Un ricordo di Pio Francesco Fantasia, a 20anni dalla scomparsa

Aveva quattro doti innate, Pio Francesco Fantasia, l’indimenticato “burocrate”, (così come  oggi vengono chiamati quanti si impegnano con dovere e incorruttibilità nella pubblica amministrazione) , scomparso  il 17 dicembre di 20 anni fa all’età di 50 anni: la competenza, la creatività, l’ironia, l’originalità nell’affrontare le situazioni anche le più complesse. Pio Fantasia ha lavorato a lungo nel nostro Comune: ragioniere e poi vice segretario. Competente, preparato, meticoloso nel lavoro, capace di rapportarsi con il cittadino sempre in punta di sorriso,  una grande passione per la politica ed attaccamento per la nostra Osimo. Una persona sincera, leale, intelligente ma anche un raffinato cultore di tutto ciò che rappresentava l’ arte e la cultura. Per  gli amministratori comunali che hanno avuto la fortuna di avvalersi delle sue capacità e competenze,  Pio Fantasia è stato un riferimento e una fonte inesauribile  di ricchezza di idee che hanno trovato poi realizzazione in eventi ed in  importanti iniziative cittadine.

E’ grazie alla sua capacità organizzativa e abilità  amministrativa – contabile che Osimo ha potuto realizzare, insieme a don Vincenzo Fanesi e all’Ema guidata da Claudio Polenta (con Nicola Canalini, Germano Agostinelli e Carlo Carletti) ,  l’allestimento di varie edizioni della rassegna  internazionali di musica e di balletti, “Festival Città di Osimo“, che nel mese di luglio  richiamava ad Osimo migliaia di turisti e appassionati che venivano nella nostra   città entusiasti ed affascinati per apprezzare spettacoli di alto valore culturale nel magnifico scenario della Cattedrale romanica di  piazza del Duomo.  Quanti come me – allora giovanissimi -,  ancora oggi ricordano di aver avuto la fortuna di assistere  dai gradoni del Duomo della nostra città,  alle esibizioni dei più importanti ballerini provenienti dai tempi sacri della danza mondiale da Mosca, alle compagnie di balletto americane, brasiliane e di tutto il mondo o    ai concerti indimenticabili,  di   Eugenio Bennato, della Compagnia di Canto Popolare, ai concerti di musica jazz, blues e classica come quello tenutosi negli anni ’80 con Severino Gazzelloni, ecc.
Pio, Claudio e gli altri appassionati soci dell’Ema riuscirono  in poco tempo a fare del Festival un riferimento artistico e turistico per Osimo  e per tutta la Regione Marche. Oltre a  richiamare nel nome dell’arte migliaia di persone, gli illuminati organizzatori di questi eventi estivi,  riuscirono a dare un’immagine di qualificazione culturale alla città. Grazie al Comune con Pio e all’Ema, Osimo era riuscita a guadagnarsi un’immagine di cittadina a servizio dell’arte e della cultura.

E’ legata al nome di Fantasia ( con il fondatore, padre Venanzio Sorbini)  la nascita dell’Accademia d’Arte Lirica e Corale di Osimo con i più importanti docenti ed artisti dell’insegnamento del canto lirico che si dividevano  tra i prestigiosi conservatori di Milano, Roma e la nostra “piccola” Osimo. Grazie alla presenza di questa prestigiosa istituzione il nostro Teatro “La Fenice” ha visto nel tempo esibirsi in concerti e rappresentazioni,   i più bravi e rinomati artisti lirici ed anche – nel 1980 – il coro del Teatro della Scala di Milano, sotto la direzione del m° Romano Gandolfi.

Sotto la regia di Pio Fantasia, nel 1971, è sorta nella nostra città l’istituzione del registro e la manifestazione della consegna delle  Civiche Benemerenze, per ricordare quei cittadini che nei più svariati campi  hanno onorato la nostra città.  E, sempre, ispirata da Pio Fantasia, nel primo mandato del sindaco Paolo Polenta,  è stata l’istituzione dell’ organismo di partecipazione democratica dei Consigli di Quartiere. C’era, inoltre,  il segno della meticolosa organizzazione di Pio nelle diverse edizioni delle mostre di macchine per la bieticoltura così come è stata determinante la sua creatività  nella realizzazione ( in collaborazione con don Vincenzo Fanesi e  il contributo della famiglia Bugari con la ditta Sisme) del prestigioso concorso della “Coppa Pianisti d’Italia” e l’allestimento delle ultime edizioni della “Festa dei Fiori”, tra cui, l’originalissima rappresentazione in notturna  svoltasi nell’agosto del 1971.

