Lunedi 4 novembre 1918, finisce la grande guerra.

Nel 1918 il 4 Novembre finiva la Grande Guerra

650.000 caduti,  947.000 feriti e  600.000 dispersi. 

Domenica 9  novembre verrà celebrata la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, come da allegato programma.

Programma domenica 9 Novembre 

coronaQuest’anno, in occasione dei 100 anni dallo scoppio della 1^ Guerra Mondiale, sono in programma anche due iniziative, una conferenza storica e la proiezione di  un film-documentario per i ragazzi delle scuole, per offrire occasioni di riflessione sull’evento storico e sulle sue drammatiche conseguenze.
Paola

4 novembre 1918, 95° anniversario della battaglia di Vittorio Veneto

4 novembre 1918Il 4 novembre 1918 terminava la prima guerra mondiale. Con l’entrata delle truppe italiane vittoriose a Trento e Trieste, dopo quasi tre anni e mezzo di combattimenti, si concludeva quella che allora venne definita la “Grande Guerra” e si completava il processo di unificazione nazionale. Tre anni dopo, il 4 novembre 1921, l’Italia si stringeva attorno alla figura del “Milite ignoto”, un soldato senza nome per quella che rappresentò la prima forma di elaborazione del lutto personale e collettivo e, soprattutto, un simbolo di identità collettiva e di unione. Ecco perché il 4 novembre si celebra il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. 

La “Grande Guerra”  vide  650.000 caduti,  947.000 feriti e  600.000 dispersi. 

