IO CI SARO’: ai lavoratori pubblici ed ai cittadini.

Sono un dipendente pubblico, non sono un manager pubblico, non sono corrotto, nessuno mi ha pagato la casa a mia insaputa, guadagno mediamente circa 1.300,00 euro al mese, svolgo il mio lavoro con costanza ed applicazione con le scarse risorse che lo Stato mi affida, cerco di far fronte alle mille problematiche che i cittadini sono costretti ad affrontare quotidianamente e di risolvere i loro problemi, applico le regole dello Stato per garantire a tutti le stesse possibilità anche se il Governo di questo Stato è insofferente alle regole, garantisco, o almeno ci provo, servizi e diritti.

Sono un cittadino italiano
Eppure per il Governo Berlusconi io non sono tale. Questo Governo mi dice che con la manovra economica non metterà le mani nelle tasche degli italiani ed invece a me le ha già messe togliendomi nel 2009 il 20% del mio salario accessorio, che era già nelle mie tasche.  Oggi blocca i rinnovi contrattuali per i prossimi quattro anni a partire da quello in corso: questo significa, con l’inflazione che sale, che il mio salario perderà molto potere d’acquisto.
Io non ho provocato la crisi. Eppure a me, che ha già dato, il Governo chiede un atto di responsabilità perché io non rischio il posto di lavoro come i lavoratori privati; il Governo non dice però che nel lavoro pubblico si perderanno con questa manovra 45 mila posti di lavoro, lavoratori a tempo determinato ed interinali, che insieme a noi hanno fino ad oggi permesso agli uffici pubblici di funzionare e che non ci sarà alcun rinnovo generazionale perché bloccano il turn over e tagliano ancora gli organici delle Pubbliche Amministrazioni impedendo qualsiasi tipo di assunzioni.
E se fossi vicino alla pensione rischierei di vedere allungato il mio rimanente percorso lavorativo e come donna dal prossimo anno sarei costretta ad andare in pensione a 62 anni, e dal 2016 a 65.

PER TUTTO QUESTO IL 12 GIUGNO SARO’ A ROMA ALLA MANIFESTAZIONE DI TUTTO IL LAVORO PUBBLICO

Bugia e Verità

Silvio Berlusconi  ieri sera ( 1 giugno) a Ballarò, interviene, telefonando  in diretta televisiva.  INSULTA e DENIGRA dando del bugiardo a chi prova a dire cose diverse dal  suo pensiero dominante. Ecco cosa ha detto.

Giannini (vice direttore di Repubblica) mente spudoratamente, è una menzogna assoluta che io abbia giustificato in qualche modo l’evasione“.

… dunque … secondo Berlusconi il giornalista di Repubblica avrebbe detto bugie ? ecco cosa ha dichiarato Silvio Berlusconi, qualche tempo fa,  2008.

 “Mi sento moralmente autorizzato ad evadere per quanto posso“.

Una affermazione del genere in America da parte di un cittadino Americano ( dichiarazione di evasione fiscale ) determinerebbe una incriminazione per  reati fiscali punibile fino a 10 anni di GALERA !

ma Berlusconi ha detto anche…….

I Cassaintegrati Fiat trovino un secondo lavoro in Nero“.

Silvio Berlusconi, qualche tempo fa, 2002.

ma anche……

Tasse troppo alte? Ci si ingegna ad Evadere“.

Silvio Berlusconi, qualche tempo fa, 2004.

ma anche…….

Se le tasse sono troppo alte è giustificato mettere in atto l’Elusione o l’Evasione“.

Silvio Berlusconi, qualche tempo fa, 2008.

Credo che quanto affermato dal vicedirettore della Repubblica non era poi così irreale.

Un grazie a Stefano e Matteo, un grazie a Repubblica e a quanti sanno ancora RESISTERE.

Dalla crisi un nuovo umanesimo.

Brucia Atene e brucia l’economia europea. La nube greca avvolge l’Europa e rende sempre più incerto il futuro.
Bruciano miliardi in borsa e gli analisti ci avvertono perché gli speculatori come avvoltoi fiutano l’affare e sono pronti ad azzannare anni di sacrifici, di sogni, di rinunce.

