Nella scuola pubblica non si fa esercizio di indottrinamento

Nella scuola pubblica non si fa indottrinamento,  quello che si fa e, penso, anche in quella privata, è fornire ai ragazzi un bagaglio culturale adeguato, una capacità di analisi critica e oggettiva, che permetta loro di crescere e orientarsi non solo nel mondo della professione, ma nella vita in genere, che è sempre più complicata. Il lavoro in classe, non consiste nell’inculcare o meno dei valori, dicendo che cosa è giusto o che cosa è sbagliato, ma nel fornire agli studenti delle conoscenze che permetteranno loro, di decidere in modo autonomo.

Gli insegnanti della scuola pubblica ogni giorno  con passione ed entusiasmo ( e penso, anche in quella privata) cercano di insegnare ai loro allievi i principi ed i valori sanciti dalla nostra Costituzione, valori che stanno alla base della convivenza civile: onestà, serietà, impegno e sacrificio, senso del dovere e consapevolezza dei diritti, rispetto per gli altri, disponibilità al confronto e al dialogo, solidarietà, tolleranza, spirito critico, amore per la democrazia.

Nella scuola pubblica gli studenti vengono a contatto e si confrontano con coetanei di diversa classe sociale, cultura  e credo religioso ( e queste credo siano state le opportunità  mancate al giovane Berlusconi). Imparano a conoscere l’”altro”, a rispettarlo, costruendo le basi del dialogo e della coesione sociale di quelli che saranno i futuri cittadini.

La scuola pubblica ha attenzione verso tutti i ragazzi, anche e sopratutto a quelli “più difficili”,  l’insegnamento di don Milani è fonte di riferimento nella scuola pubblica: “non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali, se la scuola  si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”

Paola

Bocciata la Gelmini

Un’altra bocciatura per la Gelmini, stavolta arriva dalla Consulta (ed era prevista), sulla norma delle graduatorie per le supplenze, che in pratica impediva ai precari del sud di conservare il proprio punteggio se cambiavano provincia. Ed ora tra ricorsi e richieste di risarcimenti è vero caos (che si poteva evitare).

Paola

Come chiamarli………

 Questa sera nel corso della trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, il bravo giornalista della Stampa, Massimo Gramellini, ha raccontato una storia incredibile alla quale non volevo credere ma purtroppo vera.   Una storia tutta italiana di ordinaria cattiveria.
 Una bambina di origine africana, proveniente da una famiglia di immigrati che vive nel paese del veneziano, riesce ad entrare nella scuola d’infanzia del comune di Fossalta di Piave, una cittadina guidata dalla Lega Nord ( e non è un particolare irrilevante).
A causa di sopravvenute difficoltà economiche, la famiglia non riesce a pagare la retta per la mensa, pari a 50 € al mese.
I servizi sociali del Comune dichiarano di non poter far nulla.
E così ci pensano le maestre che rinunciano, ciascuna per un giorno alla settimana, al proprio pasto per cederlo alla piccola. Ma su segnalazione della direttrice e dei servizi sociali stessi, interviene il sindaco Leghista, tale Massimo Sensini, che scrive alle maestre:

“Si sottolinea che il personale della scuola non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave”.
“Se questo atteggiamento si ripeterà le responsabili saranno denunciate al provveditorato”.

Si dichiara concorde la direttrice :

“Se lei ha una casa del comune non la può subaffittare a dei terzi, capisce? E’ un reato. Se lei ha diritto ad un pasto della mensa non lo può dare a chi passa”.

Certo, a chi passa.
Leggo dall’articolo che la bimba è costretta a saltare il tempo pieno e a separarsi dai suoi compagni di scuola. La mamma fa quel che le è stato detto e, due giorni fa, la bimba scoppia a piangere in classe quando la madre la prende per portarla a casa.

Io dico che questi non sono amministratori, non sono pubblici funzionari.  Sono ……..

Paola

Non è finita

La disastrosa riforma Gelmini è ora al Senato. È quasi sicuro che verrà varata e questo grazie ai voti dei “finiani” e dell’Api di Rutelli.

Crolla la scuola, crolla Pompei…ma non può crollare la speranza di fermare il degrado e di poter costruire qualcosa di diverso anche in questo Paese. Cominciando dalla democrazia e dal lavoro.