Di fronte a tanta morte e dolore credo che   la ricorrenza ci debba far riflettere privilegiando, i temi della pace, della concordia tra i popoli e della brutalità della guerra.
Il ricordo più intimo va a  nonno Marino, che dalla guerra tornò a casa invalido, lasciando sul fronte  una gamba. Se molti ritornarono dal fronte con mutilazioni varie,  360 giovani osimani non fecero mai più ritorno, questo il sacrificio reso, dalla nostra città, alla  guerra 1915-1918:
Accorroni Giuseppe, Accorroni Serafino, Acqua Roberto, Acqua Terenzio, Adorni Bruno, Agostinelli Giulio, Agostinelli Giuseppe, Albanesi Enrico, Andreoni Vittorio, Andreucci Celestino, Andreucci Cesare, Antonelli Giovanni, Antonucci Nazzareno, Attili Cesare, Attili Michele, Badialetti Cesare, Badiali Enrico, Baffetti Mariano, Baldoni Nazzareno, Baleani Fiorenzi Lanfranco, Baleani Luigi, Barchetti Livio, Barletta Nazzareno, Bartoli Bartolo, Bartolini Antonio, Bertolucci Ruggero, Battaglini Carlo, Bellezza Luigi, Benigni Armando, Bersagi Luciano, Bianchi Vincenzo, Binci Basilio, Binci Vittorio, Biondini Antonio, Biondini Basilio, Bocci Mariano, Bordi Giulio Cesare, Borghi Vincenzo, Borsini Luigi, Brandoni Abele, Brugè LUigi, Binotti Lealdo, Burini Giuseppe, Buscarini Vincenzo, Camerucci Igino, Camilletti Nazzareno, Canalini Giuseppe, Canapa Arnaldo, Cancellieri Serafino, Cantucci Leopoldo, Capogrosso Pietro, Caporaletti Augusto, Caporaletti Enrico, Caporaletti Terenzio, Caporalini Benedetto, Caporalini Clemente, Capotondo Raffaele, Cappanera Giovanni, Cappannari Ferdinando, Cardellini Celeste, Cardellini Serafino, Carletti Enrico, Carloni Luigi, Carnevali Antonio, Carnevali Oddo, Caroti Clemente, Carpera Celeste, Castellani Celeste, Catena Cesare, Catena Enrico, Catena Raffaele, Cecconi Vincenzo, Cervellini Bruno, Cesaretti Amedeo, Cesaretti Cesare, Cesari Antonio, Ciavattini Giuseppe, Ciavattini Raffaele, Cintioli Cesare, Cipolletti Enrico, Cittadini Enrico, Cola Cesare, Cola Luigi, Conti Carlo, Corazzieri Luigi, Crostella Giuseppe, Crucianelli Alfonso, Curina Enrico, Damiani Egidio, Dolcini Vincenzo, Domesi Antonio, Donati Enrico, Egidi Augusto, Faggiani Enrico, Faggiani Ermanno, Faggiani Nazzareno, Falasconi Cesare, Fanesi Igino, Figoli Gualtiero, Filippucci Romeo, Fiore Nazzareno, Frampolli Francesco, Francinella Massimo, Freddi Eugenio, Frontalini Alfredo, Frontalini Luigi, Fusconi Luigi, Gabrielloni Giuliano, Gaggiotti Amedeo, Gaggiotti Giuseppe, Galeazzi Luigi, Gambini Agostino, Gambini Giovanni, Gambini Sante, Gasparetti Giuseppe, Gasperetti Serafino, Gasparri Piermaria Giuseppe, Gatti Cesare, Gattini Giuseppe, Gatto Cesare, Gatto Giulio, Gatto Luigi, Gatto Giulio, Gatto Giuseppe, Gatto Nazzareno, Gatto Raffaele, Giaccaglia Tommaso, Giacchè Guerrino, Giacchetta Clemente, Giacco Giuseppe, Giaconi Giovanni, Giaconi Luigi, Giulietti Carlo, Giuliodori Augusto, Giuliodori Cesare, Giuliodori Egidio, Giuliodori Federico, Giuliodori Ferruccio, Giuliodori Giulio, Giuliodori Settimio, Giuliodori Luciano, Giuliodori Mario, Giuliodori Rodolfo, Giuliodori Sisinio, Glorio Giuseppe, Glorio Emidio, Governatori Nazzareno, Graciotti Ubaldo, Graciotti Valentino, Graoli Cesare, Graoli Luigi, Gatti Nazzareno, Guercio Luigi, Guercio Nazzareno, Ippoliti Giovanni, Ippoliti Luigi, Lanari Aurelio, Lasca Cesare, Lasca Giulio, Latini Remo, Lepori Pacifico, Liberti Luigi, Lillini Enrico, Lillini Umberto, Lisei Augusto, locatelli Giuseppe, Loretani Vincenzo, Lizzi Domenico, Luconi Augusto, Lumachini Amedeo, Luna Giuseppe, Maggi Giuseppe, Maggiori Cesare, Maggiori Enrico, Magliani Emilio, Magnoni Luigi, Mengarelli Mario Achille, Manuale Cesare, Maraschio Ernesto, Maraschio Enrico, Maraschio Giuseppe, Marchegiani Gaif, Marchegiani Giuseppe, Marchegiani Giovanni, Marchetti Alessio, Marchetti Cesare, Marchetti Gaspare, Marchetti Ilario, Marianesi Federico, Marconi Alfonso, Marconi Bentivoglio, Mariani Arduino, Mariani Luigi, Marincioni Clemente, Marincioni Raniero, Marinelli Enrico, Marinelli Eugenio, Marini Emilio, Marini Cesare, Marra Cesare, Martini Luigi, Marziani Giulio, Marzioli Luigi, Marzioni Costantino, Marzocchini Giuseppe, Marzocchini  Ignazio, Massaccesi Alfredo, Massaccesi Giulio, Massaccesi Pietro, Matassoli Giuseppe, Mazzieri Antonio, Mazzieri Giovanni, Mengarelli Adolfo, Mengarelli Giorgio, Menghini Emiliano, Mengoni Enrico, Mengoni Savino, Mercante pietro, Mezzelani Giulio, Mezzelani Marino, Montapponi Enrico, Morlacchi Filippo, Moro Angelo, Morresi Giulio, Morroni  Bruno, Morroni Rodolfo, Mosca Giuseppe, Moscoloni Natale, Nicoletti Luigi, Nicolini Nazzareno, Orlandini Nazzareno, Paccamicci Attilio, Piergiacomi Filippo, Pieri Domenico, Pieroni Gabriele, Pierucci Enrico, Pietroni Francesco, Pigliapoco Marino, Pirani Giulio, Pirani Francesco, Pirani Sante, Pirani Settimio, Polenta Piero, Polenta Umberto, Polenta Enrico Polentone Nazzareno, Polverini Giuseppe, Pomi Luigi, Possanzini Elio, Possanzini Natale, Principi Eugenio, Principi Fortunato, Principi Luigi, Prosperi Eugenio, Quattrini Enrico, Raffaeli Angelo, Taponi Augusto, Re Antonio, Riccio Freddo Clemente, Ricciotti Natale, Ristè Cesare, Rocchetti Cesare, Rocchetti Luigi, Rocchetti Giulio, Rossini Guido, Rizzi Pacifico, Sabbatinelli Angelo, Sabbatinelli Luigi, Sabbattini Alfonso, Saltani Clemente, Santicchia Cesare, Santilli Cesare, Santilli Nazzareno, Santoni nello, Saracchini Clemente, Saracchini Giuseppe, Saracini Rinaldo, Sasso Antonio, Sasso Giulio, Sasso Francesco, Sasso Giuseppe, Saudelli Giulio, Scansani Beniamino, Scarponi Gaetano, Schiavoni Nazzareno, Serloni Giuseppe, Serpilli Cesare, Serrani Giuseppe, Severini Antonio, Sgardi Oberdan, Simonetti Cesino, Simonetti Clemente, Simonetti Giuseppe, Spinagrossa Goffredo, Stacchiotti Marino, Stacchiotti Pietro, Staffolani Agostino, Staffolani Giulio, Staffolani Luigi, Stecconi Giuseppe, Storani Tommaso, Strenghini Agostino, Strenghini Branchesi paolo, Tappa Egidio, Terrè Marino, Testa Augusto, Testadiferro Nazzareno, Trillini Enrico, Trillini Giuseppe, Trillini Igino, Trillini Ginesio, Ulisse Giuseppe, Vaccarini Albino, Vaccarini Giuseppe, Vaccarini Umberto, Verdinelli orfeo, Vescovo Nazzareno, Vica Nello Leopardo, Vigiani Luigi, Vigiani Umberto, Vignoni Celeste, Vignoni Cesare, Volpe Clemente, Volpe Giuseppe, Zecconi Giovanni, Zagaglia Enrico, Zagaglia Giacomo, Zagaglia Giulio, Zagaglia Giuseppe, Zannoli Gino, Zoppi Bruno.