La crisi greca, non è una calamità naturale avvenuta da un giorno all’altro, ma è figlia delle politiche conservatrici. Le vittime sacrificali oggi in Grecia sono i giovani, le donne, gli anziani, gli agricoltori, gli immigrati, le piccole e medie imprese, i lavoratori del settore turistico a conduzione familiare. La disoccupazione giovanile tocca il 40%. Ben l’80% dei posti di lavoro è precario e lo stipendio base mensile è di 731 euro.
Leggo dai giornali che accanto a questa situazione  drammatica con: disoccupazione, lavoro precario, povertà ed esclusione sociale. Dall’altra ci sono: corruzione, evasione fiscale, spese folli per gli armamenti, banche, società off-shore e multinazionali.
Inoltre  i ricchi e la classe media stanno cercando di salvare i loro capitali finanziari trasferendoli all’estero o effettuando investimenti immobiliari nelle capitali europee.

Non mi  sembra una situazione tanto diversa da quella che c’è oggi  in Italia !.  E non credo  che la via di uscita, la salvezza, possa arrivare dalle Banche e dal Fondo Monetario Intermazionale. Mondo finanziario che ha imposto alla Grecia aiuti dietro:  la riduzione del 15% di tutti gli stipendi; aumento del limite dell’età pensionabile e diminuzione delle pensioni; tagli dei posti di lavoro nel settore pubblico; abolizione dei contratti collettivi di lavoro tra sindacati e datori di lavoro; soppressione di qualsiasi garanzia legale per i tagli di posti di lavoro nel settore privato; tagli alla spesa pubblica (soprattutto alla scuola). Non si parla invece minimamente di tassazione delle rendite finanziarie, di tagli alle spese della politica, di  aumenti di tasse e tributi per i redditi  più alti, di lotta alle ingiustizie ed agli  squilibri sociali, di lotta all’evasione fiscale.

Credo che da questa crisi se ne esce solo con la ripresa dello sviluppo economico e questo non puà essere  che collegato all’innovazione, alla ricerca e alla formazione.

La speranza  è che  dalle ceneri possa nascere un nuovo umanesimo, fondato sulla vicinanza,  la solidarietà tra i popoli e la giustizia sociale.

Paola

Con i “ciechi” nessuno può discutere di colori (M.Heidegger)

La minoranza in un comune  altro non è che la rappresentanza di quella parte di cittadini che la pensano in modo differente rispetto a chi ha vinto le elezioni:  nulla di più, nulla di meno.
Il compito di una minoranza,è quello di controllare l’operato della maggioranza, facendo anche delle proposte concrete e fattibili suggerendo anche interventi ed iniziative.
In Consiglio Comunale abbiamo vagliato le proposte della maggioranza senza pregiudizi, approvando quei provvedimenti che abbiamo ritenuto utili ed opponendoci con tutti i mezzi consentiti a quanto ritenuto contrario agli interessi degli osimani. Questo lo spirito che ha animato il PD osimano dentro e fuori le mura del Consiglio Comunale ispirato sempre nel suo agire a tutelare le istituzioni e i cittadini.
Consapevoli che la  voce di una minoranza e la sua presenza sono garanzia di libertà democratica, abbiamo riscontato con la continuità di Simoncini,  “l’immaturità politica delle Liste osimane” che hanno respinto tutti i suggerimenti costruttivi da noiproposti.
Le Liste Simoncini&Latini hanno evidentemente una concezione diversa dei ruoli che rivestono in una democrazia: la  maggioranza e le minoranze in opposizione.  In questi primi mesi di governo cittadino, come nei passati anni,  la maggioranza ha eretto un muro di gomma, respingendo qualsiasi proposta  costruttiva avanzata dal PD.
Con arroganza i consiglieri delle Liste che governano la città ( eccetto qualche sporadico singolo distinguo ) hanno detto NO , hanno respinto – spesso senza motivazioni,  semplicemente perché la proposta veniva dai tavoli della sinistra – le proposte, gli ordini del giorno avanzati dalle minoranze o le semplici segnalazioni di criticità e disagi.
Le Liste Simoncini&Latini con  arroganza, manifestando impulsi di  superiorità, hanno utilizzato gli spazi istituzionali del web comunale per attacchi non nel merito delle questioni avanzate ma semplicemente perché per il loro credo politico così vanno trattate le minoranze.
Questi interventi sono la testimonianza del “basso profilo politico” che guida l’agire delle Liste osimane e dei danni che questo atteggiamento arreca a tutta la città.
                                                                         Eccone un’eclatante prova.
In data 8 gennaio ho scritto il seguente articolo suggerito da constatazioni personali e da segnalazioni pervenutemi da diversi concittadini.

