Ricordare come eravamo…

Ricordate come eravamo, le foto dei vostri ricordi più belli.
La storia non è fatta solo di grandi avvenimenti che pure hanno cambiato la nostra vita come un evento naturale a volte cambia il corso dei fiumi. La storia è fatta anche di vicende singole, di scampoli di vita quotidiana, di ricordi intimi e pubblici. E’ l’Osimo privata che ognuno di noi conserva nel cassetto. Tutto ciò è un valore umano e collettivo.
E’ l’idea di questa pagina «Ricordare come eravamo, le foto dei vostri ricordi più belli»: raccogliere le immagini del vostro passato per pubblicarle su questo blog per farne poi un album collettivo che racconta lo svolgersi della società e della nostra vita.
Scegliete voi le foto e mandatemi le immagini con gli amici a scuola, dei momenti di svago, delle vacanze al mare o in montagna, del matrimonio, dei momenti felici in famiglia.
Per capire meglio chi siamo a volte è utile anche volgere lo sguardo all’indietro e osservare con un sorriso chi eravamo.
L’album fotografico che costruiremo insieme è anche lo specchio della nostra Osimo e del nostro Paese, che vediamo cambiare di giorno in giorno, anche se le ansie, le attese di oggi non sono poi così diverse da quelle di ieri.

Inviatemi le vostre foto via e-mail a: andreoni.paola@gmail.com.
Le foto saranno tutte pubblicate

RICORDARE come ERAVAMO...

articolo del  14 ottobre 1903 da La Sentinella delle Marche

Sentinella delle Marche 1

sciopero Piccolo Sciopero ” Nella fabbrica Bucci ai Cappuccini dove sono impiegati una sessantina di operai, avvenne lo sciopero dei garzoni determinato da divergenze col sovraintendente a causa delle retribuzioni. Lo sciopero durò brevemente, perchè composta la causa, in breve tutti i garzoni ripresero il lavoro. Uno di essi, quello per cui si era determinato lo sciopero, fu arrestato dai Carabinieri, ma dopo poco tempo venne rimesso in libertà “.

Stato civile del Comune di Osimo  ” Nati vivi 15 maschi e 17 femmine “.

Un nuovo Negozio ” E’ quello aperto poco fa  in piazza Lionetta n° 3 da Vitaliano Riccardo Polverini, un gsingeriovane pieno di abilità e di buon valore e la sua iniziativa merita incoraggiamento da parte della cittadinanza. Oltre ad un discreto numero di macchine Singer sia a mano sia a pedale, abbiamo notato una macchina da ritenere di assoluta novità per la nostra Osimo, ed un fornitissimo deposito di articoli per luce elettrica, campanelli elettrici, ecc. Noi che abbiamo visto il negozio siamo rimasti assi soddisfatti ed auguriamo al Polverini un buon concorso di pubblico e buonissimi affari. Specialmente le madri di famiglia potranno fare vantaggiosi contratti per l’acquisto delle Singer, di cui il Polverini è largamente provvisto “.

Sport osimano: Tiro al volo ” Domenica scorsa nella colonia Gasparoni a Campocavallo, i nostri dilettanti cecchini, hanno tenuto privatamente delle gare di tiro al volo di fringuelli, riuscitissima . Nelle gare sono emersi: 1° Trillini Giuseppe, 2° Mazzuferi Luigi e 3° Fagioli Emilio. Ci rallegriamo con questi bravi giovani i quali sappiamo che presto potranno dare un pò di divertimento al Foro Boario “.

Ferito  a Passatempo ” Domenica 15 ottobre verso le ore 6 a Passatempo un tal Ghergo Pacifico di quella parrocchia attaccò lite con un Mengoni Pietro di Montoro che richiedeva a lui una  somma di cui era creditore. Il Ghergo, invece di saldare il conto, inflisse al suo creditore un colpo di forbici, procurandogli una ferita,guaribile in 10 giorni “.