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Monumento ai Caduti di Piazza Nuova, opera dello scultore osimano Giuseppe Martini

Questa  ricorrenza densa di significati, deve rinnovare in tutti noi  l’ammirazione e la gratitudine, verso i caduti di tutte le guerre. Il ricordo del sacrificio di  questi giovani concittadini ci consente di apprezzare, oggi, il valore della pace e del dialogo tra culture per la soluzione di ogni conflitto.
Paola

Particolare del  monumento ai Caduti: la  madre con il bambino

Particolare del monumento ai Caduti di Piazza Nuova: madre con bambino

Lunedi 4 novembre 1918, finisce la grande guerra.

Nel 1918 il 4 Novembre cadeva di Lunedì.  Il maresciallo Diaz emanava un laconico comunicato:

“Le nostre truppe hanno occupato Trento e sono sbarcate a Trieste. Il tricolore sventola sul Castello del Buon Consiglio e sulla Torre di San Giusto. Punte di cavalleria sono entrate ad Udine”.

Non molto per ricordare i 650.000 caduti, i 947.000 feriti e i 600.000 dispersi. La ragion di stato passa sopra a tutto  questo.

Di fronte a tanta morte e dolore credo che   la ricorrenza ci debba far riflettere privilegiando, i temi della pace, della concordia tra i popoli e della brutalità della guerra.
Il ricordo più intimo va a  nonno Marino, che dalla guerra era tornato a casa invalido, lasciando sul fronte  una gamba.