Nell’ambito amministrativo da ricordare, anche, l’impulso dato da Pio Fantasia  al riordino di interi servizi comunali: servizi sociali, nettezza urbana, la riorganizzazione del personale, l’attivazione del Consiglio Tributario …ecc.

Ha lottato contro un male inguaribile e, malgrado questo, ha lavorato e portato avanti tutte le sue molteplici passioni fino all’ultimo secondo, ( una delle sue ultime colleghe al Comune di Ancona mi ha raccontato la battuta che sorridendo era solito raccontare, a proposito dei tanti impegni: “Uno non può fare mille cose. Al massimo ne fa solo qualche centinaio!“)  questo è stato Pio Fantasia: una vita spesa nella Pubblica Amministrazione.

Al Palazzo del Comune in Osimo, poi al Co.Re.Co. ed al Comune di Ancona quale Dirigente degli uffici finanziari del capoluogo di Regione. Arrivato in Comune nell’aprile del  1968, come ragioniere, ben presto iniziò a seguire e a ben consigliare tutti i Sindaci che nell’arco di un ventennio si sono susseguiti: Paolo Polenta, Alberto Cartuccia, Raimondo Orsetti. Più di un ventennio, speso tra agende dei primi cittadini, cerimonie e tantissimi eventi culturali, e sportivi.

Ma Pio è stato anche un grande promotore della vita associativa osimana, anche in tale ambito in prima fila soprattutto nell’impegno a favore dei giovani. Sua l’idea dei giochi della gioventù comunali che hanno visto la partecipazione di tantissimi giovani che per giorni interi si sono sfidati nelle più svariate discipline sportive. O come l’impegno in favore    della Libertas Calcio coadiuvato da Cecconi Renato ( il “mitico” barbiere di Corso Mazzini, di fronte al Teatro).


Ancor più degna di nota la determinazione e la competenza che profuse collaborando con  Rossano Bartoli, don Dino Marabini e Luigi Giacco nella complicata e complessa fase di nascita e consolidamento  della  Lega del Filo d’Oro.

Ma Pio Fantasia va ricordato,  anche perchè è stato un bravo giornalista e scrittore della storia e cultura di Osimo. Ha scritto sulle pagine  locali del  Resto del Carlino, l’Antenna, su Presenza ( l’organo della Diocesi di Ancona e Osimo) e molteplici sono state  le sue collaborazioni con riviste e giornali. Tra le sue pubblicazioni, meritano di essere menzionate: “Mezzosecolo del Corridoni” del 1991, “Opera Pia Grimani Buttari” del 1986, “La Contesa dello Stivale” del 1994.

Arte, politica, opinioni, storia, letteratura, costume, cronaca locale, la società e i suoi problemi non vi è argomento di cui non abbia scritto con la sua solita prosa sontuosa ed intelligente.

Pio Fantasia, ho detto, “deus ex machina” dell’Amministrazione Comunale osimana,  ma anche e soprattutto “padre”, “anima” e “mente” del Notiziario Comunale “5 Torri” di cui è stato redattore dal suo primo numero nel settembre del 1973  fino al 1990. Un notiziario che per la prima volta arrivava a casa di tutti gli osimani con una cadenza bimestrale.  Una comunicazione nuova,  al passo con i tempi e con al centro il cittadino, dove il Pio ha contribuito a raccontare la Osimo che cambiava, ne ha spiegato le radici ai nuovi arrivati e preparato i residenti storici alle evoluzioni sociali in atto, interpretate attraverso le scelte delle Amministrazioni.

Un notiziario cittadino amato e atteso dagli osimani dove  traspaiono tutte le caratteristiche del suo redattore: la competenza, l’ascolto e la lettura dei fatti della città, il non ergersi a “capitano” ma a direttore di orchestra , coinvolgendo, oltre i politici locali,  anche tante personalità osimane ognuna portatrice di ricchezze ( scriveranno per il giornalino dell’amministrazione comunale : don Carlo Grillantini, Elmo Cappannari, Umberto Graciotti, Gilberto Severini, Rossano Bartoli, Aldo Compagnucci, Giampaolo Bellaspiga, Mariano Guzzini, Roberto Andreoni, Paolo Piazzini, Eros Pirani,  il prof.Mario Pincherle che teneva una rubrica di archeologia, ecc. ….).

