La verità, dalle gambe corte e dal naso lungo, di Berlusconi

Come fanno notare diversi giornali, se Berlusconi (ed insieme a lui i parlamentari della maggioranza) credeva che Ruby fosse veramente la nipote di Mubarak, perché le dava i soldi affinché non si prostituisse?

Paola

Una Maggioranza di cui vergognarsi

 Berlusconi ordina alla sua maggioranza di credere nello “zio Mubarak”.

 

 A quando uno scatto d’orgoglio?

 

 Paola

Le verità che non ci ha mai detto in 17 anni…

Povero Silvio…sempre incompreso…ecco cosa voleva dire veramente

Indignazione e vergogna

In questi giorni abbiamo assistito tutti all’ennesimo patetico teatrino rappresentato dal nostro Presidente del Consiglio. Questo non è che la punta di un iceberg fatto di comportamenti lesivi della nostra dignità di cittadini e dell’immagine del nostro Paese.
Berlusconi ha:
trasformato la legalità da valore a scomodo scalino sulla strada del potere;
la “cosa pubblica” è diventata territorio di conquista da spartire tra amici;- ha trasmesso l’idea malata che le istituzioni repubblicane siano ingranaggi obsoleti, utili solo ad incancrenire l’attività del Governo;
ha reso il nostro Paese inaffidabile agli occhi dell’opinione pubblica estera, in un momento in cui dovremmo essere tra i protagonisti del rilancio dell’economia mondiale;
– ha cambiato destinazione d’uso al Parlamento: da istituzione ad Outlet dove acquistare Parlamentari a prezzi modici;
– ha fatto si che il giuramento solenne sulla Costituzione non sia più una forma di impegno morale verso la propria comunità, ma un passaggio strettamente burocratico per raggiungere lo scranno.
Insomma, per parafrasare Antonio Albanese e il suo personaggio Cetto la Qualunque, ha fatto si che la realtà superasse di gran lunga la fantasia.
Il Partito Democratico crede nella Costituzione e nei VALORI su cui essa si fonda, perciò è il momento di fare sentire la nostra voce contro questo Governo simbolo dell’antivalore.
Paola

