Il confronto e poi il tuo voto deciso.

Cara Amica, caro Amico,
provate a confrontare quello di cui sentite il bisogno con quello che vi viene offerto. Fatelo lentamente. Pensate anche alla nostra  città. Al ruolo di opposizione  che in questi anni ho fatto e sto esercitando contro la malapolitica delle  liste cittadine osimane.  Non vi dimenticate delle tante varianti edilizie  autorizzate dalle liste che  hanno trasformato “ruderi”  in complessi residenziali (operazioni  tese non certo a favorire l’acquisto o il godimento della prima casa). Pensate al cementificio che giustamente non andava bene a Osimo Stazione, ma che non va bene neanche per i polmoni dei concittadini di Passatempo. Pensate alle autorizzazioni per la costruzione di un maxi canile per 800 cani ( Osimo non ha tanti cani abbandonati), di un tempio crematorio quando c’è già una analoga struttura intercomunale in Ancona, l’ampliamento in largo e in altezza del Palazzo Viglietti, le tante assunzioni effettuate tramite le società partecipate senza passare per pubblici concorsi. Gli sperperi per i  conferimenti di incarichi esterni ( ingegneri da Cingoli e Senigallia) quando la nostra struttura comunale e Osimo  avrebbero risorse interne da valorizzare. Anziché valorizzare i meriti hanno premiato esclusivamente le riconoscenze. Ricordate le tante liti pretestuose con la Provincia e con la stessa Regione da parte delle liste alla guida della città e da ultimo un Piano regolatore bloccato negli uffici giudiziari. Pensate bene e guardate bene. È così che vorrei che ognuno di voi scegliesse. Ed è proprio perché possiate confrontare che sono venuta a trovarvi in questa campagna elettorale. Che mi sono fermata con voi, provando ad accogliere le idee migliori  – che mi avete comunicato – nel cuore del mio programma.

Le mie proposte per le MARCHE

Legare l’impegno politico alle vocazioni e ai bisogni del nostro territorio. La nostra Regione  MARCHE con i suoi paesaggi, le nostre città e la sua cultura  è uno dei posti più belli del mondo. Il territorio è la nostra risorsa , il valore aggiunto delle nostre città e borghi.  Lo abbiamo governato noi questo posto e ora ci proponiamo di farlo ancora. Eppure sentiamo che su questa bellezza pesano minacce che vanno affrontate con coraggio e urgenza.
Con me in Regione si farà una nuova legge regionale sul governo del territorio ciò salvaguarderà il paesaggio e l’ambiente per proteggere le sue vocazioni naturali e impedirà che molti piani regolatori comunali possano consumare – con espansioni urbanistiche eccessive e non necessarie – grandi aree all’agricoltura. La valorizzazione del NOSTRO TERRITORIO MARCHIGIANO passa da un’agricoltura rilanciata e compatibile con un turismo intelligente, fondato sulla tutela delle ricchezze paesaggistiche. La rete infrastrutturale deve accorciare le distanze per integrare pienamente le attività e favorire le opportunità.
Il lavoro al primo posto, sanità, energie rinnovabili. Istituzione di un reddito minimo garantito per disoccupati, inoccupati e precari; una sanità più efficiente e competitiva; ripristino delle fermate dei treni rapidi all’interno e lungo la costa; infrastrutture più moderne e funzionali;  un nuovo sviluppo che passi attraverso la destagionalizzazione del turismo e gli investimenti in forme di energia rinnovabili. Ribadisco con forza anche in questa sede la contrarietà ad ogni  ipotesi di realizzazione di centrali nucleari e rigassificatori.
Contrastare ogni forma di discriminazione e di esclusione. Viviamo in società sempre meno compatte e omogenee, definite da presenze spesso temporanee o comunque variabili: in questo nuovo quadro la valorizzazione della diversità deve essere la  premessa di un nuovo concetto di cittadinanza, più ampia e complessa, in cui i diritti acquisibili diano a tutti la certezza della condivisione delle regole.
Tutelare le fasce fragili della popolazione. Mi riferisco a quella fascia grigia di individui, che per vari motivi rischiano di uscire dall’ambito della cittadinanza. La buona politica è quella che riesce a progettare sostegni diversificati ed efficaci per impedire una tale deriva. Dai contributi economici alla mediazione culturale, dall’impegno contro l’isolamento all’offerta di ascolto. Tutte strade per costruire un territorio solidale.
Valorizzare le risorse intellettuali e creative del territorio. Risorse che sono presenti nel nostro territorio,  eccellenze che non dobbiamo farci sfuggire per sviluppare  qui le occasioni per la ricerca e l’innovazione.
Restituire centralità alla scuola pubblica combattendo il precariato. Dove non c’è scuola non c’è società e una società che rinuncia alla scuola rinuncia a se stessa. Dobbiamo interrompere il declino cui il nostro modello di istruzione è avviato e la prima azione è quella restituire dignità al mestiere dell’insegnante, garantendo quella continuità di azione che mette in sicurezza chi nella scuola lavora e chi dalla scuola deve pretendere buona formazione e pari opportunità.
Restituire ai giovani la speranza del futuro. E’ dovere della politica trovare obiettivi da prospettare alle giovani generazioni. Valorizzare le attività economiche che garantiscano l’occupazione e rinforzare le tutele nel lavoro sono i principali tra questi obiettivi.
Una Politica meno costosa. In questo periodo difficile per le famiglie  e per i lavoratori, alla politica sono richieste sobrietà, trasparenza, solidarietà e vicinanza. Proporrò la riduzione  dell’indennità dei consiglieri, inoltre nella burocrazia regionale credo ci siano evitabili costi da tagliare. Per me moralità, rigore, sobrietà per chi ricopre ruoli pubblici rappresentano una condizione fondamentale ed imprescindibile a cui ispirare azioni e comportamenti
Sancire che l’acqua è un bene pubblico. Su questo il mio impegno sarà quello di scrivere una legge chiara senza timore di scomodare interessi forti.

