…poi chi s’è visto s’è visto

 Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, intervenendo – nel corso della Giornata mondiale del risparmio – sulla questione  disoccupazione,   ha parlato della situazione italiana in termini drammatici.  La  disoccupazione superiore all’8% e  quella giovanile che arriva  al 26%. Ma quello che più mi ha colpito nella lettura dell’articolo è l’affermazione del Presidente Bankitalia che ha parlato di ” scoraggiati “. Quindi adesso ci sono anche loro: dopo i disoccupati, i cassintegrati, i precari, sono entrati nella compagnia gli “scoraggiati”.
Sono persone che hanno perso il lavoro o non l’hanno mai avuto, che si sono definitivamente stancate di mendicarlo, rimettendoci il fegato per le umiliazioni, senza niente sortire e adesso esauste hanno buttato la spugna.
Molto probabilmente sono persone che hanno un titolo di studio, una professionalità acquisita, e senz’altro avevano dei sogni che si sono frantumati contro un mondo ingiusto,  sempre più diseguale.

Quando quel signore che ci governa dice che bisogna essere ottimisti perché solo così l’economia può riprendersi dovrebbe dirlo in mezzo a loro, senza attorno i pretoriani con gli occhiali neri che sempre lo circondano. Dovrebbe dirlo lì. E poi chi s’è visto s’è visto.

 

Savonarola

Abolire la parola “tolleranza” e sostituirla con “CONVIVENZA”.

NO al RAZZISMO. Noi vogliamo  promuovere  un tipo di società aperta e meticcia che nel suo lavoro quotidiano produce un paese solidale pronto a includere anziché escludere.

Paola Andreoni

dalla Regione: presentato il programma annuale degli interventi per l’Immigrazione.

Integrazione, intercultura e scuola, interventi per le famiglie in situazioni di disagio socio-economico, sostegno all’attivita` dei Centri di servizi e degli sportelli informativi, ai centri di prima e seconda accoglienza e ai progetti delle associazioni di immigrati. Sono queste le principali misure contenute nel Programma annuale degli interventi per i cittadini stranieri immigrati presentato dalla Giunta regionale e ora al vaglio della Commissione consiliare competente e del Consiglio delle Autonomie locali.
L’obiettivo è quello di  governare in maniera responsabile il fenomeno migratorio che vuol dire sostenere l’integrazione degli immigrati presenti regolarmente sul nostro territorio, costruire relazioni positive con gli altri cittadini italiani, tutelare le differenze, assicurare pari dignita di accesso ai servizi e prevenire situazioni di emarginazione.
Alla data del primo gennaio 2009, nelle Marche risultano presenti 131.033 cittadini stranieri di cui 31.605 comunitari e 99.428 non comunitari, la maggior parte residenti nella provincia di Ancona, seguita da quella di Pesaro Urbino, Macerata e Ascoli Piceno.
Il gruppo piu` numeroso e` costituito dagli albanesi, si riduce il peso degli africani, con una netta preminenza della collettivita` dei marocchini, mentre la terza area di provenienza e` rappresentata dagli stranieri di origine asiatica, in prevalenza cinesi, pakistani e indiani. Infine, i peruviani che compongono il gruppo piu` popoloso tra quelli latinoamericani.
Tante persone  provenienti da ogni parte del mondo  rendono anche la nostra regione multiculturale. Anche per la Regione Marche e` opportuno che le istituzioni e i servizi si attrezzino per interagire non solo con persone ma soprattutto con nuclei familiari portatori di bisogni nuovi e complessi. Gli interventi e l’attenzione dei servizi  si focalizzerà sugli immigrati e sulle loro famiglie perche  l’immigrazione straniera e` diventata sempre piu`  di tipo familiare che porta con se` una complessita` di progetti e aspettative legati alla volonta` di stabilizzazione e radicamento nel luogo in cui si vive.
Per il 2010 le risorse disponibili della Regione Marche su tali interventi ammontano complessivamente a 465.553,41 euro che saranno assegnate e ripartite secondo i criteri previsti dal Programma triennale regionale: l’85% ai 24 Ambiti territoriali sociali sulla base della superficie territoriale e del numero di immigrati presenti; il 15% per la progettualita` delle associazioni di immigrati iscritte al registro regionale in collaborazione con gli enti locali. Un ulteriore finanziamento di provenienza statale, pari a 195.934,00 euro da ripartire tra le Province marchigiane sara` utilizzato per la realizzazione di corsi di lingua e cultura italiana per adulti e minori stranieri non UE.

Nous sommes tous des immigrés

Sciopero dei migranti. Una manifestazione nata con l’obiettivo di scuotere le coscienze sul tema dei diritti negati ai migranti.
Dalle rivendicazioni alle proposte concrete il “popolo giallo” chiede la revisione della legge Bossi-Fini, la cittadinanza breve, il voto amministrativo, un no ai respingimenti collettivi e il prolungamento della durata del permesso di soggiorno.
La novità, rispetto alle manifestazioni anti-razziste del passato, consiste nell’aver posto l’accento sull’importanza dell’apporto economico dei lavoratori immigrati. In Italia lo sciopero è solo simbolico infatti non si bloccheranno completamente le attività produttive.
Invece, nella manifestazione gemella d’ oltralpe gli imprenditori e lavoratori di prima e seconda generazione hanno incrociato le braccia e stanno sfilando lungo le vie della capitale e dei più importanti centri della Francia dietro lo striscione “siamo tutti immigrati” con le foto dell’attore e cantante Yves Montand, del calciatore Michel Platini e del comico Coluche, tutti e tre di origine italiana. E’ proprio vero, alla fine siamo tutti stranieri di qualcuno.
Il Popolo Democratico di Osimo è da sempre impegnato  a costruire anche nella nostra città un clima  favorevole alla civile convivenza tra italiani e immigrati. Dispiace  constatare quanto invece successo recentemente nel civico consesso comunale dove le liste Simoncini&Latini hanno bocciato la nostra mozione per la istituzione di un consigliere comunale aggiunto in rappresentanza dei migranti stranieri presenti in città. Le liste alla guida della città hanno detto NO.  Osimo a differenza della maggior parte dei comuni marchigiani e italiani non avrà in consiglio comunale  la  voce del fratello migrante che vive, lavora, e regolarmente paga le tasse ed i servizi nella nostra città.
Il PD di Osimo rifiuta la logica dell’intolleranza che non fa altro che creare una società senza diritti soprattutto per chi si trova in condizioni svantaggiate. Non si può accettare assolutamente la logica che il clandestino sia un criminale!
Come hanno scritto qualche mese fa i missionari comboniani di Castel Volturno:

“Bisogna riaffermare il diritto di ogni persona ad esistere, ad essere rispettata nella sua umanità, nella sua ricerca di vita democratica e libertà. Il diritto a costruire un futuro per sé e per i propri figli”

MAESTRE con un grande CUORE e MAESTRE di VITA.