Ha scritto Vittorio Locchi,  sopravvissuto alla prima guerra, di quei compagni, sottotenentini, partiti “a fare la guerra” con entusiasmo e mai tornati:

“sottotenentini/ragazzi imberbi e gioviali/che la gente seria,/la gente perbene, una volta/chiamava beceri/quando rompevano i vetri/e stracciavano le bandiere/ai consolati d’Austria/erano rimasti lassù/nel Vallone dell’Acqua,/ al Lenzuolo Bianco,/ alla Casa della Morte,/ col grido tra i denti,/ col cuore in mano;/ colpiti mentre correvano/ davanti al plotone d’assalto,/ come se si trattasse/ davvero di scherzare con l’Eternità” (La Sagra di Santa Gorizia)

Osimo 1918: le notizie della guerra e  della sospirata pace.

sentinella 

  31/12/1915 dalla zona di Guerra de La Sentinella. I sottoscritti Bersaglieri  del 51° Battaglione  1^ compagnia , inneggiando ad una più grande Italia invano ammessa, inviano i più cordiali saluti alle loro famiglie assicurandole che fra breve torneranno vittoriosi  a casa. I bersaglieri: Polinori Fancesco, Antonelli Mario, Santilli Giuseppe, Belardinelli Enrico, Provinciali Augusto. Tiranti Giuseppe, Matassoli Romolo, Muscoloni Vittorio.

   12/2/1916 dalla zona di Guerra de La Sentinella. Gli operai osimani lavoratori falegnami nella zona di guerra   salutano i loro cari ed amici. Stacchiotti Romolo, Ippoliti Domenico, Giuliodori Nazzareno, Verdolini Giuseppe.

6/1/1918 Cronaca cittadina de La Sentinella. I sottoscritti si sono costituiti in comitato esecutivo per rendere omaggio ai concittadini che tengono alto con il loro valore e con la loro benemerenza il nome della città nostra la quale deve ad essi rimostrare in modo tangibile gratitudine e plauso. Con le offerte che si raccoglieranno da pubblica sottoscrizione saranno inviati doni ai combattenti, ed una pergamena a S.E. il Primo Aiutante di campo generale di S.M. il re.
Il Comitato:    Acqua Vincenzo,  Castignani Giovanni,  Corradi  Guglielmo,  Filippucci Cesare,  Leonardi Mario,  Mariani Eleuterio, Santini Fernando,  Suardi Aldberico,  Tappa Silio,  Orsi Alessandro,  Corradi Paolina.

17/2/1918 dalla zona di Guerra de La Sentinella.
La squadra osimana di lavoratori che si trova a dare la sua opera per la grandezza della Patria ci scrive: “Mentre il cannone tuona, mentre i nostri baldanzosi soldati cantando si dirigono verso le trincee a combattere e a cacciare dalle nostre terre, il secolare nemico, i nostri cuori animati sempre dallo stesso ideale, che nessuno potrà toglierci, diciamo: SI ! con l’opera dei nostri bravi fratelli soldati e con quella umile nostra , possa il nostro Paese essere presto liberato dalla tirannide straniera che da tanti anni ci perseguita. E’ a questo sentimento che vivamente ci anima preghiamo la nostra “Sentinella” di salutare le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri parenti tutti, assicurandoli che siamo trattati bene e che siamo tutti in ottima salute. I lavoratori: Fiordelmondo Luigi, Giuseppetti Ruggero, Crucianelli Alfonso, Marconi Alfonso, Polverigiani Gualtiero, Leonardi ottavio, Pierantoni Luigi, Marinelli Cesare, Serloni Modesto, Trillini Enrico, Giuliodori Sinibaldo, Leonardi Luigi, Volpini Giuseppe, Barigelletti Romolo, Bocci Mario, Rossini Vincenzo, Giuliodori Ferruccio, Bonfigli Giovanni, Lozzi Domenico, Riderelli Alfredo, PiraniPietro, Prosperi Luigi, Moschini Umberto, Binci Oliviero, Pasqualini Vittorio, Sconocchini Enrico.