Paola

La SCUOLA dei nostri figli: il PD Osimo difende la SCUOLA PUBBLICA.

Il sistema scolastico italiano richiede, senza ombra di dubbio, un ampio processo di ristrutturazione e delle politiche in grado di porre le basi per un’istruzione di qualità. La riforma Gelmini – Tremonti – Brunetta  non solo non affronta i problemi reali e i limiti della scuola pubblica italiana, ma li aggrava, infliggendo tagli indiscriminati alle risorse e al personale. Lo scorso anno la controriforma Gelmini si è abbattuta sulla scuola elementare, eliminando il modello tanto apprezzato all`estero delle compresenze e imponendo un ritorno al passato con il maestro unico. Quest’anno è il turno dei licei e degli istituti tecnici e professionali, dove è stato ridotto il monte ore da 30 ore settimanali a 27, con un’evidente perdita in termini di qualità didattica e formativa. Stesso discorso vale per l’Università: i tagli previsti porteranno ad una drastica riduzione dei fondi a disposizione per ogni ateneo  e alla conseguente chiusura di molte università. Che si tratti di scuola primaria, di scuola secondaria o università il ritornello è sempre lo stesso: tagli, tagli, tagli.
Un Paese come l’Italia, dove solo il 12,8 % della popolazione è in possesso di una laurea, il 40% di un diploma e il 46,6% della licenza media, deve predisporre  interventi in grado di invertire questa pericolosa tendenza.
Si può definire riforma, un processo che diminuisce il numero dei docenti a fronte di un costante aumento degli studenti?
Si può definire riforma, un processo che ha drasticamente ridotto le ore di sostegno ai ragazzi diversamente abili?
Per il Partito Democratico no.
Piuttosto che di riforma è giusto parlare di totale distruzione della scuola pubblica, a vantaggio di quella privata. Accettare impassibili queste scelte significa affossare non solo il sistema scolastico italiano ma anche il futuro dei ragazzi. Il Partito Democratico, attraverso incontri come quello di giovedì 2 dicembre ad Osimo, intende scuotere le coscienze e proporre un nuovo sistema che comprende l’implementazione dei servizi educativi della prima infanzia, la reintroduzione nella scuola primaria del tempo pieno e del modulo delle compresenze e un piano straordinario per l’edilizia scolastica.

   Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

Fuga di notizie e la conferma di quanto sospettavamo

 

La  Nota prot. n. 36847 del 20/11/2010 avente per oggetto: “Ordine di servizio per progetti e lavori nelle scuole”

 

che nelle intenzioni del sindaco doveva essere riservata solo ai dirigenti è stata erroneamente diffusa a tutti e oggi appare anche nella stampa locale

