Osimo a Campanile Sera, 60 anni fa.

Ci sono date che non si possono dimenticare! Il 3 dicembre 1959 Osimo per la prima volta è in televisione. Ovviamente si tratta della televisione di Stato, perché, a quei tempi, di canali privati non si parlava. Chi ha sui settant’anni e più, ricorderà, ma spero che il racconto di questo avvenimento possa, comunque, interessare anche coloro che non sono giunti a tale soglia di età. Sessanta anni fa di questi tempi, non si parlava altro che di Osimo in TV: Osimo partecipa alla trasmissione “Campanile Sera“.

Per inquadrare la situazione erano, quelli, anni diversi dagli attuali. Sta arrivando il così detto “miracolo economico” che porta in quasi tutte le case d’Italia la televisione (le prime trasmissioni andarono in onda nel 1953), il frigorifero, la vespa  e la “600” Fiat, la benzina costa 96 lire al litro e si cominciano a costruire le autostrade. Sindaco di Osimo è il prof. Alessandro Niccoli, chi ha il maggior numero di voti è la DC come decisamente in tutta la Val Musone domina lo “scudo crociato”.
L’Osimana del Presidente Armando Carletti militava in 1^ categoria con i suoi giovani atleti: Carlo Nicoletti, Valerio Menghini, Antonio Tantucci, Alberto Parini, Vittorio Giambartolomei, Manlio Andreucci, Franco Cartuccia, Ercole Marchetti, Paolo Breccia, Giuliano Recinti e Paolo Leggeri.
In campo nazionale ed internazionale,  Vescovo di Roma è Papa Giovanni  XXIII, il “Papa buono”,  degli umili, dei sofferenti e dei carcerati. Presidente degli Stati Uniti è J.F.Kennedy mentre al Cremlino comanda Kruscev e nel mondo si respira aria nuova di speranza, di pace e benessere: la competizione tra le due superpotenze era una corsa a chi arrivava per primo a metter piede sulla Luna. In Italia Presidente della Repubblica era Giovanni Gronchi, mentre al Governo sedeva Antonio Segni.

Torniamo a “Campanile Sera”, il gioco televisivo si svolge tutti i giovedì sera, dalle 20,30 al termine del telegiornale. Sono sempre in lotta squadre di due cittadine, una del Sud contro una del Nord. In studio, a Milano, la trasmissione è condotta da un giovane  presentatore dallo spiccato accento “yankee” Mike Bongiorno che rivolge domande e quiz a due “esperti” per ciascun paese concor­rente. Nei vari centri invece i presentatori sono Enzo Tortora, conduttore televisivo noto per una successiva trasmissione “Portobello” e per essere stato vittima negli anni ’80 di un caso di malagiustizia, Renato Tagliani, che presto scompare dalla videocircolazione ed una giovanissima ed affascinante Enza Sampò.

Ogni città mette a disposizione una piazza o un teatro, ognuna di essa ha un suo portavoce, oltre ad un congruo numero di “pensatori” esperti culturali che si presentano con tonnellate di enciclope­die, almanacchi, statistiche, libri, giornali, riviste e ogni altra cosa che possa essere utile. Ogni città veniva, inoltre rappresentata da una famiglia alla quale competeva la gara dei prezzi: otteneva il punto la famiglia che riusciva ad avvicinarsi di più al prezzo reale di alcuni beni-oggetti in commercio. Non mancavano le sfide  fisiche-sportive di tipo popolare come: la corsa dei sacchi, la corsa con i trampoli e l’albero della cuccagna.

Sicuramente la trasmissione con la sua formula di gioco era stata ideata per far divertire, divertirsi e difendere il proprio gonfalone cittadino dall’assalto degli avversari, si svolgeva in diretta  e le regole del gioco prevedevano che il Comune vincente continuava la competizione a discapito dello sfidante che veniva eliminato. Da ultimo, e cosa di non poco conto in quei “tempi magri”, il Comune che vinceva la puntata aveva diritto ad  un premio equivalente ad un milione in gettoni d’oro.
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Ai primi di ottobre del 1959 la pubblica amministrazione osimana riceve un messaggio dalla Rai: “Tenetevi pronti – dice il messag­gio – a Dicembre la città di Osimo sarà chiamata a partecipare a “Campanile Sera”.

Scatta subito la molla organizzativa. Si cercano gli esperti in ogni campo dello scibile umano, si forma un comitato con a capo il prof. Alfio Giuliodori (professore di Francese all’Istituto Corridoni di cui successivamente diverrà anche Preside)  e il ragioniere del comune di Osimo Rigoberto Lamonica, si indica Piazza Boccolino qua­le sede della trasmissione, si parte per selezionare  i due “esperti in letteratura, storia, arte e cinema” che conoscano tutto quello che è possibile sapere e che dovranno andare a Milano per rispondere, all’interno di un’angusta cabi­na, alle domande di Mike Bongiorno.
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Per il portavoce deputato a rispondere ai quiz in piazza, viene scelto il dott. Vincenzo Carloni, avvocato, impiegato direttivo nella ditta Antonelli  ma anche attore dilettante, personaggio abituato a stare sulla scena.

Per quanto riguarda i rappresentanti osimani da inviare al Teatro della Fiera di Milano  a rispondere alle domande di Mike Bongiorno, a seguito della selezione avvenuta in Comune, la scelta ricade su quattro giovani universitari osimani: due di loro saranno i titolari ed alle loro risposte sarà affidato il destino di Osimo, mentre gli altri due saranno i supplenti.