Tra falegnami.  “Sappiamo che vi è una certa agitazione tra i lavoratori falegnami per falegnami 2migliorare le loro condizioni specialmente per ciò che riguarda l’orario di lavoro. Mentre un certo miglioramento è stato ottenuto dalle classi dei muratori, i giovani falegnami si trovano ancora alle stesse condizioni di una volta, con un orario che è veramente gravoso, specialmente nella stagione invernale, perchè salvo la domenica  essi dalle 6 e un quarto della mattina, fino alle ore 8 della sera non hanno che due ore di riposo, una per la colazione  ( dalle  8 e mezza alle 9 e mezza), l’altro per il pranzo ( da mezzogiorno all’una). Sono quindi in tutto 11 ore e mezzo di lavoro che non si possono dire davvero poche, specialmente se si considera che solo   i più abili tra i lavoratori   falegnami possono arrivare a L. 1,80 di salario,  che per gli altri può scendere fino a 1 Lira, senza poi tener conto degli apprendisti che in fatto di retribuzione si trovano molto più in basso.
In queste misere  condizioni si trovano i lavoratori falegnami, che si contenterebbero oggi più che di un aumento di salario, di una diminuzione dell’orario di lavoro “.

Il Sindaco, cavaliere  ” Il Sindaco di Osimo, Gambini ha avuto la croce di Cavaliere della corona d’Italia. La banda cittadina suonò avanti la sua casa per festeggiare il nuovo cavaliere “.

Cronaca dal Borgo.  ” Ieri sera verso le 3 circa, in piena notte, veniva dalla discesa tirato da barroccio2 buoi un barroccio, e su questo non si vedeva alcuno che lo guidasse. Accortasi la guardia municipale  Brunetti di ispezione al Borgo, si fece incontro al baroccio e quando gli fu vicino, insieme con lo scopino Ripanti, tentò di arrestare i buoi. La guardia fu sorpresa quando vide dal letto del baroccio levarsi un uomo, al quale naturalmente raccomandò di scendere e guidare per avanti i buoi . Ma il contadino, non prestando orecchio alle parole del Brunetti, seguitava pacifico nel suo stato e il barroccio la sua strada.
Questi  allora passò dalle raccomandazioni alle intimazioni le quali però non fecero altro che irritare l’animo del contadino, che prese a schernire la diligente guardia e a minacciarla. E così strada facendo, giunsero all’incrocio della via Roncisvalle. A questo punto il Brunetti domandò al suo interlocutore le generalità, si dice che per tutta risposta abbia ricevuto un colpo di bastone.
Il Brunetti, non credendo opportuno seguitare oltre, per evitare  cose peggiori, corse a denunciare il atto alle competenti autorità e la mattina seguente  i carabinieri arrestarono un certo Baleani Giuseppe di anni 30 colono. Stando al carattere mite del Baleani, il suo modo d’agire si spiegò soltanto attribuendolo a qualche bicchiere di vino in più E per questo bicchiere di vino dovrà rispondere di ingiurie, lesioni ( se non minacce), rifiuto di obbedienza ad un agente della forza pubblica nell’esercizi delle sue funzioni “.

https://paolaandreoni61.wordpress.com/2009/10/14/osimo-comeravamo/

Osimo 1918: le notizie della guerra e  della sospirata pace.

Sentinella delle Marche 1

31/12/1915 dalla zona di Guerra de La Sentinella. I sottoscritti Bersaglieri  del 51° Battaglione  1^ compagnia , inneggiando ad una più grande Italia invano ammessa, inviano i più cordiali saluti alle loro famiglie assicurandole che fra breve torneranno vittoriosi  a casa. I bersaglieri: Polinori Fancesco, Antonelli Mario, Santilli Giuseppe, Belardinelli Enrico, Provinciali Augusto, Tiranti Giuseppe, Matassoli Romolo, Muscoloni Vittorio.

12/2/1916 dalla zona di Guerra de La Sentinella. Gli operai osimani lavoratori falegnami nella zona di guerra   salutano i loro cari ed amici. Stacchiotti Romolo, Ippoliti Domenico, Giuliodori Nazzareno, Verdolini Giuseppe.

