Sulle elezioni e la voglia di rinchiudersi nel proprio orticello a coltivare verdure…

” La piaga dell’astensionismo, aumentato di circa l’otto per cento rispetto alle ultime elezioni, o le schede bianche e nulle, anche queste aumentate notevolmente con oltre il 10% dei votanti, sono indice di impotenza ed insoddisfazione, di rinuncia all’uso dei propri diritti doveri e all’assunzione delle proprie responsabilità rispetto al bene comune della società. Anzi non c’è più il bene comune, ognuno pensa per se e crede che così facendo ognuno personalmente potrà cavarsela. La storia come maestra di vita è stata cancellata.
Ed è questa insoddisfazione che genera impotenza ed incapacità di analisi, e quando un popolo vive questa condizione spirituale tutto è possibile a chi ha esclusivamente l’interesse di tutelare il proprio personale potere, le proprie personali ricchezza e che magari è al governo del paese. E’ ciò che è successo ai tempi del nazismo in Germania e del fascismo in Italia. Stiamo rivivendo in forme diverse, forse peggiori, quelle esperienze che tanto danno hanno procurato all’umanità.
Domenica e Lunedì non c’è stato solo l’astensionismo ma anche il solito ricatto verso il cittadino, soprattutto quello più povero, e in quanto tale  il più soggetto al ricatto di una politica basata sul clientelismo, sul voto di scambio che oramai compra i voti apertamente a colpi di 50 o cento euro al voto, o con i pacchi viveri,  come dimostrano le inchieste aperte in questi giorni  in Campania ma che sicuramente non è un fenomeno solamente campano. Ho sentito di promesse di lavoro (all’Astea) e di altre promesse. E queste non provenivano certo da parte di Paola Andreoni.
Un paese così non può ovviamente andare da nessuna parte. Può finire solo nel baratro più profondo. E l’Italia è un paese allo sfascio.
Dopo quello che ho visto domenica e lunedì verrebbe voglia di emigrare all’estero, come sono stati costretti a fare tantissimi antifascisti quando il fascismo andò al potere, oppure di rinchiudersi nel proprio orticello a coltivare verdure in attesa che le contraddizioni insite nell’attuale situazione producano quel crollo che riesca a far riprendere coscienza di se al popolo italiano. “

Savonarola

Paola,intervistata da VivereOsimo

VivereOsimo.it intervista Paola Andreoni.
di Michela Sbaffo

1- Analizziamo prima di tutto il voto osimano. Il partito del PD si è qualificato come primo partito della città. Ha raggiunto la percentuale del 25,06% e ha ottenuto in tutto 3928 voti. Di questi solo 2201 riportavano una preferenza. Come si spiega che di conseguenza ben 1727 voti (quasi la metà) sono stati solo per la lista? Perché un elettore osimano del PD su due ha preferito non esprimere una preferenza personale?
Risposta.
Purtroppo questo tipo di rapporto tra i voti di lista e il numero di preferenze non è  stata particolarità di Osimo, ma un dato comune in  tutta la Regione.  Anzi, nella Provincia di Ancona, è da sottolineare che i comuni della zona  a sud di Ancona si sono espresse più preferenze rispetto al resto della Provincia. Per quanto riguarda il dato specifico della lista del PD le faccio qualche esempio: a Senigallia su 8514 voti di lista al PD, il candidato locale Guzzonato ha registrato 2494 preferenze, a Fabriano, su 4507 viti di lista, il fabrianese Fini ha preso 1744 preferenze, nella roccaforte rossa di Jesi, su 7268 voti di lista,  i due candidati referenti del territorio,  Fabio Badiali e Ezio Giancarli, hanno preso rispettivamente 1014 e 961 preferenze.
Come vede dunque, i numeri sono numeri: gli osimani hanno espresso più preferenze rispetto a realtà in cui il PD è indubbiamente più forte come Senigallia e Jesi.

2- Lei ha ottenuto in tutta la Provincia di Ancona 2854 voti; a Osimo 1814. Il suo collega Dino Latini dell’API ha ottenuto complessivamente 4227 voti; a Osimo 3443. Se la partita all’interno delle mura osimane ha un vincitore certo, c’è da notare che mentre Latini ha riportato 784 voti non osimani, lei al contrario ne ha portati a casa 1040 quasi un terzo dei voti da lei complessivamente conquistati. Come interpreta questo punto di vista?
Risposta.
Questa lettura mi pare fuorviante, del resto mi pare anche banale voler leggere il risultato delle elezioni regionali in chiave puramente osimana e ridurre tutto al duello Andreoni /Latini.  In ogni caso dentro le mura il dato certo è che il PD ha preso più voti delle liste civiche camuffate da API., che rispetto alle elezioni provinciali del 2007 e alle comunali del 2009  hanno perso una  marea  di voti.  Che poi ad Osimo Latini abbia preso più preferenze, mi pare ovvio: la campagna elettorale è stata tutta personalizzata sulla sua persona e sul suo nome. Anzi, vorrei ricordare che  già alcuni mesi prima della campagna elettorale Latini ha comprato pagine e pagine di pubblicità sui principali giornali regionali senza che ancora si sapesse in quale lista sarebbe stato candidato.
Che poi fuori di Osimo io abbia preso più voti di Latini, nonostante lui abbia bombardato i cittadini della provincia di Ancona  con  spot televisivi, messaggi radio e quant’altro, mi pare un dato scontato: si è capito che dietro quella candidatura c’era un disegno troppo personalistico carente di un progetto politico più generale.