9/3/1918 Cronaca cittadina de La Sentinella. Osimo si ridesta al fine della apatia, c’è alfine chi ricorda che tanti soffrono per noi, per la nostra libertà, per la nostra gloria ed hanno giustamente diritto alla riconoscenza di coloro che vivono tranquillamente nella città lontano rumore della battaglia. Noi attendiamo fiduciosi da parte della cittadinanza che risponda fervida all’appello degli egregi cittadini che si sono fatti promotori e iniziatori della manifestazione e sottoscrizione. Questa di Osimo deve essere  una manifestazione degna di patriottismo della città. del sacrificio dei suoi figli che dinanzi al nemico sanno tenere alte le tradizioni della nostra rude eppure magnifica popolazione. E sia una risposta spontanea, una manifestazione sincera di riconoscenza. La città deve dimostrare ai suoi figli che stanno in trincea, a tutti quelli che in qualche modo tengono alto il nome e il decoro di Osimo, un segno tangibile della sua ammirazione.
Arrivano le prime sottoscrizioni:  Morresi Carlo L. 50; Socci Mariano  L. 50; Franpolli Goffredo L. 10; Marcucci Domenico L. 6; Fiorenzi Teodoro L. 25; Pizzichini Vittorio L. 5; Zoppi Gualtiero L. 5;  ten.Mario Rosati L. 5; Sinibaldi Sinibaldi L. 15; Magnoni Walfredo L. 35;  Andreoni Mariano L. 10; Mazzuferi Luigi L. 10; ten. Tullio Alessandrini L. 25; conte Baldeschi Baleani L. 100; prog.Guido Maggiori L. 15;  prof. Gustavo Belloni L. 5;  Moglie Gino L. 5;  Leopardi Dittaiuti L. 100; Riccioni Emilio L. 10; Giardinieri Achille L. 30;  Filippucci Giulio L. 50; Stefani Pietro L. 5; Badialetti Giovanni L. 10; conte Fava Simonetti L. 50; Costantini Giuseppe L. 50; Frontini Aquilino L. 10; prof. Franco Marinelli L. 50; Alessandrini Domenico L. 50; Grillantini Pietro L. 100; Bucci Cesari Lorenzo L. 30; Giorgetti Valentino L. 5; prof. Alessandro Ippoliti L. 30; Fanesi Tarquinio L. 50; Badialetti Giulio L. 25; cav. Carlo Ascoli L. 20, Cassa di Risparmio L. 250; Banca Cattolica L. 50.

31/7/1918 dalla zona di Guerra de La Sentinella. Morte del soldato Cesaretti Cesare. 3° Battaglione  Pontieri . Pregiatissima sig,ra Mengarelli Alda in Cesaretti , dal Comando del presidio di Osimo appresi con vivissimo dolore la morte di suo marito Cesare mio soldato ed anche, ad onor del vero, posso aggiungere ottimo soldato. Creda signora che in questo triste ricorrenza , sia io che i miei ufficiali e soldati tutti prendiamo viva parte al dolore che l’ha così improvvisamente colpita. Le sia di conforto in questa triste ricorrenza il pensiero che qui presso il mio reparto al fronte, che da tanto tempo lo contava fra i suoi, egli è e verrà da tutti amorevolmente ricordato come esempio di buon valore e di buon animo. Anzi ultimamente era stato proposto per la promozione a caporale e per la croce al merito di guerra, croce che, se verrà concessa, sarà mio dovere rimettere come ultimo ricordo del povero Cesare. Rinnovandole le mie più vive condoglianze, mi creda suo dev.mo capitano Comando Battaglione.

6/10/1918 dalla zona di Guerra de La Sentinella. Croce al Merito
Al tenente del genio, geometra Goffredo Abruzzetti impiegato nel nostro Uff.Tecnico Comunale, che trovasi da oltre un anno al fronte, è stata recentemente concessa da S.E. il Comandante di Armata la croce al merito di Guerra ” per il bellissimo contegno dimostrato nell’azione del 13 e 14 giugno 1918 in zona di guerra. Sinceri rallegramenti.