6/1/1918 Cronaca cittadina de La Sentinella. I sottoscritti si sono costituiti in comitato esecutivo per rendere omaggio ai concittadini che tengono alto con il loro valore e con la loro benemerenza il nome della città nostra la quale deve ad essi rimostrare in modo tangibile gratitudine e plauso. Con le offerte che si raccoglieranno da pubblica sottoscrizione saranno inviati doni ai combattenti, ed una pergamena a S.E. il Primo Aiutante di campo generale di S.M. il re.
Il Comitato:    Acqua Vincenzo,  Castignani Giovanni,  Corradi  Guglielmo,  Filippucci Cesare,  Leonardi Mario,  Mariani Eleuterio, Santini Fernando,  Suardi Aldberico,  Tappa Silio,  Orsi Alessandro,  Corradi Paolina.

17/2/1918 dalla zona di Guerra de La Sentinella. La squadra osimana di lavoratori che si trova a dare la sua opera per la grandezza della Patria ci scrive: “Mentre il cannone tuona, mentre i nostri baldanzosi soldati cantando si dirigono verso le trincee a combattere e a cacciare dalle nostre terre, il secolare nemico, i nostri cuori animati sempre dallo stesso ideale, che nessuno potrà toglierci, diciamo: SI ! con l’opera dei nostri bravi fratelli soldati e con quella umile nostra , possa il nostro Paese essere presto liberato dalla tirannide straniera che da tanti anni ci perseguita. E’ a questo sentimento che vivamente ci anima preghiamo la nostra “Sentinella” di salutare le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri parenti tutti, assicurandoli che siamo trattati bene e che siamo tutti in ottima salute. I lavoratori: Fiordelmondo Luigi, Giuseppetti Ruggero, Crucianelli Alfonso, Marconi Alfonso, Polverigiani Gualtiero, Leonardi Ottavio, Pierantoni Luigi, Marinelli Cesare, Serloni Modesto, Trillini Enrico, Giuliodori Sinibaldo, Leonardi Luigi, Volpini Giuseppe, Barigelletti Romolo, Bocci Mario, Rossini Vincenzo, Giuliodori Ferruccio, Bonfigli Giovanni, Lozzi Domenico, Riderelli Alfredo, Pirani Pietro, Prosperi Luigi, Moschini Umberto, Binci Oliviero, Pasqualini Vittorio, Sconocchini Enrico.

9/3/1918 Cronaca cittadina de La Sentinella. Osimo si ridesta al fine della apatia, c’è alfine chi ricorda che tanti soffrono per noi, per la nostra libertà, per la nostra gloria ed hanno giustamente diritto alla riconoscenza di coloro che vivono tranquillamente nella città lontano rumore della battaglia. Noi attendiamo fiduciosi da parte della cittadinanza che risponda fervida all’appello degli egregi cittadini che si sono fatti promotori e iniziatori della manifestazione e sottoscrizione. Questa di Osimo deve essere  una manifestazione degna di patriottismo della città, del sacrificio dei suoi figli che dinanzi al nemico sanno tenere alte le tradizioni della nostra rude eppure magnifica popolazione. E sia una risposta spontanea, una manifestazione sincera di riconoscenza. La città deve dimostrare ai suoi figli che stanno in trincea, a tutti quelli che in qualche modo tengono alto il nome e il decoro di Osimo, un segno tangibile della sua ammirazione.
Arrivano le prime sottoscrizioni:  Morresi Carlo L. 50; Socci Mariano  L. 50; Franpolli Goffredo L. 10; Marcucci Domenico L. 6; Fiorenzi Teodoro L. 25; Pizzichini Vittorio L. 5; Zoppi Gualtiero L. 5;  ten.Mario Rosati L. 5; Sinibaldi Sinibaldi L. 15; Magnoni Walfredo L. 35;  Andreoni Mariano L. 10; Mazzuferi Luigi L. 10; ten. Tullio Alessandrini L. 25; conte Baldeschi Baleani L. 100; prog.Guido Maggiori L. 15;  prof. Gustavo Belloni L. 5;  Moglie Gino L. 5;  Leopardi Dittaiuti L. 100; Riccioni Emilio L. 10; Giardinieri Achille L. 30;  Filippucci Giulio L. 50; Stefani Pietro L. 5; Badialetti Giovanni L. 10; conte Fava Simonetti L. 50; Costantini Giuseppe L. 50; Frontini Aquilino L. 10; prof. Franco Marinelli L. 50; Alessandrini Domenico L. 50; Grillantini Pietro L. 100; Bucci Cesari Lorenzo L. 30; Giorgetti Valentino L. 5; prof. Alessandro Ippoliti L. 30; Fanesi Tarquinio L. 50; Badialetti Giulio L. 25; cav. Carlo Ascoli L. 20, Cassa di Risparmio L. 250; Banca Cattolica L. 50.