3- Il numero di preferenze da lei complessivamente ottenute la pongono elettoralmente sullo stesso piano di alcuni esponenti della giunta elettorale uscente. Senza contare gli anni di militanza del partito. Per quanto i voti non le siano stati sufficienti per acquisire un seggio nel consiglio regionale, crede che ci possano essere i presupposti per essere chiamati dal Governatore a ricoprire un assessorato? 
Risposta.
A questa domanda mi riesce ovviamente difficile rispondere. Quello che mi auguro è che nella nuova squadra della giunta regionale ci siano  competenza, rinnovamento, equilibrio tra uomini e donne,  e soprattutto rappresentanza dei territori.
C’è poi una riflessione seria che dovrà fare il PD regionale e provinciale. La cd. zona delle Valli dell’Aspio e del Musone, nonostante il peso elettorale e socio economico, non trova adeguata rappresentanza politica e questa situazione per il nostro territorio non è più tollerabile né elettoralmente sostenibile.
 
4- Un messaggio che vuole lasciare ai nostri concittadini a elezioni concluse.
Risposta
Grazie a tutti coloro che mi hanno rinnovato la loro fiducia dandomi il voto e a tutti coloro che hanno creduto nel buon governo di centro sinistra.

Grazie a tutti

E’ sempre difficile chiudere un’esperienza intensa come quella di una campagna elettorale soprattutto quando molta gente ti ha dato la sua fiducia. Ed è anche difficile riuscire a ringraziare tutti coloro che per te hanno distribuito i volantini, hanno animato i gazebo, hanno cucinato, hanno scritto, telefonato, parlato, convinto, hanno partecipato in mille modi a uno sforzo che ha coinvolto molti. Purtroppo per pochissimo non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo della elezione a Consigliere Regionale, ma il nostro sforzo è stato importante per il successo del PD che ad Osimo diventa il primo partito con il 25,07%.
Al coordinatore del PD osimano va il mio primo ringraziamento per ciò che ha fatto e per la fiducia che ha in me riposto. In secondo luogo devo dire un grazie sentito al partito democratico, ai suoi militanti e simpatizzanti: agli altri candidati della provincia, ai coordinatori di circolo di Filottrano, Loreto, Castelfidardo, Numana e Sirolo, alle personalità che hanno sottoscritto lettere a mio favore.
Ma sono stati forse i militanti dei piccoli circoli sparsi per la provincia e i tanti cittadini che ho incontrato,  le persone che mi hanno più colpito. Le loro strette di mano, le pacche sulle spalle, i sorrisi, i messaggi, l’interesse vero per le cose che avevo da dire sono stati un potentissimo tonificante che ha annullato le fatiche della campagna elettorale.
Vorrei ringraziare tutti gli elettori del Partito Democratico. Un grazie speciale ai 2854 elettori che mi hanno dato la loro preferenza, tra loro è doveroso ricordare i 1814 Osimani che mi hanno regalato la soddisfazione di un bel risultato nella mia città.
Lascio per ultimi coloro che mi sono più vicini: i Giovani Democratici che sono il futuro del nostro partito, tutti coloro che hanno lavorato alla campagna del PD, gli amici e compagni di Osimo e di tutta la provincia che mi hanno sostenuto e aiutato in tutta questa campagna, la mia famiglia, senza il sostegno della quale non avrei potuto fare nulla.
Per chiarezza nei confronti degli elettori, e nel rispetto dei principi della legalità e della trasparenza, nei prossimi giorni renderò pubblico il rendiconto economico della mia campagna elettorale.

Paola

Una risposta al Sindaco Simoncini sulla storia delle cene elettorali al Pala Baldinelli…

da parte di Mauro Pellegrini

L’art. 19 della Legge 10/12/1993 n° 515  stabilisce che  ” … I Comuni sono tenuti a mettere a disposizione in base a proprie norme regolamentari, senza oneri per i Comuni stessi, dei Partiti e dei Movimenti presenti alla competizione elettorale in misura uguale tra loro i locali di loro proprietà già predisposti per conferenze e dibattiti…

Quali sono i  locali ha messo a disposizione dal  Comune per la campagna elettorale? Soltanto la sala comunale.

Allora, se il Pala Baldinelli è comunale, si desume che nel periodo della campagna elettorale  le liste elettorali non ne possono usufruire, poiché il Comune mette a disposizione soltanto la sala comunale.

