Hanno sofferto abbastanza: un porto sicuro a chi sta, da giorni, in balia del mare.

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Due navi con a bordo persone soccorse in mare sono da giorni vicine alle acque territoriali italiane, senza la possibilità di sbarcare. “Nulla smuove l’impasse. – scrive La Stampa – Non gli appelli dell’Unhcr che ancora ieri ha rinnovato la richiesta all’Europa di dare subito un porto sicuro immediato e gli Stati dovrebbero condividere la responsabilità per la loro accoglienza dopo lo sbarco; né quelli degli uomini di spettacolo, da Richard Gere ad Antonio Banderas, che si sono spesi per la sorte della Open Arms; non l’appello della Chiesa valdese che si è detta pronta a farsi carico dei migranti; né quello del presidente del Parlamento europeo David Sassoli che si era rivolto al presidente della Commissione Juncker”.
“Ci sono persone che portano i segni strazianti delle violenze fisiche e psicologiche subite nel viaggio attraverso la Libia” come testimoniato da Jay Berger, capo progetto di Medici senza frontiere sulla nave.


Diciottesima notte sulla nave Open Arms per i 107 migranti. Queste persone, e con loro anche donne e bambini, hanno già sofferto abbastanza. Il Presidente Mattarella intervenga.
Paola

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