Strade distrutte dal maltempo: l’Amm.Comunale sta pensando di programmare asfaltature urgenti ?

Pubblicato in data  8 gennaio 2010 sul questo Blog  www.paolaandreoni61.wordpress.com

” Il maltempo di questi giorni sta creando condizioni particolarmente pericolose per la sicurezza stradale. Mi auguro che il Sindaco ed i suoi collaboratori si siano resi conto che occorre procedere da subito agli interventi necessari.
La situazione di alcune strade osimane si presenta veramente  critica,  nelle strade del centro ma, soprattutto nelle aree periferiche  – particolarmente battute dalla pioggia dei giorni scorsi che ha provocato la rottura in più punti dell’asfalto –  rendendo la viabilità cittadina molto pericolosa.”

Ma Latini non ci sta, per lui le Minoranze non meritano rispetto, (come usa solitamente dire, sono solo da “bastonare”),  non possono  “rubargli iniziativa” ne dettargli l’agenda politica  e subito replica indispettito nel sito del Comune con il consueto linguaggio sinistro e minaccioso e sostanzialmente indecifrabile.

(9-1-2010) LISTE CIVICHE: Su tutti gli argomenti il Pd arriva sempre secondo

Davvero banale l’affermazione del capogruppo del PD sulla manutenzione delle strade. E’ come dire che la Provincia di Ancona deve curare le sue strade, il Comune di Castelfidardo le sue e così via. 
Ed è pure come dire che mancano i servizi e gli uomini all’ospedale di Osimo e in tutti gli altri ospedali. Generica è pure l’affermazione in sé, perché il capogruppo del PD non è in grado di indicare quali sarebbero le strade da sistemare subito. La strategia del consigliere di minoranza è quella di dire che tutto serve, così quando il Comune mette mano a qualcosa, si appropria del fatto che ciò deriva dalle sue istanze. Il dato è che a decidere le opere e le strategie è la Maggioranza e non il consigliere di minoranza che dopo averle strillate sui giornali poi vota sempre contro…….
Come al solito la furia cieca fa nascere infondati e malsani argomenti.
Gruppo Consiliare Liste Civiche Dino Latini 

Mi ero sbagliata? Le strade osimane non erano rotte ? Non c’erano buche antiche e nuove per le vie di Osimo ?

Un solerte cittadino ci ha mandato la prova fotografica della esistenza delle buche e delle condizioni delle strade osimane, mentre la stampa locale del 6 febbraio u.s. ha riportato la notizia delle spese e dei risarcimenti che il Comune ha dovuto rimborsare per incidenti  causati  da rotture e buche del manto stradale di competenza comunale.  

 Allora non mi ero sbagliata, avevo sollecitato un argomento giusto, un argomento di primaria importanza in quanto  attinente la SALUTE e l’INCOLUMITA’ fisica di chi percorre  in macchina, in moto o in bici le strade comunali osimane.

La tutela dell’ INCOLUMITA’ PUBBLICA e della SICUREZZA URBANA non sono per il PD osimano “ARGOMENTI BANALI”

 

 

“Figlio mio, lascia questo Paese”

Ciao a tutti,
leggendo questa lettera, c’è da chiedersi se veramente i nostri giovani avranno  un futuro in questo Paese.

LA LETTERA.

Avremmo voluto che l’Italia fosse diversa e abbiamo fallito
Figlio mio, lascia questo Paese

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l’idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di unportaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E’ anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l’Alitalia non si metta in testa di fare l’azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell’orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l’unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po’, non troverai molte ragioni perrincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato – per ragioni intuibili – con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per idestini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all’infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoistudi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che  spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fossediverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, loprevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,  tuo padre

L’autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss
Guido Carli.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-
lettera/celli-lettera/celli-lettera.html

E’ la carta del popolo

Una sintesi del discorso del Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro alla manifestazione indetta il 13 febbraio 2009 a piazza SS Apostoli dal Partito Democratico, in difesa della Costituzione e solidarietà col Presidente Giorgio Napolitano.

“difenderemo la Costituzione, ma non dovremo prendere l’elmetto, l’ira non serve, basta la ragione.”

Grazie di aver spiegato a quell’ometto di Arcore cos’è davvero la moderazione.

I nostri primati.