 Ma facciamo un esempio: lo scorso anno, durante la campagna elettorale per le elezioni comunali, una lista chiede al Comune di poter organizzare una manifestazione nella pista di atletica di via Vescovara (di proprietà comunale, ma gestita in concessione da terzi): cosa risponde il Comune di Osimo? Dice che non si può fare perché non rientra tra gli spazi che il Comune mette a disposizione dei partiti durante la campagna elettorale.

Le è chiaro Simoncini?

 Ma facciamone ancora un altro di esempio, così che il Sindaco Simoncini possa capire meglio:

il cinema concerto è di proprietà comunale ma (era)  gestito da un privato. In campagna elettorale però i partiti ne  potevano usufruire, e sa il perché il nostro Sindaco?

Perché fino allo scorso anno rientrava nei locali che il Comune metteva a disposizione dei partiti con una formale delibera di Giunta.

 Da questi semplici esempi si dovrebbe capire una cosa: quello che conta non è se il bene comunale sia gestito direttamente dal Comune o invece in concessione, ma se il bene sia comunale oppure no.

 Allora se il Pala Baldinelli è un bene del comune, non ha importanza che la gestione sia in concessione a una società che si chiama Geos Sport, ma l’unico fatto che rileva è che il nuovo Palazzetto dello sport sia  comunale.

 Dire, come il Sindaco dice, che “il Palas non è di competenza del Comune”, è davvero singolare: forse che il Palas non è stato realizzato, sebbene in sinergia con l’Astea,  soprattutto con i soldi del Comune di Osimo?

Il Sindaco Simoncini ci spiega che l’utilizzo del Pala Baldinelli avviene “con le stesse procedure  seguite per l’utilizzo della sala Astea  o del salone del Campana”.

Il Sindaco Simoncini dice una grossolana sciocchezza,  perché la sala dell’Astea è di proprietà dell’Astea s.p.a., mentre la sala del Campana è di proprietà dell’Istituto Campana!

 Morale della storia: sarebbe stato del tutto apprezzabile che il Comune avesse messo a disposizione anche il Palas per la campagna elettorale, perché in tal modo tutti i partiti, sia di destra che di sinistra,  avrebbero avuto, pagando il corrispettivo, la possibilità di utilizzare la struttura.

Guarda caso però che le regole non sono mai uguali per tutte.

Guarda caso che solo la lista elettorale in cui è candidato l’ex sindaco usufruirà di tale spazio per la campagna elettorale.

 Allora, caro Simoncini, prima di parlare dell’intelligenza della Andreoni, non sarebbe forse il caso di disquisire sull’intelligenza  di altri?

Mauro Pellegrini

I soliti furbacchioni, irrispettosi delle REGOLE.

Alla  c.a.    Sig. Presidente del Consiglio Comunale
                                                                                     Comune di Osimo

 INTERROGAZIONE  CONSIGLIARE URGENTE

 Oggetto:  utilizzo improprio ed illegittimo del PalaBaldinelli per la propaganda elettorale autorizzato solo ad un movimento politico, quello di appartenenza del Sindaco.        

La   sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni

 Visto   l’art.19 della Legge10/12/1993 n° 515 per cui: “ … I Comuni sono tenuti a mettere a disposizione in base a proprie norme regolamentari, senza oneri per i Comuni stessi, dei Partiti e dei Movimenti presenti alla competizione elettorale in misura uguale tra loro i locali di loro proprietà già predisposti per conferenze e dibattiti…”;

Considerato  che con delibera di Giunta n° 25  del 17/2/2010  – avente ad oggetto:elezioni regionali 2010 del 28-29 marzo l’individuazione locali ai sensi dell’art. 19 della Legge 10/12/1993 n° 515 e successive modifiche – sono stati definiti gli spazi pubblici cittadini utilizzabili per la campagna elettorale a disposizione di  tutti i Partiti e Movimenti partecipanti alla competizione elettorale;

Considerato  che nella suddetta delibera viene indicato come unico spazio pubblico comunale utilizzabile nella propaganda elettorale,  la sala Grande del Comune di Osimo.

 Interroga il Sindaco

 1)     Per sapere se è a conoscenza che il Palabaldinelli struttura pubblica non indicata fra gli spazi utilizzabili di cui alla premessa, è utilizzato il giorno 26 marzo 2010 dal candidato Dino Latini per la propaganda politica, come da invito personale trasmesso agli elettori osimani;

 2)   Per sapere in caso affermativo le motivazioni che hanno determinato l’autorizzazione all’utilizzo di tale struttura pubblica soltanto al candidato Dino Latini, privando di tale opportunità gli altri candidati espressione di altre forze politiche partecipanti alla competizione elettorale e in palese violazione della normativa elettorale.

 Osimo lì, 26 marzo 2010                                                        

                                                                                               Il  consigliere  comunale

                                                                              capogruppo  del Partito Democratico

                                                                                                                           Paola Andreoni

Il confronto e poi il tuo voto deciso.

