Nella scuola pubblica non si fa esercizio di indottrinamento

Nella scuola pubblica non si fa indottrinamento,  quello che si fa e, penso, anche in quella privata, è fornire ai ragazzi un bagaglio culturale adeguato, una capacità di analisi critica e oggettiva, che permetta loro di crescere e orientarsi non solo nel mondo della professione, ma nella vita in genere, che è sempre più complicata. Il lavoro in classe, non consiste nell’inculcare o meno dei valori, dicendo che cosa è giusto o che cosa è sbagliato, ma nel fornire agli studenti delle conoscenze che permetteranno loro, di decidere in modo autonomo.

Gli insegnanti della scuola pubblica ogni giorno  con passione ed entusiasmo ( e penso, anche in quella privata) cercano di insegnare ai loro allievi i principi ed i valori sanciti dalla nostra Costituzione, valori che stanno alla base della convivenza civile: onestà, serietà, impegno e sacrificio, senso del dovere e consapevolezza dei diritti, rispetto per gli altri, disponibilità al confronto e al dialogo, solidarietà, tolleranza, spirito critico, amore per la democrazia.

Nella scuola pubblica gli studenti vengono a contatto e si confrontano con coetanei di diversa classe sociale, cultura  e credo religioso ( e queste credo siano state le opportunità  mancate al giovane Berlusconi). Imparano a conoscere l’”altro”, a rispettarlo, costruendo le basi del dialogo e della coesione sociale di quelli che saranno i futuri cittadini.

La scuola pubblica ha attenzione verso tutti i ragazzi, anche e sopratutto a quelli “più difficili”,  l’insegnamento di don Milani è fonte di riferimento nella scuola pubblica: “non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali, se la scuola  si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”

Paola

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Bocciata la Gelmini

Un’altra bocciatura per la Gelmini, stavolta arriva dalla Consulta (ed era prevista), sulla norma delle graduatorie per le supplenze, che in pratica impediva ai precari del sud di conservare il proprio punteggio se cambiavano provincia. Ed ora tra ricorsi e richieste di risarcimenti è vero caos (che si poteva evitare).

Paola

Come chiamarli………

 Questa sera nel corso della trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, il bravo giornalista della Stampa, Massimo Gramellini, ha raccontato una storia incredibile alla quale non volevo credere ma purtroppo vera.   Una storia tutta italiana di ordinaria cattiveria.
 Una bambina di origine africana, proveniente da una famiglia di immigrati che vive nel paese del veneziano, riesce ad entrare nella scuola d’infanzia del comune di Fossalta di Piave, una cittadina guidata dalla Lega Nord ( e non è un particolare irrilevante).
A causa di sopravvenute difficoltà economiche, la famiglia non riesce a pagare la retta per la mensa, pari a 50 € al mese.
I servizi sociali del Comune dichiarano di non poter far nulla.
E così ci pensano le maestre che rinunciano, ciascuna per un giorno alla settimana, al proprio pasto per cederlo alla piccola. Ma su segnalazione della direttrice e dei servizi sociali stessi, interviene il sindaco Leghista, tale Massimo Sensini, che scrive alle maestre:

“Si sottolinea che il personale della scuola non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave”.
“Se questo atteggiamento si ripeterà le responsabili saranno denunciate al provveditorato”.

Si dichiara concorde la direttrice :

“Se lei ha una casa del comune non la può subaffittare a dei terzi, capisce? E’ un reato. Se lei ha diritto ad un pasto della mensa non lo può dare a chi passa”.

Certo, a chi passa.
Leggo dall’articolo che la bimba è costretta a saltare il tempo pieno e a separarsi dai suoi compagni di scuola. La mamma fa quel che le è stato detto e, due giorni fa, la bimba scoppia a piangere in classe quando la madre la prende per portarla a casa.

Io dico che questi non sono amministratori, non sono pubblici funzionari.  Sono ……..

Paola

Non è finita

La disastrosa riforma Gelmini è ora al Senato. È quasi sicuro che verrà varata e questo grazie ai voti dei “finiani” e dell’Api di Rutelli.

