Effetto “Covid-19 coronavirus”: impennata di cani abbandonati in tutta Italia.

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Ieri il commissario per l’emergenza Coronavirus e capo della protezione civile Angelo Borrelli ha detto che, nelle ultime settimane, su tutto il territorio italiano ci sono sempre più cani abbandonati. Il fenomeno è riconducibile al timore, prodotto da notizie false che circolano sui social network, che gli animali da compagnia possano trasmettere il Coronavirus.
Il ministero della salute spiega che anche questo tipo di Coronavirus, come per le altre epidemie da Coronavirus – SARS e MERS, molto probabilmente è passato da animale (ancora gli esperti devono capire quale) a uomo, però il contagio dagli animali domestici è assolutamente escluso.
Ecco cosa dice il Ministero della Salute in proposito.
Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia?
No, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali.”


Poveri animali, a perderci saranno i “padroni”.
Tutta la mia vicinanza a quei volontari ed agli operatori che anche in questi giorni difficili   mettono a disposizione  il  loro tempo per dare una mano al canile o allo stallo del gattile.
Paola

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La salute prima di tutto: serrata generale delle attività produttive in tutto il territorio nazionale, salvo quelle indispensabili: dagli alimentari, fino alle farmacie e parafarmacie e ai tabaccai. Fino al prossimo 3 aprile.

E’ la decisione del governo per frenare l’avanzata del contagio da coronavirus nel Paese nel giorno in cui devono contarsi ancora tante vittime, quasi 800 in un solo giorno.

L’annuncio è stato dato ieri sera (21 marzo) in una breve diretta Facebook il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al termine di una giornata nera per i numeri del contagio e dei decessi, a conclusione di una serie di incontri in videoconferenza con i sindacati delle categorie e i rappresentanti delle imprese.
“In questo momento – ha detto il premier – non abbiamo alternative, dobbiamo resistere. Il nostro sacrificio di rimanere a casa è peraltro minimo se paragonato a quello che stanno soffrendo altri cittadini negli ospedali. Penso in particolare ai medici, agli infermieri, alle forze dell’ordine, alle forze armate, ai servizi, all’informazione. Uomini e donne che ogni giorno compiono un atto di amore dell’Italia intera”.
Continueranno a rimanere aperti tutti i supermercati e i negozi di generi alimentari di prima necessità e al riguardo, ha spiegato il premier, non è stata prevista alcuna restrizione sull’apertura e non c’è bisogno di alcuna corsa agli acquisti.
Continueranno a restare aperti farmacie, parafarmacie, saranno assicurati i servizi finanziari, bancari e assicurativi. Saranno garantiti ovviamente anche i trasporti e i servizi essenziali.
Per il resto dei casi, saranno consentite altrimenti attività lavorative di smart working. “Rallentiamo il motore produttivo del paese ma non lo fermiamo – ha detto il premier -. Un passaggio necessario per contenere il più possibile il contagio. Questa crisi sanitaria si sta tramutando in una crisi economica ma dico a tutti che lo Stato c’è. Dobbiamo stringerci forte, come comunità, a difendere la vita”.