Cara Amica, caro Amico,
provate a confrontare quello di cui sentite il bisogno con quello che vi viene offerto. Fatelo lentamente. Pensate anche alla nostra  città. Al ruolo di opposizione  che in questi anni ho fatto e sto esercitando contro la malapolitica delle  liste cittadine osimane.  Non vi dimenticate delle tante varianti edilizie  autorizzate dalle liste che  hanno trasformato “ruderi”  in complessi residenziali (operazioni  tese non certo a favorire l’acquisto o il godimento della prima casa). Pensate al cementificio che giustamente non andava bene a Osimo Stazione, ma che non va bene neanche per i polmoni dei concittadini di Passatempo. Pensate alle autorizzazioni per la costruzione di un maxi canile per 800 cani ( Osimo non ha tanti cani abbandonati), di un tempio crematorio quando c’è già una analoga struttura intercomunale in Ancona, l’ampliamento in largo e in altezza del Palazzo Viglietti, le tante assunzioni effettuate tramite le società partecipate senza passare per pubblici concorsi. Gli sperperi per i  conferimenti di incarichi esterni ( ingegneri da Cingoli e Senigallia) quando la nostra struttura comunale e Osimo  avrebbero risorse interne da valorizzare. Anziché valorizzare i meriti hanno premiato esclusivamente le riconoscenze. Ricordate le tante liti pretestuose con la Provincia e con la stessa Regione da parte delle liste alla guida della città e da ultimo un Piano regolatore bloccato negli uffici giudiziari. Pensate bene e guardate bene. È così che vorrei che ognuno di voi scegliesse. Ed è proprio perché possiate confrontare che sono venuta a trovarvi in questa campagna elettorale. Che mi sono fermata con voi, provando ad accogliere le idee migliori  – che mi avete comunicato – nel cuore del mio programma.

Le mie proposte per le MARCHE

Legare l’impegno politico alle vocazioni e ai bisogni del nostro territorio. La nostra Regione  MARCHE con i suoi paesaggi, le nostre città e la sua cultura  è uno dei posti più belli del mondo. Il territorio è la nostra risorsa , il valore aggiunto delle nostre città e borghi.  Lo abbiamo governato noi questo posto e ora ci proponiamo di farlo ancora. Eppure sentiamo che su questa bellezza pesano minacce che vanno affrontate con coraggio e urgenza.
Con me in Regione si farà una nuova legge regionale sul governo del territorio ciò salvaguarderà il paesaggio e l’ambiente per proteggere le sue vocazioni naturali e impedirà che molti piani regolatori comunali possano consumare – con espansioni urbanistiche eccessive e non necessarie – grandi aree all’agricoltura. La valorizzazione del NOSTRO TERRITORIO MARCHIGIANO passa da un’agricoltura rilanciata e compatibile con un turismo intelligente, fondato sulla tutela delle ricchezze paesaggistiche. La rete infrastrutturale deve accorciare le distanze per integrare pienamente le attività e favorire le opportunità.
Il lavoro al primo posto, sanità, energie rinnovabili. Istituzione di un reddito minimo garantito per disoccupati, inoccupati e precari; una sanità più efficiente e competitiva; ripristino delle fermate dei treni rapidi all’interno e lungo la costa; infrastrutture più moderne e funzionali;  un nuovo sviluppo che passi attraverso la destagionalizzazione del turismo e gli investimenti in forme di energia rinnovabili. Ribadisco con forza anche in questa sede la contrarietà ad ogni  ipotesi di realizzazione di centrali nucleari e rigassificatori.
Contrastare ogni forma di discriminazione e di esclusione. Viviamo in società sempre meno compatte e omogenee, definite da presenze spesso temporanee o comunque variabili: in questo nuovo quadro la valorizzazione della diversità deve essere la  premessa di un nuovo concetto di cittadinanza, più ampia e complessa, in cui i diritti acquisibili diano a tutti la certezza della condivisione delle regole.
Tutelare le fasce fragili della popolazione. Mi riferisco a quella fascia grigia di individui, che per vari motivi rischiano di uscire dall’ambito della cittadinanza. La buona politica è quella che riesce a progettare sostegni diversificati ed efficaci per impedire una tale deriva. Dai contributi economici alla mediazione culturale, dall’impegno contro l’isolamento all’offerta di ascolto. Tutte strade per costruire un territorio solidale.
Valorizzare le risorse intellettuali e creative del territorio. Risorse che sono presenti nel nostro territorio,  eccellenze che non dobbiamo farci sfuggire per sviluppare  qui le occasioni per la ricerca e l’innovazione.
Restituire centralità alla scuola pubblica combattendo il precariato. Dove non c’è scuola non c’è società e una società che rinuncia alla scuola rinuncia a se stessa. Dobbiamo interrompere il declino cui il nostro modello di istruzione è avviato e la prima azione è quella restituire dignità al mestiere dell’insegnante, garantendo quella continuità di azione che mette in sicurezza chi nella scuola lavora e chi dalla scuola deve pretendere buona formazione e pari opportunità.
Restituire ai giovani la speranza del futuro. E’ dovere della politica trovare obiettivi da prospettare alle giovani generazioni. Valorizzare le attività economiche che garantiscano l’occupazione e rinforzare le tutele nel lavoro sono i principali tra questi obiettivi.
Una Politica meno costosa. In questo periodo difficile per le famiglie  e per i lavoratori, alla politica sono richieste sobrietà, trasparenza, solidarietà e vicinanza. Proporrò la riduzione  dell’indennità dei consiglieri, inoltre nella burocrazia regionale credo ci siano evitabili costi da tagliare. Per me moralità, rigore, sobrietà per chi ricopre ruoli pubblici rappresentano una condizione fondamentale ed imprescindibile a cui ispirare azioni e comportamenti
Sancire che l’acqua è un bene pubblico. Su questo il mio impegno sarà quello di scrivere una legge chiara senza timore di scomodare interessi forti.

