In fondo si tratta di vecchi, già ammalati.

Una considerazione, tra le infinite che si potrebbero dire, riguardo la questione “Coronavirus” e non mi riferisco  alla epidemia in sé, non ne ho le competenze, ma circa la sua manifestazione  mediatica.

In particolare mi riferisco all’intervento fatto alla Camera dei deputati dall’on. Vittorio Sgarbi. Parole, quelle pronunciate dall’Onorevole, odiose ed inquietanti che forse, purtroppo,  non appartengono solo al linguaggio colorito del critico d’arte prestato alla politica, ma sono un sentire comune diffuso nel Paese.
Mi riferisco al dire quasi ossessivo (forse per essere più rassicuranti) che a correre seri rischi per l’epidemia in corso sarebbero perlopiù gli anziani e, in particolare misura, coloro che già hanno patologie complesse.
***

Anche se una affermazione del genere può considerarsi epidemiologicamente e statisticamente più che plausibile, tale comunicazione sembra quasi sottendere che a poter morire siano concittadini il cui “valore sociale e civile”, in fondo, è di minore peso di quello di altri,  in fondo “si tratta di vecchi, già ammalati“.
Questo non va bene, la vita è sacra e di qualità per tutti. Coraggio e fiducia, insieme supereremo, anche,  questa prova.
Paola

***