 Agli studi Rai di  Milano andranno come titolari a rispondere in cabina:

 – Maurizio Morichi, 20 anni, residente ad Osimo, studente universitario ad Economia e Commercio, esperto di musica e di cinema. Con gli amici Giovanni Pirani, Gilberto Severini e con don Aldo Compagnucci aveva dato vita ad Osimo all’Associazione “Amici del Cinema” organizzando cineforum e rassegne cinematografiche al “Cinema Concerto“. Profondo conoscitore di cinema italiano ed internazionale,  aiutato da una fervida memoria che gli permetteva con meticolosità di ricordare trame, titoli di film, ma anche i nomi degli attori, dei registi, Maurizio  rappresentava , insomma, per Osimo una sicurezza nella materia.

Guido Fagioli nato a Gubbio il 13 febbraio 1932. Figlio del pilota automobilistico Luigi, aveva superato la selezione grazie alla sua cultura e conoscenze letterarie. All’epoca aveva 27 anni e si era laureato in Economia Politica all’Università di Firenze. Per rappresentare Osimo negli studi Rai di Milano a rispondere a Mike Buongiorno,  non ci poteva essere intellettuale migliore. Irrimediabilmente appassionato di Storia ha coltivato sempre, nel proseguo della sua vita,   il suo vizio più grande: la lettura e la scrittura. Giornalista e ricercatore, ha pubblicato, articoli vari di letteratura, di storia, ed ha lavorato per la Treccani nella redazione della bella opera “Il Dizionario Biografico degli italiani” ( firmando gli articoli con il nome di Guido Gregorio Fagioli Vercellone. E’ prematuramente deceduto nell’ottobre del 2004.

Il de­stino di Osimo è affidato alle loro risposte.
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Li accompagneranno come “riserve” altri due giovani studenti universitari: Renato Rozzi di anni 25 laureando  in Architettura alla Statale di Milano e poi all’Università di Venezia (sarà negli anni successivi uno dei progettisti del Piano Regolatore della nostra città, prematuramente deceduto nel 2009) e Lamberto Cenerelli di anni 28 studente in Medicina, che poi il proseguo della  vita lo  vedrà impegnato come noto primario anestesista all’Ospedale di Senigallia, città dove è deceduto nel 1997.
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La partecipazione alla trasmissione televisiva ha suscitato in Osimo grande entusiasmo  e curiosità collettiva, alimentata anche dalla presenza in città del “via vai” dei mezzi della troupe televisiva della Rai, dei numerosi  tecnici della “Timo” che dovevano assicurare i collegamenti, dei volti noti dei conduttori con i loro accompagnatori e dalla stuoia di giornalisti al seguito della trasmissione,  mandati dai giornali nazionali più letti, a raccontare  quelle serate del giovedì che riscuotevano un grande successo mediatico, ma anche per descrivere  una periferia allora sconosciuta alla gran parte degli italiani.

Osimo partecipò alla trasmissione tre volte:

– il 03/12/1959  Mondovì – Osimo, vittoria per Mondovì per 10 a 0;
– il 24/11/1960 Osimo – Sestri Levante, vittoria osimana il che ci permise di partecipare ad un’altra sfida;
– 01/12/1960 Cento – Osimo, vittoria per Cento per 10 a 0.
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Tre serate indimenticabili per gli osimani che hanno avuto la possibilità di assistere all’evento direttamente in Piazza Boccolino, ma anche per i tanti osimani sparsi per l’Italia, che hanno potuto assistere all’evento comodamente seduti sulla poltrona di casa, sintonizzati sulla RAI, pronti a sostenere ed esultare per i propri concittadini.

Nella trasmissione del 3 dicembre 1959 il paese campione in  carica era Mondovì, che dopo aver battuto nell’ordine Montefiascone e San Miniato, con identico punteggio 10 a 0, si apprestava ad affrontare la nostra  cittadina.  Raccontano le cronache che Osimo si era preparato al meglio per la sfida creando diverse commissioni  di esperti culturali, i così detti “professori” pronti ad apportare il loro aiuto per le risposte.

Era stata costituita ( con i prescelti individuati dal prof. Alfio Giuliodori e dal ragioniere del comune di Osimo Rigoberto Lamonica), una legione di sapienti, i così detti “pensatori”,  più di 120 persone: professori, medici, artisti, professionisti; insomma  la “migliore intellighenzia” di Osimo,  gente che doveva sapere di tutto oltre ad avere una memoria prodigiosa, a disposizione del campanile osimano.
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Questi gli esperti delle varie Commissioni, pronti a dare risposte al  portavoce in piazza, designato nel  dott. Vincenzo CARLONI.
Esperti materie scientifiche: DAVALLI Augusto (amministratore delle tenute Fava-Simonetti), BARTOLI Renato (titolare dell’omonima Farmacia, padre dell’attuale titolare in piazza del Comune), BINCI dott.Carlo (responsabile della farmacia ospedaliera) e la di lui signora Vera , BLASI prof.ssa Maria (figlia dell’allora segretario comunale), CIAVATTINI prof.ssa Gabriella, ZAMBONI prof.ssa Galliana, COLONNELLI dott.ssa Anna ( allora dipendente presso la farmacia Bartoli), TREBBI Ermes ( proprietario della farmacia lungo il corso, oggi farmacia Cardinali), TEODORI FERRETTI dott.ssa Mirella ( anche lei farmacista, proprietaria della farmacia a lato della Costa del Duomo oggi farmacia Romaldini), ZOPPI Francesco, BERRE’ Lucia, ZOPPI Sinibaldo ( persona affabile e simpaticissima laureato dottore agronomo, padre del pediatra dott. Antonio Zoppi) , CASTELLANI Luigi ( svolgeva all’epoca l’attività di perito agrario per diversi proprietari terrieri), BOTTEGONI Igino ( perito agrario è stato presidente degli IIRRBB), RICCIONI dott.Mario (medico e poi in seguito Direttore Sanitario dell’Ospedale di Osimo), PASQUALINI Roberto ( medico chirurgo, poi divenuto primario ostetricia e ginecologia del nosocomio cittadino), SILVESTRI Giovanni ( professore chirurgo e poi primario all’ospedale di Osimo), ROZZI Tullio, NARCISI Renato ( professore di matematica e scienze al Liceo Classico di Osimo, che i suoi allievi  chiamavano amorevolmente “pozzo di scienza”), IPPOLITI Francesco ( Preside delle scuole medie al tempo e poi anche Preside all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni”), FELIZIANI Pierluigi ( nipote di mons. Feliziani che per anni è stato parroco del Duomo), ALESSANDRINI Angelo (dottore agronomo direttore zonale del Ministero dell’Agricoltura, padre dell’avv. Giancarlo recentemente scomparso), BERTI Ennio.