Queste sono alcune cose che propongo al confronto. E la scelta si fa con il voto. Domenica e lunedì prossimo. Fatelo, fatelo fare. Lasciate che la differenza si mostri, che si apprezzi la possibilità di fare  un percorso comune: perché nel futuro ci sia più giustizia per tutti.

Grazie, Paola Andreoni
Energia Nuova nel PD, Energia Pulita per le Marche di Tutti.

DOMENICA 28 dalle 8 alle 22   e  LUNEDI´ 29 dalle 7 alle 15
vota e fai votare:  una X sul simbolo del
PARTITO DEMOCRATICO
scrivi accanto

 ANDREONI

 

“Grazie per il sostegno che vorrà darmi, è fondamentale parlare con parenti, amici, conoscenti, spiegare le ragioni del Pd,  far votare il Pd e scegliere ANDREONI.”
Un saluto e un abbraccio.
 Paola Andreoni

 
Il comitato “Io Voto Paola Andreoni”
iovotopaolaandreoni@gmail.com
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La pietà è viva nei giovani italiani di domani.

Fin dove si spingerà la barbarie che ha travolto la nostra povera patria? Vorrei poter dire abbiamo toccato il fondo con l’ultimo caso di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, in cui nove bimbi (7 stranieri e 2 italiani) sono stati messi a pane e acqua nella locale mensa scolastica perché i loro genitori, oberati dai troppi costi, non hanno pagato la retta al Comune. In un primo momento l’amministrazione comunale, a guida leghista, si è giustificata dicendo di aver sollecitato più volte i genitori insolventi ma senza successo, per questo la decisione di sospendere il pasto ordinario. In un secondo tempo, in seguito alla figuraccia a livello nazionale, amplificata dai mezzi di informazione, gli incauti amministratori hanno fatto un parziale dietrofront dicendosi disponibili a venire incontro alle famiglie in difficoltà. Per capire di che pasta sono fatti questi politici basta leggere la “battuta” rilasciata dal sindaco Milena Cecchetto all’agenzia Dire, in merito alla provocazione del Codacons (“sindaco per una settimana a pane acqua”). Lei ha risposto: “Calcolando i nostri ritmi tante volte ci troviamo a pane ed acqua. Mi fa sorridere, spesso il pranzo lo saltiamo anche”. Se questi sono i risultati del partito del fare, meglio che si diano una calmata. Alla fine resta il danno di immagine per un’intera città, così come l’amarezza di vedere il potere punire degli innocenti. Di questo passo solo i ricchi potranno permettersi di accedere all’istruzione. Il priore di Barbiana don Lorenzo Milani in “Lettera ad una professoressa” scriveva insieme ai suoi ragazzi: “Non c’è nulla di più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. Anche in questa brutta vicenda però possiamo scorgere un barlume di speranza. Infatti è venuta alla luce la straordinaria solidarietà dei piccoli alunni di Montecchio che hanno condiviso con i compagni più sfortunati il loro pasto. La pietà non è morta nei giovani italiani di domani.

Paola ANDREONI sul TURISMO.

In controtendenza rispetto all’andamento del turismo nazionale, nel 2009, nonostante la crisi
economica, le Marche hanno registrato ottime performance. Il turismo nelle Marche tiene, anzi migliora le proprie posizioni, confermandosi il secondo motore di sviluppo dell’economia regionale.
Merito delle  politiche di promozione ad oggi promosse dalla guida Centro Sinistra in Regione,  che hanno fatto conoscere le Marche in Italia e all’estero.
Ma la promozione, da sola, non basta. Per essere competitivi sui mercati nazionali ed internazionali  l’offerta turistica deve migliorarsi sempre di più. Quali gli interventi che deve fare il prossimo esecutivo regionale ?
1) sostegno alla riqualificazione delle strutture alberghiere, dei camping, degli agriturismo, destinando a questo scopo risorse per rendere più accoglienti le nostre strutture ricettive;
2) essenziale, nel quadro dell’offerta, il ruolo svolto dall’Aeroporto delle Marche. Anche qui bisognerà cercare di arricchire l’offerta di voli da parte del Sanzio prevedendo nuove tratte, fondamentali anche  per il nostro sistema produttivo oltre che  turistico;
3) Il potenziamento dei servizi del terziario professionale, turistico e del commercio, progetti integrati di valorizzazione di beni e risorse culturali, il connubio turismo, cultura, ambiente, le produzioni agroalimentari tipiche e di qualità, la tutela del paesaggio e dell’ambiente sono punti fondamentali del programma di governo proposto dal Partito Democratico.