Un primato europeo è sicuro: si tratta delle morti sul lavoro. Tanto se ne parla, ma nulla si fa. Anche in questo caso la sicurezza è pura propaganda. La catena dei morti prosegue senza sosta.

Anche la violenza contro le donne registra una crescita impressionante. Il che sta a dimostrare lo scadimento del livello delle relazioni, ma anche il diffondersi di una disagio sociale e personale legato alla miseria, alla disoccupazione, alla emarginazione, alla disperazione.

C’è un profondo bisogno di cultura come dialogo, ma il governo guarda altrove. Si preoccupa di limitare le intercettazioni.

Il pizzo sugli immigrati.

Le misure contenute  nel Decreto anticrisi in discussione in Parlamento,  sono veramente inadeguate  e in stridente contrasto con le iniziative prese dagli altri Paesi. Dopo annunci e proclami siamo di fronte a misure insufficienti se pensiamo che un lavoratore su 2 è senza ammortizzatori sociali.

Continuiamo inoltre ad assistere a comportamenti indecenti da parte della lega che ha cercato in tutti i modi di mettere il pizzo sugli immigrati per fare cassa, sembra  per fortuna ora tramontato per un sussulto di dignità di qualcuno all’interno della maggioranza.

Cinquanta euro per non essere clandestini, 10 mila euro invece se per caso volessero aprire un’attività. Norme razziste, discriminatorie e prive di buon senso, che avrebbero l’effetto di alimentare la clandestinità e l’insicurezza e porterebbero ad un paese più povero e meno civile. L’idea che per esserci, per esistere si debbano pagare 50 euro può venire in mente solo a chi non ha la minima cognizione non solo della legge ma anche della nostra Costituzione e dei suoi principi e valori.

Fermatevi

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Si fatica a trovare le parole e le azioni per l’ orrore di Gaza. Non solo per i bambini (e gli altri esseri umani, civili o militari) che soccombono in un conflitto feroce, combattuto fra le case, e che ne sono segnati per sempre nel corpo e nello spirito. Ma per la mancanza di senso. 20 anni fa, nel 1988, l’ OLP riconosceva finalmente lo stato di Israele e il suo diritto ad esistere in sicurezza, e ciò rendeva possibile l’avvio di un processo di pace in Palestina. C’è da chiedersi quale cecità politica abbia in questi vent’anni reso vano quel processo, delegittimato e sconfitto i settori più ragionevoli, distrutto la società palestinese, favorito il fanatismo distruttivo di Hamas.
Ora, subito, un cessate il fuoco: lo chiedono l’Unione Europea, l’ ONU, finalmente anche gli Stati Uniti. Per la prima volta, la protesta palestinese ha investito direttamente le città europee, in troppa solitudine e con pericolosa presenza dei settori integralisti che a nessuna pace sono interessati, ma alla guerra (santa) infinita: la  jihad.

Le forze democratiche devono scendere decisamente in campo, a fianco dei nostri fratelli e concittadini palestinesi ed ebrei per esigere una pace finalmente giusta, due stati per due popoli che si riconoscano reciprocamente nella dignità e nei diritti.

Cambiano il pelo, ma non il …….

Si discute in questi giorni in Parlamento, la proposta della maggioranza di istituire l’”Ordine del Tricolore” e di assegnare un vitalizio indistintamente ai partigiani e, come vengono definiti nel testo presentato alla Camera, ‘ai combattenti che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente e aderirono a Salo’ e’ di una gravita’ assoluta.

La proposta di legge della maggioranza e’ stata fortemente criticata oggi dall’emerito presidente della Corte costituzionale Giuliano Vassalli. Scrive Vassalli: “Essa capovolge l’ordine dei valori costituzionali equiparando indistintamente chi combatte’ in difesa della liberta’ e chi combatte’ per mantenere la dittatura con tutte le sue aberrazioni. E’ un ennesimo tentativo di revisionismo storico con il quale il centrodestra vorrebbe accreditare i repubblichini nella storia d’Italia e sconvolgere le radici stesse della Repubblica.

Non si puo’ equiparare chi combatteva dalla parte giusta e chi lo faceva da quella sbagliata e i partigiani stavano dalla parte giusta mentre i repubblichini da quella sbagliata. Questa proposta fa male alle nostre radici e non da’ giustizia a quei 600 mila militari italiani che furono deportati nei campi di concentramento tedeschi proprio perche’ rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salo’”.