Lo Stato ( la collettività )paga sempre…

di Gianni Barbacetto  da il Fatto Quotidiano del 3 novembre 2010. “Ci fa vergognare”
Lo sfogo della scorta: non siamo Carabinieri per fare la guardia alle escort del premier. Ci fanno fare i tassisti per i festini, quando nostri colleghi sono morti per magistrati o politici. “Non ne possiamo più. Non siamo diventati carabinieri per fare la guardia alle escort del premier. Molti nostri colleghi sono morti mentre facevano la scorta a magistrati o politici che difendevano lo Stato. E noi, invece… È mai possibile essere ridotti cosi?”. A parlare sono alcuni “ragazzi” dei servizi di scorta. Carabinieri allenati a difendere le “personalità” loro affidate fino a mettere a rischio la propria vita. “Ma qui ci fanno fare i tassisti dei festini. Per questo, dopo essere stati tanto zitti e obbedienti, ora vogliamo, a nostro rischio, far sentire la nostra voce”. Cominciano i racconti, che si incrociano, si intrecciano e si sommano.
“Le feste ad Arcore si tengono nei giorni del fine settimana, dal venerdì al lunedì. Molte sono proprio di lunedì. Nell’estate si moltiplicano. Noi accompagniamo le personalità fino alla villa e poi aspettiamo fuori. Vediamo un giro di ragazze pazzesco. Arrivano con vari mezzi. Moltissimi Ncc, le auto a noleggio con conducente. Alcuni pulmini, di quelli da 10-15 posti. Una volta abbiamo visto alcune ragazze scendere da due fuoristrada di quelli massicci. Alcune ragazze le porta direttamente Emilio Fede nella sua auto, altre scendono dalla macchina di Lele Mora con targa del Canton Ticino”
“L’estate scorsa abbiamo visto molte feste alla villa di Arcore. Altre volte abbiamo accompagnato le nostre personalità in ristoranti di Milano, come ‘da Giannino’, in via Vittor Pisani, zona stazione Centrale. O in una casa privata di zona Venezia. Che ne sappiamo noi di che cosa succede là dentro? Ce li immaginiamo, magari fanno uso di droghe o infrangono la legge e ridono di noi, dicendo: noi siamo qua al sicuro, abbiamo anche i carabinieri che ci proteggono. E che gente c’è a quelle feste? Noi per arruolarci nell’Arma dobbiamo dimostrare di essere puliti per due generazioni, i nostri padri e i nostri nonni, e finiamo a far la guardia a gente che magari pulita non è”.
“Sì, la scorsa estate ad Arcore c’era un gran via vai. Ruby? No, non me la ricordo, ma sa, sono tante, tutte uguali, tutte giovani… Abbiamo riconosciuto una giornalista. E Flo, quella che ha partecipato alla ‘Pupa e il secchione’. Poi una bionda che era stata al Grande Fratello… Molte si capisce che sono straniere, tante hanno la cadenza napoletana. Poi alcune escono a fine festa, altre si fermano lì per la notte, ma è difficile tenere la contabilità, c’è un tale via vai…”.
“Ci è capitato di fare missioni all’estero e di incontrare colleghi stranieri che fanno il nostro stesso lavoro: ci sfottono per questa storia delle feste, delle ragazze. Ma è mai possibile che dobbiamo vergognarci, noi che vorremmo lavorare per le istituzioni e difendere lo Stato? Abbiamo orari massacranti, turni di otto ore al giorno che spesso diventano dodici. Facciamo anche 120 ore di straordinario, ma ce ne pagano al massimo trenta, a 6 euro e mezzo all’ora, più un buono pasto da 7 euro. Va bene, non ci lamentiamo, è il nostro lavoro. Ma lo vorremmo fare per lo Stato, non per questa vergogna. Vorremmo proteggere le personalità delle istituzioni, non gente che ci fa vergognare davanti al mondo”.
“Comunque non ci lamentiamo del nostro stipendio. Solo ci chiediamo se è giusto che una ragazza giovane e carina senz’altra esperienza politica prenda 15 mila euro al mese, perché è stata fatta diventare consigliere regionale. Il presidente? Con noi è gentile. Qualche volta è venuto a salutarci, a raccontaci qualche barzelletta. Una volta ci ha fatto, ammiccando, una battuta: ‘Eh, beati voi che adesso andate a casa a dormire, a me invece tocca trombare’. Un’altra volta ci ha portato qualche ragazza e ce l’ha presentata. Una notte ci ha mandato una ragazza che ci ha fatto la danza del ventre…”.
“A fine serata riportiamo le personalità a casa. Vediamo alcune ragazze uscire e tornare verso Milano, altre restano nella villa per la notte. Capita che dobbiamo scortare personalità che fanno il giro a riaccompagnare le ragazze nei residence milanesi, alla Torre Velasca o in corso Italia. L’ultima magari se la portano a casa. E noi dobbiamo accompagnare la nostra personalità fino alla porta dell’appartamento: è imbarazzante salire in ascensore con un signore anziano e una ragazzina. Pensiamo alle nostre figlie e diciamo che non ci piace questo mondo. Sarà moralismo, ma non ci piace”.