Paola ANDREONI, capolista in  Ancona e provincia del Pd alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

Art.18, non vanno toccati i diritti dei lavoratori.

Negli anni settanta la classe lavoratrice conquistò molti diritti. Successivamente gli stravolgimenti economici e produttivi portarono alla necessità di lavoratori più flessibili. Si arrivòa così all’approvazione del D.Lgs 276 del 2003 (rinominata impropriamente Legge Biagi) che introdusse nuove tipologie di lavoro.
Alla Legge Biagi però non si accompagnò una riforma degli ammortizzatori sociali che camminasse di pari passo con le novità introdotte.
Dal 2003 siamo ancora in attesa di questa riforma ma nel frattempo è stato approvato il DDL 1167-B alla Manovra finanziaria 2009 che ha apportato novità peggiorative sul piano della tutela dei diritti dei lavoratori.
Il disegno di  legge sul lavoro, del Centro Destra, contiene – all’articolo 31 – norme sull’arbitrato per risolvere le controversie di lavoro.
In pratica si rende facoltativa la possibilità di ricorrere a vie stragiudiziali per dirimere cause di lavoro ma  è assurdo demandare questa scelta al ‘libero arbitrio’ di un lavoratore, il quale dovrebbe esercitarlo proprio nel momento in cui si accinge a firmare il proprio contratto, cioè nella condizione di maggior debolezza rispetto al datore di lavoro.
Bisogna mantenere i riflettori sempre puntati sull’operato del Governo, che consiste nell’aggredire i diritti acquisiti in modo strisciante un pezzetto alla volta, per disinnescare le inevitabili reazioni di fronte a una riforma complessiva.
Se, infatti, nel passato hanno cercato di minare direttamente l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ora con il «collegato lavoro» esso risulta indebolito, anche se formalmente resta in vigore.
In un momento di crisi occupazionale e produttiva del genere ci saremmo aspettati provvedimenti normativi di tutt’altra specie.

Paola ANDREONI, capolista in  Ancona e provincia del Pd alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

Paola ANDREONI, la GIUSTA PARTE.

 Quattro parole: lavoro, onestà, merito e serietà.

In poche parole un’altra Italia e la GIUSTA PARTE  per il nostro territorio.

Quella dei più deboli, di chi fa fatica a vivere in modo dignitoso , di cui la Politica deve farsi carico.
La Giusta Parte è quanto abbiamo costruito con le nostre azioni e con la coerenza delle nostre idee.
Quella che si preoccupa di dare risposte alla crisi economica che sappia tenere insieme gli interventi di sostegno ai disoccupati, ai precari, ai lavoratori dipendenti e autonomi con il rilancio del tessuto produttivo attraverso la ricerca, la riqualificazione e l’innovazione.
Quella che punta sulla scuola pubblica.
Quella che vuole una nuova legge  regionale sul governo del territorio, che regolamenti il consumo del nostro territorio dalle espansioni urbanistiche eccessive e non necessarie.
La Giusta Parte che vuole l’ambiente, il paesaggio e le energie pulite siano le vere risorse indispensabili e strategiche per la nostra regione, volano di sviluppo per il turismo e per creare nuovi posti di lavoro, sulle quali concentrare sempre maggiori finanziamenti pubblici.
La giusta parte  che ritiene che l’indennità dei consiglieri regionali sia troppo alta e vada ridotta.
Quella  che vuole   il lavoro e la salute come le due priorità assolute del nuovo governo regionale.
Quella   che chiede alla politica – sopratutto in questo periodo difficile per le famiglie e per i lavoratori – sobrietà e trasparenza su chi la finanzia e soprattutto coraggio, responsabilità e coerenza delle idee .
Quella che  ritiene che nella burocrazia regionale ci sono costi da tagliare e più concorsi pubblici da fare.
Quella  che vuole l’acqua sia un bene pubblico, e su questo dobbiamo scrivere una legge chiara, senza timore di scomodare gli interessi forti.
La parte giusta è quella che abbiamo scelto e quella che sceglieremo il 28 e 29  marzo.

Giudizi non univoci sulle centrali BIOMASSA.

