Solidarietà al sindaco Domenico Lucano: #IoStoConRiace.

Solidarietà al Sindaco di Riace Domenico Lucano
Sono  a fianco del Sindaco di Riace, Domenico Lucano, agli arresti domiciliari da questa mattina. 

***

Riace rappresenta un esempio di integrazione che ha consentito la rinascita di un borgo altrimenti condannato all’abbandono e allo spopolamento.

Nessuna inchiesta giudiziaria potrà  togliere dignità a questa esperienza, che ha trasformato un’emergenza in una speranza di progresso e di emancipazione, rendendosi modello universale di solidarietà e di accoglienza. Riace è divenuta in questi anni un esempio, in Italia e in Europa, che merita tutto il nostro sostegno e rispetto.

Nessun tweet del Ministro dell’Interno potrà infangare questa realtà, sostenuta da migliaia di associazioni della società civile e cittadini/e. Riace rappresenta al mondo la dimostrazione vivente che è possibile rovesciare la paura verso l’Altro in una straordinaria occasione di rinascita. Sono certa che ogni atto compiuto dal Sindaco Lucano è stato fatto nel pieno rispetto dei valori e dei principi della nostra Costituzione e mai, neanche un centesimo, è stato distolto dal bene comune per arricchire se stesso.

Il Sindaco di Riace, in particolare,  è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In un paese e in un continente dove la disumanità sta diventando legge un processo virtuoso di inclusione sociale di migranti e richiedenti asilo è considerato reato. Difendere l’esperienza di Riace significa difendere la solidarietà in ogni ambito della vita sociale.

Gridiamo insieme “basta! al clima razzista alimentato dalle forze politiche di questo governo e contro la chiusura di un’esperienza modello, aperto a tutte le realtà sociali, politiche, sindacali, associative che da sempre si battono per i valori dell’accoglienza, dell’inclusione sociale, dell’uguaglianza sanciti dalla Costituzione.

La solidarietà non può essere un reato. La solidarietà non si arresta.

 #IoStoConRiace,  in segno di vicinanza al primo cittadino, Domenico Lucano, e alla sua comunità.

Paola Andreoni


***

Come funziona il ‘modello Riace’ di Mimmo Lucano ?
Da tempo Lucano porta avanti, spesso in polemica con le istituzioni, il suo modello di integrazione, nato quasi per caso nel 1998 quando una barca di profughi curdi raggiunse le coste di Riace. Lucano all’epoca era un professore ma decise di impegnarsi per l’integrazione dei migranti nel paese. Sono passati vent’anni e lui è ancora lì. All’inizio tutto è partito nel 2001 con il programma nazionale asilo per un’accoglienza organizzata, poi è entrato in campo anche il Comune. Lucano, che è alla guida di Riace da tre mandati, è diventato sindaco per la prima volta nel 2004. Da allora fino ad oggi a capo del paese c’è sempre stato lui. Il suo modello di accoglienza, il cosiddetto ‘modello Riace’, si basa su un rovesciamento di prospettiva. Lucano è riuscito a coniugare la sfida dell’accoglienza con il rilancio del Paese. Grazie ai migranti il paese ha contrastato lo spopolamento recuperando le case abbandonate e ha salvato i vecchi mestieri e le attività artigianali tramandandoli ai nuovi arrivati. Ma il modello è esportabile? Lucano rispondeva così a questa domanda due anni fa in occasione del suo inserimento nella classifica della rivista ‘Fortune’ tra le 50 personalità più influenti al mondo: “Ci vuole gradualità”, ma, sottolineava, “dove prevale l’umanità, si tratta sempre di un modello esportabile“.​

Annunci