Via ai lavori alla Giulio Cesare”
Mail del sindaco Simoncini. Più vicino lo spostamento della Bruno da Osimo. Un ordine di servizio per lavori di edilizia scolastica che il sindaco ha inviato ai dirigenti comunali e anche ai consiglieri comunali, finisce per rivelare una nuova spaccatura in giunta e la volontà, finora non confermata pubblicamente, di spostare l’elementare Bruno da Osimo di via S.Lucia alla scuola media Caio Giulio Cesare di piazzale Bellini. Una scelta, questa, che è stato proprio il motivo scatenante delle perplessità mostrate dall’assessore con la delega competente, Gilberta Giacchetti, che ha mostrato contrarietà sull’ipotesi di mandare i bimbi del centro a piazzale Bellini, e sulla metodologia, chiedendo a Simoncini di non decidere senza prima aver ottenuto collaborazione dai docenti e dalle famiglie interessate dal provvedimento. Già il comitato Genitori Bruno da Osimo si è fermamente opposto all’idea di trasferire l’elementare alla scuola di piazzale Bellini, preferendo una soluzione dentro le mura e senza far condividere spazi fra bambini di elementari e adolescenti delle medie. Un’opposizione che alla fine si è tramutata addirittura in una petizione per salvare la Bruno da Osimo. Tuttavia il sindaco, ancor prima di annunciare i risultati delle verifiche antisismiche sul plesso di via S.Lucia, che avrebbero dovuto giustificare il trasloco, ha dato mandato ai dirigenti di prepararne lo sgombero. Nella mail inviata mercoledì si elencano tre punti come ordine di servizio. Il primo riguarda la materna di Padiglione, per la quale Simoncini chiede una seconda batteria di servizi igienici, un’antiaula per l’aula più piccola oltre ad un lucernario, entro la ripresa della scuola nel 2011. Poi gli altri due punti, i più scottanti, sul futuro dell’elementare Bruno da Osimo, l’unica scuola rimasta in centro storico. Il sindaco ordina ai dirigenti comunali lavori alla Caio Giulio Cesare per l’eventuale accoglimento delle classi provenienti dalla Bruno da Osimo da gennaio 2011 e un piano per l’allocazione pure della seconda sezione della elementare di via S.Lucia. Dunque se si impegnano risorse per adeguare la C.G.Cesare significa che l’intento è proprio quello di trasferire lì l’elementare del centro, proprio mentre la città si mobilità con migliaia di firme per salvare la scuola. Ma c’è di più, perché in ottica futura Simoncini chiede ai dirigenti di preparare già un progetto per ospitare all’Astea la Bruno da Osimo in modo da terminare i lavori di adeguamento in via Guazzatore entro settembre 2011 e portarvi così una sezione della elementare (l’altra dovrebbe finire all’ex Itc Corridoni di via Pompeiana), la segreteria dell’Istituto comprensivo e la media Krueger.

Per tutti i cittadini osimani la conferma delle reali intenzioni dell’Amministrazione delle Liste “Simoncini&Latini-Api” che il PD ha sempre denunciato: vendere lo stabile della Bruno da Osimo.
Ma anche un’altra ben più grave conferma: l’Amministrazione comunale “Simoncini&Latini-Api” ha letteralmente preso in giro i genitori e si fa gioco di tutti i cittadini osimani.

Il Partito Democratico continuerà ad opporsi a questo disegno, che dimostra tutta l’incapacità amministrativa  e la poca lungimiranza di chi è alla guida della nostra città. Vendere l’unica scuola presente nel centro storico per far costruire nuovi appartamenti, è una scelta scellerata che determinerà la definitiva “fine”  del centro storico della nostra città.

p.s.: questa la mail pervenuta da ultimo ai consiglieri comunali. Messaggio dal quale traspare   chiaramente l’idea che l’amministrazione ha in ordine alla trasparenza ed alla  correttezza amministrativa, sintetizzabile nel concetto: NON FAR SAPERE. Soddisfa  questa logica la non risposta alle interrogazioni scritte inoltrate da mesi e ad oggi ancora senza risposta e il non rispetto delle prerogative dei consiglieri in ordine all’accesso agli atti.
Altro che PALAZZO di VETRO, solo FUGA di NOTIZIE.

In riferimento alla nota prot. n. 36847 del 20/11/ 2010 avente per oggetto: “Ordine di servizio per progetti e lavori nelle scuole” si fa presente che tale comunicazione aveva ed ha esclusivamente valenza di atto interno, per mero errore indirizzata anche ai Consiglieri Comunali.
Distinti saluti. Il Sindaco geom. Stefano Simoncini

Paola Andreoni

Choszczno

Questa settimana sono stata impegnata in un progetto scolastico europeo

” Eco – Maths that is Mathematical – Natural trips trough Europe “
Il nostro Istituto Comprensivo è stato scelto  a rappresentare l’Italia  nel raffronto con altre realtà educative europee: Gran Bretagna, Ungheria, Spagna, Germania, Francia, Finlandia e Polonia ( nazione coordinatrice del progetto),  sulle metodologie didattiche per l’insegnamento delle scienze matematiche  . Sono stata con altre colleghe della ” Caio Cesare ” a  Choszczno, cittadina polacca a circa 100 km da Stettino

La scuola: come deve essere per la Lega.