Ho voluto ricordare, a 20 anni dalla sua scomparsa, Pio Francesco Fantasia, un osimano,  un bravo funzionario che ha dato lustro alla nostra città e che rimane sempre un punto di riferimento, un esempio di correttezza, competenza e  di impegno segnato da un alto senso di responsabilità verso la  nostra comunità.

Sicuramente i familiari, gli  amministratori e i colleghi che  hanno avuto la fortuna di conoscerlo da vicino e di apprezzarne le qualità professionali ed umane,  avrebbero avuto migliori parole e ricordi ben più profondi di queste poche righe, per “disegnare” in modo più completo ed esaustivo  la persona mite, generosa sempre pronta a donarsi per nuove sfide quale è stato  il dott. Pio Francesco Fantasia.

Non ho conosciuto direttamente Pio, ma in considerazione di quanto ha fatto per la città, dei “grandi segni” che ha lasciato nelle persone che ancora oggi lo ricordano con stima e ne evidenziano la perdita, volevo esprimere la gratitudine, mia personale,  e in qualità di Presidente del Consiglio Comunale un riconoscente ricordo – di questo eccellente Dirigente comunale prematuramente scomparso  ed esprimere una affettuosa vicinanza alla sig,ra Rita, a Federica e Francesco -, a nome di tutta la città.

Grazie Pio, Osimo non Ti dimentica.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
********prof.ssa Paola  Andreoni

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Auguri di Buone Feste

Buone Feste

A tutti Voi che seguite questo blog, un augurio di buone feste e sereno 2019. Sarà un anno complicato, ci sarà bisogno di tanta serenità, molto coraggio e altrettanta gentilezza.

Paola Andreoni

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L’Italia del cambia-mento in peggio

L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato il 20 dicembre u.s. la risoluzione che recepisce il Global compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare: 152 i voti a favore, cinque quelli contro e 12 gli astenuti, fra cui l’Italia. Questo “accordo”, “patto” mondiale era stato adottato il 10 dicembre dalla Conferenza intergovernativa di Marrakesh in Marocco con l’approvazione di 164 Paesi. Avevano negato la loro firma Australia, Usa, Ungheria, Italia, Austria e Polonia e pochi altri.

Sempre ieri, la nostra Camera ha sottoscritto ufficialmente la “decisione” del governo Conte di sospendere di fatto sine die l’adesione italiana a questo accordo globale, rimangiandosi il precedente appoggio offerto dal nostro Paese. Una mozione di maggioranza votata da 277 deputati (244 quelli contrari) ha impegnato l’esecutivo «a rinviare la decisione in merito all’adesione dell’Italia al Global compact, in seguito a un’ampia valutazione con riferimento alla sua effettiva portata» (sic).

Il Compact sulla migrazione, che poggia su 23 (ragionevoli) obiettivi, è uno strumento non vincolante per gli Stati. Per il segretario generale ONU António Guterres rappresenta una «roadmap per prevenire la sofferenza e il caos». Ieri a New York la presidente di turno dell’Assemblea generale María Fernanda Espinosa Garcés, ha affermato che «la giornata di oggi segna un’opportunità per ribadire il fatto che questo strumento non mina, ma piuttosto rafforza la sovranità degli Stati».

Ma alla Roma “sovranista” non interessa. “Vedremo…”. Meglio “fare da soli”, anzi sempre più isolati. Il mondo intanto se ne farà una ragione, e andrà avanti.

NATALE ad OSIMO

OSIMO ti aspetta alle sue

molteplici iniziative,

tra le luminarie natalizie del centro storico ma non solo.

Fino al 6 gennaio condividi con noi

arte, cultura, negozi aperti, svago.

 

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Osimo perde una brava e mite persona: Giulio Ambrogetti.