Esperti materie umanistiche: prof. VICARELLI Ennio ( professore di filosofia al Liceo Classico di Osimo)  e prof.ssa LONGARELLI Elisa ( persona eccelsa, professoressa di italiano all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni”), BLASI Mario ( rettore al Collegio Campana, insigne scrittore e poeta), ROMITI Cesare ( professore  di italiano alle scuole medie), MARCHEGIANI Mario ( professore di italiano e poi anche Preside, padre della attrice Fiorenza), ZUCCONI Elena, RICCI prof.ssa Anna ( professoressa di italiano alle scuole medie), GIRI prof.ssa Flora ( professoressa di italiano ed una delle prime donne impegnate in politica in città, eletta consigliera comunale nel mandato 1965-1972 nelle file del PSDI), MERCANTI Antonio ( professore di italiano all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni”), BADIALETTI prof.ssa Gioconda, BARIGELLETTI Aldo ( professore di italiano poi trasferitosi al Nord), IPPOLITI Giovanni, IPPOLITI Antonio, IPPOLITI Ippolito, INNOCENZI Nerina, BERRE’ prof.ssa Alba, MERLI prof.ssa Vera ( professoressa di inglese  all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni” e assistente universitaria), PIERANDREI Mirella, GALLO Maria Teresa, HONORATI Rosanna ( all’epoca studentessa), PALLOTTA, CASTELLANI Franca ( figlia di Castellani Luigi), PETTINATI prof.ssa Alda, MARINI Marino ( professore di italiano al Liceo Classico di Osimo, persona eccelsa e di una cultura infinita), SERRINI prof.Giuseppe ( poi politico osimano , Presidente della provincia e primo Presidente della Regione Marche), PADOVAN Luigi, CARLONI prof.ssa Gioconda, prof. LAGUARDIA, CARDINALI prof.ssa Maria Teresa, ASTERITI RUNDO prof.ssa Emma, DEL CURTO prof. Dina ( moglie del veterinario Pericoli), FIORENZI  dott.ssa Ada ( esperta di teatro e letteratura, moglie del medico Gianfranco Fiorenzi).
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Esperti di Sport e Attualità
: rag. LAMONICA Rigoberto ( grande sportivo osimano, appassionato di ciclismo, all’epoca svolgeva la professione di capo ragioniere in Comune)  e GIULIODORI prof. Alfio ( grande sportivo osimano, appassionato di calcio, professore di francese e poi Preside all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni”), RICCI Antonio ( farmacista padre del farmacista Lanfranco), FATTORINI Giovanni ( fondatore del negozio Fattorini di Corso Mazzini, grande appassionato di sport e della pallacanestro in particolare, ha guidato per anni – come Presidente – la Robur), ANDREONI Amleto ( dirigente sportivo dell’Osimana, era mio zio), MILONE Donato ( maestro elementare ed appassionato di teatro e cinema) , MATTIONI Enrico ( noto geometra originario di Santa Maria Nuova ma che ha esercitato prevalentemente in Osimo anche lui appassionato ed esperto di cinema), CARBONARI Benedetto ( soprannominato “Franco”, ottimo centravanti dell’Osimana ma anche appassionato di Atletica leggera), LOMBARDI Raimondo ( all’epoca studente universitario di Medicina a Firenze, grande esperto ed appassionato di calcio, poi affermato urologo) , COSTANTINI prof.ssa Franca ( professoressa di Educazione Fisica) , SCHIPSI Lucio, CARBONARI Giuseppe ( maestro elementare, ciclista soprannominato “Peppino”), SISTI Carlo, CARLONI Carlo, CREMONESI Antonio ( responsabile e gestore del Cinema Concerto), RUBINO Ivo, COMPAGNUCCI don ALDO ( cappellano della Parrocchia di San Marco, grande appassionato delle arti figurative poi professore, filosofo e cineasta), GIORGETTI Italo.

