Le lavoratrici OMSA invitano ad essere solidali con loro

Ricevo da Maria Pia, una giovane ex-dipendente OMSA  di Faenza e pubblico

Cara Paola ti invio la presente con preghiera di darne massima diffusione.
E’ con grande tristezza che inoltro questa mail… per descriverti quello che ci sta succedendo.
La stessa cosa che è successa alle lavoratrici della Perla, che ora ha trasferito la produzione in Cina, della Mandarina Duck, ecc.
Anche se il presidente del consiglio parla di segni positivi ho la netta impressione che quest’anno e i prossimi a venire saranno davvero disastrosi per l’Italia.
Cara amica ti porto via un po’ di tempo raccontandoti quello che sta succedendo in questi giorni a Faenza, più o meno nell’indifferenza generale.
Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all’estero della produzione per maggiori guadagni.
Il proprietario dell’OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente la manodopera, l’energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.
Questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro.
Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c’è più niente da fare.
Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell’azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari, (tentativo documentato anche da Striscia la Notizia sabato scorso, ma ad onor del vero il servizio è stato brevissimo e piuttosto superficiale).
Trovo sempre più allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall’essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili all’orizzonte l’eventualità di un guadagno più facile.
Cara Paola, le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro, boicottando i marchi – Philippe Matignon SisiOmsaGolden Lady Hue Donna Hue Uomo SaltallegroSaltallegro Bebè Serenella – e ti sarebbero grate se vuoi dare il tuo contributo alla campagna, anche solo girando questa mail a quante più persone puoi se non altro per non alimentare l’indifferenza.
Le lavoratrici OMSA ringraziano quindi per l’aiuto e il supporto che vorrai darle quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti.

     Maria Pia
lavoratrice Omsa

Un invito triste e amaro al quale parteciperò boicottando questi prodotti con invito a tutte le ragazze e le donne a fare altrettanto. Paola Andreoni

7 giorni ancora

“Il crollo di Pompei è il simbolo della temperie del nostro tempo, dell’atmosfera in cui viviamo che vede da un lato sempre più il crollare dell’etica e dall’altro dell’estetica, cioè troppo spesso si incrociano le brutture morali e le bruttezze.” 

Questa l’analisi ( e come  non concordare ) di Mons. Ravasi? Intanto i crolli dei muri di Pompei e le cadute del governo e dei nostri politici continuano a fiorire giorno dopo giorno senza sosta… Esternazioni, toni, frasi razziste si moltiplicano sulla bocca di uomini e donne che hanno stravolto il ruolo e il servizio per cui sono stati eletti dai cittadini.
Manca poco al 14 dicembre e stiamo aspettando la “caduta”. Speriamo segni la fine di una delle peggiori anomalie italiane: un Presidente del Consiglio che vendendo fumo e attraverso fiumi di parole tutto ha fatto tranne che il bene del Paese e della maggior parte dei cittadini.
Eppure qualcuno continua a dire che il governo Berlusconi ha fin qui operato bene, “nonostante la campagna denigratoria”. Mamma mia! Mi ritrovo costretta a delineare parte della serie infinita del male operato dal Governo Berlusconi. A questo governo si offre solo il pollice verso. Ci hanno messo sei mesi per nominare un Ministro dello Sviluppo Economico. Erano di certo molto impegnati nell’impedire l’avanzamento dei processi del Cavaliere con leggi ad personam, lodi che si son rivelati al momento presente incostituzionali. Hanno, nel frattempo, con il silenzio della Lega, fatto approvare una sorta di indulto.
Hanno fatto approvare la riforma della Scuola. Quale Scuola? Siamo al penultimo posto delle classifiche Ocse per investimenti nella scuola (però i soldi per le private li trovano) con un Ministro dell’Istruzione che agisce solo come operatrice di tagli.
Il tema dei rifiuti. A Napoli? Avevano proclamato di aver risolto il tutto, ridicolizzando l’operato di Prodi, due anni fa. Due anni dopo ci risiamo, con la differenza che nel frattempo è successo pure a Palermo. A dir la verità Bassolino e Jervolino hanno le loro responsabilità, come pure ogni singolo cittadino.
Abruzzo? Dico Abruzzo e non solo Aquila. La ricostruzione è praticamente ferma o procede a rilento, vi sono ancora persone negli alberghi, nonostante i proclami di Silvio. Ora si scopre che le case che sconfiggono il terremoto, non possono nulla contro la pioggia e il freddo. E allora è come stare in un container super accessoriato.
Evasione fiscale? Aumentata del 9,2 per cento. Fisco? Aumentato di mezzo punto, nonostante la promessa di “non mettere le mani in tasca degli Italiani”. I giorni in cui il cittadino lavora per pagare le tasse sono aumentati. E allora? Colpa della crisi dice Berlusconi. Nel frattempo regioni province e comuni sempre più con casse vuote introducono nuove tasse o le aumentano per sopravvivere.
Giustizia? Di fatto non viviamo in u Paese dove la Legge è uguale per tutti.
Tralascio il grave problema del lavoro, ma che cosa ha fatto questo governo per il lavoro? Niente.