Sono sempre loro, arroganti, prepotenti e sperano sempre nel nostro qualunquismo e nella nostra stanchezza.

Berlusconi la cicala, gli italiani le formiche.

Se il Governo Prodi continuava a scoprire tesoretti,  il governo Berlusconi sta facendo l’ opposto, raddoppia i debiti.

L’attuale governo di destra in una sorta di “ansia da prestazione” è abituato ad affrontare tutte le situazioni con piglio decisionista bollandole come “emergenze”, eppure continua ad ignorare la più importante delle emergenze, ovvero la grave crisi economica.

formiche1Nell’anno appena passato l’indebitamento medio delle famiglie italiane è cresciuto del 41,1%, toccando punte del 53,2% in alcune province. Il livello medio del debito delle famiglie italiane ha raggiunto secondo il sito contribuenti.it la cifra di 19.630 euro. Finora, per combattere la crisi, spiccano solo gli aiuti dell’esecutivo alla grande finanza e gli assurdi appelli all’ottimismo e a non modificare le abitudini di consumo e lo stile di vita.

Non sono profeta di sventure, ma temo un brusco risveglio per le “cicale” abbindolate dagli spot governativi. Meglio continuare a lavorare sodo e risparmiare come la saggia “formichina” della favola di Esopo…

L’OLOCAUSTO della STRISCIA di GAZA: la RESPONSABILITA’ E’ DI TUTTA L’UMANITA’.

ARTICOLO 11 della Costituzione Italiana
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…

Il testo della Costituzione ha parole che condannano la guerra d’aggressione. Perché oggi quel ripudio è dimenticato?

” Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice”   chi parla è P. Manauel Musallam, parroco a Gaza che dalle pagine di Pax Christi Italia  del 7 Gennaio 2009 riferisce:

Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.
A voi, capi politici e militari israeliani, chiediamo di considerare che insieme ai ‘miliziani’ di Hamas state colpendo, uccidendo e ferendo centinaia di civili palestinesi. Non potete non averlo calcolato. Non potete non sapere che a Gaza non esistono obiettivi da mirare chirurgicamente. Non potete non aver messo in conto che da troppo tempo è la popolazione di Gaza a vivere sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilità di fuga. Le vostre crudeli operazioni di guerra compiono opera di morte su donne, bambini e uomini che non possono scappare né curarsi e sopravvivere, essendo strapieni gli ospedali e vuoti i forni del pane.Ascoltate i vostri stessi concittadini che operano nelle organizzazioni israeliane per la pace: “Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d’Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra”.
FERMATEVI SUBITO!

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A voi, capi di Hamas, chiediamo di considerare che i vostri razzi artigianali lanciati verso le cittadine israeliane poste sul confine, sono strumenti ulteriori di distruzione e, per fortuna raramente, di morte, e creano inutilmente paura e tensione tra i civili. Sono una assurda e folle reazione all’oppressione subita, che si presta come alibi per un’aggressione illegale. Se foste più potenti, capi di Hamas, vorreste forse raggiungere i livelli di distruzione dei vostri nemici? E non essendolo, a che scopo creare panico, odio e desiderio di vendetta nei civili israeliani che vivono a fianco alla vostra terra? Quali strategie di desolazione, disumane e inefficaci, state perseguendo?
FERMATEVI SUBITO!

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E noi donne e uomini che apparteniamo alla ‘società civile’, FERMIAMOCI TUTTI!

Sostiamo almeno un minuto accanto a tutti i civili che soffrono. Alle centinaia di ammazzati palestinesi, che per noi non avranno mai nome e volto, come alla vittima israeliana. Alle centinaia di feriti palestinesi e ai fortunatamente pochi feriti israeliani. A chi ha perso la casa. A chi non può curarsi.
E poi, tutti insieme, alziamo la voce: non è questa la strada che porterà Israele a vivere in pace e sicurezza. Non è questa la strada che porterà i palestinesi a vivere con dignità in uno Stato senza più occupazione militare, libero e sovrano.
I media italiani in questi giorni hanno purtroppo mascherato una folle e premeditata aggressione -e soprattutto l’insopportabile contesto di un assedio da parte di Israele che per mesi ha ridotto alla fame un milione e mezzo di persone- scegliendo accuratamente alcuni termini ed evitandone altri.
La maggior parte dei quotidiani e telegiornali hanno affermato che “è stato Hamas a rompere la tregua”. Invece il 19 dicembre è semplicemente scaduta una tregua della durata concordata di sei mesi. L’accordo comprendeva: Il cessate-il-fuoco, la sua estensione nel giro di qualche mese alla Cisgiordania e la fine del blocco di Gaza. Questi impegni non sono stati rispettati da Israele (25 palestinesi uccisi solo dalla firma dell’accordo) e quindi Hamas non l’ha rinnovato. Ancor più precisamente, già ai primi di novembre, Israele aveva rotto la tregua con una serie di attacchi a Gaza uccidendo altri 6 palestinesi.