Lettera delle maestre ai loro bambini rom nuovamente sgomberati a Milano-Segrate!

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Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.
 Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori nonsanno leggere e il giornale non lo comperano. E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostradignità.
Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro,  una casa e la fiducia degli altri.
Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perderetutto e a dormire all¹aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero  una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’ avrebbero di nuovo distrutto  insieme a tutto ciò che avete.
Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non  volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica.
Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire,  non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a  stimare e ad apprezzare.
Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia  possa  esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi. 
I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra.
Che  spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le  vostre classi le regole, l’ affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi  spiegheremo   gli sgomberi ?
Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo  ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi  siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano   trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati. 
Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più  cercare  di annientare chi come voi non ha voce.
Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri,   professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da  anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona .
A presto bambini, a scuola.

Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi,  Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli

Fini la pensa come noi, e se lo dice la terza carica dello Stato ….

repstrcorstrlastrsolstr…sotto a chi tocca!

Maggioranza in difficoltà: le Liste “Simoncini&Latini” non hanno il coraggio di portare a termine ciò che propongono.

Paola 500Maggioranza in difficoltà: le Liste Simoncini&Latini non hanno il coraggio di portare a termine ciò che propongono.
La Maggioranza che governa la nostra città non sembra proprio granitica, è iniziato il tempo della loro incoerenza e della contraddizione o peggio ancora stiamo assistendo  ad una clamorosa censura interna alle liste che interviene a correggere quanto inizialmente proposto.
I Fatti. Leggiamo stupiti ed increduli dal sito istituzionale del Comune, il seguente avviso a firma Latini per la Maggioranza:

3-11-2009  SOSPENSIONE MOZIONE SU RAPPRESENTANTE MIGRANTI
Il Gruppo Consiliare delle Liste Civiche chiederà al Presidente del Consiglio Comunale di sospendere l’esame della mozione riguardante il rappresentante dei migranti in seno al Civico Consesso.
Ciò è dovuto al tentativo di strumentalizzazione politica di questo importante tema, operato dal Gruppo del Pd a mo’ di sfida, al solo fine di tentare di mettere in difficoltà le Liste Civiche.
Su questo argomento lasciamo agli altri la demagogia; essi vogliono solo portare sotto le loro bandiere politiche gli immigrati e per questo noi chiediamo al Presidente del Consiglio di rivedere la questione in sede di consulta.  Dino Latini

Le  Liste non hanno il coraggio di portare avanti una mozione sugli immigrati da loro proposta che vedeva tra l’altro l’istituzione del Consigliere immigrato aggiunto nei Consigli di quartiere e in Consiglio comunale e l’istituzionalizzazione  – con il riconoscimento del patrocinio e di contributi – della festa dei Popoli organizzata annualmente dai padri scalabriniani di Loreto e Osimo.
La mozione si sarebbe integrata benissimo  con quella presentata dal gruppo del Pd che oltre a chiedere la stessa cosa, vale a dire: l’istituzione di un consigliere aggiunto  in rappresentanza dei migranti   in seno al Consiglio Comunale, contiene la specifica della norma da inserire nello Statuto Comunale al fine di rendere operativa tale proposta.
E veramente questa volta le due mozioni potevano integrarsi e sfociare in un voto unanime data l’importanza della tematica trattata: l’integrazione, e questa unione di intenti poteva significare anche un metter fine alle esasperate polemiche intercorse in campagna elettorale dove lo spettro dello straniero-delinquente era stato spesso evocato per fini propagandistici elettorali.
Il fatto che anche le Liste si fossero fatte promotrici di  un’analoga iniziativa era stata vista in casa PD in modo positivo come un “incontrarsi” – superando gli steccati che solitamente dividono maggioranza e minoranza  – su una questione sociale importante che va ad incidere positivamente sulla vita di una comunità anche in ordine al bisogno di  sicurezza sociale.
Il gruppo consiliare del Pd ha sempre sostenuto e ritiene di fondamentale importanza la presenza del consigliere straniero aggiunto in Consiglio Comunale non solo come riconoscimento di diritti elementari (quale appunto la partecipazione democratica alla vita politica degli enti locali) ma anche come reale possibilità di assunzione di responsabilità e di partecipazione, da parte degli stessi cittadini stranieri, alla realizzazione del progetto del bene comune della collettività cittadina.
La possibilità di attribuire il diritto di voto ai migranti che  risiedono  regolarmente in Italia è una questione di cui dibatte anche la politica nazionale,  personaggi politici non solo di sinistra,  come il presidente della Camera l’on.G.Fini, si sono espressi a favore per il riconoscimento di tale diritto.   Nel frattempo molti comuni, anche limitrofi al nostro, hanno istituito questa figura del consigliere comunale  aggiunto.
Con questo scopo è stata presentata dal PD la mozione già a dicembre del 2008, (protocollata il 1/12/2008 assumendo il n°  41824), ma non è stata discussa per scadenza del mandato elettorale 2004/2009.
Precedentemente, sempre nel Mandato elettorale che ha visto Latini sindaco, con i consiglieri comunali Pellegrini, Giacco, Piergiacomi, la sottoscritta ed altri ci eravamo  fatti promotori di una mozione in ordine alla partecipazione dei cittadini extracomunitari alla vita politica degli Enti Locali.
Allora la proposta fu respinta con i voti contrari della maggioranza rappresentata dalle Liste Latini e votarono NO anche i  consiglieri Beccacece, Gallina, Latini e Mengoni ecc.
Oggi siamo testimoni di  questo clamoroso passo indietro delle Liste, con una motivazione aberrante: ” il tentativo di strumentalizzazione politica di questo importante tema, operato dal Gruppo del Pd a mo’ di sfida, al solo fine di tentare di mettere in difficoltà le Liste Civiche “.
Siamo riusciti a mettere in difficoltà Simoncini&Latini ? Non ce ne siamo accorti, ma sopratutto spiegateci per quale motivo ?

Io mi auguro tuttavia – dato che il nostro interesse prioritario è quello di contribuire a rendere migliore la vita dei nostri concittadini ( e non quello di “giocare a mettere in difficoltà” alcuno) – che al momento della discussione e votazione della nostra mozione si possa trovare, con i colleghi della maggioranza, il più ampio consenso e mi auguro che liberi da imposizioni possano di coscienza votare a favore di una mozione che ha come unico scopo quello di dare dignità e riconoscimento a quei fratelli migranti che venuti  nella nostra comunità, si sono fatti apprezzare per la loro laboriosità, per la loro carica umana contribuendo ad arricchire la nostra vita sociale, culturale e i cui figli sono i compagni di scuola, colleghi di lavoro dei nostri figli.

