Niente di nuovo sul fronte della politica italiana: il guastatore Renzi

C’è un Paese in sofferenza, preso da una crisi economica che non si attenua, anzi si aggrava anche a causa di fattori esterni come il “Coronavirus”. Abbiamo un Paese con  tantissime emergenze come:  l’emergenza anagrafica,  con una diminuzione delle nascite spaventosa, l’emergenza sociale della fuga dei giovani all’estero, giovani senza alcuna speranza di avere opportunità nel Paese, l’emergenza  disoccupazione che aumenta di giorno in giorno, con tante  aziende che chiudono i battenti con il conseguente aumento di perdita di posti di lavoro, l’emergenza debito pubblico da tutti considerato quasi insanabile, e la lista  potrebbe continuare ……..

Di fronte a questa situazione drammatica, con sgomento leggo che chi aspira alla guida del Paese e comunque ha un impegno professionale di Senatore della Repubblica,  invece di porsi preoccupato di fronte alla drammaticità dei fatti, per cercare con responsabilità  soluzioni per il bene del Paese, va a sciare. E non va a sciare a “Sassotetto”, magari per aiutare a risollevare  l’economia delle nostre terre martoriate dal terremoto, ma va a sciare in Pakistan  con l’elicottero sull’Himalaya.

Ma non basta sempre questo dipendente del Senato alla guida di un manipolo di parlamentari che si erano presi la responsabilità di sostenere il  Governo sta pretestuosamente, spingendo verso la crisi e  le elezioni anticipate il Paese.

Prendiamone, tristemente, atto: c’è un Paese alla deriva e parte della classe politica non all’altezza.


Paola 

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Alla Università “La Sapienza”: tutti in piedi per Liliana Segre

La cultura e la conoscenza rendono liberi, e se si è liberi si è forti, se si è forti non si ha paura dell’altro”. È uno dei presupposti, ha oggi ricordato il rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, che hanno portato al conferimento del dottorato di ricerca honoris causa in Storia dell’Europa alla Testimone della Shoah e senatrice a vita Liliana Segre. Un riconoscimento attribuitole nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico nel 717esimo dalla fondazione dalla più grande università italiana ed europea, svoltasi alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e di molte alte cariche istituzionali.
Nella sua emozionante lectio magistralis la Segre ha detto:
Affrontando una giornata come questa, così umanamente e privatamente importante  non posso che ricordare tra tanti professori incontrati nella vita, un povero professore francese prigioniero come me che faceva l’operaio schiavo. Lui vedendomi mi chiese che classi avessi fatto perché lui era un docente di storia. Io facevo la seconda media, gli spiegai. Mi disse: proviamo a essere io e te come eravamo, liberi. Era un momento assoluto di libertà mentre eravamo vestiti a righe, denutriti. Eravamo liberi come si è liberi con la conoscenza”.
Segre ha anche ricordato di quando nel lager, in una situazione particolarmente difficile e avvilente, si intrattenne per un paio d’ore con una ragazza cecoslovacca. “Lei, che aveva due o tre anni più di me, mi chiese se sapevo qualche parola di latino: sì, io lo ricordavo e fu fantastico. Con quelle poche parole abbiamo parlato della nostra casa lontana, della patria, della famiglia perduta. Fu fantastico trovare una lingua tra noi due. Quella comunità di due ore non l’abbiamo mai dimenticata, ne sono certa”.
Fu lo studio, ha poi spiegato, a ridarle nel dopoguerra la forza di ripartire, di riprendere un posto nel mondo. Un modo per riconnettersi anche alla figura del padre Alberto, deportato assieme a lei ma senza fare ritorno. “L’uomo più importante della mia vita”, ha poi detto.
La senatrice a vita si è rivolta direttamente anche ai tanti studenti presenti: “Quando sono entrata in Senato – le sue parole – l’unica cosa che potevo fare era combattere tutto quello che ha segnato per sempre la mia vita. Non c’è limite all’odio né all’indurre ad odiare. Tantissimi possono essere i modi, le ragioni. È bello insegnare ai ragazzi a non farlo”.


Un bellissimo messaggio  da parte di questa donna forte e coraggiosa:  “Sono la conoscenza e la memoria a renderci liberi
Paola

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