Queste sono alcune cose che propongo al confronto. E la scelta si fa con il voto. Domenica e lunedì prossimo. Fatelo, fatelo fare. Lasciate che la differenza si mostri, che si apprezzi la possibilità di fare  un percorso comune: perché nel futuro ci sia più giustizia per tutti.

Grazie, Paola Andreoni
Energia Nuova nel PD, Energia Pulita per le Marche di Tutti.

DOMENICA 28 dalle 8 alle 22   e  LUNEDI´ 29 dalle 7 alle 15
vota e fai votare:  una X sul simbolo del
PARTITO DEMOCRATICO
scrivi accanto

 ANDREONI

 

“Grazie per il sostegno che vorrà darmi, è fondamentale parlare con parenti, amici, conoscenti, spiegare le ragioni del Pd,  far votare il Pd e scegliere ANDREONI.”
Un saluto e un abbraccio.
 Paola Andreoni

 
Il comitato “Io Voto Paola Andreoni”
iovotopaolaandreoni@gmail.com
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Acqua bene comune. La sua gestione PUBBLICA va tutelata.

“ACQUA BENE COMUNE: LA SUA GESTIONE PUBBLICA VA TUTELATA”. COSI’ Paola ANDREONI IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA.
L’acqua è un bene comune, un bene essenziale e insostituibile. In quanto tale va difesa e valorizzata, garantendone la disponibilità per tutti nel massimo livello di qualità. E’ per questo che nel nostro programma di Governo è chiaramente sancito il nostro impegno per ‘promuovere e tutelare la gestione pubblica dei beni primari quali l’acqua’. Un impegno che ci sentiamo di ribadire ulteriormente oggi in occasione della Manifestazione nazionale in difesa della gestione pubblica dell’acqua, per la tutela dei beni comuni, per la biodiversità e il clima. Altrettante tematiche sulle quali siamo impegnati in prima linea”.

 Paola ANDREONI, capolista in  Ancona e provincia del Pd alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

La giusta parte: innovazione, investimenti sulla scuola e sulla formazione.

Il problema che angoscia di più le nostre comunità in questo momento è  il lavoro.  Le notizie di aziende che chiudono o sono in grave crisi si susseguono ininterrotte.
Molti analisti economici  a chiare note denunciano che molti dei posti persi nell’industria e nell’impresa “tradizionale” non ritorneranno.
La speranza di nuovi posti di lavoro viene da nuove e diverse attività e differenti settori industriali.
Le difficoltà occupazionali quindi vanno affrontate da un lato aiutando chi perde il lavoro con ammortizzatori sociali e favorendone il reinserimento nel modo del lavoro, dall’altro agevolando e stimolando la creazione di imprese nei nuovi settori, quelli in crescita, e in questo l’innovazione tecnologica gioca un ruolo fondamentale.
I nuovi posti di lavoro arriveranno da imprese innovative oppure non arriveranno.
La politica regionale deve intervenire in questa duplice direzioni, così come ha ad oggi operato la giunta Spacca  supplendo anche alle carenze del governo,  nel sostegno a chi ha perso il lavoro e con la creazione dei poli di innovazione in tutte le provincie marchigiane.
L’ innovazione però non cresce sugli alberi, richiede investimenti, soprattutto investimenti sulle risorse umane, cioè scuola e formazione.
Il vostro celluare è prodotto in Italia? non credo. Quanti cellulari o computer Samsung possedete o vedete in giro? quanti televisori LG, automobili Hiunday, Kia, Ssangyong? Sono tutti prodotti coreani. La Corea del sud ha invaso il settore hi-tec negli ultimi dieci anni, ma come ha fatto? può essere comodo pensare che sia grazie al basso costo della manodopera, ma non è così.
Dietro a questi risultati c’è un segreto di pulcinella: ottime scuole primarie e secondarie, le scuole coreane sono tra le migliori, insieme a quelle di Singapore, Finlandia, Canada e Hong Kong.
E sapete quando guadagna un maestro elementare Coreano rispetto ad uno italiano di pari anzianità? tenetevi forte …  quasi il doppio, per la precisione l’81% in più (fonte: dati OCSE).
Naturalmente gli stipendi alti non producono automaticamente studenti preparati. Al sistema scolastico italiano mancano anche sistemi di valutazione oggettivi e omogenei dei risultati di studenti e insegnanti, ma è difficile pensare che le persone più valide e qualificate si dedichino all’insegnamento se le retribuzioni sono scarse.
Invece come affronta il nostro governo questa situazione? con la cosiddetta riforma Gelmini:

tagli, tagli e poi ancora tagli.