4/11/1918 Cronaca cittadina de La Sentinella. Giunta la notizia si formò un corteo, cui parteciparono tutte le nostre autorità cittadine civiche e militari, tutte le associazioni e gli istituti locali con bandiere e un lunghissimo stuolo di citttadini di ogni ceto e d’ogni sesso. Il corteo con a capo la banda musicale cittadina, al suono degli inni della patria percorse le vie principali della città tutta imbandierata fra gli “evviva” della popolazione che faceva ala al suo passaggio. Giunto al Palazzo del Municipio da una improvvisata tribuna parlò per primo il Sindaco cav. Gambini il qale si disse orgoglioso e commosso d’aver potuto dire egli come capo della nostra città il fausto annuncio della liberazione di Trento e Trieste e innegiò al nostro esercito, agli eserciti dell’Intesa, al nostro re.
Seguì l’ass. prof. Bucci il quale lesse un discorso d’occasione, spiegando i fini ideali della nostra guerra in contrapposizione a quelli bruti della brutale Germania autarchica.
Parlò quindi il dott. Ruzzini  che con la sua alata parola suscitò l’entusiasmo del pubblico in un’apoteosi della nostra guerra, della nostra vittoria, delle nostre rivendicazioni finalmente raggiunte.
Prese  poi la parola a nome degli tudenti l’avv. Giannetto Canapa, il quale ricordò ed esaltò lopera assidua svolta sempre dagli studenti italiani per tenere viva nel popolo nostro la fiaccola dell’irrredentismo, e commosse quando, ineggiando alla redenzione ormani compiuta, disse e raccomandò di serbare eterna ammirazione  e gratitudine per gli artefici di essa e in special modo per i mutilati di guerra e per gli orfani dei nostri morti gloriosi.
Seguì ultimo il tenente Franco Minasi, comandante del nostro presidio, il quale ricordando le berbaruie del nostro nemico, constatate da lui stesso ferito di guerra, con parole commosse invitò i suoi bersaglieri  e tutta la cittadinanza  a ricordare i nostri martiri  e per gli eroi nostri ordinò ai suoi bersaglieri un “present’armi” fra la commozione di tutto il pubblico.
Tutti gli oratori furono applauditissimi e suscitarono l’entusiasmo del pubblico, il quale al suono degli inni patriottici e fra gli “evviva” si sciolse, e così ebbe fine la splendida manifestazione di patriottismo e di gioia.

Osimo … … … com’eravamo. Ha fetato la picciona?

Ha fetato la picciona?… Era il saluto-interrogativo che gli Osimani riservavano ai Castellani.
Ecco il perché di questo saluto.

Sentinella delle Marche 1

Ha fetato la picciona ? Pare che Castello, volendo assurgere a immagine di città, desiderasse avere anch’esso i piccioni nella piazza principale. La richiesta venne espressa al comune di Osimo che subito mandò un messo con una paffuta coppia di pennuti. Passò qualche mese, ma sulla piazza castellana continuavano a volare e a “bombardare” i malcapitati passanti sempre e solo i due esemplari. Castello riunì allora  il Consiglio Comunale e convocò veterinari di chiara fama per discutere sul caso. Risultato: gli Osimà senza testa ci avevano burlato offrendoci una coppia di piccioni unisex. Rivalità di campanile ancor oggi non placata.

Osimo … … … com’eravamo

Sentinella delle Marche 1

14/10/1903

scioperoPiccolo Sciopero ” Nella fabbrica Bucci ai Cappuccini dove sono impiegati una sessantina di operai, avvenne lo sciopero dei garzoni determinato da divergenze col sovraintendente a causa delle retribuzioni. Lo sciopero durò brevemente, perchè composta la causa, in breve tutti i garzoni ripresero il lavoro. Uno di essi, quello per cui si era determinato lo sciopero, fu arrestato dai Carabinieri, ma dopo poco tempo venne rimesso in libertà “.

 settembre 1903

Stato civile del Comune di Osimo  ” Nati vivi 15 maschi e 17 femmine “.

 14/10/1903

Un nuovo Negozio ” E’ quello aperto poco fa  in piazza Lionetta n° 3 da Vitaliano Riccardo Polverini, un gsingeriovane pieno di abilità e di buon valore e la sua iniziativa merita incoraggiamento da parte della cittadinanza. Oltre ad un discreto numero di macchine Singer sia a mano sia a pedale, abbiamo notato una macchina da ritenere di assoluta novità per la nostra Osimo, ed un fornitissimo deposito di articoli per luce elettrica, campanelli elettrici, ecc. Noi che abbiamo visto il negozio siamo rimasti assi soddisfatti ed auguriamo al Polverini un buon concorso di pubblico e buonissimi affari. Specialmente le madri di famiglia potranno fare vantaggiosi contratti per l’acquisto delle Singer, di cui il Polverini è largamente provvisto “.