Aiutiamoci allora a valutare criticamente le analisi spesso falsate dei media per dare maggior forza ad altre voci diventate grida: Solo poche ore fa, proprio a Gaza, il Patriarca di Gerusalemme celebrava la Messa di Natale riprendendo il suo Messaggio natalizio:”Siamo stanchi. La pace è un diritto per tutti. Siamo in apprensione per l’ingiusta chiusura imposta a Gaza e a centinaia di migliaia di innocenti. Siamo riconoscenti a tutti gli uomini di buona volontà che non risparmiano sforzi per spezzare questo blocco.”
La strada intrapresa invece, lastricata di sangue e macerie, condurrà la gente qualsiasi al macello. E i suoi capi alla sconfitta. In primo luogo alla sconfitta umana.

UN APPELLO URGENTE: fermiamo il massacro degli innocenti di Gaza.

Ricevo e pubblico

AI POLITICI ITALIANI  
da parte di Luisa Morgantini
Vice Presidente del Parlamento Europeo

Roma,  3 Gennaio 2009

Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una  minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli. Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità.  Come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana ?
 La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti,  pagano il prezzo dell’incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale coloniale.

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Ma  basta con l’ impunità  di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.
Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale.  Furto di  terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati,  colonie che  crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.
Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che  lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all’ ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con  sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all’olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia  loro per diritto divino, sono entrati di forza e l’hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un’altra colonia ebraica. Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d’acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi.
Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da
Palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia. Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicureza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all’estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro. Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c’è riscaldamento, non c’è luce, o i bambini nati prematuri nell’ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti  senza elettricità perché muoiano.
Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati. Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra  loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.
Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete  tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.
Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il  dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario.  Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani:  Cessate il fuoco, cessate l’assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l’ occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.
Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutamo di essere nemici, basta con l’occupazione.
Dio mio in che mondo terribile viviamo.

Il PD è con i lavoratori nello sciopero indetto dalla CGIL

Lo sciopero generale proclamato dalla CGIL pone l’attenzione su problematiche irrisolte e sulla inadeguatezza delle politiche sul lavoro del Governo. Bisogna avere rispetto pieno per una decisione, non certo presa a cuor leggero, di fare uno sciopero generale contro la politica economica e sociale del governo.

Le polemiche sul rischio che l’unita’ sindacale si rompa in un momento così difficile per il mondo del lavoro sono devianti; il problema centrale è la tutela dei lavoratori, e non certo dei loro rappresentanti di categoria.

Lo sciopero ha la finalità di difesa del contratto nazionale di lavoro e la difesa del welfare che il Governo ha lasciato scoperto, e questa è la questione centrale.

Anche il tema della sicurezza sul lavoro è oggetto di grande attenzione, e la scelta dei manifestanti di  scendere in piazza con le bandiere listate a lutto in ricordo dei morti sul lavoro, di cui l’Italia detiene un triste primato europeo, è significativa e meritevole di rispetto.

La profondità delle questioni e l’importanza dei temi, fa sì che anche in questo caso il PD si schieri ed è con i lavoratori che scendono in piazza.