I lavoratori della Fincantieri di Ancona aspettano risposte

 

 Solidarietà ai lavoratori della Fincantieri di Ancona.
Ancora nessuna risposta da parte dell’azienda e del Ministro sul futuro dell’impianto anconetano.

Paola

Il futuro è dei giovani e del lavoro: con la CGIL in piazza

Aderisco pienamente  alla manifestazione nazionale indetta dalla Cgil, anche se impegni di lavoro mi impediscono di partecipare di persona.

” Ora più che mai, davanti alla fuga di responsabilità del governo di fronte ai bisogni del paese, è necessario ribadire i temi della democrazia e del lavoro. ”

Paola Andreoni

 

Crisi economica, le priorità del Pd osimano

Anche se non abbiamo dati concreti sui posti di lavoro bruciati e siamo sprovvisti di cifre circa i lavoratori osimani  in cerca di lavoro e di quelli sopratutto donne e giovani che hanno smesso di cercarlo,  la percezione è che anche nella nostra realtà cittadina la crisi non è affatto passata e che la situazione occupazionale si è aggravata. Non c’è famiglia osimana che non ha un giovane o altro familiare alle prese quotidianamente con la drammatica realtà della disoccupazione e/o della cassa integrazione. 
Questa è la situazione  anche nella nostra  città altro che i facili ottimismi del governo e di chi prima ha negato la crisi e poi si è affrettato a dire che era già alle nostre spalle. 
La  questione del lavoro e del rilancio dell’economia sono  le priorità emerse dall’assise nazionale del PD  svoltasi a Varese la scorsa settimana e  anche a livello locale per il  Partito Democratico osimano queste sono le priorità a cui  dare risposte.  Per questo motivo il PD osimano si impegnerà  a fare proposte e ad  intervenire sul bilancio di previsione del Comune per il 2011 al fine di salvaguardare e rilanciare il sistema di welfare locale ed il contenimento del costo di tutte le tariffe dei servizi comunali che incidono direttamente  sui bilanci delle famiglie e su quelli delle   imprese locali.

Paola

 

Per la SCUOLA, per il LAVORO e per la salvaguardia dei DIRITTI.

Con gli studenti ed i colleghi professori precari in corteo contro i tagli della Gelmini, a difesa di una ISTRUZIONE oggi meno garantita per tutti.

Con i lavoratori a difesa del lavoro,  minacciato dalla volontà da parte del governo e di una parte delle imprese di svilire conquiste ottenute in decenni di lotte.

Paola

 

 

Giovani senza lavoro: uno su tre disoccupato.

Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre del 2010 è salito all’8,5%. Lo comunica l’Istat aggiungendo che si tratta dal livello più alto dal terzo trimestre del 2003. L’aumento è stato di 0,1 decimi di punto rispetto al primo trimestre e di un punto nel confronto con il secondo trimestre dell’anno scorso. Particolarmente preoccupante il dato sui giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni: sono disoccupati il 27,9% e in questo caso si tratta del massimo dal secondo trimestre del 1999.

Ma perchè mai dovrebbe interessare a Berlusconi la disoccupazione giovanile?
Se a dicembre la Corte boccerà il Legittimo Impedimento, dovrà inventarsi ancora qualcosa per  evitare il tribunale.
La disoccupazione in questo momento è l’ultimo dei suoi problemi.
Paola