 Paola Andreoni
capogruppo consigliare PD

  Comune banner PD                                                             

                             MOZIONE

oggetto:  modifica dello Statuto comunale per permettere l’elezione di un rappresentante dei cittadini extracomunitari, come Consigliere Straniero Aggiunto, con diritto di parola.

 I sottoscritti Consiglieri Comunali del Partito Democratico, propongono la seguente mozione da inserire, all’Ordine del Giorno della prossima riunione del Consiglio Comunale.
                                                          premesso
– che l’immigrazione rappresenta un valore e una risorsa per la nostra società e che il cittadino immigrato è una parte della società e non una società a parte;
– che le caratteristiche della società in cui viviamo sono profondamente mutate e questi cambiamenti riguardano proprio la nuova composizione multietnica e multiculturale delle nostre comunità dovuta al consolidardi della presenza di cittadini immigrati da paesi extra comunitari nella vita lavorativa, religiosa, ciulturale, e sociale del nostro Paese;
– che gli immigrati rappresentano una presenza significativa in continuo aumento nel territorio nazionale e locale tanto che la  Regione Marche ha sperimentato negli anni una dinamica di crescita della popolazione non comunitaria tra le più alte a livello nazionale con un netto incremento del numero di donne e minori;
                                                         considerato
– che l’art. 9, comma 4 del D.Lgs. 286/1998, dispone che lo straniero titolare della carta di soggiorno può partecipare alla vita pubblica esercitando anche l’elettorato quando previsto dall’ordinamento;
– che l’art. 6, comma 2, del D.Lgs. 267/2000 T.U.E.L.  stabilisce che lo Statuto deve specificare le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze e che nella comune accezione proprio il voto è una delle forme più rilevanti di paartecipazione;
– che l’art. 8, comma 5 del D.lgs. 267/2000 T.U.E.L. dispone che lo Statuto, ispirandosi ai principi di cui al D.Lgs. 286/1998  promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione Europea  e degli stranieri regolarmente soggiornanti;
– che in attuazione della Direttiva CE n. 94/80 recepita con D.Lgs.  n. 197/1996  e successivamente inserita nell’art. 40 della “Carta dei Diritti”, è stato esteso il diritto di voto amministrativo locale ai cittadini europei non italiani residenti nel nostro Paese;
– che il Titolo V della Costituzione  attribuisce particolare valore allo Statuto Comunale quale documento fondamentale che definisce il patto di di cittadinanza e le regole della convivenza civile e democratica nella comunità di riferimento;
– che l’Associazione Nazinale dei Comuni Italiani, attraverso la propria Commissione Immigrazione, si è fatta promotrice di interventi in favore al diritto di elettorato attivo e passivo per i cittadini stranieri extracomunitari residenti per le elezioni amministrative;
– che nonostante Governo e Parlamaento non abbiano ancora  legiferato su questa materia, il tema del riconoscimento del diritto di voto amministrativo ai cittadini extra comunitari residenti stabilmente in Italia è da vari anni nell’agenda politica e non può essere questione di destra o sinistra, ma è un problema di buon senso tanto che è stato affrontato dalle diverse forze politiche;
– che diverse  Provincie e Comuni vicini al nostro stanno promuovendo iniziative finalizzate a una piena integrazione sociale e politica dei cittadini immigrati;
                                                       Ritenuto
– che ad Osimo il numero dei cittadini dell’Unione Europea e degli stranieri extracomunitari regolarmente soggiornanti è rilevante;
– che la stragande maggioranza degli stessi intende vivere stabilmente nel nostro Comune rispettando le leggi e le regole di una civile convivenza;
– che se viene loro richiesto il rispetto delle leggi e delle consuetudini locali va riconosciuta, in uno stato di diritto, l’attribuzione di pieni diritti;
– che ciò non può essere visto esclusivamente come riconoscimento di diritti elementari, ma deve essere recepito anche e soprattutto come assunzione di responsabilità da parte degli stessi cittadini extracomunitari alla partecipazione di un progetto di realizzazione del bene comune;
                                                       Propongono
                                           che il Consiglio Comunale
si dichiari favorevole all’introduzione nel Comune di Osimo del Consigliere  Straniero Aggiunto andando a  modificare lo Statuto Comunale, con la previsione del seguente articolo:
                                                      art. 46 bis.
1. E’ istituita la figura del Consigliere Straniero Aggiunto riconoscendo ai cittadini stranieri maggiorenni, residenti nel Comune di Osimo, il diritto di eleggere direttamente propri rappresentanti , chiamati a partecipare ai lavori del Consiglio Comunale con diritto di convocazione alle sedute del Consiglio, di informazione preliminare sugli oggetti trattati, con solo diritto di parola, senza diritto di voto. Interviene nel merito di tutte le questioni discusse nel Consiglio Comunale con pari dignità dei Consiglieri eletti.
2. Partecipa ai lavori delle Commissioni Consiliari permanenti e delle commissioni speciali con le stesse modalità previste dal comma 1.
3. L’elezione della figura del Consigliere Straniero Aggiunto, disciplinata da apposito regolamento, avviene in coincidenza delle elezioni per il rinnovo del Consiglio. Questi rimane in carica per la durata del mandato dello stesso Consiglio.
4. Il Comune assicura le migliori condizioni operative per l’esercizio del mandato.
Osimo il 1 settembre 2009
   f.to           Il gruppo  consiliare comunale PD Osimo

 

 

“IL SIGNORE PROTEGGE LO STRANIERO “ (Salmo 146 )

Ricevo e Pubblico.

