#Osimani: Massimo Morroni ricercatore e storico di Osimo

Continua la raccolta delle vicende degli #Osimani. Persone note, ma anche  meno note: intellettuali, artisti, studiosi, politici, artigiani, gente comune.
Figure importanti e figure modeste, accomunati però dal fatto di essere o di essere stati in qualche modo dei “personaggi” (nell’accezione più ampia del termine) per la nostra città.
Curiosità, leggende metropolitane, storie vere, che ho “strappato” alle testimonianze scritte o alla memoria di nostri concittadini.

Oggi è la volta di Massimo Morroni,  per antonomasia lo studioso, il ricercatore, lo storico e appassionato cultore delle tradizioni della nostra città, verso la quale ha donato tempo ed impegno intellettuale, offrendo stimoli continui alle Amministrazioni Comunali ed agli studiosi. Massimo ha all’attivo la realizzazione di più di 106 libri ( e di circa 1.600 articoli, saggi e pubblicazioni varie) nella maggior parte dei quali  ha   ricercato e approfondito temi, avvenimenti, personaggi della nostra città.
Le sue ricerche storiche – frutto di attente e meticolose indagini, “scavando” negli archivi pubblici e nella nostra Biblioteca Comunale, ricca di documenti rari ed inediti – meriterebbero tante belle serate di “cenacoli” culturali.  Come solitamente affermava il professore Piero Tassinari ( storico, professore di latino all’Università di Cardiff) “il presente vive attraverso la storia e la storia vive attraverso il presente” questo vale in particolar modo per Massimo, e la storia è da sempre, la sua stella polare.
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Massimo
è nato ad Osimo il 18 marzo 1950, dove risiede. Diplomatosi al Liceo Classico “Campana” nel 1969,  si è laureato presso l’Università  di Macerata  nel 1974 con una tesi sulla filosofia teoretica del filosofo – economista francese
Étienne Bonnot de Condillac. Dopo aver conseguito l’abilitazione in Scienze Umane e Storia, Massimo, ha insegnato per diversi anni per poi preferire il lavoro di impiegato come dipendente della Provincia e poi dello Stato.
Non ne conosco il motivo scatenante, ma Massimo ha in sé il germe del vegetarismo. Da più di 40 anni, infatti, si è avvicinato, rimanendone sempre fedele, alla scelta veg.

Quella di Massimo è una famiglia di letterati e buone penne: la sorella Giuliana, (indimenticata amica), oltre che esercitare la professione forense, è stata corrispondente per il Corriere Adriatico, poi addetta stampa del Comune di Osimo e responsabile, alcuni anni prima della prematura scomparsa, della rivista comunale “5 Torri”; i fratelli Mirco e Ugo anche loro, pur facendo altre professioni,  sono delle “belle penne”, alcuni loro articoli sono apparsi sulle pagine dei giornali locali. E da ultima, la figlia Phillis sta pubblicando poesie in raccolte individuali e collettive.

Massimo, appassionato da sempre di storia locale,  ha potuto interamente dedicarsi a questa sua vocazione quando ha terminato l’attività lavorativa per pensionamento.
Nel 1979 ha pubblicato il suo primo lavoro letterario, “Ipotesi varie sull’origine ed il significato del toponimo Camerano“,  e su Camerano la sua storia, le sue radici, luoghi e personaggi, ha scritto altri libri.
Seguiranno altre pubblicazioni con oggetto un’altra delle passioni della vita di Massimo: l’astronomia.
L’osservazione degli astri è sempre stata una sua passione, una curiosità ed un’emozione nata nei banchi del liceo, che da autodidatta ha approfondito e di cui è ancora oggi affascinato. Il suo  libro “Per seguire la cometa di Halley“, pubblicato nel 1985,  è addirittura, citato nella “Enciclopedia Italiana Treccani” (appendice V (1979-1992), pag. 690). All’osservazione del cielo, Massimo  ha dedicato altre tre belle pubblicazioni: “Il cielo, Istruzioni per l’uso” (2012) “40 anni dell’AMA” (2013) e “Crateri lunari” del 2016.

Massimo è, come si suol dire, “un topo di biblioteca”: lì sviluppa e trova materiale prezioso per le sue ricerche, lì passa gran parte del suo tempo, e lì lo trovate se lo cercate, immerso tra pile di polverosi libri.
E chi frequenta la Biblioteca comunale sa bene che per cercare un libro, un argomento, un vecchio articolo di giornale con riferimento Osimo, la ricerca parte da “Gnigò”, tre pesanti tomi di  complessive 1150 pagine che raccolgono tutto ciò che è presente nella Biblioteca di via Campana, attinente ad Osimo ed agli osimani. Un prezioso, scrupoloso lavoro  e ciclopica  fatica ( “costata” quasi dieci anni di ricerche e lavoro) realizzata da Massimo e pubblicata nel 2014, strumento fondamentale per quanti hanno necessità di trovare materiale e riferimenti per le loro ricerche sulla nostra città.