Le centrali BIOMASSA. Ricevo e Pubblico.
Ci sono delle valide ragioni a dire NO alle centrali Biomassa. Eccone alcune a cura del prof. Federico Valerio, chimico ambientale dell’Istituto dei Tumori di Genova. Le sue motivazioni sono essenzialmente  dal punto di vista tecnico. Ed è importante, perché oltre a dire NO bisogna anche sapere il perché.La sua sintessi è:

Mentre l’energia solare arriva a costo energetico zero su un impianto fotovoltaico, il biodiesel richiede che si  ari il terreno, si semini la colza, si concimi e si irrighino i campi. Poi i semi devono essere pressati e l’olio deve essere trattato chimicamente per diventare olio diesel. Infine il biodiesel deve essere trasportato al luogo di utilizzo.E tutto questo richiede energia, in gran parte fossile.
E se il biodiesel viene usato in un motore diesel, circa il 25-30% dell’energia chimica del biodiesl si trasforma in elettricità  e il restante 70% si traforma in calore che è follia non utilizzare.
Ma questa follia termodiamica è l’elemento comune di tutte le centrali a biomasse di cui mi sono occupato.
Il motivo è banale, il calore prodotto da fonte rinnovabile non è sovvenzionato!
Dunque, i punti deboli del progetto sono principalmente due. Primo: il bilancio energetico totale deve considerare che il combustibile arriva da chissà dove e che per produrlo si consumano risorse. Secondo: il 70% dell’energia sviluppata,  che è calore, viene dispersa e non utilizzata. Per non parlare della puzza, del rumore, delle vibrazioni e del fatto che non è vero che il biodiesel non inquini. Meno di altri tipi di combustibile, ma inquina. Idrocarburi, particolato, e altre sostanze nocive vanno a finire nell’aria e nei terreni, quindi assorbiti dai vegetali.
La conclusione è che senza gli incentivi probabilmente nessun imprenditore si sognerebbe di aprire una centrale del genere, perché non sarebbe redditizia.

Acqua bene comune. La sua gestione PUBBLICA va tutelata.

“ACQUA BENE COMUNE: LA SUA GESTIONE PUBBLICA VA TUTELATA”. COSI’ Paola ANDREONI IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA.
L’acqua è un bene comune, un bene essenziale e insostituibile. In quanto tale va difesa e valorizzata, garantendone la disponibilità per tutti nel massimo livello di qualità. E’ per questo che nel nostro programma di Governo è chiaramente sancito il nostro impegno per ‘promuovere e tutelare la gestione pubblica dei beni primari quali l’acqua’. Un impegno che ci sentiamo di ribadire ulteriormente oggi in occasione della Manifestazione nazionale in difesa della gestione pubblica dell’acqua, per la tutela dei beni comuni, per la biodiversità e il clima. Altrettante tematiche sulle quali siamo impegnati in prima linea”.

 Paola ANDREONI, capolista in  Ancona e provincia del Pd alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

ELEZIONI REGIONALI 2010, vota e fai votare ANDREONI

ELEZIONI REGIONALI 2010
DOMENICA 28 dalle 8 alle 22   e  LUNEDI’ 29 dalle 7 alle 15
vota e fai votare:  una X sul simbolo del PARTITO DEMOCRATICO, scrivi accanto

 ANDREONI

Le MARCHE estranea alla cultura della mafia ?

Considerazioni e commenti a margine della Giornata in ricordo delle vittime di mafia.

Mafia, Una parola, un pensiero. Un paesino siciliano spaccato dal sole, un tizio con la coppola e la lupara a tracolla che si allontana, un cadavere gettato in un fosso.
Facile. Troppo facile. Le cose non sono così lineari.
In Italia non esiste solo la mafia propriamente detta: c’è un male altrettanto subdolo e pericoloso che si chiama “cultura mafiosa”. E’ dilagante e sembra inarrestabile. Nasce nella culla dell’ignoranza e si nutre di opportunismo. Come spiegò il cardinale Salvatore Pappalardo, consiste nel “clientelismo e favoritismo insieme”, nel “sentirsi sicuri perché si è protetti da un amico o da un gruppo di persone che contano” ed è “pretesa di fare a meno della legge e di poterla impunemente violare”.
Cultura mafiosa è il voler fare sempre il proprio comodo, violare sistematicamente le regole, anche nelle piccole cose, come quando il professore vende la lode o trucca il concorso. È l’assenteismo al lavoro, la pretesa di un avanzamento di carriera non meritato, l’assegnazione di importanti incarichi e ruoli senza averne alcun merito, l’evasione fiscale organizzata e protetta. Cultura mafiosa sono i maneggi e i compromessi che si risolvono sempre a scapito dei più indifesi.
Coltivare la cultura mafiosa significa costruire uno stato a misura del più forte, della sua convenienza, perseguire solo i propri interessi ed avere la ricchezza come unico fine e solo metro di giudizio.
La nostra Regione ne è estranea ?.
Nel 2004 Piero Grasso affermò: “la cosiddetta zona grigia rappresenta la vera forza della mafia: è costituita da individui e da gruppi che vivono nella legalità e forniscono un fondamentale supporto di consulenza per le questioni legali, gli investimenti, l’occultamento di fondi, la capacità di manovrare l’immenso potenziale economico dell’organizzazione criminale”.
Non voltiamo la testa dall’altra parte. Ribelliamoci al serpeggiare della cultura mafiosa e della corruzione. Spalanchiamo gli occhi, pretendiamo il rispetto dei nostri diritti ed assolviamo ai nostri doveri. Questa è civiltà, il resto è barbarie.
La barbarie va repressa e prevenuta, è nemica dello sviluppo economico e del progresso sociale, che devono essere invece lo scopo del nostro agire. Servono grandi investimenti sull’educazione e sulla cultura, perché il sentire mafioso nasce e sguazza nell’ignoranza, nella meschinità e nella furbizia.
Facciamo pulizia. In primo luogo nell’amministrazione pubblica e nella politica.
Il cittadino ha un’arma che spesso non sa di avere: il voto. Utilizziamolo per eleggere persone oneste e corrette, che abbiano veramente a cuore il bene delle comunità che rappresentano e  in cui vivono
.”