Esprimo dolore per la scomparsa dell’ ex consigliere comunale ed ex Assessore Giulio Ambrogetti. In qualità di Presidente del Civico Consesso osimano, porgo le più sentite condoglianze alla famiglia, al fratello Vittorio, alla nipote Angela, a quanti lo hanno conosciuto e stimato  a cui vanno i miei sentimenti di vicinanza.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
                 prof.ssa Paola Andreoni


articoli correlati:

–      #OSIMANI con l’hashtag: Giulio AMBROGETTI  di Paola Andreoni del 30 agosto 2017 dal blog http://www.paolaandreoni61.wordpress.com

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La Legge frena il razzismo: condannato il Comune di Lodi per discriminazione

La prima sezione civile del tribunale di Milano, a seguito di ricorso ha dichiarato illegittimo il provvedimento della sindaca di Lodi Casanova ( ai genitori dei bambini non europei, ricordiamo, per accedere alle agevolazioni economiche era stato chiesto di esibire documenti che provassero l’assenza di beni immobili nei Paesi d’origine, spesso difficili e costosi, se non impossibili da procurare ) e esortato il comune a garantire ai cittadini extracomunitari le medesime condizioni cui devono sottostare i cittadini italiani e comunitari. I bambini ‘extracomunitari’ potranno ritornare a mensa con tutti gli altri!

I sindaci e i comuni non possono prendere provvedimenti che violino le leggi e la Costituzione. Sembra una cosa ovvia, ma evidentemente non lo è.

Sono dovuti intervenire i Giudici,( condannando il comune di Lodi anche  al pagamento di 5000 euro di spese processuali)  stabilendo  che si è trattato apertamente di  discriminazione di alcuni cittadini.

Se ne facciano una ragione Salvini e i suoi lacchè: possono avere la maggioranza politica, possono twittare ogni tipo di spacconata, ma la Legge e il Diritto non gli appartengono.

Un grazie  a tutti coloro che si sono impegnati attivamente per questa vicenda e per le tantissime persone che da tutta Italia  hanno partecipato alla raccolta fondi a sostegno di chi è stato ingiustamente vittima di questa esclusione.


Paola

Addio Antonio, figlio del sud d’Italia, cittadino dell’Europa

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Ero appena tornata dal concerto dei bravi solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo, tenutosi al Teatro “La Nuova Fenice”, quando ho appreso, con profonda commozione, la notizia della morte di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista e studente del Corso di Laurea in Studi europei e internazionali, vittima dell’attacco terroristico a Strasburgo.
Addolorata per il tragico epilogo di questa vicenda esprimo –  a nome di tutto il Civico Consesso e, sicura di interpretarne la volontà, a nome di tutti gli osimani  – sentimenti di profondo affetto e vicinanza alla famiglia, ai colleghi ai compagni d’Università di Antonio.
Antonio il suo sorriso, la sua  storia e testimonianza verso la bellezza della vita che in queste drammatiche ore abbiamo conosciuto più da vicino, rappresenta la generazione di giovani ( come i giovani artisti dell’Accademia osimana) che lasciano il Paese natio e studiano e lavorano in tutto il mondo. Sono i figli dell’Europa e di questo Mondo che danno corpo e sostanza ai principi e valori che fondano la società moderna, giusta ed inclusiva in cui aspiriamo a vivere.

Antonio, per causa della mano barbara e crudele di un suo coetaneo, non potrà portare a termine il suo “lavoro”. A noi, a tutti i giovani l’impegno di tenere vivo il ricordo, il “sogno” e le speranza di questo giovane figlio del Sud del nostro Paese, e cittadino dell’Europa.


La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
******  Paola Andreoni

 

Pietre d’inciampo divelte a Roma.

A titolo personale e in qualità di Presidente del Civico Consesso osimano esprimo il più profondo sdegno per l’ennesimo gesto vigliacco perpetrato a Roma, in pieno centro. Questa volta sono state divelte e trafugate le “targhe della memoria”, a forma di sampietrino, dedicate alle famiglie ebree Di Castro e Di Consiglio.
Le famiglie furono sterminate dai nazisti nei campi di sterminio. Con tale gesto i nostalgici fascisti una volta di più rivendicano l’orrenda politica razzista nazifascista che portò ai campi di sterminio milioni di vittime innocenti e nel contempo vorrebbero cancellarne la memoria.
Osimo esprime tutta la vicinanza  alle comunità ebraiche del nostro Paese.