Esperti di musica e Teatroprof. PAURI, CAMPANELLI Giuseppe ( capostipite di una delle famiglie più in vista di Osimo, per diversi anni è stato Presidente dei “Senza Testa” e Presidente della corale “G.Verdi”, organizzatore della “Festa dei Fiori” e di tanti altri eventi cittadini. Gli è stato conferito il titolo di Cavaliere poi Commendatore del Lavoro. Maestro concertatore, suonava il violoncello nei concerti e nei teatri, ha organizzato Concerti Lirici con l’amico Beniamino Gigli al nostro Teatro “La Nuova Fenice” di Osimo. Negli ultimi anni, suonava sul Duomo durante la settimana Santa. E’ stato, inoltre,  fondatore e consigliere della “Banchetta”, la Banca Popolare di Osimo, poi di Ancona), ADORNI Giacomo ( conosciuto in Osimo come “Lo scolaro” in quanto era titolare di un piccolo negozio di materiale scolastico per il Corso Mazzini, è stato partigiano e membro del CNL osimano) , CARLETTI, SINIBALDI Corrado (grande intenditore di Lirica e Teatro, soprannominato “baffi di legno” ), FANESI don Vincenzo ( noto personaggio osimano, fondatore de “l’Antenna” ), BONCI Livio ( noto avvocato osimano, da giovane grande intenditore di musica), VALERI prof.ssa Maria ( insegnante di pianoforte ), SERRINI prof.ssa Alberta ( insegnante di pianoforte e di musica alle scuole medie ), PIAZZINI prof.ssa Iva ( insegnante di pianoforte ),  IPPOLITI dott.ssa Lucia, VERDOLINI Guelfo ( grande personaggio osimano intenditore di musica, ha  suonato come batterista per diversi complessi musicali,  impiegato alle Poste), DIONISI Ennio ( appassionato di musica anche lui  come batterista ha suonato per diversi complessi musicali e se ne ricorda la partecipazione alla trasmissione “il Musichiere” per gli osimani era “zazzera” ), BLASI dott. Aldo ( avvocato e segretario comunale appassionato di Teatro ), THEODORI avv. Filippo.

Esperti  varie e Filatelia: GRILLANTINI don Carlo ( storico e scrittore osimano ),  CANAPA avv. Giannetto ( avvocato ed uno dei primi Sindaci della città ) , BERNARDONI rag.Carlo ( dirigente della locale ditta appaltante il servizio dei  rifiuti urbani ), BOCCANERA Ermanno ( noto medico di famiglia ), MAGNONI Alberto ( insegnante di scuola media ),  NICCOLI Alberto ( figlio del Sindaco di allora, al tempo studente universitario, poi professore universitario ed anche lui rivestirà il ruolo di  Sindaco di Osimo ); FAGIOLI Massimo ( titolare della Fornace “Fagioli” in via Olimpia ), DAVALLI Laura (insegnante figlia della professoressa Longanelli), LEPORI Luigi ( professore di diritto all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni” ), SUARDI Araldo ( titolare della ditta di autobus omonima ), BELLASPIGA Giampaolo ( all’epoca studente universitario a Macerata, grande appassionato di pittura e letteratura, è stato fidato notaio di molti osimani ), ZOPPI Riccardo ( la famiglia gestiva un sale e tabacchi in piazza del Comune), RIDERELLI Mario, BURGHIANI Gabriele ( commerciante di macchine agricole), PERILLO Simmaco ( cancelliere presso la Pretura cittadina ), BUROCCHI avv. Werther ( avvocato figlio del maestro Burocchi), CANAPA avv. Lamberto ( studente in legge poi avvocato figlio di Canapa Giannetto), DI FRANCESCO avv. Gino ( avvocato, marito di Fagioli Maria Grazia figlia del pilota Luigi Fagioli ) ALESSANDRINI Giulio ( proprietario terriero è stato presidente degli II.RR.BB,  nonno dell’avv. Giancarlo), NARCISI Paolo (  figlio del professor Narcisi Renato), CERSOSIMO Giovanni ( studente universitario il padre all’epoca era maresciallo della Stazione  Carabinieri di Osimo), PADOAN, MORICHI  Sergio (studente poi affermato avvocato osimano), FAGIOLI Armando ( ingegnere termotecnico, terzo figlio del pilota Luigi Fagioli), TADDIOLI rag. Domenico ( da sempre appassionato di foto, ragioniere ai Coltivatori Diretti), BELLI dott.Mauro ( dirigente alla Camera Commercio di Macerata), BELLI Carlo ( impiegato presso l’Amministrazione “Barberini”), RUZZINI Guido ( maestro elementare), BUSILACCHIO Ildo ( titolare della fabbrica di fisarmoniche in via Soglia), MORETTI Ines.

Si può dire che ogni mente eccelsa era stata reclutata per il buon nome della città.
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Lo scontro con il piccolo ma agguerrito comune piemontese fu una debacle, su tutti i fronti: la “prova culturale” in piazza con i nostri esperti che non seppero tenere il confronto con quelli del piccolo paese della provincia di Cuneo, la sfida “sportiva-ginnica” alla pertica dove i nostri atleti – Franco DE LUCIA, Sandro BUSCARINI (emigrato per lavoro in Germania, deceduto da qualche anno)  e Alberto CINTI (bravo atleta della Virtus Ginnastica e figlio del Direttore del Credito Italiano in Osimo) – persero la competizione con gli atleti avversari, e anche dalle cabine di  Milano le cose non andarono meglio.
***Osimo ne uscì sconfitta 10 a 0.  In città la sconfitta  non fu presa  sportivamente. Sicuramente Mondovì era forte ma Osimo non volle ammainare bandiera a “Campanile sera”. In città cominciò a montare la protesta per il verdetto di Mike Bongiorno, reo di aver favorito, con alcune evidenti papere, Mondovì. Anche i giornali, locali e nazionali, cominciarono a parlarne. Dopo qualche giorno, dopo aver rivisto e analizzato quanto era accaduto in  trasmissione , tutti gli osimani, la stampa, unanimi, riconoscevano gli errori e le ingiustizie commesse in danno della nostra città da parte del conduttore televisivo. Il sindaco Alessandro Niccoli si fece portavoce di tale malumore, mandò un telegramma alla Rai facendosi interprete delle lamentele di tutta la cittadinanza. Questo il testo del telegramma inviato ai responsabili  – Rai  – della  trasmissione:

” Circostanziate e documentate irregolarità verificatesi giovedì 3 dicembre,  corrente gioco televisivo “Campanile sera” forniscono motivo at ricorso che questa Amministrazione Comunale interprete desiderio unanime cittadinanza osimana presenterà a termini articolo 10 regolamento. Tanto comunico per eventuali misure cautelative a codesta direzione.”
Firmato il Sindaco di Osimo prof. Alessandro Niccoli

Il 24 novembre 1960 in seguito al ricorso, Osimo fu riammesso a partecipare alla trasmissione “Campanile Sera”, questa volta contro la città di Sestri Levante.