La GIUSTA parte: la Politica Pulita.

Ieri la Cei ha lanciato un grido di allarme sullo stato di salute delle nostre Istituzioni. Anche i vescovi riconoscono e intravedono l’irresistibile avanzare delle mafie, che nell’ultimo ventennio si sono incuneate così in profondità all’interno del sistema di potere cosiddetto legittimo fino al punto di surrogarlo. Una mafia che ha assunto nel tempo sembianze diverse e per molti aspetti contrarie a quelle che una pittoresca storiografia d’annata tende ad attribuirle. La mafia rurale, incolta e pastorale, non esiste più. Il dramma più profondo che il nostro Paese vive è rappresentato dalla triste consapevolezza che le mafie hanno vinto la loro guerra innanzitutto su un piano, culturale:

 – Il profitto ad ogni costo e con ogni mezzo;

la furbizia e la bugia  elevata a corrente di pensiero;

il diritto sostituito dall’arbitrio e dalla forza;

La società di oggi vive di logiche mafiose e settarie. E’ un problema di singoli uomini ma anche, più pericolosamente, di un sistema. Un sistema immobile e pietrificato, composto da una sparuta minoranza di garantiti e privilegiati per nascita, che vivono al di sopra e al di fuori del controllo di legalità attorniata da crescenti gruppi di disadattati poveri e sfruttati, scivolati silenziosamente nel girone dell’esclusione sociale. 
La cultura, il merito e l’impegno non consentono a nessuno di guadagnarsi sul campo un futuro di dignità e serenità economica se non fuggendo all’estero.  

Parlo di un Paese tanto lontano ? Perchè dobbiamo accettare passivamente tutto questo ? Perchè dare continuità a questo modo di governare ?

Io non voglio rassegnarmi. Credo e per questo mi sono sempre impegnata, in una Politica pulita, quella alta con la P maiuscola,  che si confronta con l’ambizione a cambiare la società, a liberare l’uomo dalle ingiustizie, a fare in modo che a tutti sia data l’opportunità di una giusta parte, nella pienezza della esistenza di ciascuno. Perchè “la Politica è desiderare qualcosa” (O. Palme) e non si limita alla gestione del presente. Nella mia visione la politica è un movimento di liberazione. Abbiamo un dovere per noi e per i nostri figli e per le generazioni future: cercarla, la giusta parte….

La parte giusta è quella che sceglieremo il 28 e 29  marzo con il voto.

Le Marche, laboratorio di “green economy”.

Il governo vara un decreto che da il via al ritorno del nucleare. Berlusconi tergiversa e non dice la verità sul nucleare a cominciare da dove intende costruire le nuove centrali ed è  chiaro a tutti che il Governo in realtà vuole superare le elezioni regionali, negando ai cittadini la possibilità di fare di questo un punto di valutazione dei candidati in lizza.

Per le MARCHE proporrò di partire da un rovesciamento della visione classica sull’ambiente, che va visto non già come un costo ma come una preziosa opportunità di sviluppo.

Se la green economy poggia sui quattro pilastri della semplificazione amministrativa, degli incentivi ai consumi verdi, del controllo ambientale e della ricerca avanzata, potrebbe ragionevolmente portare attraverso un Piano territoriale Regionale, nell’arco di 5 anni, alla creazione di nuovi posti di lavoro.

L’orizzonte da seguire  è quello che passa per la qualità, l’innovazione, la valorizzazione delle risorse locali.
Ritengo che la green economy sia un argomento cruciale per le prossime regionali e rappresenta la risposta alle due grandi crisi del momento: quella economica e quella climatica, puntando sul lavoro qualificato.
La scelta del governo centrale di tornare al nucleare è obsoleta e perdente, oltre a non tener conto delle esigenze del territorio.  E’ una scelta sbagliata.

Le Marche  devono puntare, invece, ad essere all’avanguardia in tema di energie rinnovabili, raggiungendo, entro il 2014, i livelli di produzione energetica elevati come quelli tedeschi e, soprattutto, non limitarsi a copiare quanto di buono fatto nei paesi più avanzati ma divenendo essa stessa sorgente di innovazione, utilizzando le risorse intellettuali, professionali ed accademiche di cui dispone.