 

Meno ore e meno anni (tanto poi si recuperano ripetendoli).

 il consigliere regionale della Lombardia   Renzo Bossi detto  il trota

Scuola “Bruno da Osimo”: Simoncini&Latini hanno preso in giro gli osimani

Sulla vicenda della scuola Bruno da Osimo l’Amministrazione comunale ha letteralmente preso in giro per un paio di mesi i genitori e tutti i cittadini osimani. Il Comune dapprima ha lasciato credere che lo spostamento delle classi era necessitato dalla mancanza dei requisiti di sicurezza che sarebbero potuti emergere dalle verifiche sismiche in corso. Poi, sebbene i risultati di queste verifiche non siano stati ancora resi noti, lo stesso Comune dichiara apertamente che la scelta ormai è fatta: la scuola si vende!

L’Amministrazione Comunale vende la scuola “Bruno da Osimo”, con ciò facendo intendere chiaramente che al centro storico, al posto di una scuola pubblica, preferisce nuovi appartamenti di pregio. Non sono bastate le diverse espressioni di tanti osimani che in più occasioni hanno manifestato la contrarietà ad una simile operazione: ci riferiamo sia alla raccolta di firme da noi promossa già nel 2006, sia alla richiesta di queste ultime settimane rivolta dal comitato dei genitori della Bruno da Osimo all’Amministrazione comunale affinché mantenga la destinazione dello storico immobile ad uso pubblico.

Sulla vicenda della scuola Bruno da Osimo, la verità nuda è cruda è che l’Amministrazione comunale ha letteralmente preso in giro per un paio di mesi i genitori che chiedevano soluzioni e rassicurazioni affinché la scuola fosse salvaguardata. Il Comune dapprima ha lasciato credere che lo spostamento delle classi era necessitato dalla mancanza dei requisiti di sicurezza che sarebbero potuti emergere dalle verifiche sismiche in corso. Poi, sebbene i risultati di queste verifiche non siano stati ancora resi noti, lo stesso Comune dichiara apertamente che la scelta ormai è fatta: la scuola si vende!

Su questa storia, l’Amministrazione ha dimostrato, attraverso fantasiose e spesso contrastanti soluzioni prospettate di volta in volta (campetto dei frati, ex-Pretura, sede Astea ecc.. e chi più ne ha più ne metta), di non avere nessuna idea chiara sulla programmazione edilizia scolastica Risultato è che occorre solo raggiungere l’obiettivo di liberare la Bruno da Osimo dall’ ”Impiccio delle classi” anche a costo di stipare gli alunni, come sardine in scatola, negli altri edifici scolastici.

Da parte degli amministratori delle liste civiche nulla più ci meraviglia: dopo anni di vacche grasse, ora improvvisamente si ritrovano senza risorse e sono costretti a mettere in vendita pure gli edifici scolastici. La cosa drammatica è che però, nel frattempo, dei tanto sbandierati progetti dei campus scolastici di via Vescovara e di via Chiaravallese, della nuova scuola di Campocavallo e di una scuola per poche classi al centro di Osimo, per ora non vi è traccia.

  Mauro Pellegrini
segretario PD OSIMO

Quale SCUOLA per Osimo ?