31/7/1918 dalla zona di Guerra de La Sentinella. Morte del soldato Cesaretti Cesare. 3° Battaglione  Pontieri . Pregiatissima sig,ra Mengarelli Alda in Cesaretti , dal Comando del presidio di Osimo appresi con vivissimo dolore la morte di suo marito Cesare mio soldato ed anche, ad onor del vero, posso aggiungere ottimo soldato. Creda signora che in questo triste ricorrenza , sia io che i miei ufficiali e soldati tutti prendiamo viva parte al dolore che l’ha così improvvisamente colpita. Le sia di conforto in questa triste ricorrenza il pensiero che qui presso il mio reparto al fronte, che da tanto tempo lo contava fra i suoi, egli è e verrà da tutti amorevolmente ricordato come esempio di buon valore e di buon animo. Anzi ultimamente era stato proposto per la promozione a caporale e per la croce al merito di guerra, croce che, se verrà concessa, sarà mio dovere rimettere come ultimo ricordo del povero Cesare. Rinnovandole le mie più vive condoglianze, mi creda suo dev.mo capitano Comando Battaglione.

6/10/1918 dalla zona di Guerra de La Sentinella. Croce al Merito al tenente del genio, geometra Goffredo Abruzzetti impiegato nel nostro Uff.Tecnico Comunale, che trovasi da oltre un anno al fronte, è stata recentemente concessa da S.E. il Comandante di Armata la croce al merito di Guerra ” per il bellissimo contegno dimostrato nell’azione del 13 e 14 giugno 1918 in zona di guerra. Sinceri rallegramenti.

4/11/1918 Cronaca cittadina de La Sentinella. Liberazione di Trento e Trieste. Giunta la notizia si formò un corteo, cui parteciparono tutte le nostre autorità cittadine civiche e militari, tutte le associazioni e gli istituti locali con bandiere e un lunghissimo stuolo di citttadini di ogni ceto e d’ogni sesso. Il corteo con a capo la banda musicale cittadina, al suono degli inni della patria percorse le vie principali della città tutta imbandierata fra gli “evviva” della popolazione che faceva ala al suo passaggio. Giunto al Palazzo del Municipio da una improvvisata tribuna parlò per primo il Sindaco cav. Gambini il quale si disse orgoglioso e commosso d’aver potuto dire egli come capo della nostra città il fausto annuncio della liberazione di Trento e Trieste e innegiò al nostro esercito, agli eserciti dell’Intesa, al nostro re.
Seguì l’ass. prof. Bucci il quale lesse un discorso d’occasione, spiegando i fini ideali della nostra guerra in contrapposizione a quelli bruti della brutale Germania autarchica. 
Parlò quindi il dott. Ruzzini  che con la sua alata parola suscitò l’entusiasmo del pubblico in un’apoteosi della nostra guerra, della nostra vittoria, delle nostre rivendicazioni finalmente raggiunte.
Prese  poi la parola a nome degli studenti l’avv. Giannetto Canapa, il quale ricordò ed esaltò l’opera assidua svolta sempre dagli studenti italiani per tenere viva nel popolo nostro la fiaccola dell’irrredentismo, e commosse quando, ineggiando alla redenzione ormai compiuta, disse e raccomandò di serbare eterna ammirazione  e gratitudine per gli artefici di essa e in special modo per i mutilati di guerra e per gli orfani dei nostri morti gloriosi.
Seguì ultimo il tenente Franco Minasi, comandante del nostro presidio, il quale ricordando le barbaruie del nostro nemico, constatate da lui stesso ferito di guerra, con parole commosse invitò i suoi bersaglieri  e tutta la cittadinanza  a ricordare i nostri martiri  e per gli eroi nostri ordinò ai suoi bersaglieri un “present’armi” fra la commozione di tutto il pubblico.
Tutti gli oratori furono applauditissimi e suscitarono l’entusiasmo del pubblico, il quale al suono degli inni patriottici e fra gli “evviva” si sciolse, e così ebbe fine la splendida manifestazione di patriottismo e di gioia.