Osimo ritorna dunque a Campanile Sera! Vi torniamo con tutti gli onori e l’entusiasmo possibile, ma soprattutto con l’orgoglio e la voglia di rivincita per cancellare l’umiliante ed ingiusta  sconfitta patita contro Mondovì.

 Questa volta scrollata di dosso timidezza ed inesperienza,  con una forte motivazione e con tanta voglia di riscatto,  Osimo rimette in moto la macchina organizzativa per dare il meglio.  Vengono riconvocati e confermati gli esperti. Il Comitato organizzatore designa nella famiglia del cav. CAMPANELLI Giuseppe la famiglia che dovrà opporsi alla famiglia di Sestri Levante. La famiglia del cav. Campanelli, noto commerciante osimano, al completo,  composta da Giuseppe, dalla signora Quartina, dai sei figli e dai cinque nipoti assume l’incombenza preparandosi a dovere.
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Nella gara dei prezzi la famiglia Campanelli vinse alla grande, azzeccando quasi al centesimo il prezzo che si doveva indovinare relativo ad una bicicletta da donna completa degli accessori e il prezzo di un impermeabile da uomo.
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Nella prova in trasferta a Milano vengono riconfermati i giovani FAGIOLI e MORICHI che anche grazie all’esperienza acquisita nella precedente gara, saranno determinanti, rispondendo bene a tutte le domande, per la vittoria della nostra città. Nello scontro tra le piazze vengono presentati 7 dipinti,  rappresentanti mestieri vari. Si trattava di scrivere sul retro di una lavagna il nome dell’autore del dipinto e il mestiere in esso raffigurato. Gli esperti osimani di piazza si trovarono impreparati e persero tanti punti di fronte ai coriacei liguri che prima dell’ultima prova, quella sportiva, si ritrovarono in vantaggio di tre punti.
Una nuova sconfitta, e senza attenuanti e scusanti, era oramai nell’aria. Le prove decisive determinanti per  l’esito finale del confronto sono state le gare sportive:

 – nella corsa nei sacchi gli atleti osimani: POLINORI Umberto (fratello di “Peppe Longo” e figlio di Carlo “Carluccio” bidello della Scuola Bruno da Osimo negli anni 50/60), ANDREUCCI Manlio (attaccante dell’osimana)  entrambi nella categoria inferiore ai 75 kg  e MARCHEGIANI Rolando, soprannominato dagli osimani con il nome di “Faolenza” nella categoria dei massimi ( oltre i 100 kg) vinsero distanziando gli avversari;

 – nella corsa con i trampoli gli osimani CESI Nardino, MOSCOLONI, MARAINI e Carlo CARLETTI ebbero facile gioco sugli avversari conquistando i primi  posti.

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Grazie alle vittorie nelle  gare  ginniche, OSIMO vinse, battè Sestri Levante e acquisì il  diritto a ritornare in televisione come campanile campione, per il giovedì successivo.

Grande entusiasmo naturalmente fra gli osimani, tuttavia, raccontano le cronache che in quei giorni “girava fra il chiacchiericcio della piazza” una barzelletta: ” …Due amici s’incontrano dopo la vittoria con Sestri Levante. <Hai visto compare ‘ finalmente l’abbiamo spuntata, magari con i sacchi e con i trampoli! >. L’altro replica: <Per forza caro mio: non c’era altra via d’uscita. Non potevamo vincere con la testa, abbiamo vinto con i piedi !!>.
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Il giovedì 1 dicembre 1960 Osimo vittoriosa e campione in carica  si presenta per la sfida con la cittadina ferrarese di Cento.  La compagine osimana si ripresenta con una unica novità rappresentata dalla famiglia che giocava al quiz sui prezzi. La nuova famiglia chiamata a rappresentare Osimo è quella dell’artigiano Celeste MARACCI. Non fu una serata felice per i nostri portacolori.
Una Osimo priva di mordente, forse già appagata di una vittoria, cedette lo scettro di “Campanile Sera”, alla città di Cento.
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Andò male alla  squadra degli esperti in piazza. Migliore sorte non capitò ai  due, pur bravi, giovani Guido Fagioli  e Maurizio Morichi (quest’ultimo non riuscì a rispondere alla domanda sul nome di una attrice francese, personaggio principale in un film sconosciuto proiettato solo una volta  in Francia) dagli studi di Milano.

La famiglia Maracci non riuscì ad indovinare il prezzo di una libreria di 54 volumi di vari autori, nè il prezzo di una forma di fondina della Val d’Aosta dal peso di oltre 10 kg ( domande alle quali non era  facile rispondere !!) e da ultimo, anche la sfida sportiva non andò bene,  gli atleti osimani non riuscirono  a ripetere il miracolo del precedente confronto.  Sta di fatto che Osimo perse in terra di Ferrara il “Gonfalone” di campione in carica e a Cento terminò la  nostra avventura televisiva  a “Campanile Sera”.

Una bella storia comunque da raccontare e da ricordare.

 La trasmissione è riuscita ad accendere i riflettori della stampa nazionale sulla nostra città. Cronisti  di vari giornali di intrattenimento sbarcarono ad Osimo  per scoprirne  lo stile di vita.  Giornalisti intervistarono giovani e osimani nel loro vivere quotidiano, raccogliendo sicuramente un ritratto della parte più autentica del nostro territorio e della nostra gente.
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Campanile Sera” ha rappresentato, anche, un’occasione per dare modo a tutti gli osimani, idealmente, di riunirsi nel nome della città,  e di far rivivere l’appartenenza al campanile da parte dei “senza testa”.  Sicuramente questa manifestazione, al di là delle vittorie e delle sconfitte,  ha rappresentato un momento di aggregazione, un bello spettacolo di piazze in festa che ha acceso il senso di appartenenza e di unità  di una comunità, oltre  a costituire occasione per mostrare  le bellezze paesaggistiche, storiche  ed architettoniche della nostra città.