Paola ANDREONI, capolista in  Ancona e provincia del Pd alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

La questione morale, altra priorità.

La  vicenda in cui è rimasto coinvolto l’ex vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo ci pone di fronte a due tipi di considerazioni. Anche il Partito Democratico non può permettersi, in nessun momento e per nessun motivo, di abbassare la guardia sulla questione morale. Si conferma ancora che c’è una netta differenza nel modo di reagire a queste vicende fra centrosinistra e centrodestra: c’è chi aspetta che la magistratura finisca il suo lavoro e c’è invece chi preferisce urlare al tentativo di sovversione, alle toghe rosse e al turbamento della campagna elettorale. Una questione di stile ma sopratutto una questione di sostanza politica.

Sabato 13 marzo il PD è in piazza.

Oltre al pullman che partirà da Ancona per partecipare alla manifestazione nazionale a Roma,

il PD di Osimo aderisce alla “Festa per la Democrazia” che si svolgerà oggi pomeriggio, sabato 13 marzo, dalle ore 18,30 in piazza.

La manifestazione sostiene la mobilitazione nazionale contro il decreto “salva-liste”: un vero e proprio condono per occultare gli errori e le divisioni del centrodestra.
Per difendere la democrazia ma anche per ribadire il nostro impegno sui temi veri – scuola, lavoro, economia, ambiente – sabato 13  il PD è in piazza.

Dopo le leggi AD PERSONAM ecco le leggi “AD LISTAM”

Non è un bel vedere,  quello del Ministro dell’Interno di una nazione che annuncia come fatto ordinario un atto del Governo che a dir poco è straordinario. Un decreto per “interpretare” la legge elettorale apre la strada a decreti che interpretano la legge e chiude quella alla applicazione delle leggi.

Ma non crediate non sarà sempre così: quando si tratterà di giudicare o sancire normali cittadini, quando si tratterà di regolare gli accadimenti quotidiani di poveri disgraziati, la legge si applica. Spesso inesorabilmente preventiva. Come si applicò alla madre che aveva rubato una mela o alla colf pescata con il permesso di soggiorno scaduto.

Altra cosa è il ripristino di un diritto, come quello reclamato, al voto dopo aver manifestamente violato la norma. Si è sbagliato ma per non dirlo, per non ammetterlo, si procede con “l’interpretazione”della legge. Belle sarebbero state le scuse. Bisognava chiedere scusa ai propri elettori e a tutti i cittadini Italiani. Figuriamoci.

Noi siamo di altra scuola. I nostri padri e maestri sedevano al tavolo che scrisse la carta fondamentale della nostra Repubblica, la Costituzione. Scendevano dai monti, avevano combattuto per liberare il paese dall’arbitrio e scrissero che la forma è sostanza, le regole sono il metodo e rispettarle, compiere gli atti che prevedono, costituisce il collante di un valore che unisce e che dà  identità ad un popolo.

Ieri il Governo ha compiuto un atto grave.  Non possiamo restare né fermi, né zitti. Il PD Nazionale scende in piazza, trasforma tutte le proprie manifestazioni elettorali in una mobilitazione di protesta e in difesa delle regole democratiche. Anche qui ad Osimo sarebbe bello – e lancio qui l’idea – vedere tutte le forze del centro sinistra unite a manifestare e a muoversi in tal senso come accadrà sabato prossimo a Roma.

 La campagna elettorale ci vede tutti impegnati, è un grande strumento di incontro, ricco di attenzioni a problemi forti e reali delle persone in risposta alla crisi e in difesa dell’ambiente e del territorio  che abitiamo. Ora a questo impegno si aggiunge la reazione allo spettacolo di quest’ultimo  intollerabile arbitrio.

Un paese barzelletta

Ricevo da parte di Corrado e pubblico, questo video…… il commento che mi ha  mandato:

7 MINUTI PER 2 RISATE…siamo un paese barzelletta in mano a dei dilettanti di quart’ordine…