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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
Paola Andreoni

Un importante ritrovamento

E’ di questi giorni la notizia che il pittore osimano Tommaso Gentili (nato ad Osimo il 7/3/1886 e deceduto in Osimo il 2/7/1963) ha realizzato una copia della tela del Lotto degna di particolare attenzione, poiché riapre interessanti ipotesi sui colori della Madonna delle grazie dipinta da Lorenzo Lotto su incarico della famiglia Gozzolini, rubata nel 1911 e mai più ritrovata.
Mi è gradita questa occasione per ricordare che Tommaso Gentili è stato, per un breve periodo, consigliere comunale nel mandato amministrativo compreso fra il 1951 e il 1955. Durante la mia ricerca, dedicata a recuperare storie, informazioni, curiosità e documenti sugli uomini e sulle donne che sono stati amministratori della città di Osimo, ho avuto modo di contattare il nipote Giorgio Gentili che mi ha fornito alcune informazione e dei documenti.
Tra questi l’attestato di encomio che Tommaso Gentili ricevette da parte della Società bandistica osimana da cui traggo le parole che meglio lo rappresentano come artista pittore e musicista: “Anima sensibile alle espressioni del bello, mediante i colori e i suoni ha chiesto ad esse, non tanto il sostegno per la vita, quanto il diletto dello spirito mettendovi il meglio di se stesso”.

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Le parole di don Giovanni Varagona a ricordo di Riccardo

Le parole dell’Omelia di Don Giovanni Varagona, Martedì scorso per il saluto a Riccardo Borini:

” Isaia, come tutti i profeti, ha uno sguardo profondo. Il profeta è capace di vedere gli invisibili, dove si nascondo, nelle pieghe della storia, come le chiamava un altro profeta. È capace di scorgere un povero nascosto sotto una barca, dietro la siepe di un ospedale, nel campo di pomodori, in un cantiere a rischiare la vita, negli anfratti dove gli abbandonati dall’economia sono costretti a nascondersi dalla gente e spesso anche dalla polizia.
Isaia vede e sente la sofferenza della gente. Anche quella che in pochi riescono a vedere. Però, forse anche più di coloro che sanno provare misericordia, riesce a riconoscere il significato di questo dolore, di questa sofferenza. Isaia sa che non è normale, che non è una conseguenza inevitabile. Piuttosto denuncia che poveri, abbandonati ed oppressi sono il risultato della rottura di un patto di alleanza con Dio: quella terra, quelle risorse che erano destinate alla felicità di tutti sono state accaparrate da pochi, e oppressione e abbandono ne sono semplicemente l’effetto. Non può esserci economia (legge che governa la casa) se qualcuno da questa casa che è il mondo viene tenuto ai margini o sbattuto fuori.
Ma l’accusa di Isaia è anche più profonda. Il profeta denuncia che Dio può essere usato per giustificare un mondo che invece giusto non è, un mondo che crea sofferenza e morte. Isaia denuncia la compatibilità tra una religiosità di facciata e la sofferenza che scorge attorno.
Questo succede quando si insegna che basta una pratichetta religiosa, l’osservanza delle regole e delle leggi, una celebrazione o un digiuno per salvarsi l’anima, o quando addirittura l’obiettivo della vita religiosa diventa la salvezza della propria anima
Succede quando Dio viene sbandierato per giustificare la privazione dei diritti fondamentali dell’uomo, quali l’accoglienza o l’assistenza sanitaria, o l’istruzione, dietro il paravento della difesa dell’identità religiosa o del crocifisso e del presepe nelle scuole.
Succede quando le questioni di letto sono una discriminante per la comunione più significativa rispetto alla passione per la giustizia.
Di Riccardo è stato detto e scritto tantissimo in queste ore: la sua passione per gli ultimi, per il volontariato. Ma anche questo è rischioso, se non viene messo in risalto il motivo, lo sfondo di questa sua passione, che è la proposta e la creazione di un mondo giusto, un mondo di fratelli.
La Tenda di Abramo non è solo l’accoglienza di persone per toglierle della strada, e magari dalla vista della città. È piuttosto, nel pensiero di Riccardo, un richiamo costante alla città perché sviluppi il coraggio dell’accoglienza e si lasci interrogare dall’abbandono…
Free Woman non è solo il togliere dalla strada le vittime dello sfruttamento sessuale. È anche una denuncia forte contro chi questo sfruttamento permette e alimenta, e anche un richiamo alla città perché si renda conto che con i suoi consumi di risorse e di energia contribuisce a creare le condizioni perché le donne fuggano dai propri paesi e si buttino tra le braccia degli aguzzini.
L’Unità di Strada è più che un gruppo di persone, spesso viste con sospetto, che portano una parola, un pezzo di pane e di una coperta per chi congela nella notte all’aperto; è piuttosto l’invito a rivedere con coraggio una economia che considera la solitudine come un male necessario al benessere degli altri, per poter riconoscere finalmente che o si è tutti liberi, o non è libero nessuno, che o si è tutti cittadini con dignità, o questa dignità non è per nessuno.
Riccardo ci ha costantemente avvertito che il volontariato non può essere il volto buono di una economia che uccide e che avvelena terra, aria ed acqua, ma deve rivendicare il ruolo di spina nel fianco di questa economia; non può essere il lavaggio di una coscienza che di giorno contribuisce a creare solitudine e di notte si attiva per alleviarne le conseguenze.
L’invito di Riccardo, al pari di quello di Isaia, è quello ad una conversione profonda, del cuore e della vita.
Riccardo sogna un mondo altro da questo. La sua professionalità nel lavoro, la qualità delle relazioni, la passione e la creatività nel volontariato, la forza della sua fede erano orientate alla costruzione di questa nuova città.
Ha saputo dosare con lucidità, fino all’ultimo, severità e “scanzonatezza”, prese di posizione dure e commozione fino alle lacrime. Non tralasciando nulla della vita, quella stessa vita che ha raccolto per poterla donare“.