Paola Andreoni

La giusta misura delle cose

In questo clima di crisi economica i furbetti tentano di sfruttare il panico per fare, come al solito, i propri interessi, seguiti da chi, al governo del territorio o del nostro Paese, si trova a dover proporre soluzioni per uscirne.
Recentemente il Governo ha limitato le possibilità per i privati e le imprese di ottenere incentivi e detrazioni sugli interventi per il risparmio energetico.
Nello stesso tempo ha parlato della necessità di aumentare i consumi, senza parlare di cosa e come si debba consumare in una società sostenibile economicamente ed ecologicamente tentando, invano, di tornare ad un sistema che strutturalmente non si regge in piedi.
Dalla concorrenza al ribasso su prezzi e diritti di chi lavora, alla rincorsa alla disoccupazione, allo sfruttamento di tutte le risorse come se fossero infinite ed a costo zero.
Se c’è un insegnamento che dovremmo trarre da questa situazione è proprio il segnale chiaro della necessità di regole sensate ed uguali per tutti, di una economia che si basa sulle reali necessità e disponibilità del territorio, di risparmio nell’uso delle risorse che sono finite e non rinnovabili.
E’ per questo che il taglio agli incentivi alle energie alternative ed al risparmio energetico è una iniziativa gravissima e stupida: se c’è una cosa che deve crescere, in tutto il Pianeta, è proprio il lavoro che porta alle famose tre sostenibilità: sociale, economica ed ambientale.
Lo stesso vale per il contesto locale, nel quale la crisi rischia di diventare il pretesto con il quale concedere sfruttamento del territorio senza regole ed in maniera discrezionale, non uguale per tutti.
In questo momento devono essere date possibilità di crescita alle aziende che intendono investire sul territorio, ma allo stesso tempo si deve fare molta attenzione alla speculazione, che è una delle cause del crollo dei mercati finanziari.
Il passato recente dimostra che i nostri dubbi erano fondati, che costruire più del necessario non porta solo problemi ambientali e sociali ma alimentano anche bolle che, allo scoppio, mettono in crisi soprattutto i più deboli.
Oggi chi crede che l’ambiente sia un costo da tagliare in momenti di ristrettezze economiche, purtroppo non ha compreso le grandi occasioni che abbiamo perso e stiamo perdendo.
Se avessimo lavorato di più in passato sul risparmio energetico avremmo creato posti di lavoro non delocalizzabili in Cina, pagati senza continui sostegni pubblici ma con il taglio dei consumi di fonti fossili provenienti quasi esclusivamente dall’estero, ed allo stesso tempo migliorando la qualità del nostro Paese.
Il Sole ed il Vento non salgono di prezzo da un anno all’altro, al contrario del Petrolio.
Lo stesso ragionamento si può fare per l’acqua, che da bene comune si vuole trasformare in risorsa privata, per i rifiuti che gettiamo e bruciamo e che rappresentano uno spreco continuo di materie prime che importiamo dall’estero.
Purtroppo questa concezione di una economia nuova, di cui ha recentemente trattato un bell’articolo sul Sole 24 Ore (non proprio un quotidiano ecologicamente estremista) e che ha giustamente riempito la campagna elettorale di Obama, è totalmente lontana dal pensiero dei nostri attuali governanti.

Oggi più che mai è necessario un cambiamento, un passaggio verso la giusta misura delle cose, non ad una crescita fine a sè stessa dei consumi. Altrimenti non usciremo dalla crisi, ed a questa continueranno a seguirne ciclicamente altre.

Paola Andreoni, fai ritornare il FUTURO ad OSIMO

dopo 10 anni di Liste Civiche

RITORNA IL FUTURO ad OSIMO

Primarie del Partito Democratico

domenica 14 dicembre

vota e fai votare

Paola Andreoni

 

IL MANIFESTO 2009-2014

Osimo una città orientata al Futuro:

protagonisti di una nuova stagione.
Valori, idee da vivere insieme.

 Osimo, questa la città che voglio condividere insieme a Te

paola-primarie11Gentile elettrice, caro elettore il 14 dicembre 2008 Lei potrà scegliere per la prima volta il candidato Sindaco della sua città. L’impegno di consigliere comunale  di opposizione, capogruppo consiliare del PD, mi ha vista impegnata a difesa dei cittadini osimani contro la politica delle Liste Civiche – vorrei ricordarLe in particolare tra le tante, due iniziative che ho promosso e che hanno avuto un esito positivo: l’iniziativa per far cessare l’iniquo utilizzo   dei “semafori Photored” sulle strade osimane e la salvaguardia del campo sportivo Diana di via Olimpia dalle mire edificatorie delle Liste civiche.

1 La città del lavoro

2 La città solidale

3 La città efficiente

4 La città trasparente ed equa

5  La città sicura

6 La città splendente

7 La città digitale

8 La città accessibile

9 La città orientata al futuro

La città dei cittadini:

un progetto da far crescere e condividere

INSIEME A TE per non lasciare nessuno indietro sicurezza agli anziani, opportunità ai giovani attenzione ai più piccoli, sostegno ai disabili e alle famiglie in difficoltà.