Da il Fatto quotidiano del 3 novembre 2010

La leggenda del premier infelice e la rivolta dei sudditi indignati

Una riflessione sulla vicenda Berlusconi – Ruby. Bello il fatto che si ami la vita e le donne, però vorrei vedere come. Penso che questo non è un fatto personale, conta e ha un suo peso soprattutto per una persona che ha un ruolo di rilevanza pubblica e sociale. A me come a molti italiani non interessa di Ruby, ma della portata delle ventilate telefonate. Del contenuto delle stesse che sembra mescolare fatti personali con aspetti che hanno una ricaduta nell’esercizio del potere e della stessa politica. Il fatto saliente è che siamo di fronte a un nuovo reiterato abuso di potere da parte di Silvio Berlusconi.
Diciamolo apertamente. Anzi urliamolo e non si dica di no! Il caso Noemi si è concluso in una bolla di sapone nel senso che alla fine la verità non viene fuori. Il caso D’Addario… fatti suoi, anche se…! Nei seguenti casi di intrallazzi con donne per Berlusconi non sono usciti, o non si è riusciti a far uscire, aspetti penalmente rilevanti. Nel caso Ruby siamo però di fronte a un vero e proprio abuso di potere. Se ciò che viene attribuito al premier dovesse essere confermato in toto, non ci piove che ciò che è accaduto è grave. Berlusconi non ha ancora capito che per il solo fatto di essere stato eletto non è in suo potere fare tutto quello che vuole. Sono molti anni che andiamo dietro alle vicende squallide, torbide, illegali e immorali di Silvio Berlusconi. Un uomo definito “malato” da Famiglia Cristiana e come non concordare. Un uomo senza dignità, senza autocontrollo e senza principi morali.
Un uomo che ha travolto, o ha cercato di travolgere, con il fango tutto e tutti e che alla fine sarà lui stesso travolto. Ma non cadrà certo per i suoi arcinoti loschi affari, dei suoi sudici intrallazzi con le donne. In quest’ultima vicenda potrebbe esserci veramente però la fine di Berlusconi al governo e non solo. Infatti cominciano a levarsi le voci di coloro che cercano di prendere le distanze dal premier per evitare il baratro nel quale sta per finire. Ha cominciato Fini, ricordandosi della legalità dopo sedici anni nei quali ha lasciato colpevolmente fare a Silvio tutto ciò che voleva o quasi. Si è rifatta sentire “dura” la Marcegaglia, muovendo critiche al governo e dichiarando in questi giorni che “L’Italia è alla paralisi” e ammonendo che “bisogna recuperare il senso della dignità della politica!”. Bossi, comincia a tuonare contro, infastidito da tanto ardire dell’amico premier, amico di sempre.
Credo che gli italiani siano stanchi, non dico tutti ma tanti, di individui che hanno seguito Berlusconi per tenere le mani in pasta nel bottino dell’illegalità, degli affari senza controlli, dello stravolgimento delle regole del mercato, di una finanza allegra e spregiudicata.
Concludo ricordando che la “Conferenza nazionale della famiglia”, indetta dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dall’Osservatorio nazionale sulla famiglia dall’8 al 10 novembre prossimo a Milano vedrà l’apertura dei lavori ( questo è nel programma) da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Mi auguro un ripensamento, mi auguro che qualcuno abbia ancora un po di amor proprio e una piccola dote di dignità per tenere fuori dalla porta il capo del governo. Almeno questo, per ora, i suoi alleati abbiano il coraggio di farlo.

Paola

Di scandali in scandali

Dal lettone di Putin al “bunga bunga” di Mu’ammar Gheddafi. Così racconta una minorenne marocchina che, a suo dire, è stata ad Arcore a partecipare a questo “cerimoniale”.
Dovremmo essere contenti visto che Silvio, in questo caso, sembra aperto alla multiculturalità… Ma è meglio davvero come dice Bersani….” chiuderla lì “.

Paola

Tagli, paradisi fiscali, tasse evase, promesse non mantenute: Berlusconi

Mentre il nostro premier investe generosamente nel paradiso fiscale di Antigua (per i propri interessi), la Finanziaria 2011 decide di tagliare di quasi la metà dei fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo. A dispetto di quanto era stato promesso dal premier al G8 de L’Aquila. “

Paola

C’è da piangere, altro che ridere… La mia solidarietà a Rosy Bindi.

