Fine vita, la Consulta si è pronunciata

Fine vita, la Consulta si è pronunciata. La Corte costituzionale ha dichiarato “non punibile” chi “agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. “Tradotto – spiega il Corriere – il suicidio assistito, ‘a determinate condizioni’, è lecito”.

“Ho rischiato dodici anni di carcere ma lo rifarei senza pensarci due volte: adesso siamo tutti più liberi. Anche quelli contrari”, queste le parole di Marco Cappato, imputato per l’aiuto al suicidio di Fabiano Antoniani.


Tema difficili da affrontare, dove  “verità”  e  giusta posizione non sono sempre scelte sicure e convinzioni ferme.
Paola

 

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