https://paolaandreoni61.wordpress.com/2009/11/05/lunedi-4-novembre-1918-finisce-la-prima-guerra/

Una foto che sembra uscita fuori dal libro di Edmondo De Amicis: i ragazzi della V^ elementare 1936-37
I personaggi hanno altri nomi, non sono: Bottini Enrico,  Coraci  il calabrese sempre vestito di nero, Coretti quello sempre allegro, figlio del rivenditore di legna, e che arriva a scuola stanco morto per aiutare il Padre. Crossi  quello con i capelli rossi, che ha un braccio paralizzato, e, che aiuta la mamma che fa l’erbivendola, mentre  il padre è in carcere ma lui non lo sa, gli hanno detto che è in America. Derossi Ernesto il primo della classe, però generoso, che  aiuta chi non è in grado di fare il compito in classe. Franti, il più discolo e indisciplinato della classe sovente cattivo. Garoffi il commerciante nato che  raccatta ogni cosa. Garrone,  il più buono ed è anche il più forte fisicamente, enorme di statura; tutti lo rispettano ma è anche bravo in aritmetica. Nelli,  il povero gracile gobbino,  protetto dal generoso Garrone che sarà suo vicino di banco. Nobis Carlo,  il signorino, gelosissimo di Derossi, . Precossi Pietro il figliuolo del fabbro ferraio, quello piccolo, smorto, e sempre malaticcio, Rabucco Tonino chiamato il Muratorino, figlio di muratore. Robetti Giulio il piccolo eroe.

Ma le loro storie saranno state simili, sono gli scolari della V^ elementare dell’anno scolastico 1936/1397 della vecchia scuola Santa Lucia del centro di Osimo. Il maestro si chiamava Emilio Nicolini, insegnante che formò una generazione di ragazzi osimani. Questi i nomi dei ragazzi, oggi anziani e purtroppo molti di loro non più vivi.

classe 1936_1937

(clicca sulla foto per ingrandirla)

Re RobertoBattaglia AngeloPolinori GiuseppeSalomoni FedericoEspositi FrancescoBrandoni SilvioVescovo LuigiPesaresi AlbertoCeroli PieroAndreani DinoAndreoni Fausto ( mio padre), Streccioni FaustoDuranti OrlandoColtrinari GiuseppeEusebi AntonioAntonelli MarioRagnini FerdinandoPugnaloni Mario,Graciotti EmilioBelelli AntonioSantarelli ArmandoCanonico Antonio,Antonelli EnricoPolacco  SinibaldoTesta ClementeCapogrosso DanteFagioli AntonioMosca VinicioMarconi CesareBelli AntonioCedrati AlbertoGasparetti VastoMontesi Primo e Marinelli Piero.
Come i personaggi del libro cuore chissà quante belle storie si celeranno dietro i volti sorridenti di questi giovani osimani, chissà quali erano i loro nomignoli, quali mestieri facevano i loro padri, dove i percorsi della vita li hanno indirizzati….

