Grazie Francesco e grazie all’ “elettricista pontificio”, il cardinale Konrad.

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Grazie cardinale Konrad
per il bel gesto di coraggio e di umanità che hai fatto, calandoti  in un tombino, per ridare la luce a un palazzo occupato abusivamente da poveracci cui il Comune aveva tagliato l’erogazione d’energia.

Grazie perchè è questa   la vera Chiesa, di pace e carità, di presenza tra i poveri e condivisione. Quella Chiesa che ci hanno insegnato a catechismo, e che ho conosciuto nelle parole e nei gesti di testimonianza di don Flavio.

Questa è la chiesa del vescovo Konrad Krawjewski, che nei giorni scorsi aveva portato un furgoncino di regali ai bambini dei casermoni occupati e che ieri, appunto, ha violato la legge ripristinando l’elettricità agli stabili occupati, che da giorni erano senza energia e acqua calda.

Krajewsky e Bergoglio hanno  usato gli stessi metodi salviniani. Hanno violato la legge coscienti di farlo, per riaffermare il primato di un’idea. Un’idea che non è di morte e chiusura, ma di pace e di apertura. In un mondo dove le regole non valgono più, Bergoglio ha capito  che bisogna cambiare registro. A parole forti, si contrappongono dialoghi forti, a gesti distruttivi, vanno contrapposti gesti eclatanti e creativi.

Ridare luce non è stata solo una questione di elettricità, ma di anima e di speranza per tutti noi. Grazie


Paola

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