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Parole che  sono un inno alla fratellanza, all’altruismo, all’impegno, alla giustizia, all’accoglienza, all’umanità per un “mondo migliore” quello per cui Riccardo ha vissuto  e si è battuto, lasciandoci  esempio e testimonianza  da seguire, soprattutto in questi tempi bui.
Grazie Riccardo, grazie Giovanni.
Paola

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4 dicembre, Santa Barbara: oggi è la festa dei VIGILI DEL FUOCO, TANTI AUGURI

Un augurio a tutti i  Vigili del Fuoco.
Un ringraziamento particolare,  voglio rivolgere, ai Vigili del Fuoco di Osimo ed ai volontari Vigili del Fuoco per l’opera che svolgete quotidianamente al servizio della nostra comunità con interventi tempestivi e indispensabili che portano aiuto e soccorso ai cittadini nel momento della difficoltà, che sia un incendio, o un intervento per salvare una vita in un incidente stradale, o per permettere a una persona rimasta chiusa all’esterno della propria abitazione di rientrare o per altre emergenze.
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Grazie per il lavoro silenzioso e invisibile che svolgete ogni giorno in favore di tutta la  nostra comunità.
BUONA SANTA BARBARA a tutti voi ed alle Vostre famiglie, con l’auspicio che la santa patrona, Vi protegga sempre.

Paola Andreoni Presidente del Consiglio Comunale di Osimo


In questo giorno di festa per i  caschi rossi osimani, voglio ricordare: Settimio SBAFFO.
Settimio è stato il Comandante del distaccamento  dei Vigili del Fuoco di Osimo per 23 anni  dal 28 maggio 1964 al giorno della meritata pensione, il 2 febbraio 1987.
Settimio, deceduto nel maggio del 2015,  è ricordato da tutti come  una persona cordiale, disponibile e da comandante dei pompieri di Osimo ha ricevuto encomi istituzionali per la partecipazione alle tante  emergenze dal terremoto in Friuli a quello dell’Irpinia del 1980.
Se ad Osimo ancora opera una funzionale caserma dei vigili del fuoco è grazie anche all’infaticabile impegno e determinazione del comandante  Settimio.

Segue una intervista che avevamo realizzato pochi mesi prima della sua scomparsa:

– articolo del marzo 2015 dal sito http://www.paolaandreoni61.wordpress.com, di Paola Andreoni