Settantatre eritrei sono lasciati morire di fame e di sete mentre tentano di attraversare il Mediterraneo per arrivare sulle nostre coste. Né il governo italiano né quello maltese li soccorrono! Questo è un crimine contro l’umanità che si può spiegare solo con l’abbrutimento delle nostre coscienze. E’ sangue innocente , sangue dei ‘dannati della storia’.
Abbiamo appreso questa notizia assurda , l’ultimo giorno del campo di lavoro GIM (Giovani impegno missione): “ In ascolto degli immigrati” ,a Castelvolturno (Caserta),che è diventato il simbolo di come trattiamo e sfruttiamo gli immigrati. Abbiamo potuto toccare con mano come gli oltre cinquemila immigrati lungo il litorale domizio vivano in condizioni disumane sia per quanto riguarda le loro case che per il loro lavoro. Abbiamo colto la loro rabbia  (è rabbia quella che si coglie negli occhi e nelle parole degli africani!) sia incontrandoli e parlando con loro per strada, sia nelle serate al Campo. Con loro abbiamo visto il documentario” Come un uomo sulla terra “, una forte denuncia di come i libici trattano gli africani :altro capitolo vergognoso di questa tragica storia d’Africa. Dopo aver visto quell’agghiacciante documentario, gli africani ci hanno raccontato quello spaventoso viaggio della morte per arrivare in Libia: i fuggiaschi dell’Africa Orientale via Khartoum ( Sudan), quelli dell’Africa Centrale via Agadez ( Niger). Molti i morti in quella traversata. E chi raggiunge la Libia, lo aspetta una vita d’inferno per pagarsi il viaggio sulle ‘zattere del mare’! E’ un esodo apocalittico questo da un’Africa che sprofonda sempre di più nella miseria ( la Banca Mondiale afferma che 280milioni di africani vivono con meno di 75 centesimi di euro al giorno! ).E il nostro governo risponde a questa tragedia, tagliando i fondi ai paesi impoveriti (nonostante tutte le promesse fatte a L’Aquila durante il G8 ) e infischiandosi dei diritti umani in Africa. L’esempio clamoroso di questo è il nostro appoggio alla terribile dittatura di Afeworki ( ecco il perché della fuga degli eritrei).Lasciarli morire a mare è il massimo dell’ingiustizia. Lo stesso vale per la politica estera italiana nei confronti della Libia di Gheddafi, la più longeva dittatura del continente. La visita ora di Berlusconi a Tripoli a bordo delle frecce tricolori è un insulto alla violazione dei diritti umani in quel paese e al genocidio in atto nel Mediterraneo. In questo mare infatti, secondo la stima del giornalista di La Repubblica ,G. Visetti, sono già morti dal 2002 al 2008 42mila uomini e donne con una media di una trentina di annegati al giorno! E’ questo il più grande genocidio europeo dopo quello della Shoah:sono esseri inutili ed esclusi dal sistema. Sono in più, non servono al mercato (è la UE dei mercati o dei popoli)? Sono gravi le responsabilità della UE con il Frontex !
Ha ragione Marina Corradi a ricordarci su Avvenire l’indifferenza dell’Europa 65 anni fa di fronte al genocidio degli ebrei considerati untermensch, sotto-uomini. Con la stessa indifferenza oggi assistiamo noncuranti alla morte di migliaia e migliaia di immigrati, che per noi sono sotto-uomini. Il vocabolario e il razzismo leghista trionfano e diventano la nuova cultura italiana.E questo gli immigrati lo sentono.E questo si trasforma in rabbia.
A Castelvolturno, abbiamo visto negli occhi degli africani tanta ’rabbia’ contro un paese come l’Italia che ritenevano ospitale, ma che ora si mostra sempre più razzista e xenofoba. Rabbia contro il Pacchetto Sicurezza di Maroni che criminalizza il clandestino . Rabbia  contro un decreto che obbliga così tanti immigrati malati a non farsi curare in ospedale. Rabbia contro la costruzione di 10 nuovi CIE ( Centri di identificazione ed espulsione), vissuti da loro come veri lagerRabbia contro la sanatoria di colf e ‘badanti’( che brutto vocabolario!), lasciando da parte i lavoratori, in particolare i braccianti che lavorano spesso in nero,per 8-12 ore sotto il sole. ( E’ possibile che noi italiani abbiamo già dimenticato che siamo stati anche noi ‘forestieri in terra di Egitto’,dove abbiamo sperimentato anche noi l’emarginazione, il disprezzo e l’oppressione? )
Siamo grati che gli organi centrali della Chiesa e tanti vescovi italiani, abbiano preso posizione in difesa degli immigrati. Ma la situazione è gravissima : è in ballo la stessa democrazia e per i cristiani la nostra stessa fede. Infatti il Dio in cui crediamo è il Dio degli stranieri, dei forestieri, delle vedove e degli orfani e ascolta il loro grido. Avranno ora i nostri pastori il coraggio di chiedere la disobbedienza civile di fronte a leggi ingiuste, razziste e razziali, come il cardinale di Los Angeles R. Mahony aveva minacciato di fare nel 2006 , in situazioni analoghe ,negli USA?
Non possiamo più starcene con le mani in mano. Dobbiamo parlare, gridare, agire tutti insieme ,al di là di fedi e di ideologie.       Napoli, 01 Settembre,2009 Ore: 17:09

f.to  Alex Zanotelli-Domenico Guarino (Missionari Comboniani Rione Sanità- Napoli)
f.to  Eleonora Reboldi- Anna Insogna  (Missionarie Comboniane- Torre Annunziata)

Chi semina vento…….intervento del gruppo consiliare Pd di Osimo

sbarco34078 migranti hanno vagato su un canotto tra la costa Libica, Lampedusa e Malta per 20 giorni, in uno dei tratti di mare più controllati al mondo e nessuno li ha soccorsi. Solo 5 di loro hanno raggiunto stremati la riva. Le indagini accerteranno eventuali responsabilità.

Poche le certezze:
– il mancato soccorso;
– i cadaveri restituiti dal mare;
– il reato di immigrazione clandestina introdotto nella legislazione italiana che trasforma naufraghi erranti in malviventi da catturare, multare ed espellere.

Il gruppo consiliare PD di Osmo:
– esprime ferma indignazione per quanto accaduto;
– invita il governo italiano a definire azioni di contrasto all’immigrazione clandestina coinvolgendo l’Europa e non il regime libico;
– invita il governo italiano ad abolire leggi e/o decreti che alimentano comportamenti ostili nei confronti di cittadini extracomunitari, ovunque si trovino, offendono le tradizioni democratiche e i principi cristiani degli italiani e contravvengono ai valori fondanti della nostra Repubblica.

I naufragi al largo della Sicilia, come durante la Shoas si faceva finta di non vedere i convogli pieni di ebrei.

Con questo paragone l’Avvenire, quotidiano dei vescovi, ha voluto descrivere la tragedia dei giorni scorsi nel canale di Sicilia. Nel naufragio di un gommone a cui nessuno ha prestato soccorso sono morte 73 eritrei. Un triste bilancio stilato dai soli cinque compagni di viaggio rimasti superstiti. “Una grave offesa all’umanità” è stata la denuncia della Conferenza episcopale italiana.

Occhi chiusi “non si è voluto vedere il barcone degli eritrei dispersi in mare”, certo non vederli per non soccorrerli, questa è la politica del nostro governo, della Lega  e del PDL.
Una grave offesa all’umanità e un omissione imperdonabile per questo disprezzo della vita che invece a parole, si solo a parole si difende .
“Nessuna richiesta di soccorso”, una replica vergognosa dopo molto silenzio è stata diffusa dal ministero dell’Interno: “Nessuna richiesta di soccorso, dal gommone che trasportava i cinque eritrei, è pervenuta alle autorità italiane prima di quella che ha consentito l’intervento del pattugliatore della Guardia di finanza, né l’imbarcazione è stata mai avvistata dai numerosi servizi di pattugliamento che quotidianamente si svolgono nell’area”.