 14/10/1903
Sport osimano: Tiro al volo ” Domenica scorsa nella colonia Gasparoni a Campocavallo, i nostri dilettanti cecchini, hanno tenuto privatamente delle gare di tiro al volo di fringuelli, riuscitissima . Nelle gare sono emersi: 1° Trillini Giuseppe, 2°Mazzuferi Luigi e 3° Fagioli Emilio. Ci rallegriamo con questi bravi giovani i quali sappiamo che presto potranno dare un pò di divertimento al Foro Boario “.
15/10/1903
Ferito  a Passatempo ” Domenica 15 ottobre verso le ore 6 a Passatempo un tal Ghergo
Pacifico di quella parrocchia attaccò lite con un Mengoni Pietro di Montoro che richiedeva a lui una  somma di cui era creditore. Il Ghergo, invece di saldare il conto, inflisse al suo creditore un colpo di forbici, procurandogli una ferita,guaribile in 10 giorni “.
14/10/1903
Tra falegnami.  “Sappiamo che vi è una certa agitazione tra i lavoratori falegnami perfalegnami 2migliorare le loro condizioni specialmente per ciò che riguarda l’orario di lavoro. Mentre un certo miglioramento è stato ottenuto dalle classi dei muratori, i giovani falegnami si trovano ancora alle stesse condizioni di una volta, con un orario che è veramente gravoso, specialmente nella stagione invernale, perchè salvo la domenica  essi dalle 6 e un quarto della mattina, fino alle ore 8 della sera non hanno che due ore di riposo, una per la colazione  ( dalle  8 e mezza alle 9 e mezza), l’altro per il pranzo ( da mezzogiorno all’una). Sono quindi in tutto 11 ore e mezzo di lavoro che non si possono dire davvero poche, specialmente se si considera che solo   i più abili tra i lavoratori   falegnami possono arrivare a L. 1,80 di salario,  che per gli altri può scendere fino a 1 Lira, senza poi tener conto degli apprendisti che in fatto di retribuzione si trovano molto più in basso.
In queste misere  condizioni si trovano i lavoratori falegnami, che si contenterebbero oggi più
che di un aumento di salario, di una diminuzione dell’orario di lavoro “.
14/10/1903
Il Sindaco, cavaliere  ” Il Sindaco di Osimo, Gambini ha avuto la croce di Cavaliere della corona d’Italia. La banda cittadina suonò avanti la sua casa per festeggiare il nuovo cavaliere “.
14/10/1903
Cronaca dal Borgo.  ” Ieri sera verso le 3 circa, in piena notte, veniva dalla discesa tirato da
barroccio2 buoi un barroccio, e su questo non si vedeva alcuno che lo guidasse. Accortasi la guardia municipale  Brunetti di ispezione al Borgo, si fece incontro al baroccio e quando gli fu vicino, insieme con lo scopino Ripanti, tentò di arrestare i buoi. La guardia fu sorpresa quando vide dal letto del baroccio levarsi un uomo, al quale naturalmente raccomandò di scendere e guidare per avanti i buoi . Ma il contadino, non prestando orecchio alle parole del Brunetti, seguitava pacifico nel suo stato e il barroccio la sua strada.
Questi  allora passò dalle raccomandazioni alle intimazioni le quali però non fecero altro che irritare l’animo del contadino, che prese a schernire la diligente guardia e a minacciarla. E così strada facendo, giunsero all’incrocio della via Roncisvalle. A questo punto il Brunetti domandò al suo interlocutore le generalità, si dice che per tutta risposta abbia ricevuto un colpo di bastone.
Il Brunetti, non credendo opportuno seguitare oltre, per evitare  cose peggiori, corse a denunciare il atto alle competenti autorità e la mattina seguente  i carabinieri arrestarono un certo Baleani Giuseppe di anni 30 colono.
Stando al carattere mite del Baleani, il suo modo d’agire si spiegò soltanto attribuendolo a qualche bicchiere di vino in più
E per questo bicchiere di vino dovrà rispondere di ingiurie, lesioni ( se non minacce), rifiuto di obbedienza ad un agente della forza pubblica nell’esercizi delle sue funzioni “.