Il re delle barzellette torna a colpire, con 2 capolavori degni della sua persona, volgare ed arrogante. C’è poco da ridere, quando una figura istituzionale come la sua anziché dare il buon esempio in fatto di dignità e morale, si lascia invece andare ad atti di puro disprezzo e cattivo gusto. Ed ipocrita è chi chiama in causa la “privacy”: Berlusconi ha fatto il suo show tra cittadini comuni che si trovavano in strada o sul posto di lavoro, in momenti pubblici, non tra conoscenti intimi.
Rosy Bindi
, destinataria di una delle barzellette (con tanto di bestemmia finale, visto che Lui si dichiara vicino ai cattolici) in un suo post parla giustamente di “doppiezza morale ed inaffidabilità umana“, mentre Amos Luzzatto, presidente della Comunità ebraica di Venezia ed ex responsabile dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, condanna nettamente le barzellette raccontate dal premier, poiché contengono (come quella raccontata l’altro giorno) “i peggiori stereotipi antisemiti”. E pensare che nemmeno 24 ore prima il premier aveva dichiarato di sentirsi da sempre israeliano dopo “la visita al campo di Auschwitz” che gli aveva offerto “un sentimento di solidarietà incancellabile”.
Una volta di più questa persona dimostra che non è degna di guidare l’Italia, e di essere una vera vergogna per il nostro Paese, anche per chi non l’ha votato.

Paola Andreoni

Non inserisco volutamente su questo blog, video di  buffonate ne tanto meno video con “bestemmie” , anche se poteva servire a dare ulteriore prova dello stato di bassezza del “premier “. Queste sono le condizioni pietose in cui ci ritroviamo.
Pensavo che eravamo già sotto terra ……evidentemente mi sbagliavo….c’è margine di peggioramento .

Chi vuole varcare la linea del disgusto e del pudore, sotto troverà il link  della barzelletta sesso-bestemmia.

http://www.youtube.com/watch?v=lEhMG1os-X4

Berlusconi regge e mantiene il comando, al Paese restano i problemi.

Il centrodestra è finito. Berlusconi voleva dimostrare di avere una maggioranza autosufficiente ma ha fallito e dovrà spiegare alla Lega che per andare avanti ha bisogno dei voti di Fini e di Lombardo.

Nel suo imbarazzante discorso alla Camera, invece di trarre un bilancio di questi due anni, ha continuato a raccontare false promesse  e ad annunciare nuovi miracoli.

 

Paola

La scusa del processo breve.

Il processo breve anzi brevissimo (quasi non ci fosse) è una priorità solo per Berlusconi e per i delinquenti, visto che manderebbe al macero migliaia di processi. Questo governo travolto dagli scandali, vicino a cricche ed affaristi, protegge solo interessi particolari, che confliggono con quelli del Paese. Pensare a Obama o alla Merkel che inchiodano i rispettivi parlamenti a discutere di processo breve sarebbe surreale, in Italia è la sconcertante realtà “.

Savonarola

Spot e pubblicità gratis per il premier.

Ho ricevuto ma non pubblico  un video che sta girando su YouTube dal titolo:

“Impiega le tue vacanze, per conoscere meglio l’Italia, la tua magica Italia”.

E’ questo l’invito che , con voce suadente, il Presidente del Consiglio rivolgerà ai telespettatori già dai prossimi giorni.
Silvio Berlusconi si è vestito infatti per l’occasione , su richiesta del Ministro del turismo Brambilla, dei panni del presentatore, in uno spot pubblicitario alla tv della durata di circa 30 secondi.
Mentre scorrono le immagini dell’Italia il Presidente del Consiglio dice:”Questa che vedi è la tua Italia, un paese unico fatto di cielo, di sole, di mare, ma anche di storia, di cultura e di arte. E’ un paese straordinario, che devi ancora scoprire”.
L’invito non potrebbe essere più esplicito, proprio per quesi motivi, chiunque tu sia , straniero o residente,  trascorri le tue vacanze in Italia”.
Buona iniziativa si dirà , meritevole di considerazione e di rispetto.
Già, peccato venga diffusa ben oltre la metà del mese di luglio, un periodo in cui la quasi totalità degli italiani ha già prenotato le ferie, come d’altronde hanno fatto anche gli stranieri.
Ma allora si dirà a che serve lo spot ? A fare un po’ di pubblicità al Premier è evidente, a ridargli un po’ dello smalto perduto per strada in questi periodi.  
E se il Cavaliere, si sottolinea, per la sua prestazione non ha ricevuto compensi, in ogni caso è riuscito a farsi pubblicità gratis , con i soldi dei contribuenti.