Così ha dichiarato  il segretario del PD:

Qui non è più problema di destra o di sinistra, qui siamo di fronte ad una tragedia annunciata,causata da norme immorali e ingiuste contrarie al diritto internazionale che hanno anche l’effetto pratico di ostacolare il soccorso in mare. Il governo sta facendo scelte macchiate di xenofobia e di razzismo: non si può perdere la capacità di indignarsi di fronte all’orrore.

La barbarie messa in moto dalla Destra italiana  comincia a superare gli argini e possiamo augurarci che qualcuno in questa Italia addormentata cominci a pensare che è tempo di scendere in piazza.
Paola Andreoni

La Lega e la maggioranza al governo come i “novelli Bravi” di don Rodrigo.

mariage 3Arrivano le contestazioni dalle riviste cattoliche ( Famiglia Cristiana) alla legge sulla sicurezza.
Nel mirino del settimanale cattolico questa volta finiscono i vincoli imposti ai matrimoni tra stranieri e nelle unioni miste.
“Ironia della sorte – vi si legge – è toccato a Verona, la città di Romeo e Giulietta, aprire le danze”. Prosegue poi, il settimanale , affermando che , ” Quanto alla legge sulla sicurezza, che per le nozze miste sembra scritta da don Rodrigo (ma chiedere a un politico leghista di leggere i Promessi Sposi del ‘gran lombardo’ Alessandro Manzoni è chiedere troppo), essa sarà probabilmente spazzata via da una sentenza della consulta non appena qualcuno la impugnerà “.
Nel frattempo, propaganda dopo propaganda, qualunquismo dopo qualunquismo, inseguendo poco alla volta tutte le paure e le fobie di un Nord sempre pià chiuso e piegato su se stesso, la Lega sara forse riuscita a conquistarsi qualche voto in più e magari anche le poltrone di governatore della Lombardia e del Veneto.
Tutto questo avverrà dice il giornale sacrificando solo “qualche centinaio di migliaia di extracomunitari , che in fondo avranno dovuto rinunciare solo al loro sogno di sposarsi e metter su famiglia”.
In fondo queste nozze, dicevano i bravi di don Rodrigo , “non sanno da fare”.
Con altrettanta baldanza così ha deciso anche la Lega, imponendo il suo programma alla maggioranza, ” con buona pace di quelle centinaia di migliaia di stranieri clandestini, badanti comprese, che non hanno il diritto d’innamorarsi, amarsi e creare una famiglia fondata sul matrimonio e protetta giuridicamente. In spregio a un diritto fondamentale della persona, sancito dalla Costituzione (agli articoli 29 e 30), dalle leggi dell’unione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, da quel diritto naturale e universale che muove il mondo e che è alla base del Vangelo: l’amore “.

Mi auguro e questo penso sia il sentimento comune della maggioranza degli italiani,  che questa legge sia destinata ad essere abrogata  ed essere cancellata per gli evidenti limiti costituzionali . Nel fratttempo,  però avrà dato i suoi frutti a chi l’ha voluta, e procurato danni evidenti , ai sentimenti ed agli affetti di migliaia di persone, ma anche all’immagine internazionale del nostro paese.

Razzismo di Ferragosto: arresti in tutta Italia. In Osimo una bella notizia, l’Amministrazione Simoncini dichiara di voler sostenere la casa di accoglienza per immigrati di Santa Palazia.

E’ partita nell’indifferenza generale degli italiani la caccia al clandestino di metà agosto. Da qui al primo settembre sono clandestine persino le badanti che il governo Berlusconi ha deciso tardivamente di regolarizzare. Ma i dubbi interpretativi  e le lacune applicative della legge sono ancora tante.   
A Firenze: i primi otto arrestati sono cinesi, naturalmente, la comunità più presente in Toscana. L’unico centro di “detenzione” disponibile è a Bari. Undici poliziotti devono scortarli su un pullman proprio nella giornata del grande esodo di agosto. Alla fine non se ne fa nulla, troppo complicato e soprattutto impossibile assicurare il turno di riposo degli agenti. I cinesi tornano liberi.
A Pescara due ragazzi marocchini dormono in spiaggia perché non hanno casa. La polizia liarresta come clandestini. Il comune di Pescara emette un’orgoglioso comunicato: “Siamo la seconda città d’Italia, dopo Imperia, ad aver applicato la nuova normativa sulla clandestinità”. Complimenti.  
A Torino un ragazzo “asiatico” (così lo descrive La Stampa) viene aggredito da un gruppo dirapinatori rumeni. Gli portano via il portafoglio. Da buon cittadino chiama la polizia e fa arrestare i rapinatori, tre persone violente in meno in strada. Per lui scatta subito l’arresto per clandestinità. I soldi che c’erano nel portafoglio gli serviranno a malapena a pagare la multa come clandestino.
A Bari i carabinieri hanno bloccato altri due “pericolosissimi” clandestini: due ragazzini afghanidi 14 e 16 anni nascosti nel rimorchio di un camion che trasportava frutta.
A Loano (Genova) una ragazza honduregna sta per sposare un operaio milanese (quindi un padano doc). Non è un matrimonio combinato, è amore. Il sindaco li aspetta davanti al municipio per celebrare le nozze. Arriva invece la polizia, la trasferisce al Cie di Bologna e in queste ore sarà rimpatriata.
A Padova un brasiliano di 31 anni, appena dimesso dall’ospedale San Carlo, è stato segnalatodalla clinica al posto di polizia perché senza documenti e portato in questura. Ora si deciderà se espellerlo o trasferirlo in un centro di “detenzione”.  
Vera e propria retata a Parma: controlli a tappeto sugli immigrati in centro storico, stazione equartiere San Leonardo. Sui 14 controllati, due sono risultati clandestini e immediatamente arrestati.  
A Sestri Levante (Genova) un senegalese di 36 anni è stato arrestato per clandestinità. Vendeva“cianfrusaglie” su una bancarella. I suoi connazionali intorno sono riusciti a scappare, lui è stato troppo lento. Arrestato, si trova nella camera di sicurezza della caserma di Sestri.
A Torino il comune ha avvertito gli stranieri che dovevano sposarsi delle nuove regole.  Unacoppia ha annullato il matrimonio perché non aveva i documenti. Fino alla scorsa settimana per le pratiche anagrafiche non era previsto alcun controllo, oggi si rischia l’arresto immediato. 
A Catania un ragazzo senegalese di 20 anni si è fatto male ad un piede ed è andato al prontosoccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele. E’ stato medicato e poi denunciato come clandestino. 
A Figline Valdarno un senegalese di 29 anni che chiedeva le monetine dei carrelli nelparcheggio di un supermercato ha aiutato una donna che era caduta. I passanti hanno pensato a un’aggressione e hanno chiamato i carabinieri. La donna è finita al pronto soccorso, il “buon samaritano” è stato arrestato.