1937-39 insegnante Natalini Dardani Re. Alunne: Gina Caporaletti, Lidia Stronati, Aldina Cupido, Maria Antonelli, Maria Badaloni, Giannina Pirani, Lina Marra, Delia Polenta, Elvira Morresi, Giuseppina Strappati, Maria  Rossini, Ersilia Maggi ……

zia Lidia 1937

zia Lidia alunni 1 classe 1937_1938

Famiglia Bruge anno 1939. Una famiglia che le leggi discriminatorie fasciste costrinse ad una vita di sofferenze e separazioni. Iolanda trovò riparo ad Osimo, i suoi fratelli a Pesaro, Pergine e Trento.

Nonno Alessandro (con 7 figli a casa), richiamato al militare come motorista di aerei. Siamo nel 1940.
(by Alessandrini Nazzareno)

Come è cambiata nel tempo la composizione della famiglia osimana. Le famiglie erano “piene di figli” e “piene di vita” e credo non saranno mancate: ansie e preoccupazioni.
Famiglia Alessandrini nel 1942: 6 sorelle più il maschietto di casa …. e non finì li.  (by Alessandrini Nazzareno)

I ragazzi del “muretto di via Capuccini”: Piero e Nazzareno Alessandrini. Anno 1950.  (by Alessandrini Nazzareno)

Zio Giocondo Castellani  detto Berà, sua l’idea della  tabaccheria del borgo

Zio Berà 1

Prima di buttarsi sulle carte bollate e le nazionali si era buttato nel settore della frutta e verdura. Con il padre Fioravanti Castellani avevano aperto un negozietto di frutta al Borgo e la mattina vendeva la frutta al banco in Piazza dell’Erba. Era l’anno 1950.

Zio Berà 2

Erano gli anni del bar delle “Colombine” ………………….

Colombine

Tutte le sere gli uomini non tornavano a casa senza aver fatto una visitina alle tante cantine sparse per ogni borgo di  Osimo. Con in mano il bicchierino di vino i nomi delle persone si trasformavano in : Baldì de Maurizio, Valdimiro, Grespì, Pelinì, Canario, Muccighì, Barabba, Palline, il Guardià, Lino de Pascinella, Lisà,  Tranquillo, Amelia, Marinellu, Michelì, Nuna de Balanti, Lampu, Fralle, Maria de Rai, Cannò, Zillò, Micerè, Panzetta, Dumè de Cipicchia, Vincè de Sara, Morettì, Truellì, Lo Rosciu, Antò del Barone,  ……..

Cantina Mercanti

Cantina

5^ elementare, anno 1950, del maestro Santarelli.
Il 3° da destra in seconda fila è zio Alessandrini Nazzareno. Chi erano gli altri giovani studenti ?
(inviata da Alessandrini Nazzareno)

La famiglia  Alessandrini al completo il giorno delle nozze d’argento nel 1950

Le “pietre miliari” della famiglia Alessandrini per via Capuccini  il giorno delle nozze d’argento nel 1950

zio Mario

Colonia a San Liberato dei ragazzi del Borgo. Giorgio Fanesi, Paolo Pierpaoli, Marcello Mezzelani, Giancarlo Battaglini, Franco Marzioli, Franco Franchini, Gianfranco Baleani, Augusto Bianchi, Giorgio Filugelli, Giuseppe Guercio, Ignazio Baleani, Mario Silvi, Luigi Vigiani, Giuseppe Benigni e  ultimo a destra,  con il sorriso sulle labbra, zio Mario Stronati

Mentre in Italia De Gasperi faceva fatica a formare un nuovo Governo, e nel mondo erano gli anni del “disgelo” tra americani e russi, due giovani osimani, carichi di belle speranze, passeggiavanoper Milano. Era il 24 settembre 1953. Il giovane Fausto Andreoni in compagnia della cugina Ilda Belli, sono in ” mission” nella metropoli del nord, intenti a carpire qualche idea da portare ad Osimo.
(inviata da Ilda Belli)

Il 2 luglio 1954 moriva ad Osimo, a soli 24 anni Fiorella Bianchi.