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Tante le pubblicazioni che Massimo ha dedicato a testimonianze storiche di  Osimo: ” La Misericordia racconta…” (2018),  “I Belli – Tre generazioni di fornai osimani” (2018), “Casa Baldeschi diventa Casa Don Bosco – Storia sulle colline osimane” (2018), “Lungo le mura romane e la fonte Magna di Osimo” (2018), “La valle del Musone ed i suoi mulini” (2018), “Vittorio Pizzichini, osimano, e la consorte Malvina Sperandei, cameranese” (2017) storia di due insegnanti elementari,  “Francesco Giuliodori detto Vinicio” (2017), “Storia della parrocchia di San Marco” (2017), “Il passaggio dei Bretoni ad Osimo ” (2016), “300 anni del Campana” (2016), “Storia del cinema di Osimo dal 1896 al 2015” (2015) che ripercorre le vicende di tutti i cinema che hanno operato ad Osimo, “I primi 25 anni della Unitre Osimana“(2015), “Società di Mutuo Soccorso fra operai osimani” (2015), “Enrico Costantini su tre fronti. Diario di guerra dal 1915 al 1918” (2014), “Passa il fronte nella valle del Musone” (2014), “La Virtus Osimo” ( 2013), “Andar per Osimo” ( 2013), “Chiese osimane” (2012), “99 lapidi osimane“, “Lenco una storia osimana” (2011) libro dove Massimo ripercorre la storia di cinquant’anni della più importante iniziativa industriale osimana, “Osimo e l’Unità d’Italia” ( 2011), “I corsi d’acqua dell’Osimano” (2010), “Le Pupille. L’Orfanotrofio femminile e l’Asilo Montessori” ( 2010), “Borgo San Giacomo e la Misericordia di Osimo” (2009), “Vocabolario del Dialetto osimano” (2008), “Dizionario dei cognomi osimani” (2007), “Oltra pé San Padregnà” (2007), “La Banda del Pelo” (2006), “Abbadia e Osimo Stazione. Storia, memorie e immagini” (2005), “Un secolo del Liceo Campana di Osimo” (2004), “Osimo libera 1943-1945. La Resistenza e la lotta di Liberazione – i verbali del CNL osimano” ( 2004), “Dizionario enciclopedico osimano” ( 2001) scritto in collaborazione di Luciano Egidi, ed anche questo un indispensabile strumento di ricerca su Osimo e gli Osimani,  “Boccolino da Osimo nel suo tempo” (1993) e l’elenco continua.

Massimo è stato  uno dei soci fondatori dell’Unitre ( università della terza Età) osimana, presso la quale si diverte a trasmettere le sue conoscenze ed a insegnare Latino, Greco ed Astronomia.
Attualmente continua ininterrottamente il suo intenso lavoro di ricerca con sempre nuovi progetti editoriali e collabora con diversi giornali: La Meridiana, Pulsar ed altre riviste regionali e nazionali.

Nel 2017 l’ Amministrazione comunale, a nome di tutta la città, lo ha premiato per i suoi meriti culturali con la seguente motivazione: “per il fondamentale e appassionato contributo scientifico offerto alla conoscenza della Città di Osimo

La sua prossima fatica letteraria sarà un approfondimento sugli Statuti di Osimo del 1571. Frutto di ricerche d’archivio iniziate nel 2017, la pubblicazione, che sarà presentata il prossimo 13 aprile, alle ore 17, presso la Sala Consiliare, vuole essere la riscoperta di uno dei tanti tesori che la nostra Biblioteca comunale conserva, ancora oggi poco conosciuti.

Il prof.Massimo Morroni e il prof. Mario Ascheri in occasione della presentazione
del volume  “Gli Statuti di Osimo del 1571”

Le numerose ed interessanti pubblicazioni che hanno impegnato Massimo in tutti questi anni tra ricerche d’archivio, sopralluoghi ed interviste sono la prova tangibile del forte legame che questo storico e ricercatore continua a mantenere con la sua terra natia. Un lavoro così poderoso non è stato mai affrontato da altro scrittore locale. Per la comunità osimana, soprattutto per le nuove generazioni, studenti, studiosi e curiosi, il prezioso lavoro di Massimo Morroni è oggettivamente un punto di riferimento,  e molti dei suoi libri non possono mancare nelle case degli osimani.

Grazie prof. Morroni, a nome di tutta la città, e queste poche righe vogliono essere un piccolo riconoscimento alla tua penna instancabile, al  tuo appassionato, attento e meticoloso lavoro di documentazione storica, che hai messo a disposizione della nostra gente  e della tua amata Osimo, che costituisce e costituirà per le generazioni future, un fondamentale punto di riferimento.
Corre il dovere di ringraziare chi tanto dà nella sua vita per la sua città.

La Presidente del Consiglio Comunale
*****prof.ssa Paola Andreoni

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