 Ad Osimo ?  Ad Osimo invece una bella notizia, l’Amm.Comunale presta interesse alla sorte della struttura diocesana della casa di Accoglienza di  Santa Palazia destinata agli immigrati. E’ una buona notizia,  sicuramente positiva e in controtendenza all’atteggiamento che la stessa maggioranza ha tenuto in Consiglio Comunale  bocciando la nostra proposta di non avvalersi delle ronde  ed alle affermazioni di esponenti della stessa coalizione del Sindaco in ordine alle  discriminante ipotesi di case-popolari solo agli italiani.   

Santa PalaziaSosteniamo e approviamo l’iniziativa del Sindaco Simoncini: la struttura di Santa Palazia espressione della solidarietà della chiesa e di tutti gli osimani verso i migranti  NON  VA’ CHIUSA ed occorre intervenire per sostenere l’Associazione “A Piene Mani” che di fatto gestisce la struttura , aiutandola a superare le attuali difficoltà economiche per la gestione della casa di accoglienza di Santa Palazia.    Chiediamo all’Amministrazione Simoncini (oltre alle buone intenzioni), un concreto atto di sostegno a favore dell’Associazione A Piene Mani, recupernado dal Bilancio Comunale ( come ha  recentemente fatto stornando dall’avanzo di amministrazione 2008 notevoli risorse –  € 35.000,00 – per finanziare fino a dicembre la figura del city Manager)  le occorrenti  risorse economiche oltre a quelle trasmesse dalla Regione Marche,  necessarie alla prosecuzione  dell’iniziativa della casa di accoglienza di Santa Palazia in favore dei migranti .

Paola Andreoni

L’otto agosto……

Il prossimo otto agosto entrerà in vigore il cosiddetto “pacchetto sicurezza”.
Mentre molti italiani saranno al mare, comincerà la vera e propria persecuzione degli immigrati che questa legge “incostituzionale” permette. Sono cmigrante 8onvinta che il ministro dell’interno Maroni mobiliterà polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili urbani, ronde e quant’altro a chiedere i documenti a chiunque non corrisponda allo stereotipo dell’italiano: bianco e coi capelli neri. Anche i cittadini italiani di carnagione scura sono a rischio.
La TV, ovviamente, darà ampio risalto alle operazioni che il ministro Maroni pianificherà e che sicuramente avranno il carattere della spettacolarità con lo scopo di intimorire i migranti. La sofferenza di questi nostri fratelli e sorelle scomparirà dalla TV, se mai c’è stata. Nessuno si occuperà di loro.
Al rientro dalle ferie la maggioranza dei lavoratori dovrà fare i conti con la crisi economica e passerà ancora di più l’idea che, tutto sommato, il decreto sicurezza è giusto perché così gli immigrati “finiranno di rubare il posto agli italiani”, come dicono  Lega-PDL.

Quello che ho descritto non è purtroppo un brutto sogno, un incubo dovuto alla calura estiva, magari lo fosse. E’ la tragica realtà con cui dobbiamo fare i conti oggi e nei prossimi mesi e che ho potuto toccare con mano nelle ultime settimane: l’intolleranza di alcuni bagnanti nei confronti dei molti migranti “vu cumprà” lungo le nostre spiaggie, rei di infastidire il riposo sotto l’ombrellone.

Il prossimo mese sarà duro. Tutti coloro che hanno sempre vissuto ai margini della legalità e che hanno fatto del culto della violenza la propria ragion d’essere hanno rialzato la testa. Il pugno duro invocato dal Ministro Maroni li farà ringalluzzire, ognuno penserà che sia un proprio diritto punire chi si ritiene colpevole di qualcosa o chi si ritiene inferiore.  E i mezzi di comunicazione spacceranno la violenza razzista come “movida”, un termine con il quale si indicano le risse notturne fra i giovani che si riuniscono davanti ai bar per bere e fumare.

Come gruppo consiliare del PD abbiamo proposto al civico consesso una mozione con la quale si chiedeva di non utilizzare in Osimo le cosi dette “ronde”, poteva essere un segnale, un modo di opporsi  alle leggi razziali, un dare testimonianza che è possibile affrontare la questione migrazione ed integrazione in modo diverso. Abbiamo chiesto la possibilità di istituire il consigliere comunale aggiunto, (un posto aggiunto di consigliere comunale, senza diritto di voto,  riservato ad un extra-comunitario regolarmente residente nel nostro Comune ed eletto fra la comunità dei migranti presenti in città) per dare voce ai problemi dei nostri fratelli migranti e nello stesso tempo far si che le lamentele e i disagi di alcune zone del nostro territorio avessero un punto di riferimento per trovare, nella condivisione e nel confronto,   risoluzioni . Ma ancora una volta le nostre proposte sono state bocciate, rilevando il vero volto, quello delle “destre-civiche”, di chi amministra la nostra comunità.
Ma non mi arrendo, conosco i miei concittadino, credo sapranno  opporsi ed indignarsi decisamente alle leggi razziali imposte da questo governo, continuerò a proporre iniziative in Consiglio Comunale per non fare applicare – per quanto di competenza locale – queste disposizioni nel nostro territorio, a cominciare dalla questione della iscrizione anagrafica dei bambini appena nati figli di migranti senza permesso di soggiorno.
E’ necessario resistere, in nome della nostra Costituzione e dei nostri valori di riferimento. E’ questo il compito che ci attende anche in questa pausa estiva.
Paola Andreoni

Ero straniero e mi avete accolto.

Oggi è giorno di lutto per l’Italia fondata sul diritto e sulla Carta Costituzionale. Assistiamo disarmati alla demenza giuridica ed alla vergogna di un governo che legifera solo per soddisfare i propri istinti e la propria ignoranza.    Il presidente del consiglio, «utilizzatore finale» di escort a tre zeri, aveva bisogno di qualcosa per distrarre dal porcilaio in cui l’Italia intera è stata annegata per sua stessa colpa. La distrazione nazionale si chiama «il reato di clandestinità» da dare in pasto alle paure  indotte dagli stessi che legiferano.
E’ legge, dunque, la norma che prevede il reato di clandestinità che per forza d’inerzia farà aumentare i clandestini come funghi dopo la pioggia; i centri di identificazione da luoghi di verifica civile diventano lager consentiti, passando da 60 a 540 giorni (il 900%). Se Cristo fosse fisicamente presente in Italia,  sarebbe clandestino e verrebbe rinchiuso in un lager di «verifica».

Oggi muore la decenza, muore il Diritto nella nostra “cattolicissima Italia”.
Nella legge che dichiara la clandestinità reato, c’è una norma che inasprisce il reato di mafia (il 41bis). E’ una trappola. Vedremo che tutti i governativi e la maggioranza al guinzaglio si farà scudi di questo articolo per screditarsi tutori di legalità integerrima: essi inaspriscono le pene alla mafia, ma fanno eleggere al parlamento e nelle regioni mafiosi condannati o in via di processo.