Questo racconto è stato ricostruito grazie agli articoli tratti dalla cronaca di “Voce Adriatica” e di altri servizi pubblicati su “Eva Express” nel dicembre del 1960.  Determinanti sono state, soprattutto,  le reminiscenze impresse nella memoria di alcuni testimoni-protagonisti di questa manifestazione che ho contattato e i cui ricordi  ho raccolto  direttamente dalla loro voce, in una amabile chiacchierata fatta di  piacevoli sensazioni vissute nelle tre settimane di partecipazione alla trasmissione televisiva “Campanile Sera”.

 Ringrazio in particolare:

 Maurizio Morichi: 80 anni, all’epoca, appena ventenne,  era una matricola universitaria della facoltà  di Economia e Commercio di Ancona. Appassionato di cinema e di musica, è stato il primo ad essere scelto ( mi ha raccontato  Maurizio che le selezioni si svolsero in una gremita sala maggiore del Comune, davanti alcuni incaricati della Rai) per rappresentare Osimo negli studi televisivi di Milano. Insieme a Guido Fagioli, ed agli altri prescelti: Renato Rozzi e Lamberto Cenerelli presero con impegno il compito loro affidato, preparandosi accuratamente sfogliando libri ed enciclopedie. Il  dott. Morichi, ricorda,  che il mercoledì partivano in treno con il “Lecce-Milano” per raggiungere poi il centro di produzione Rai  in corso Sempione.
Ricorda, inoltre,  Mike Buongiorno come un tipo preciso che non dava mai grandi confidenze. “In occasione della  vittoria sulla cittadina di Sestri Levante, a noi concorrenti è andato  in premio un gettone d’oro del valore di centomila lire, dov’era impresso un campanile con una bandiera che sventolava. Purtroppo – mi ha raccontato  con vivo dispiacere il dott. Morichi – questo bel cimelio mi è stato poi rubato”. Ricorda la buona accoglienza ricevuta ad Osimo dopo la vittoria anche se l’osimano non è un tipo molto espansivo e le congratulazioni ricevute dal sindaco Alessandro Niccoli.
Sicuramente la  notorietà ricevuta dal “piccolo schermo” l’aiutò a strappare il “si” di fidanzamento   dalla giovane Silvana Parini poi futura sig.ra Morichi. Dopo le tre apparizioni televisive, per Maurizio Morichi è arrivata la laurea nel 1963 e l’impegno nel lavoro che lo ha visto come dirigente d’azienda prima nella Cassa di Risparmio di Ancona, poi alla Garofoli Vini e da ultimo a dirigere i servizi  contabili-gestionali della società Ragaini di Loreto.
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Carlo Carletti
: 82 anni, osimano doc del rione Cappuccini – San Marco, artigiano elettricista.  Una tradizione familiare, quella di elettricista,  iniziata  dal padre Guido e da lui proseguita fin da giovanissimo, prima come dipendente-apprendista  e poi come artigiano “in proprio”. Un elettricista Carlo Carletti,  con la passione per lo sport ( il judo in particolare)  e le arti. Carlo Carletti è, infatti,  persona conosciuta in Osimo perchè per vivere ha armeggiato tutti i giorni con i fili elettrici, ma anche per la sua passione sportiva per il Judo, passione condivisa con il fratello Alberto. Al tempo della partecipazione osimana a Campanile Sera, Carlo appena 22enne, già sposato con la sig.ra AnnaMaria Moresi,  era un valente atleta della palestra “Fiamma Judo Sukara”. Per queste  sue qualità atletiche  è stato ingaggiato a comporre le fila della squadra osimana per la gara sportiva di corsa con i trampoli. Una squadra vincente che grazie anche alla prestazione di Carlo ha permesso ad  Osimo di avere la meglio nei confronti degli atleti rivali del comune di Sestri Levante. Carlo con orgoglio, ancora oggi, conserva quei “trampoli” che 60anni fa hanno fatto gridare di gioia gli osimani in piazza e davanti il piccolo schermo. Carlo Carletti dopo l’impresa sportiva determinante per la vittoria del nostro “Campanile” è ritornato al suo lavoro ed alle sue passioni. Da ricordare tra le tante “sfide” che ha affrontato, anche quella di Presidente dell’Ema che lo ha visto sempre in prima fila nell’organizzare eventi culturali e ricreativi per la nostra città.