Il Comune è di tutti e non della maggioranza consiliare. Il problema delle scuole che coinvolge tante  famiglie osimane e il futuro dei nostri giovani cittadini  non può essere motivo di propaganda politica delle liste “Simoncini&Latini” che si sottraggono al confronto in Consiglio Comunale , preferendo  – come al solito – l’annunciazione di “fantasiose promesse elettorali” che mai saranno in grado di  realizzare, 11 anni di governo della città lo dimostrano chiaramente: tanti problemi e nessuna risoluzione.
Nel Consiglio Comunale che si è tenuto il 28 settembre u.s. la maggioranza ha bocciato la richiesta di discussione con procedura d’urgenza  – proposta dal Partito Democratico – di un Ordine del Giorno sulla situazione dei plessi scolastici cittadini.
Consapevoli delle criticità in cui si trovano molti plessi scolastici della nostra città, i consiglieri comunali del PD, nel suddetto Odg, avrebbero voluto impegnare  Sindaco e Giunta non solo a risolvere le situazioni critiche contingenti delle scuole osimane, ma anche ad aprire una discussione per  intraprendere un percorso più ampio, per programmare e coordinare le future scelte in ordine all’edilizia scolastica cittadina.
Appellandosi a cavilli regolamentari il Presidente del Consiglio Comunale  ha impedito ai Consiglieri di minoranza di intervenire e  porre questioni, e si è persa un’occasione per affrontare nella più importate sede istituzionale cittadina, una questione che tanto preoccupa le famiglie osimane. La maggioranza rappresentata dalle Liste “Simoncini &Latini” ha in tal modo rifiutato ed impedito ogni dibattito.
Ancora una volta le liste alla guida della città hanno dato dimostrazione, di come si curano ben poco della propria comunità e della risoluzione dei suoi bisogni e delle sue necessità. L’edilizia scolastica è un’altra importante non rinviabile questione cittadina che le liste “Simoncini&Latini”, in 11 anni  di governo della città,  non hanno saputo e non sanno ad oggi risolvere. Questo a scapito delle tante famiglie osimane e studenti che saranno costretti a subire oggi il disagio e i problemi che ne deriva con spostamenti di sedi, realizzazione  di improvvisate aule in corridoi, smantellamento delle aule adibite a laboratori tecnici (laboratori che rappresentano l’espressione della qualità del progetto educativo di una scuola) aule super affollate.
Forse “Simoncini&Latini” non hanno mai pensato in questi 11 anni di governo, caratterizzati dall’ “espansione edilizia” e dai tanti  “piani di recupero”, che una città con il raddoppiarsi delle case e del cemento avrebbe visto aumentare anche il numero dei suoi  abitanti e che conseguentemente avrebbe avuto necessità di ampliare e modernizzare anche l’offerta dei servizi pubblici: SCUOLE, VIABILITA’, PARCHEGGI, STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE, I SERVIZI ALLE PERSONE ?
Il Partito Democratico cittadino ribadisce le proprie posizioni sul tema dell’edilizia scolastica . La scuola pubblica già gravemente colpita dal Governo centrale con tagli e volontà di sminuirne la funzione, deve avere un’attenzione particolare nella politica degli investimenti del Comune

 Per quanto riguarda in particolare la  scuola “Bruno da Osimo” riteniamo che questa deve rimanere al centro della città e continuare ad essere il riferimento della vita culturale, formativa ed educativa così come lo è stata per tanti osimani residenti al centro.
L’edificio della “Bruno da Osimo” è patrimonio inalienabile della città e non può e non deve essere da questa amministrazione – poco lungimirante – venduto, ma deve essere valorizzato, messo in sicurezza e reso funzionale .
Questa la posizione da sempre sostenuta dal PD e crediamo condivisa dalla totalità dei cittadini osimani. Prova ne è la raccolta di firme che a suo tempo abbiamo promosso,  con la quale migliaia di osimani hanno sottoscritto la volontà che la “Bruno da Osimo” fosse rimasta lì dove oggi si trova “migliorata” con i necessari lavori di ristrutturazione e di manutenzione, ma patrimonio pubblico inalienabile della città.
Come loro solito fare, le Liste “Simoncini&Latini” si sono sottratte al confronto pubblico su tale questione la cui sede istituzionale naturale sarebbe stato il civico consesso aperto a tutta la cittadinanza. Hanno preferito organizzare un incontro di parte chiuso al dibattito ed alle domande dove il sindaco Simoncini non saprà cosa dire ( così come ha fatto in Consiglio Comunale in quanto non ha un programma di edilizia scolastica da presentare alla città) e  relatore “principe” sarà Latini. A lui il compito di annunciare l’ennesimo programma tratto dal  ” libro dei sogni “. A lui il compito di cavar fuori una nuova scuola al centro ( il Corridoni ?) come un prestigiatore tirerebbe fuori un coniglio da un cilindro. Come un film già visto annuncerà chissà quali e quante nuovi “campus-scuole”  per il futuro saranno costruiti in città, cercando di convincere che però queste future realizzazioni comporteranno sacrifici e disagi immediati e  cercherà di trovare così giustificazioni per  ” l’inevitabile  e dolorosa vendita” e smantellamento della “Bruno da  Osimo”.
Ma per quanto tempo ancora gli osimani saranno disposti a farsi abbindolare dagli attuali amministratori della città ?.

    Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

La SCUOLA

La lungimiranza del pensiero e l’intuito  di Don MIlani, potrebbe salvare la nostra SCUOLA.