Crolla la scuola, crolla Pompei…ma non può crollare la speranza di fermare il degrado e di poter costruire qualcosa di diverso anche in questo Paese. Cominciando dalla democrazia e dal lavoro.

Paola

La SCUOLA dei nostri figli: il PD Osimo difende la SCUOLA PUBBLICA.

Il sistema scolastico italiano richiede, senza ombra di dubbio, un ampio processo di ristrutturazione e delle politiche in grado di porre le basi per un’istruzione di qualità. La riforma Gelmini – Tremonti – Brunetta  non solo non affronta i problemi reali e i limiti della scuola pubblica italiana, ma li aggrava, infliggendo tagli indiscriminati alle risorse e al personale. Lo scorso anno la controriforma Gelmini si è abbattuta sulla scuola elementare, eliminando il modello tanto apprezzato all`estero delle compresenze e imponendo un ritorno al passato con il maestro unico. Quest’anno è il turno dei licei e degli istituti tecnici e professionali, dove è stato ridotto il monte ore da 30 ore settimanali a 27, con un’evidente perdita in termini di qualità didattica e formativa. Stesso discorso vale per l’Università: i tagli previsti porteranno ad una drastica riduzione dei fondi a disposizione per ogni ateneo  e alla conseguente chiusura di molte università. Che si tratti di scuola primaria, di scuola secondaria o università il ritornello è sempre lo stesso: tagli, tagli, tagli.
Un Paese come l’Italia, dove solo il 12,8 % della popolazione è in possesso di una laurea, il 40% di un diploma e il 46,6% della licenza media, deve predisporre  interventi in grado di invertire questa pericolosa tendenza.
Si può definire riforma, un processo che diminuisce il numero dei docenti a fronte di un costante aumento degli studenti?
Si può definire riforma, un processo che ha drasticamente ridotto le ore di sostegno ai ragazzi diversamente abili?
Per il Partito Democratico no.
Piuttosto che di riforma è giusto parlare di totale distruzione della scuola pubblica, a vantaggio di quella privata. Accettare impassibili queste scelte significa affossare non solo il sistema scolastico italiano ma anche il futuro dei ragazzi. Il Partito Democratico, attraverso incontri come quello di giovedì 2 dicembre ad Osimo, intende scuotere le coscienze e proporre un nuovo sistema che comprende l’implementazione dei servizi educativi della prima infanzia, la reintroduzione nella scuola primaria del tempo pieno e del modulo delle compresenze e un piano straordinario per l’edilizia scolastica.

   Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

Fuga di notizie e la conferma di quanto sospettavamo

 

La  Nota prot. n. 36847 del 20/11/2010 avente per oggetto: “Ordine di servizio per progetti e lavori nelle scuole”

 

che nelle intenzioni del sindaco doveva essere riservata solo ai dirigenti è stata erroneamente diffusa a tutti e oggi appare anche nella stampa locale

