splendida  vita insieme di amore e felicità’.
Paola.

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Orban, l’Europa non è con te!

E’ questo il giudizio espresso, senza riserve, dall’Europarlamento: 448 voti contro il governo ungherese e il suo leader, che dal 2010 sta minando nel suo Paese lo stato di diritto e il rispetto delle libertà fondamentali salvaguardate dall’articolo 7 del Trattato dell’Unione Europea.

L’esponente dei Verdi olandesi, Judith Sargentini, ha denunciato con chiarezza il “grave rischio” di violazione dei principi europei che l’Ungheria sta correndo, e i due terzi del parlamento, inclusi molti esponenti del Ppe, ( ad eccezione di Forza Italia e Lega che hanno cercato di salvare il tiranno ungherese) hanno votato per avviare la procedura contro l’esecutivo di Viktor Orban in relazione a: detenzione obbligatoria di tutti i richiedenti asilo, compresi i minori, modifica della Costituzione che mina l’indipendenza della magistratura, leggi che riducono il diritto di sciopero, frenano l’operato delle ong e limitano la libertà accademica e quella dei media.

Il parlamento europeo si è giustamente schierato dalla parte del popolo ungherese e dell’Unione Europea, dicendo in modo chiaro che i diritti umani, lo stato di diritto e i valori democratici non sono negoziabili. Dallo scorso aprile in Ungheria le violazioni dei diritti e delle libertà si sono moltiplicate in modo davvero preoccupante.

Ora la procedura passa all’esame del Consiglio Europeo, ma il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, che con il leader ungherese condivide molte posizioni, incluso il controllo dell’autorità giudiziaria, ha già proclamato che la bloccherà.


Caro Salvini, amico di Viktor Orban,
noi non vogliamo che l’Italia  si trovi presto nella situazione dell’Ungheria.
Paola

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