Il PD che voglio bene

Pensate che bello se sulle prime pagine dei giornali nazionali ci fosse scritto:

“Adro, il PD in piazza contro l’occupazione leghista della scuola pubblica”.

al posto di “Veltroni: ‘sono 75 le firme al suo documento”.

Come si diventa insegnanti: fissate dal Ministero le nuove regole.

Cambia radicalmente la formazione iniziale degli insegnanti. Il Ministro Gelmini ha firmato il Regolamento sulla formazione iniziale dei docenti che si sviluppa, in particolare, su quattro grandi direttrici:
1) Il Tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col “mestiere” di insegnante;
2) Il numero di nuovi docenti sarà deciso in base al fabbisogno. Fine dell’accesso illimitato allaprofessione che creava il precariato;
3) Con la fine del precariato sarà consentito ai giovani l’inserimento immediato in ruolo;
4) Lauree specifiche per ciascuna classe di abilitazione. Più inglese (necessaria la certificazione B2 in lingua inglese per abilitarsi) e nuove tecnologie, migliore preparazione per l’integrazione dei disabili.

Cambiano dunque le modalità per accedere all’insegnamento.

Con il nuovo sistema
per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria una laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l’abilitazione per la scuola primaria e dell’infanzia;
sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche, è aumentata la parte di tirocinio a scuola ed è previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie;
per la prima volta si è data specifica attenzione al problema degli alunni con disabilità, prevedendo che in tutti i percorsi ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.
per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado sarà necessaria la laurea magistrale ad hoc completata da un anno di Tirocinio formativo attivo;
è prevista una  selezione per l’ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie;
 l’anno di Tirocinio formativo attivo contempla 475 ore di tirocinio a scuola (di cui almeno 75 dedicate alla disabilità) sotto la guida di un insegnante tutor;
 rispetto al percorso SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario), si prende il meglio di quella esperienza, evitando la ripetizione degli insegnamenti disciplinari, approfonditi già nella laurea e nella laurea magistrale, per concentrarsi sul tirocinio (incrementato), sui laboratori e sulle didattiche.

Con il vecchio sistema
* per insegnare nella scuola dell’infanzia e in quella primaria bastava la laurea quadriennale a ciclo unico con test d’accesso al primo anno e la scelta, dopo un biennio comune, dell’abilitazione per la scuola primaria o per la scuola dell’infanzia;
* per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado erano necessarie la laurea magistrale e 2 anni di SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario).
Chiudono le SSIS per le secondarie di primo e secondo grado e al loro posto si dà vita al Tirocinio Formativo Attivo della durata di un anno, terreno di incontro tra scuola e università.

Tirocini: come e dove svolgerli.
Il numero deciso in base al fabbisogno di insegnantiIn questo Regolamento è stato dato pieno riconoscimento al sistema nazionale dell’istruzione (formato dalle istituzioni scolastiche statali e paritarie), tanto nel coinvolgimento nei tirocini quanto nel calcolo dei fabbisogni del personale docente, e si inizia a prevedere la possibilità di svolgere tirocini anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale dove è in atto la sperimentazione dell’obbligo formativo e nei Centri per l’istruzione degli adulti. Inoltre gli Uffici scolastici regionali organizzeranno e aggiorneranno gli albi delle istituzioni scolastiche accreditate che ospiteranno i tirocini sulla base di appositi criteri stabiliti dal Ministero, evidenziandone buone prassi e specificità. Gli USR avranno anche funzione di controllo e di verifica sui Tirocini. Sino alla costituzione degli albi, le Università scelgono liberamente le scuole, di concerto con gli USR che mantengono compiti di vigilanza.
Il consiglio di corso di tirocinio, che prevede la presenza di scuola e università, ha compiti di coordinamento e di progettazione e rappresenta il terreno di incontro e di raccordo tra le due realtà. Le commissioni di abilitazione prevedono un equilibrio tra scuola e università e un peso determinante del tirocinio e della prova didattica sul voto di abilitazione.

Formazione insegnanti di sostegno
È previsto che la formazione dei docenti per il sostegno sia posta in capo alle università, pur prevedendo la possibilità di specifici accordi con gli enti del settore, in attesa di una futura classe di concorso che qualifichi il servizio.