Via ai lavori alla Giulio Cesare”
Mail del sindaco Simoncini. Più vicino lo spostamento della Bruno da Osimo. Un ordine di servizio per lavori di edilizia scolastica che il sindaco ha inviato ai dirigenti comunali e anche ai consiglieri comunali, finisce per rivelare una nuova spaccatura in giunta e la volontà, finora non confermata pubblicamente, di spostare l’elementare Bruno da Osimo di via S.Lucia alla scuola media Caio Giulio Cesare di piazzale Bellini. Una scelta, questa, che è stato proprio il motivo scatenante delle perplessità mostrate dall’assessore con la delega competente, Gilberta Giacchetti, che ha mostrato contrarietà sull’ipotesi di mandare i bimbi del centro a piazzale Bellini, e sulla metodologia, chiedendo a Simoncini di non decidere senza prima aver ottenuto collaborazione dai docenti e dalle famiglie interessate dal provvedimento. Già il comitato Genitori Bruno da Osimo si è fermamente opposto all’idea di trasferire l’elementare alla scuola di piazzale Bellini, preferendo una soluzione dentro le mura e senza far condividere spazi fra bambini di elementari e adolescenti delle medie. Un’opposizione che alla fine si è tramutata addirittura in una petizione per salvare la Bruno da Osimo. Tuttavia il sindaco, ancor prima di annunciare i risultati delle verifiche antisismiche sul plesso di via S.Lucia, che avrebbero dovuto giustificare il trasloco, ha dato mandato ai dirigenti di prepararne lo sgombero. Nella mail inviata mercoledì si elencano tre punti come ordine di servizio. Il primo riguarda la materna di Padiglione, per la quale Simoncini chiede una seconda batteria di servizi igienici, un’antiaula per l’aula più piccola oltre ad un lucernario, entro la ripresa della scuola nel 2011. Poi gli altri due punti, i più scottanti, sul futuro dell’elementare Bruno da Osimo, l’unica scuola rimasta in centro storico. Il sindaco ordina ai dirigenti comunali lavori alla Caio Giulio Cesare per l’eventuale accoglimento delle classi provenienti dalla Bruno da Osimo da gennaio 2011 e un piano per l’allocazione pure della seconda sezione della elementare di via S.Lucia. Dunque se si impegnano risorse per adeguare la C.G.Cesare significa che l’intento è proprio quello di trasferire lì l’elementare del centro, proprio mentre la città si mobilità con migliaia di firme per salvare la scuola. Ma c’è di più, perché in ottica futura Simoncini chiede ai dirigenti di preparare già un progetto per ospitare all’Astea la Bruno da Osimo in modo da terminare i lavori di adeguamento in via Guazzatore entro settembre 2011 e portarvi così una sezione della elementare (l’altra dovrebbe finire all’ex Itc Corridoni di via Pompeiana), la segreteria dell’Istituto comprensivo e la media Krueger.

Per tutti i cittadini osimani la conferma delle reali intenzioni dell’Amministrazione delle Liste “Simoncini&Latini-Api” che il PD ha sempre denunciato: vendere lo stabile della Bruno da Osimo.
Ma anche un’altra ben più grave conferma: l’Amministrazione comunale “Simoncini&Latini-Api” ha letteralmente preso in giro i genitori e si fa gioco di tutti i cittadini osimani.

Il Partito Democratico continuerà ad opporsi a questo disegno, che dimostra tutta l’incapacità amministrativa  e la poca lungimiranza di chi è alla guida della nostra città. Vendere l’unica scuola presente nel centro storico per far costruire nuovi appartamenti, è una scelta scellerata che determinerà la definitiva “fine”  del centro storico della nostra città.

p.s.: questa la mail pervenuta da ultimo ai consiglieri comunali. Messaggio dal quale traspare   chiaramente l’idea che l’amministrazione ha in ordine alla trasparenza ed alla  correttezza amministrativa, sintetizzabile nel concetto: NON FAR SAPERE. Soddisfa  questa logica la non risposta alle interrogazioni scritte inoltrate da mesi e ad oggi ancora senza risposta e il non rispetto delle prerogative dei consiglieri in ordine all’accesso agli atti.
Altro che PALAZZO di VETRO, solo FUGA di NOTIZIE.

In riferimento alla nota prot. n. 36847 del 20/11/ 2010 avente per oggetto: “Ordine di servizio per progetti e lavori nelle scuole” si fa presente che tale comunicazione aveva ed ha esclusivamente valenza di atto interno, per mero errore indirizzata anche ai Consiglieri Comunali.
Distinti saluti. Il Sindaco geom. Stefano Simoncini

Paola Andreoni

Choszczno

Questa settimana sono stata impegnata in un progetto scolastico europeo

” Eco – Maths that is Mathematical – Natural trips trough Europe “
Il nostro Istituto Comprensivo è stato scelto  a rappresentare l’Italia  nel raffronto con altre realtà educative europee: Gran Bretagna, Ungheria, Spagna, Germania, Francia, Finlandia e Polonia ( nazione coordinatrice del progetto),  sulle metodologie didattiche per l’insegnamento delle scienze matematiche  . Sono stata con altre colleghe della ” Caio Cesare ” a  Choszczno, cittadina polacca a circa 100 km da Stettino