Bianchi

Anno scolastico 1957-1958. Insegnante Alda Lillini. Gilberto Grottini, Romano Sacco, Giuseppe Guercio, Sandro Fanesi, Enzo Cesarini, Rodolfo Graciotti, Claudia Trucchia, Sandro MarinelliCesare Bellucci, Emilia Turicchi, Loretta Caporalini, Ivana Pallotta, Pino Attili, Ombretta Carlini, Mario Scarponi, Margherita Graciotti, Rita Stronati, …….

Zia Rita

Casa Falcetelli anno 1958. Marino detto “Manuè”,   un grande uomo,  invalido della guerra 1915/1918, di professione pollarolo. Storie di generosità, di altruismo, di solidarietà, forse anche di privazioni ma bastava niente  per fare festa insieme.

Si chiama “La muretta” è un luogo tipico del Borgo. Era il luogo dove ci si fermava a fare quattro chiacchiere ( prima quando i luoghi delle città erano vissuti dalle persone ). Gioacchino con zia Gina Falcetelli.

Zia Gina

Tempo di mare per i primogeniti di casa Andreoni. Spiaggia di Numana, correva l’anno 1962.

Fra i nomi del ciclismo dilettantistico osimano, Mario Stronati è stato uno dei  più grandi. Campione marchigiano nelle diverse categorie giovanile, la sua è stata una bella carriera di dilettante coronata da tanti successi e riconoscimenti. In tempi in cui  il ciclismo era pura generosità,  restano famose le sue sfide con l’eterno rivale,  il pesarese Enrico Paolini ( foto anno 1964)

Festa di matrimonio a casa Stronati. La sposa è Rita la più piccola dei cinque figli. Anno 1966. Come la sorella Lidia, e seguendo le orme di tante  altre ragazze osimane,  il futuro, della giovane sposa, è stato emigrare al Nord. Fra le distese risaie di Vercelli e di Novara le nostre giovani osimane si sono fatte apprezzare per lo spirito laborioso, l’instancabile energia e la simpatia. Fra le risaie di Vercelli e Novara c’è tanta “osimanità” che vive .

7 gennaio 1967 in Osimo il lavoro era la Lenco ma anche la Fornace Fagioli. Guido Stronati operaio della fornace Fagioli prova la funzionalità del nuovo “essicatoio”.

Gli anni dell’impegno civile: anno 1967,  Rosanna c’era.

La meglio gioventù osimana, anno 1968.  Portatori sani di passione politica.

Sono passati per Osimo bravissimi giocatori, giocatori che hanno lasciato un segno nella memoria degli sportivi, tifosi, dell’ Osimana. Giocatori indimenticabili come: Mannino, Antinori, Brazzoni, Petrini, Gabbanelli, Carpano, Giacco, Cimpiel, Marini, Moglie, Macheda, Cerusico, Feliciani, … che hanno fatto divertire gli appassionati del Diana e che hanno trasmesso passione e conoscenze ai tanti ragazzi del settore giovanile “giallo-rosso”.
Campionato regionale allievi 1973-1974. Anche questa è stata Osimana: Pierucci Paolo, Bottegoni, Vita Germano, Mezzelani Graziano, Bontempo, Ferri Franco, Zoppi Andrea, Stronati, Guzzini Giordano, Bellezze Mauro, Polenta Adriano, Giuliodori Claudio, Ballorini Mario, Giacchetta Maurizio, Bevilacqua Marco, Salomoni Roberto …

Campeggio dei cugini Alessandrini, nel Gargano. Responsabile dei giovani Alessandrini era Rosanna. Luglio, anno 1976. 

Campioni dello sport anno 1977. Grazie alla sensibilità e generosità del  maestro  Gino Buglioni,  il tennis osimano primeggiava in tutta la Regione.

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Una Risposta

  1. 68 che nostalgia !!!!!!!!

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