Gli insulti dei rappresentanti dei popoli europei: inaccettabili, ma testimoniano tutto l’isolamento del nostro Paese.

Chi segue le vicende politiche italiane lo sa bene che il capo dell’esecutivo, Giuseppe Conte, in questo Governo “strano” svolge il ruolo non di “primo Ministro”  ma di  “grande mediatore” fra i due vice-premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che di fatto controllano le scelte del Governo del nostro Paese.
Ma l’appellativo di “burattino” ( così come l’aula pressochè vuota dell’Europarlamento di fronte al Presidente del Consiglio italiano) lanciatogli dal belga Guy Verhostadt, leader dei liberali del Parlamento europeo, lascia l’amaro in bocca e testimonia quanto l’Italia dopo 9 mesi di governo giallo-verde,  negli scenari internazionali non conta più niente.
Ricordo inoltre come alcuni esponenti del nostro governo  abbiano assunto posizioni di rottura con alcuni partner europei. C’è da chiedersi  se questo clima di reciproci  insulti,  hanno risolto le questioni o semplicemente hanno avvelenato ancor di più l’aria.  Certi toni, troppo aspri e polemici, a chi servono?
Probabilmente a chi vuol ridurre il dibattito sull’Europa a sciabolate di offese inconcludenti.
Ne soffrono le questioni complesse che tutti e tutte noi ci troviamo ad affrontare: le scelte di economia, le politiche agricole e di sviluppo, la gestione delle migrazioni, la costruzione di infrastrutture europee di primaria importanza, i trattati internazionali di commercio e di politica estera…..
Per questo l’Europa non ha bisogno di “burattini” né di politici d’assalto che sfidano a duello chiunque non la pensi come loro.
Il Presidente Sergio Mattarella, con la sua impeccabile pacatezza, ha ricucito da poco lo strappo con il governo francese.

In vista delle elezioni europee c’è bisogno di conoscere e approfondire, per comprendere meglio quali scelte costruttive siano a portata di mano e … di voto.
Le opportunità non mancano: a ciascuno e ciascuna di noi l’impegno a individuarle nel proprio territorio e a promuoverle.
Anche ad Osimo  abbiamo promosso una iniziativa, la proiezione di un documentario-film:“Un’ Europa da costruire”, che ci farà riflettere sul “sogno d’Europa”.
Non sarà un  comizio,  ma solo uno spazio di incontro e confronto: di questi abbiamo bisogno per coltivare legami di amicizia fra cittadini e cittadine d’Europa. Un invito particolare lo rivolgo ai giovani della nostra città che hanno partecipato ai progetti Erasmus, che grazie allo studio e al lavorano vivono questo “sogno” che non deve essere interrotto o rallentato, ma portato a compimento
Buon cammino verso il 26 maggio 2019!


Paola

***