Esprimo solidarietà ai Militari italiani feriti in Iraq

Esprimo sincera  vicinanza ai nostri soldati feriti gravemente in Iraq e alle loro famiglie. Grazie per il Vostro impegno e purtroppo anche per il Vostro  sacrificio, un lavoro oscuro con il quale, supportando le forze che combattono l’ISIS in Iraq,  contribuite a proteggerci dal terrorismo.


Paola

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Una storia che merita di essere conosciuta: Ghassan Ezzarraa e gli italiani senza cittadinanza

La storia di Ghassan merita di essere conosciuta. Sono ancora troppi i ragazzi come lui che attendono un gesto di coraggio, di dignità, da parte dell’Italia.

Ghassan  per legge non è italiano, vive ancora appeso al permesso di soggiorno. E questo nonostante in famiglia siano tutti italiani. “La storia pare complicata, ma non lo è: mio padre dopo tanti anni in Italia ha ottenuto la cittadinanza nel 2015. Mia sorella in quanto minorenne convivente è diventata italiana poco dopo. Mia madre ha avuto il passaporto tricolore come coniuge di italiano nel dicembre 2018. Io invece nel 2015 ero già diventato maggiorenne, dunque per legge non ho potuto “ereditare” la cittadinanza da papà. Sono dovuto tornare in Marocco per prendere tutta la documentazione necessaria e a dicembre 2015 ho presentato da solo domanda di cittadinanza alla prefettura di Reggio Emilia. L’ho richiesta in quanto residente in Italia ininterrottamente da oltre 10 anni”.

Ma qui inizia una nuova via crucis burocratica. Ghassan infatti non ha ancora ricevuto risposta, anche perché nel frattempo col decreto sicurezza dello scorso anno è stata inserita una norma che allunga a 4 anni (dagli attuali 2) i termini per definire la procedura da parte della pubblica amministrazione. “Spero entro dicembre non tanto di avere una risposta, ma almeno che la mia pratica sia presa in carico”.
(da Repubblica del 21/10/2019)


Ius culturae: un gesto di coraggio, di dignità e di rispetto che il nostro Paese non riesce a prendere a causa di una classe politica bigotta e senza valori.

Paola Andreoni

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101° Anniversario della Festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate

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A ricordo del sacrificio dei Caduti di tutte le guerre e in onore alle Forze Armate per l’insostituibile servizio reso a difesa della Libertà, della Democrazia e della Pace.
La guerra 1915-1918 causò milioni di morti, anche Osimo fece la sua parte, 360 giovani militari osimani non fecero mai più ritorno alle loro case, e molti ritornarono dal fronte con mutilazioni varie. Molti luoghi cittadini ricordano quel sacrificio e quella vittoria: il monumento ai caduti, il parco della Rimembranza, numerosi lapidi poste nelle frazioni da Santo Stefano, a Osimo Stazione e Abbadia, da Passatempo a Casenuove, e nei cimiteri cittadini. Oggi si festeggiano le forze dell’ordine. Diciamo loro grazie, portiamo loro rispetto. Mandiamo un pensiero a tutti gli uomini delle forze dell’ordine caduti in servizio, gli ultimi i tre giovani Vigili del Fuoco periti tragicamente ad Alessandria ma anche agli altri come i poliziotti uccisi a Roma ed a Trieste. Ogni giorno lavorano per la tutela della sicurezza e il rispetto delle regole.
Paola Andreoni

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