Ai clandestini colpevoli di essere uomini e donne in cerca di dignità e agli Italiani e Italiane che hanno ancora il senso del diritto, chiedo di unirci: per combattere questa ignominia di cui proviamo vergogna e che disprezziamo come disprezziamo coloro che l’hanno votata.

Mi auguro che anche la gerarchia cattolica faccia sentire la sua autorevole voce e sia di richiamo a tutti i cattolici di questo Paese illuminadone le coscienze.

Come cattolica e come cittadina farò disobbedienza civile a questa legge razzista  che prevede, fra le altre cose, la possibilità che i medici denuncino i clandestini ammalati, la tassa sul permesso di soggiorno (dagli 80 ai 200 euro!), le “ronde”, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e i matrimoni misti, e il riconoscimento dei figli da parte della madre clandestina,  il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l’ordine di espulsione.

Sicurezza: meno slogans, più risorse alle forze dell’ordine

Negli ultimi giorni si sono verificati numerosi casi di violenza sessuale. Si tratta di episodi gravissimi che dimostrano in modo evidente che la sicurezza non aumenta con la propaganda. Berlusconi e la sua coalizione, infatti, hanno vinto le elezioni politiche cavalcando le paure dei cittadini, denunciando un’insicurezza dilagante e promettendo il pugno di ferro contro la criminalità. E questi sono i risultati.
I problemi legati alla sicurezza, agli immigrati clandestini che delinquono, allo spaccio di droga nelle città si possono risolvere solo con un approccio concreto, non certo con gli spot e la propaganda a cui il PdL e la Lega Nord ci hanno purtroppo abituati.
Tra il 2001 e il 2009, il centrodestra e la Lega hanno governato per ben sette anni, salvo la breve esperienza del centrosinistra di Romano Prodi tra il 2006 e il 2008, e certamente, in tutto questo tempo, non è affatto migliorato il livello di sicurezza dei cittadini. Ad esempio le principali leggi che dovrebbero garantire un’efficace lotta all’immigrazione clandestina e allo spaccio di droga sono la “Bossi-Fini” e la “Fini-Giovanardi”, che prendono il nome dai loro autori, noti esponenti del centrodestra oggi al governo. Queste leggi sono totalmente inutili per contrastare i fenomeni criminali e sono state redatte con intenti propagandistici che, col passare del tempo, dimostrano tutta la loro inefficacia.
A questo proposito è bene ricordare come, nel 2008, durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative, Alemanno e la destra a Roma abbiano imbastito una feroce campagna propagandistica sulla sicurezza in città contro Veltroni e il centrosinistra, a seguito del barbaro omicidio della signora Reggiani. Con questa logica cosa si dovrebbe dire ora sul livello di sicurezza della Capitale sotto la guida di Alemanno?
Secondo la Destra nelle amministrazioni locali in cui la destra governa, come Roma e Milano la responsabilità degli efferati episodi di violenza è dei cittadini rumeni, mentre nelle amministrazioni guidate dal centrosinistra, per esempio a Bologna, la colpa sarebbe del Sindaco.

Eppure la Destra e la Lega, fin dai primi mesi del loro nuovo governo, hanno approvato il Decreto Sicurezza e hanno inviato i militari nelle città metropolitane. Non è cambiato nulla perché, nello stesso tempo, il governo ha tagliato pesantemente le risorse per le forze dell’ordine, colpendo gravemente la loro capacità di operare e di controllare il territorio.
E’ curioso, inoltre, sottolineare l’atteggiamento totalmente strumentale della destra e della Lega sul tema della sicurezza. I problemi della sicurezza e della lotta al degrado vanno affrontati non con la propaganda ma con i fatti.
E’ necessario garantire maggiori risorse per le Forze dell’Ordine per permettere loro di avere strumenti efficaci per il presidio del territorio. Quella dei militari nelle città è solo una soluzione tampone al problema della sicurezza nei centri urbani. Non si può certo pensare di rendere le città più sicure mandando in giro qualche militare in divisa, senza assicurare un organico adeguato e i mezzi indispensabili a Polizia e Carabinieri per svolgere stabilmente la loro funzione.
E’ necessario, poi, investire maggiori risorse nell’intero settore della giustizia, per aumentare l’organico dei magistrati  in modo da snellire e velocizzare le procedure burocratiche, contribuendo così a ridurre i tempi dei processi.
Non si governa un Paese con la propaganda. Non si può affrontare seriamente il problema della sicurezza a colpi di decreti che risultano inutili nella pratica, favorendo le ronde di privati cittadini, fomentando forme di “giustizia fai-da-te” e inviando qualche centinaio di militari nelle città invece di mettere le Forze dell’ordine e la giustizia in condizioni di poter operare con efficacia per la sicurezza di tutti i cittadini.

Immigrati: i missionari bocciano il governo

In un duro comunicato le riviste e gli istituti missionari criticano il provvedimento che consente ai medici di denunciare gli irregolari che chiedono cure (di seguito il comunicato).

Prima malati che clandestini

 

Una ferita ai diritti delle persone immigrate e un pericolo per la salute degli stessi immigrati e dei cittadini tutti. Così giudichiamo la revoca della legge che impediva ai medici di denunciare gli immigrati clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie. E perciò esprimiamo la nostra indignazione.

 

La decisione adottata dal governo (che va ad aggiungersi a quella di rendere la clandestinità un “crimine”) costituisce un fatto grave, per di più in un momento delicato come l’attuale in cui al legislatore sono chiesti saggezza, equilibrio e lungimiranza. L’esigenza legittima di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza non può mai far sì che siano calpestati i diritti delle persone. Una scelta di questo tipo non fa che aggravare un clima già pesante, che vede gli immigrati più vulnerabili che mai e tende a esasperare le contrapposizioni, invece di favorire l’integrazione.

 

Il provvedimento in questione, inoltre, si rivela miope in quanto a tutela della salute pubblica, dal momento che scoraggia di fatto gli immigrati che necessitano di cure e non hanno i documenti in regola, allontanandoli da ospedali e ambulatori. Il rischio che si diffondano malattie e che, contemporaneamente, si alimenti un mercato della salute parallelo è tutt’altro che teorico.

 

Per queste ragioni, condanniamo con forza l’operato del governo su questo punto e auspichiamo che la norma in questione sia ritirata al più presto.

Chiediamo soprattutto che cambi l’approccio culturale a una questione come l’immigrazione. Noi, che in Africa, Asia e America Latina siamo stati immigrati, abbiamo ricevuto calore e accoglienza e abbiamo sperimentato la possibilità concreta di reciproco rispetto e condivisione di valori, tradizioni e ricchezze spirituali al di là di differenze etniche, culturali e religiose. Un popolo e uno Stato che si riconoscono nei valori della Costituzione non possono rinunciare ad avvicinare l’immigrato – regolare e clandestino – innanzitutto come una persona, con diritti e doveri. In caso contrario, stiamo scivolando a grandi passi verso la barbarie.

