Decreto “sicurezza”: decreto della paura e della vergogna.

Un decreto che cancella anni di solidarietà e vicinanza e che ha come unico obiettivo quello di indebolire i progetti di integrazione e di inclusione sociale per i migranti. Un decreto voluto da Salvini, dalla Lega ( sempre più un partito dalle connotazioni di estrema destra) ma passato grazie ai voti del M5S (movimento sempre più lontano dalle aspettative e dai valori in cui credevano e speravano i suoi elettori).

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Un articolo di Avvenire spiega bene le conseguenze di tale nefasto provvedimento.

Niente scuola di italiano, niente iniziative di vita sociale, niente attività di volontariato, niente avviamento o formazione al lavoro, sempre più difficile per i figli di immigrati – nati in Italia – a diventare cittadini italiani: Salvini vuole un Paese in cui lo straniero viene abbandonato a sé stesso, senza progetti o percorsi di inserimento nel tessuto sociale, rischiando così di finire vittima della criminalità o dell’odio sociale. E anzi: con questi tagli, il suo decreto finirà per colpire anche gli italiani che lavorano nelle associazioni, negli enti locali, nelle scuole di formazione, nell’educazione e nell’insegnamento.

Al di là delle appartenenze politiche, dobbiamo opporci a questa mentalità e a questo progetto, che vuole soltanto creare ulteriore disagio e difficoltà alle persone: se il decreto dovesse essere votato anche alla Camera, avremmo un Paese più diviso, più impaurito, più insicuro, più povero. E invece dobbiamo lavorare per un’Italia coraggiosa, aperta, che mette la persona e l’essere umano al centro delle sue politiche di sviluppo e di benessere.


Paola

p.s.: in questa “pagina buio per il nostro Paese”, noto con piacere che alcuni parlamentari del M5S hanno avuto il coraggio di  far valere la propria coscienza e di non rinunciare ai propri valori, non partecipando alla votazione del decreto. Hanno detto NO all’ordine sbagliato di squadra, hanno avuto il coraggio di dire NO ai mali-accordi razzisti, con tutte le complicanze e conseguenze che ne potrebbero derivare.

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Un abbraccio Jude!

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Il piccolo Jude deve andarsene da una festa e decide, prima di andarsene, di salutare tutti anche gli estranei con un abbraccio. Fanne uno anche a noi, Jude. 🙂

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