SBAFFO Settimio, il vigile del fuoco: una vita al servizio degli altri.
” Sono poco amante delle armi, al momento della leva militare, per puro caso, vidi un manifesto pubblicitario nel quale si caldeggiava l’arruolamento volontario nei vigili del fuoco al posto del servizio militare. Mi recai al Comando del 3° corpo provinciale di Ancona ove l’Ufficio personale mi ragguagliò circa la documentazione da presentare, i requisiti di cui aver possesso, vale a dire: la sana e robusta costituzione, avere un mestiere qualificato.”
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Così, è iniziata la storia di “pompiere” del nostro concittadino Settimio SBAFFO, un’idea forte accompagnata da una grande determinazione che ha spinto Settimio a non mancare l’appuntamento con quell’occasione di fare qualcosa di utile per la società.
Le tappe  del lungo percorso di “pompiere” di Settimio SBAFFO, lo videro, prima a Roma nel servizio di leva, poi ausiliario, quindi discontinuo e poi permanente come “vigile del fuoco scelto” per poi assumere la qualifica di sottoufficiale e in tale veste è arrivato a servire la propria comunità cittadina come capo-squadra e capo distaccamento per ben 23 anni.
Settimio 02Un lavoro silenzioso quello dei “vigili del fuoco” che si può racchiudere in una sola parola: gli interventi. Gli interventi di uomini sempre pronti a prestare la loro opera in qualsiasi situazione di pericolo e di emergenza. Anche per i vigili del fuoco distaccati in Osimo questo è stato e lo è ancora: portare aiuto e difesa a quanti si trovano in situazioni di difficoltà e di pericolo. Uomini che ogni giorno si giocano la vita per il bene comune.
Settimio 03Oggi Settimio è un pensionato ma ha ancora vivi i tanti ricordi di questa professione che l’ha visto vicino alla nostra comunità. Quando gli ho telefonato per dirgli che volevo dedicargli uno spazio in questo progetto in omaggio, anche verso tutti i vigili del fuoco osimani, è stato un fiume in piena: mi ha scritto sei fogli di protocollo. Mi ha descritto l’attività svolta, dalle difficoltà dei primi anni, dalle richieste pressanti agli amministratori comunali per avere locali adeguati e dalle battaglie con il Comando Generale per dotare la sede osimana di una più adeguata pianta organica e di un parco mezzi rispondente alle necessità.

La prima sede osimana dei vigili del fuoco a guida del neo capo-squadra Settimio Sbaffo è stata quella di piazza Rosselli, ove ora è ubicato il caffè Lampa nei pressi delle Poste. Una sede minuta e disagiata con un solo automezzo disponibile e una dotazione di personale di 3 unità (un autista, un vigile permanente e un ausiliario ) che avevano l’arduo compito di assicurare la copertura di un turno di 24 ore. Mi racconta Settimio delle pressanti sollecitazioni verso il sindaco Acqua e poi nei confronti del neo sindaco Polenta per avere una sede più idonea con più autorimesse e verso i responsabili provinciali per un adeguamento del personale.
Questo è stato il “duro lavoro su più fronti” che Settimio ha dovuto svolgere negli anni di servizio in Osimo: la routine degli interventi, l’organizzazione del lavoro quale responsabile capo distaccamento, un’azione di stimolo presso le autorità comunali e quelle del Comando di appartenenza per ottenere una migliore funzionalità del servizio in ordine ai locali, al personale ed ai mezzi in dotazione.
Sbaffo 5Le pressioni verso i politici locali ( anche con articoli di giornale fatti in collaborazione con l’amico Fausto Streccioni ) e le sollecitazioni nei confronti del Comando Provinciale produssero i loro auspicati risultati. Osimo finalmente con i locali di via Olimpia locali dotati di tre ampie autorimesse poteva contare su di una nuova dignitosa sede. Anche il personale e il parco mezzi aumentarono: il personale arrivò a 3 unità per turno, più due ausiliari; per i mezzi arrivarono una campagnola e un camion dotato di autopompa. Il capo-squadra e capo distaccamento, Settimio Sbaffo, era riuscito nell’impresa: nuova sede, più organico, nuovi mezzi.
inaugurazione sede via olimpiaCon il passare degli anni, le competenze dei vigili del fuoco aumentarono, i tempi richiedono nuovi efficienti spazi, come un centralino operativo, un’officina per i mezzi e dei locali di deposito dei materiali pericolosi. La sede di via Olimpia era diventata, oramai, troppo stretta ma non solo, l’espansione industriale di Castelfidardo e la presenza del turismo religioso a Loreto richiedevano una sede più baricentrica al territorio da servire (Osimo, Castelfidardo, Loreto, Filottrano, Polverigi e Numana). Settimio Sbaffo, “riparte”, ritorna alla carica con i politici locali che nel frattempo sono cambiati, ora sono gli amministratori del secondo mandato Polenta e poi Cartuccia a guidare il Comune. Ancora una volta Settimio riesce nell’intento, il Comune trasferisce la sede dei Vigili del Fuoco da via Olimpia a via Marco Polo.
Settimio via Olimpia 3Il Comune si fa carico dell’affitto dei locali di un privato e vi trasferisce i Vigili del Fuoco. Una nuova sede funzionale su due piani dove troveranno spazio: uffici, spaziose camerate, la cucina e la mensa, una funzionale sala operativa, un’aula didattica per l’aggiornamento del personale.tre ampie autorimesse ed una officina attrezzata. Settimio ancora una volta raggiunge l’obiettivo e in questa sede terminerà il suo servizio per i Vigili del Fuoco. Prima della meritata pensione ( febbraio 1987) ha preso parte alla commissione dei tecnici ministeriali incaricati di individuare la nuova – e attuale – ubicazione della caserma in via Flaminia II^ della quale ha seguito i primi lavori di costruzione.
Ho chiesto a Settimio di parlarmi degli interventi fatti in tutti questi anni, ma da persona riservata ed umile abituata ad operare nel silenzio a cui non piace parlare di sè mi ha risposto che ogni intervento era ed è stato un’accelerazione del battito cardiaco: dall’intervento più umile come quello di soccorrere chi è rimasto fuori di casa o per recuperare animali di compagnia finiti sui tetti, alle insidie di una macchina in fiamme o alle tante tragedie a cui ha dovuto assistere.