Giuliano Campanelli: classe 1943, all’epoca degli avvenimenti raccontati,  aveva appena 16 anni ed era stato “ingaggiato” come atleta per la sua particolare abilità nella corsa sui trampoli sopra i quali aveva una particolare destrezza riuscendo a fare perfette performance. Una giuria poco imparziale lo scartò all’ultim’ora dalla competizione  adducendo a motivazione la sua minore età. Giuliano ricorda ancora l’amarezza dell’esclusione: “ci tenevo molto ad aiutare il mio campanile“, ricorda, tanto che appena  dopo la vittoria osimana, per l’entusiasmo si inerpicò sul campanile del Comune e si sfogò suonando il “Campanò de Piazza” a festa fino allo stremo.
Oggi in pensione, il sig. Giuliano, ha da sempre collaborato nell’attività commerciale della  “Famiglia Campanelli” seguendo e gestendo in particolar modo il  settore mobili.
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Benedetto Carbonari
: 88 anni, ha partecipato a Campanile Sera  dando il proprio contributo tra il gruppo dei “pensatori” esperti di Sport ed Attualità. Era stato chiamato dal prof. Alfio Giuliodori che lo conosceva bene per le sue passioni sportive ( calcio ed atletica leggera) e per le sue doti balistiche di ex cannoniere-centravanti dell’Osimana Calcio. Quando la trasmissione presentata da Mike Buongiorno arrivò ad Osimo, Benedetto ( per gli osimani “Carlo”), aveva 28 anni ed era  già coniugato con la sig.ra Rosa Telarucci. Diplomato Ragioniere e Perito Commerciale è stato 32 anni impiegato come ragioniere capo e responsabile amministrativo presso gli uffici dell’Usl n° 13 e successivamente segretario dell’Opera Pia “Don Giovanni e Gaetano Recanatesi” di Osimo. Oggi in pensione, ricorda con commozione e nostalgia questo bell’avvenimento che per tre settimane ha dato notorietà nazionale alla nostra piccola cittadina. 

A conclusione di questo “viaggio” intorno a Campanile Sera – rievocato a più mani – invio un ringraziamento per la breve testimonianza anche al dott. Raimondo Lombardi, alla sig.ra Maria Grazia Fagioli, al dott. Massimo Morroni, alla prof.ssa Rozzi Luciana in Migliari ed a Giuliano Campanelli, in particolare,  per  il prezioso materiale fotografico messo a disposizione.

La  Vice Sindaco di Osimo
prof.ssa  Paola  Andreoni


articoli, usciti sul settimanale Eva Express del 3 dicembre 1960:
Le Ragazze osimane sono molto Attive. Le ragazze di Osimo si danno tutte un gran da fare: o studiano o lavorano. Dicono: ” Pochissime di noi si limitano ad essere delle casalinghe !…”. E fanno questa affermazione con orgoglio, perchè sono fiere dei loro giorni intensi sui libri, negli uffici, nelle fabbriche. Lo studio o il lavoro fanno si, poi, che le ragazze di Osimo abbiano tutte una loro personalità ben formata e che guardino tutte in faccia alla vita senza complessi riverenziali, senza timori per il futuro, senza ansie e preoccupazioni.Di distinguono anche nei confronti dei loro coetanei in pantaloni: li giudicano “un po’ provinciali”, mentre li desidererebbero più vivaci, più decisi a contribuire allo sviluppo morale e materiale della loro città. ( articolo tratto da Eva Express del 10/12/1960)

1 RAGAZZE L LAVORO 2

Giuseppina ANTONELLI, Giuseppina MORETTI, Maria VICARELLI, Anna LUNARI, Maria Vittoria BIANCONI


4 cAMPA 1

1 Ragazze al lavoro

Ersilia BERRE’, Paolina MARRA, Luciana VOLPINI e Elena Gerboni

5 CAMPA 458

Il Ciclismo appassiona. La “ciclistica osimana” è un’associazione che conta oramai più di un quinquennio di vita attivissima. Ha di già organizzato trentaquattro gare per “allievi” e per “dilettanti” e tutte le competizioni hanno suscitato molto entusiasmo. La più recente gara è stata, nel settembre scorso, il Campionato italiano Allievi, al termine del quale è stata scattata la fotografia che pubblichiamo, con il presidente Rigoberto Lamonica attorniato da concorrenti e sportivi esultanti.
Di moda anche lo Judo. le squadre sono due: lo “Judo Club” e la “Fiamma Judo Sukara”, che contano insieme un centinaio di validissimi elementi. Tutte e due le squadre partecipano di sovente a gare nazionali e figurano assai bene in ogni confronto.
Calciatori Giovanissimi. I calciatori dell’”Unione Sportiva osimana” sono tutti ragazzi che non superano i diciotto anni di età. La squadra partecipa al Campionato Dilettanti 1^ categoria. “Faremo molta strada!”, afferma il presidente Gerli qui fotografato con i suoi atleti: Menghini I. Tantucci, Parini, Menghini II, Giambartolomei, Marcosignori, Cartuccia, Marzioli, Marchetti, Breccia, Recinti, Leggieri Paolo( articolo tratto da Eva Express del 10/12/1960)

 

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Come oggi, il 27 novembre 1967: l’alba del sessantotto osimano

