Adolescenti nelle chat tra odio e violenza

Odio contro gli ebrei, i migranti, i disabili, pedopornografia, inni a Hitler e Mussolini. Oggi i giornali danno notizia dell’inquietante elenco dei contenuti di una chat di giovanissimi, tra i 13 e i 19 anni, (con iscritti da tutta Italia), al centro di un’inchiesta della procura di Siena. La chat aveva svastiche come icone e un nome che fa rabbrividire: “The Shoah party”. Ci entravi se ti presentavano e ti invitavano con un link: ‘Clicca qui’. Oppure passavi attraverso Instagram.
“Era tutto un sopruso, una dominazione fisica e psicologica sul prossimo: malati, ebrei o bambini – racconta al quotidiano la madre che, dopo aver scoperto che il figlio faceva parte della chat in questione, ha denunciato tutto alle autorità – Avvisai le mamme degli altri ragazzi”, ma molte fecero finta di nulla. “Con il tuo gesto hai smascherato una rete nazionale di guardoni del male – scrive Massimo Gramellini nella sua rubrica sul Corriere, riferendosi alla donna che ha porto la denuncia. – Tuo figlio è uno di loro. Hai fatto la scelta più difficile, consegnandolo alla giustizia. Non ti senti bene, ma forse ti senti meglio”. “Adesso – racconta il papà di uno dei ragazzini finiti sotto inchiesta  – arriva la parte più difficile. Far capire al mio ragazzo la gravità di quella chat. Mi sono reso conto che lui ha vissuto tutto come un gioco, non ha percepito l’atrocità di quelle immagini e di quei video”.


Una terribile chat  che forse dice molto non solo di un mondo di adolescenti che sfugge agli adulti, ma anche di una società (di adulti) che non sa più raccontare e riconoscere il male.
Paola

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