Quando Berlusconi in campagna elettorale premetteva: ABBASSEREMO le TASSE.

Italia, sale la pressione fiscale.

Il peso del fisco sul Pil è stato nel 2009 del 43,2%. Marcegaglia: «Così non si va avanti»

MILANO – Aumenta in Italia la pressione fiscale complessiva rispetto al Pil: secondo i dati Istat, nel 2009 è passata dal 42,9 per cento del 2008 al 43,2 per cento. Il nostro Paese si colloca così al quinto posto, insieme alla Francia, nella classifica europea (Ue-27) per pressione fiscale. Nel 2008 era al settimo posto. Per ritrovare dati simili a quelli del 2009 bisogna tornare indietro al 1997, l’anno dell’Eurotassa.

Bugia e Verità

Silvio Berlusconi  ieri sera ( 1 giugno) a Ballarò, interviene, telefonando  in diretta televisiva.  INSULTA e DENIGRA dando del bugiardo a chi prova a dire cose diverse dal  suo pensiero dominante. Ecco cosa ha detto.

Giannini (vice direttore di Repubblica) mente spudoratamente, è una menzogna assoluta che io abbia giustificato in qualche modo l’evasione“.

… dunque … secondo Berlusconi il giornalista di Repubblica avrebbe detto bugie ? ecco cosa ha dichiarato Silvio Berlusconi, qualche tempo fa,  2008.

 “Mi sento moralmente autorizzato ad evadere per quanto posso“.

Una affermazione del genere in America da parte di un cittadino Americano ( dichiarazione di evasione fiscale ) determinerebbe una incriminazione per  reati fiscali punibile fino a 10 anni di GALERA !

ma Berlusconi ha detto anche…….

I Cassaintegrati Fiat trovino un secondo lavoro in Nero“.

Silvio Berlusconi, qualche tempo fa, 2002.

ma anche……

Tasse troppo alte? Ci si ingegna ad Evadere“.

Silvio Berlusconi, qualche tempo fa, 2004.

ma anche…….

Se le tasse sono troppo alte è giustificato mettere in atto l’Elusione o l’Evasione“.

Silvio Berlusconi, qualche tempo fa, 2008.

Credo che quanto affermato dal vicedirettore della Repubblica non era poi così irreale.

Un grazie a Stefano e Matteo, un grazie a Repubblica e a quanti sanno ancora RESISTERE.

“Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”: il solito villano del Paese, Berlusconi.

La  scrittrice albanese Elvira Dones ha inviato questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. In visita a Tirana, durante l’incontro con  Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze“.

” Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione.”
Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sulla pancia una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia  albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della  società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna.
Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di peranza e di fiducia  nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero. Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il  titolo Sole bruciato.
Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei.
Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia.
Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, presidente… Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo.
In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse  mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta.
L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso, ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi “.

Aggiungo le mie scuse e quelle di tanti italiani dabbene. Scusaci Elvira Dones e scusa a tutto il popolo dell’Albania.

Dopo le leggi AD PERSONAM ecco le leggi “AD LISTAM”

Non è un bel vedere,  quello del Ministro dell’Interno di una nazione che annuncia come fatto ordinario un atto del Governo che a dir poco è straordinario. Un decreto per “interpretare” la legge elettorale apre la strada a decreti che interpretano la legge e chiude quella alla applicazione delle leggi.