Federazione Stampa Missionaria Italiana

Commissione Giustizia e Pace della Conferenza degli Istituti Missionari Italiani

 

 

 

 

Chiedo scusa come italiana a tutti gli indiani Sikh.

A Forlì c’è un cimitero di indiani che commemora la caduta di centinaia di Sikh morti nella seconda guerra mondiale, durante la liberazione dell’Italia inquadrati nell’Ottava Armata Britannica. Mi hanno detto che furono 769 i caduti dell’esercito indiano,  prevalentemente di religione musulmana, morti per liberare un territorio che ora guarda i loro nipoti con disprezzo.
immagine1Invece di essere riconoscenti a quei ragazzi che persero la vita ed al loro popolo, a distanza di  anni alcuni ragazzi che fanno vergognare d’essere italiani danno fuoco ad un indiano Sikh, e cosa ancora più grave gli amici davanti alle telecamere ( dal servizio  di “Chi la Visto” andato in onda ieri sera) ci ridono e scherzano sopra.

Che dire:  VERGOGNA e perdonateci se potete.

Cercare altrove i responsabili ? E’ nostra la cultura della violenza.

Quello che è successo ieri a Nettuno è gravissimo mi indigna fortemente e credo condiviso nella stragrande maggioranza degli italiani e della nostra comunità osimana, esprimo solidarietà al giovane indiano selvaggiamente picchiato e bruciato. Episodi di intolleranza criminale come questo e altviolenza_donneri, sono il frutto di predicazioni xenofobe non abbastanza combattute anche da noi, si dobbiamo dircelo, giustificazioni e tolleranza troppe, troppi silenzi, troppi distinguo di fronte a questo clima di odio e di paura ci deve interrogare tutti e cercare di  porvi  rimedio prima che sia troppo tardi!

Per questo Condivido pienamente quanto scritto oggi  su “LaRepubblica” da Miriam Mafai

La cultura della violenza
di MIRIAM MAFAI

Ancora una violenza razzista, ma non soltanto. Si cerca di uccidere per divertimento, un tragico réfrain. “Nel 2009 ce sarà da divertisse…”, dice Davide Franceschini, un normale ragazzo romano, in un’intervista alla televisione la sera di Capodanno.

Qualche ora dopo passa dalle parole ai fatti, e “per divertisse” violenta ripetutamente una ragazza conosciuta nel corso di una festa alla Fiera di Roma. “Avevamo bevuto, avevamo deciso che ci saremmo divertiti: uno di noi l’ha violentata due volte quella ragazza. Ci avevamo già provato quella sera, con un’altra coppietta ma ci era andata male”: così Mirel, un rumeno di 21 anni, il più giovane del branco degli stupratori di Guidonia, ha confessato di aver partecipato alla violenza.

Ieri notte un immigrato indiano, mentre dormiva
nell’atrio della stazione ferroviaria di Nettuno, è stato cosparso di benzina e bruciato da un gruppo di ragazzi italiani tra cui un minorenne. Un episodio di razzismo? Pare proprio di no. I tre ragazzi, tutti incensurati, tra cui un minorenne, hanno confessato. Avevano bevuto, forse avevano fatto uso di qualche droga e, alla fine della nottata, volevano “fare un gesto eclatante, provare una forte emozione”. E così, tanto per divertirsi, hanno dato fuoco al barbone.

È un divertimento dunque stuprare una ragazza appena conosciuta ad una festa, è un divertimento aggredire una coppia, chiudere nel bagagliaio l’uomo e violentare la giovane, è per provare una emozione che si può dare fuoco a un poveretto che, quale che sia il colore della sua pelle, dorme nell’atrio di una stazione.

Questo non è razzismo. Forse, se possibile, è ancora peggio. È puro e semplice culto della violenza. E non si corrono rischi quando la violenza non si esercita tra bande rivali ma nei confronti di chi è del tutto indifeso. La vittima allora può essere una donna che torna a casa, da sola, una sera, o una coppia appartata nella sua macchina, o un barbone italiano o straniero che dorme per terra appena protetto da una coperta o da un paio di cartoni. Un divertimento? Pare proprio di sì, un divertimento o una emozione, esaltata dai pianti della donna violentata o dalle grida di un barbone cui viene dato fuoco, dalla sofferenza di un debole che non può reagire.

Avevamo bevuto, eravamo un po’ fatti, volevamo divertirci…
Non c’è la disperazione, la miseria, il degrado (banale e consueta spiegazione sociologica) dietro gli autori di questi reati. Non c’è, dietro l’aggressione di Nettuno, nemmeno la spiegazione, se tale si possa chiamare, del razzismo. No. Nella violenza di questi ragazzi, italiani o stranieri, c’è soltanto un cieco desiderio di sopraffazione, il piacere di infliggere sofferenza e così sentirsi più forti, padroni del corpo dell’altro. Questa è l’emozione. Questo il divertimento, che l’uso della droga, quando c’è, rende finalmente possibile.

Se le cose stanno così, allora siamo tutti chiamati ad un serio esame di coscienza. Dobbiamo intanto riconoscere che il nostro è un mondo intriso di violenza. Non solo per i conflitti e le guerre che lo sconvolgono, e da cui giungono immagini di orrende sopraffazioni, di umiliazioni che i più forti infliggono ai più deboli e indifesi. Non solo per le violenze che si consumano negli stadi. Non solo per i sempre più frequenti episodi di bullismo che si consumano, impuniti, nelle nostre scuole. Ma anche per la cultura di cui la nostra società si nutre. Una cultura che promuove a vincente colui, o colei che, anche violando le regole, conquista la ricchezza o il successo. E che, comunque, di fronte a chi conquista la ricchezza o il successo non ritiene opportuno chiedere come lo ha raggiunto. Ed anzi dà per scontato che per raggiungerlo abbia fatto uso, abbia dovuto far uso, anche di metodi illegali e violenti. Nel nostro mondo, insomma, l’aggressività, la violenza, la forza, o per lo meno una certa dose di aggressività, di violenza, di forza vengono generalmente considerate necessarie, indispensabili per avere successo.

I ragazzi di Nettuno che hanno dato fuoco a un barbone, i giovani rumeni che hanno aggredito una coppietta, chiuso l’uomo nel bagagliaio della macchina e violentato la sua ragazza, il giovane romano figlio di una famiglia di lavoratori che “per divertisse” ha violentato una ragazza conosciuta a Capodanno, ci fanno paura, ma sono figli di questa cultura. È la nostra cultura, quella che caratterizza la nostra società, che in qualche modo abbiamo costruita, che disprezza e irride alla mitezza, alla pazienza, alla solidarietà, alla debolezza, alla sobrietà.

(“LaRepubblica”2 febbraio 2009)