Percorsi di specializzazione CLIL
Sono previsti percorsi di specializzazione per il CLIL (insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado di una materia non linguistica in lingua straniera).

Rivista la classe di abilitazione strumento musicale
Il sistema Afam concorre a pieno titolo alla formazione iniziale dei docenti nelle classi di abilitazione di propria competenza. In particolare è stato rivisto il percorso di abilitazione per lo strumento musicale.

Regime transitorio
Tutti i vecchi laureati potranno conseguire l’abilitazione per la secondaria di primo e secondo grado accedendo, dietro il superamento delle prove di accesso (test preselettivo, esami scritti e orali), all’anno di Tirocinio formativo attivo a numero programmato, che potrà essere attivato da questo anno accademico. Per l’accesso al percorso è valorizzato il servizio svolto a scuola, il dottorato di ricerca e l’attività svolta in università.

Il regolamento sulla Formazione iniziale, dunque, punta a raggiungere quattro obiettivi:
1) focalizza nella formazione iniziale non solo le materie tradizionali ma l’acquisizione di alcune competenze trasversali: seconda lingua inglese e competenze di didattica attraverso le nuove tecnologie;
2) sostituisce al sistema SSIS strutture più snelle, concentrate sull’incontro e sulla coprogettazione tra istituzioni scolastiche e università evitando autoreferenzialità, costi per il sistema e per gli studenti e abbreviando di un anno il percorso di abilitazione per la scuola secondaria;
3) prevede una programmazione dei numeri in grado di evitare la proliferazione del precariato;
4) prescrive una rigorosa selezione del futuro personale docente.

Con successivo decreto si stabiliranno le lauree magistrali relative al secondo ciclo dell’istruzione, per seguire il percorso di cambiamento del secondo ciclo e delle relative classi di concorso.

Ricomincia la SCUOLA

Ci aspettterà un anno, come sempre, ricco di fatiche, ma anche di tante soddisfazioni. Ma quella  che riprende domani sarà sicuramente una SCUOLA con MENO RISORSE, MENO PERSONALE, MENO TEMPO SCUOLA.
Alla vigilia dell’apertura dell’anno scolastico i ragazzi e le loro famiglie, i colleghi insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale non docente che SCUOLA troveranno ?

La scuola pubblica è stata ultimamente chiamata ad affrontare profondi cambiamenti e, soprattutto, drastici ridimensionamenti di personale e di risorse. Dal 2009 sono state tagliate ben 87.400 cattedre e il personale Ata è stato ridotto di ben 45.000 unità; le classi diventano sempre più numerose; gli insegnanti precari non trovano adeguate risposte alle loro legittime aspettative.
Eppure l’istruzione rappresenta un pilastro fondamentale per la crescita e la qualificazione di una comunità. La scuola garantisce la spinta propulsiva al cambiamento e all’innovazione e favorisce i processi di integrazione delle persone e delle diverse culture, perché il sapere e la conoscenza sono il presupposto per eliminare le disuguaglianze e sviluppare il potenziale di ciascuno di noi. E un Paese che non investe sull’istruzione – ma anzi riduce le risorse – è un Paese che non crede nel futuro.

Il circolo PD di Castelfidardo organizza per venerdì 17 settembre un convegno aperto a tutti per discutere di queste problematiche. Inerverranno: Paola Andreoni capogruppo PD Osimo e vice preside di scuola media, Manuela Carloni responsabile scuola della CGIL di Ancona, Stefania Benatti esponente regionale del PD. Il dibattito che si svilupperà potrà sviscerare tutti i limiti ed i difetti degli interventi governativi sulla scuola ed al contempo permetterà di valutare insieme le proposte del Partito Democratico e le necessità che con l’occasione verranno espresse da chi vive a stretto contatto con l’offerta formativa presente nel nostro territorio: gli studenti, gli insegnanti ed il personale scolastico, le famiglie.

Noi vogliamo una SCUOLA: pubblica, aperta, di qualità.