Ma non crediate non sarà sempre così: quando si tratterà di giudicare o sancire normali cittadini, quando si tratterà di regolare gli accadimenti quotidiani di poveri disgraziati, la legge si applica. Spesso inesorabilmente preventiva. Come si applicò alla madre che aveva rubato una mela o alla colf pescata con il permesso di soggiorno scaduto.

Altra cosa è il ripristino di un diritto, come quello reclamato, al voto dopo aver manifestamente violato la norma. Si è sbagliato ma per non dirlo, per non ammetterlo, si procede con “l’interpretazione”della legge. Belle sarebbero state le scuse. Bisognava chiedere scusa ai propri elettori e a tutti i cittadini Italiani. Figuriamoci.

Noi siamo di altra scuola. I nostri padri e maestri sedevano al tavolo che scrisse la carta fondamentale della nostra Repubblica, la Costituzione. Scendevano dai monti, avevano combattuto per liberare il paese dall’arbitrio e scrissero che la forma è sostanza, le regole sono il metodo e rispettarle, compiere gli atti che prevedono, costituisce il collante di un valore che unisce e che dà  identità ad un popolo.

Ieri il Governo ha compiuto un atto grave.  Non possiamo restare né fermi, né zitti. Il PD Nazionale scende in piazza, trasforma tutte le proprie manifestazioni elettorali in una mobilitazione di protesta e in difesa delle regole democratiche. Anche qui ad Osimo sarebbe bello – e lancio qui l’idea – vedere tutte le forze del centro sinistra unite a manifestare e a muoversi in tal senso come accadrà sabato prossimo a Roma.

 La campagna elettorale ci vede tutti impegnati, è un grande strumento di incontro, ricco di attenzioni a problemi forti e reali delle persone in risposta alla crisi e in difesa dell’ambiente e del territorio  che abitiamo. Ora a questo impegno si aggiunge la reazione allo spettacolo di quest’ultimo  intollerabile arbitrio.

Un paese barzelletta

Ricevo da parte di Corrado e pubblico, questo video…… il commento che mi ha  mandato:

7 MINUTI PER 2 RISATE…siamo un paese barzelletta in mano a dei dilettanti di quart’ordine…

All’Aquila, la rivolta delle carriole.

Eravamo in 400, domenica 14 febbraio, a dire che, alle 3 e 32 del 6 aprile, noi non ridevamo. Eravamo in 1000, la scorsa domenica, a dire che L’Aquila è nostra. Eravamo in 6.000 (dati della questura) oggi a dire”liberiamo L’Aquila dalle macerie”. Ed a farlo fisicamente. I numeri parlano da soli. La voglia di partecipazione cresce a vista d’occhio. E siamo stati bravi, superato il nervosismo dei primi momenti, ad organizzare la catena umana che ha passato di mano in mano le macerie raccolte e differenziate in piazza Palazzo, sino alla piazza del Duomo.

Corpi e braccia di uomini, donne,bambini che erano voglia di rinascita. E vita vera.Dopo tanta morte e desolazione.La consapevolezza di essere in numero sempre crescente, la percezione netta della volontà di partecipazione, della voglia di rimboccarci le maniche per dare il nostro contributo alla rinascita della città ci ha dipinto i volti di speranza. Ed i cuori di gioia. Siamo tanti, siamo uniti nelle nostre diversità. La lotta per il diritto alla partecipazione è appena iniziata.

Ma, quando si sente che non si è più soli, si diventa forti. Le macerie della nostra disgrazia sono assurte, oggi, a simbolo di nuova vita. Gli Aquilani stanno mostrando il loro volto vero, la loro natura di popolo abituato ad affrontare e superare la sofferenza. Non è stata una protesta, ma la manifestazione della nostra volontà. Gli Aquilani, finalmente, ci sono.

dal blog di Anna alias miss Kappa

Ciao Anna