No al processo breve in favore di Berlusconi

Il Pd si mobilita contro la proposta di legge del governo sull’accorciamento dei termini di prescrizione per gli imputati incensurati. L’ennesimo attacco del centrodestra “ai fondamentali principi di equità e di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”.

Paola

 

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Quale riforma della Giustizia vuole il Governo ?

L‘organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia sono obblighi costituzionali per il Ministro della Giustizia.
Gli interventi in materia di bilancio degli ultimi anni hanno visto ridurre drasticamente le risorse disponibili per garantire il funzionamento di questo servizio pubblico essenziale per la legalità e la democrazia nel nostro paese.
Quali riforme sono possibili senza investimenti sull’organizzazione?
La politica dei tagli riduce le possibilità di ammodernare i servizi e penalizza il personale amministrativo vera risorsa non valorizzata e non riqualificata. Modificare continuamente riti e procedure senza attrezzare l’apparato organizzativo, senza semplificare e garantire risorse economiche certe, costituisce una pratica di governo che lascia irrisolte le questioni poste da tempo dalle associazioni degli operatori del diritto e dalle rappresentanze sindacali per dare soluzioni e migliorare il funzionamento della giustizia.

Paola

ALTRO CHE “PROCESSO BREVE”, questo è ESTINZIONE DEI PROCESSI.

Pensiamo cosa ha scatenato l`indulto, che comunque cancellava una parte della pena ad un condannato definitivo, e  cosa invece comporta questo provvedimento, che con l`estinzione del processo cancella di fatto il processo stesso, cancella le condanne non definitive anche se giunte in Cassazione.

Questi spudorati stanno violentando la Giustizia per salvare Berlusconi, ed hanno pure la faccia tosta di spacciare queste riforme immonde come necessarie per il Paese.

Un altro giorno triste nella storia di questo paese!!!!

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO, ritiri la legge sul PROCESSO BREVE.

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei. Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia. Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. È una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
Roberto Saviano

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La LEGGE è UGUALE PER TUTTI .

leggeIn questi giorni i nostri governanti, con l’ossessione di proteggere il premier dai suoi processi stanno ferendo mortalmente la Giustizia. La capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro ha denunciato la truffa nascosta dietro il cosiddetto processo breve. Infatti, se passasse il disegno di legge presentato dalla maggioranza, al Senato, molti processi sarebbero a rischio e i cittadini non avrebbero giustizia: a partire dai risparmiatori Parmalat, ai sottoscrittori dei Bond Cirio, alle vittime di Eternit e della Thyssen. Persino Pier Ferdinando Casini ha avuto l’ardire di definire il “processo breve” una porcheria. L’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, sempre in prima linea su questi temi, è pronta a chiedere il referendum.
L’offensiva del Pdl e della Lega contro la giustizia prosegue su più fronti. L’ex socialista craxiana Margherita Boniver, ora nel Pdl, ha presentato una norma costituzionale per reintrodurre l’immunità parlamentare. Con una spudoratezza senza precedenti si vuole tornare al passato, alla prima Repubblica, rinnegando la rivoluzione di Mani Pulite. Stupisce l’avvallo anti-giustizia degli ex aennini e dei leghisti, un tempo campioni nel lancio delle monetine ed abili sventolatori di cappi in parlamento. Mamma Roma ha temperato gli animi dei vecchi rivoluzionari ed ora quelle stesse persone si ritrovano a difendere, senza alcun pudore, ciò che ieri combattevano.