Paola Andreoni

Solidarietà e vicinanza ai precari della Scuola

 

La protesta dei precari della scuola, ai quali esprimo la mia solidarietà e vicinanza, rappresenta non solo una richiesta di riconoscimento della dignità del proprio lavoro, ma una dimostrazione della scelleratezza della scelta della destra di puntare sulla riduzione  della qualità del servizio scolastico e di voler umiliare i lavoratori che vi operano. Ricordo che sulla scuola il governo ha operato il più grande taglio occupazionale della storia del paese.
La scuola non può essere  considerata un ramo secco da tagliare. Gli altri Paesi Europei – per prima la Germania – puntano, al fine della ripresa economica, sulla qualità della formazione e dell’istruzione e sulla valorizzazione del capitale umano, primaria ricchezza di un Paese.

Paola

La Regione Marche conferma i fondi per l’educazione ambientale nelle scuole (mentre il Piemonte li azzera)

La Regione Marche conferma il budget dell’anno scorso (140 mila euro) per il bando “Scuola Laboratorio Ambiente”. Il bando, rivolto alle scuole delle Marche di ogni ordine e grado, intende promuovere l’educazione ambientale nelle scuole. Il termine per partecipare al bando 2010-2011 scade il 30 ottobre
Scade il prossimo 30 ottobre il termine per partecipare al bando “Scuola Laboratorio Ambiente” annualità 2010-2011. Il bando, rivolto alle scuole delle Marche di ogni ordine e grado, intende promuovere l’educazione ambientale nelle scuole ed è stato redatto con il concorso degli insegnanti, nell’ambito del protocollo di intesa che da quattro anni continua a segnare il proficuo cammino interistituzionale tra la Regione e l’Ufficio scolastico regionale.
Gli studenti saranno chiamati a progettare laboratori didattico educativi nelle due macro tematiche della biodiversità e della mobilità sostenibile, nell’ottica globale della green economy. Gli argomenti da affrontare potranno essere: ricerca, scoperta e tutela della ricchezza biologica del proprio territorio, cambiamenti climatici, inquinamenti, pianificazione urbana, veicoli ecologici, percorsi pedonali e ciclabili, mobilità scolastica, trasporto pubblico, consumi e alimentazione a “chilometri zero”, sicurezza, salute, arte, natura.
Nella passata edizione sono state finanziate oltre 100 scuole. Quest’anno viene confermato il budget dell’anno scorso (circa 140 mila euro) e le scuole potranno beneficiare di un contributo che va da 500 a 3.000 Euro in base alla posizione in graduatoria.

Manovra di fine maggio e conseguenze sull’offerta formativa.

Questi gli effetti   sulla qualità dell’offerta formativa, derivanti dai tagli che il Governo sta diponendo con la manovra speciale di maggio 2010.

1)  le scuole non potranno più far fronte alle supplenze, con la conseguenza che i dirigenti scolastici saranno costretti a dividere gli alunni nelle altre classi. Molte scuole, è stato sottolineato, si vedranno costrette a utilizzare i contributi volontari delle famiglie, versati per il potenziamento dell’offerta formativa, per sostenere spese ordinarie;

2)  Altra conseguenza, quella del sovrannumero nelle classi: si arriverà ad avere anche 29/30 alunni in ambienti realizzati per numeri molto inferiori, ponendosi in contrasto con le norme sulla sicurezza;

3)  Un’altra difficoltà è quella che si sta determinando per la riduzione delle classi a tempo pieno causata dalla riduzione del numero degli insegnanti.

Cgil e PD uniti contro la politica degli ulteriori tagli nella SCUOLA

L’anno scolastico volge al termine, ma non scemano le preoccupazioni per quello che succederà nelle scuole pubbliche italiane a partire dal prossimo settembre. Già si annunciano tagli  anche a livello provinciale a fronte di un aumento della popolazione scolastica e nuovi tagli alle risorse per Università e ricerca.
Il Partito Democratico e la Flc-Cgil,  hammo annunciato iniziative di contrasto a questi ulteriori  tagli varati dal Governo. Si comincerà giovedì 3 giugno con l’occupazione degli uffici scolastici provinciali in tutta Italia. Sabato 12 giugno, a Roma, ci sarà invece la manifestazione nazionale contro i tagli della manovra finanziaria.
Il Partito Democratico ha organizzato proprio sui temi della scuola una giornata di mobilitazione nazionale per lunedì prossimo 31 maggio.