INSIEME A TE per vincere il carovita che rende sempre più difficile arrivare a fine mese, promuoveremo politiche per la casa, ci impegneremo a tenere basse le imposte e le tariffe di nostra competenza accrescendo ulteriormente il livello qualitativo dei servizi comunali.

INSIEME A TE per muoversi verso il futuro, una città alleggerita dalla morsa del traffico e con livelli più bassi di inquinamento acustico ed atmosferico.

 

 

Dietro insistenza di molti – colleghi di partito, cittadini comuni, pensionati, residenti delle frazioni e del centro storico –  ho accettato di candidarmi, ho accolto questa sfida: far ritornare il futuro ad Osimo, per una Buona-politica, per aprire porte e finestre ai tanti talenti di questa città.

Domenica 14 dicembre  partecipa alle Elezioni Primarie, scegli e fai votare

                                                                 il candidato Sindaco
                Paola Andreoni

Osimo, primarie del Partito Democratico

 invito-presentazione-astea1

Cari concittadini elettrici ed elettori osimani,

tra pochi mesi, saremo chiamati a scegliere chi amministrerà la nostra città per i prossimi 5 anni. Come previsto dallo statuto del Partito Democratico, la scelta del candidato a Sindaco avverrà tramite lo strumento delle Primarie, indette ad Osimo per il 14 dicembre 2008.
Le primarie dovranno selezionare il candidato migliore per vincere le elezioni.

La politica è fatta di responsabilità e di scelte.

La nostra è quella di sostenere alle Primarie l’esperienza, l’impegno, la determinazione e la novità di Paola Andreoni.

Con Paola abbiamo condiviso la necessità di avviare una nuova stagione della politica e della città, partendo da alcune idee forza e progetti concreti: Osimo città partecipata, città creativa che investe sui suoi talenti, Osimo città della trasparenza e della chiarezza, Osimo città della identità e della legalità, della coesione e della solidarietà. Ma anche Osimo città del Ben-essere, che rimette al centro i cittadini e i quartieri, i servizi alla persona e i diritti di cittadinanza.

Paola ha accettato con generosità questa sfida nell’interesse della nostra comunità cittadina.
Il  comitato promotore per Paola Andreoni ti INVITA  alla presentazione UFFICIALE della sua candidatura a Sindaco:

Ci attende una impegnativa campagna elettorale.
Contiamo sulla tua partecipazione attiva, sulla tua  disponibilità per vincere questa sfida. 

Comitato promotore per Paola Andreoni Sindaco. www.paolaandreoni61.wordpress.com

Riforma Gelmini, quali conseguenze sulla scuola pubblica.

Il Partito Democratico di Osimo organizza per mercoledì 12 novembre alle ore 18 presso la sala Astea un incontro-dibattito sul tema della scuola: “Riforma Gelmini, quali conseguenze”?
Parteciperanno come relatori l’assessore all’istruzione Ugo Ascoli, la capogruppo del Pd di Osimo Paola Andreoni, il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Numana-Sirolo Mario Vita, la dirigente scolastica Giovanna Rinaldini ed il coordinatore del Pd di Osimo Romeo Antonelli.
Il governo Berlusconi è riuscito a compiere “il miracolo”, abbozzando una “riforma” della scuola all’interno di una finanziaria approvata in una manciata di minuti, e ciò naturalmente in virtù di una inesistente attitudine al dialogo parlamentare e al confronto con la base.
Si fa veramente fatica a digerire i metodi e le questioni di merito, perché il mondo della scuola è per sua natura vocato alla dialettica della complessità, all’approfondimento dei temi, alle convergenze conquistate grazie alla forza della ragione. Ciò che, esattamente, non è stato fatto con il provvedimento Gelmini.
Gli insegnanti, le famiglie, gli studenti tuttavia non si arrendono e vogliono ancora parlare di scuola, vogliono ancora informare, far capire, liberare i male informati dai fronzoli del voto in condotta o delle divise e mettere sul tavolo i reali nodi su cui si gioca il futuro dei ragazzi, della società italiana.
Con l’incontro di mercoledì pertanto si tenta di informare seriamente sulle questioni reali e di costruire scenari nuovi, possibili perché condivisi, predisponendo una piattaforma di proposte concrete da parte di coloro che nel mondo della scuola operano e di coloro che ne vogliono difendere il valore e l’identità.

Partito Democratico Osimo