con i colleghi in via olimpiaMi ha parlato con orgoglio delle missioni a cui ha partecipato: come capo-squadra nella rovinosa frana di Agrigento del 1966, nella frana Balducci di Ancona, nell’immediato soccorso delle alluvioni di Ancona, Villa Musone, come capo-squadra negli interventi di immediato intervento nel terremoto dell’Irpinia e a Balvano successivamente al pronto intervento per la gestione della tendopoli. Nel 1976 venne inviato nelle zone terremotate del Friuli come coordinatore della ricostruzione provvisoria operando nelle zone di Pordenone, Maniago, Treppo e Cavasso. Mi ha mostrato con soddisfazione e commozione il riconoscimento ricevuto dal comune di Cavasso e il diploma di benemerenza e la medaglia ricevuta da parte del commissario on. Zamberletti.
Settimio cavaliereAltro prestigioso riconoscimento Settimio lo ottenne nel 1981 dall’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini: su proposta dell’Ispettorato Nazionale dei Vigili del Fuoco è stato insignito della benemerenza e della croce di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica.

con le autorità osimaneDietro la mia insistenza mi ha parlato delle tante porte aperte, ciascuna con la sua storia umana unica e speciale, delle canne fumarie incendiate, delle tragedie degli incidenti stradali, tanti gli interventi per domare incendi (sicuramente uno dei più difficili e impegnativi è stato l’intervento all’incendio del molino Loretani in via Guazzatore), e per prestare aiuto a persone anziane e anche ad animali. Tanti anche gli incidenti sul lavoro, nei pozzi aperti ed incustoditi nelle campagne, ecc.
Una carriera, quella di Settimio, condotta con grande responsabilità, abilità, gentilezza e professionalità. Ha dato tanto e non si è mai risparmiato e se oggi ad Osimo opera una funzionale caserma dei vigili del fuoco è grazie anche al suo infaticabile impegno.

Sbaffo Settimio 1Da incontri come quello che ho avuto con questo nostro concittadino, Settimio SBAFFO, ho capito quanto sia importante restituire memoria a questi uomini perchè la loro storia, la loro umanità semplice e magnifica deve essere un faro per tutti noi.
Con Settimio ringrazio tutti i pompieri osimani, quelli in congedo e quelli in servizio. Gente di tale stampo rivaluta la parte migliore degli italiani e ci fanno capire che in questo “Paese” non ci sono solo personaggi che lo disonorano ma anche chi, in silenzio, assolve con competenza e umiltà compiti spesso gravosi e pieni di rischi. Oscuri protagonisti di innumerevoli episodi di valore civico ed umano, a tutti voi, Grazie.

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Gilets jaunes: il populismo che non ha rispetto nemmeno dell’Arco di Trionfo.

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In occasione dell’ultima protesta contro il caro carburante (ed altre istanze) i gilets jaunes hanno messo a ferro e fuoco la città di Parigi. Auto bruciate, vetrine dei negozi rotti e saccheggiati e inoltre, questi nuovi “barbari”, si sono permessi il lusso di imbrattare con scritte di vernice l’Arco di Trionfo, uno dei monumenti simbolo della Francia intera.


Le ragioni di una protesta e lo scontento non possono mai arrivare alle barbarie.
Paola

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