Il 27 settembre 1967 gli studenti dell’Università di Torino occupano palazzo Campana, sede delle facoltà umanistiche. Di lì a poco seguirà l’occupazione dell’Università di Sociologia di Trento, il 31 gennaio 1968, che apre in Italia la stagione della “contestazione giovanile”.
Nel giro di pochi mesi il numero delle università occupate supererà la trentina. Successivamente il fenomeno della contestazione studentesca si allarga alle scuole superiori che vogliono, così,  solidarizzare con gli universitari.
Il fenomeno della contestazione studentesca si allarga alle scuole superiori che vogliono solidarizzare con gli universitari. La protesta si estende rapidamente ad altre città, come Pavia, Genova e Napoli. Da qualche mese era stato pubblicato il libro di Don Milani, Lettera a una Professoressa, e la riflessione sui contenuti del sapere diventa il filo conduttore delle proteste insieme alla critica dell’autoritarismo delle lezioni cattedratiche e alla richiesta di nuovi modelli di confronto: assemblee, seminari, discussioni sulla didattica.  Anche le vicende internazionali: la Guerra in Vietnam, la repressione delle contestazioni in Messico in occasione delle Olimpiadi, le battaglie civili dei neri d’America promosse da Martin Luther King furono determinanti alla nascita e al diffondersi dei movimenti studenteschi.
Ad Osimo ? Dai documenti e dai giornali locali che ho potuto visionare ho tratto la considerazione  che nella nostra città la “contestazione studentesca”  trovò una sua collocazione sia nel mondo cattolico, sia in quello di sinistra, con la formazione di circoli e gruppi come: “il FARO”, “il GOMERO”, il “circolo di San Marco”; o nei ragazzi che si ritrovavano dietro i giornali come: “l’Osservatore Nuovo” o “Osimo 2”. In questo arcipelago fatto di nuovi movimenti culturali e sociali, si svilupparono le prime forme di protesta verso il mondo dei genitori, il conformismo,  la società borghese. I protagonisti di questi gruppi,  spesso non avevano un’etichetta politica, caratteristica era la comunicavano  tramite ciclostile.
Sicuramente il “sessantotto osimano” ha avuto una sua storia e un suo percorso che pur non essendo contrassegnato dagli eventi eclatanti avvenuti  nelle grandi metropoli italiane, senza dubbio è stato importante per il contesto  nel quale era inserito.
Ad Osimo , a parte il caso isolato dei ragionieri  del “Corridoni” , che  erano scesi in lotta per protestare contro l’inadeguatezza della struttura già nel 1966, – anticipando il maggio francese e la primavera del ’68 -, il Movimento Studentesco appare sulle cronache cittadine nel marzo del  1969. Fa scalpore in città lo sciopero alle Magistrali. I giornali riportano la notizia: “…sciopero perfino alle Magistrali”.
Anche le Magistrali scioperano***
Ho lanciato dalle pagine di FB, un appello a tutti gli ex giovani osimani che vissero, circa 50 anni fa, questi eventi:

Dove eravate, cosa facevate, cosa ricordate e cosa vorreste cancellare di quegli anni.
In poche parole : che cosa è stato, per voi, il ’68 ?  

Queste alcune delle risposte che mi sono pervenute:
Gianni SANTILLI 
 “Un anno importantissimo, surreale: improvvisamente, dall’oggi al domani, cresceva dentro di noi una voglia di cambiamento, di indipendenza, di rabbia verso l’immobilismo dei “grandi”. Noi giovani sentivamo il peso della responsabilità dell’innovazione: avevamo un coraggio che non sapevamo di avere: scioperi; picchetti, proteste per … tutti i nostri desideri sino ad ora inascoltati: dai più futili (diritto di avere la pizza calda a scuola durante l’intervallo), ai più importanti quali essere consultati sulle decisioni programmatiche dell’istituto, sugli orari e sui programmi e sulle scelte gestionali, con tutti i rischi delle sicure conseguenze a cui andavamo incontro. Inoltre le difficoltà di far capire ai nostri genitori il perchè delle nostre proteste, sfidando i loro divieti: Ricordo i mia madre che piangeva e mio padre che mi rimproverava di non riconoscere i sacrifici che facevano per mandarmi a scuola….”
Matteo BISCARINI  “il capo riconosciuto della occupazione del Liceo Campana era Sandro Guercio…… dalla sua classe è uscito gran parte del nuovo gruppo dirigente del Pci osimano che si è affermato negli anni ’70….”
Gloria CASTELLANA  “veramente io nel 1968 ero già a Urbino; quella volta per entrare alla facoltà di Lettere bisognava dare un esame di ammissione: un tema. Se ben ricordo io scrissi del problema dei bambini che aspettavano negli Istituti di essere adottati….All’Università c’era grande movimento, spesso ci si presentava ai cosiddetti esami “di gruppo” … orripilante. Io, tanto per cambiare, stavo dalle suore Pie Venerine, di cui ho un bellissimo ricordo, soprattutto della Superiora sempre allegra e spiritosa, che mandò a chiamare un paio di “anziani” per farmi scrivere il famigerato papiro: un’accozzaglia di disegni e barzellette (anche volgari) in un improbabile latino maccheronico. Grazie a quello potevo girare liberamente e nessuno mi faceva brutti scherzi!!!”
Iside CAGNONI  “Eravamo lì a preparare dopo assemblee varie lo sciopero e la manifestazione che si è svolta sul piazzale della scuola. E’ stato uno sciopero soprattutto a sostegno delle altre scuole superiori di Osimo che avevano occupato per giorni. Presidente del movimento alle magistrali era Fausto Giuliodori”.
Fausto GIULIODORI  ” cara Paola, leggo la tua continuando a meravigliarmi dello stupore generato allora dallo sciopero alle magistrali.Infatti lo lo sciopero fu solo un momento della intensa attività svolta dalle studentesse e dagli studenti. A differenza degli amici del Corridoni fummo meno casinisti ma forse più costruttivi.Durante le assemblee e lo stesso sciopero non rompemmo nulla, non imbrattammo nulla ma riuscimmo a redigere uno statuto che per alcuni anni servì nelle relazioni con la presidenza ed i professori. Ricordo con piacere le fitte riunioni che venivano fatte, sempre costruttive e sempre nel rispetto di tutti. Si contestava anche pesantemente ma non si insultava. Si litigava magari ma alla fine in amicizia si faceva merenda insieme offerta dalla madre superiora. Striscioni e cartelli furono preparati nella palestra della scuola con la Preside che sapeva e non codivideva e lo sciopero fu attuato con un ferreo servizio d’ordine utilissimo quando studenti di altre scuole vennero alla nostra manifestazione più interessati a “pomiciare” le nostre compagne che agli argomenti dello sciopero. Furono eletti per ogni classe i rappresentanti degli studenti che lavorarono allo statuto non in orario scolastico e che prima della fine dell’anno scolastico lo portarono alla assemblea generale per l’approvazione. Fu davvero una palestra di democrazia vissuta da noi studenti con tanto orgoglio ma con altrettanto impegno. Devo dire che non fummo bloccati e nemmeno ostacolati in questo democratico cammino. In quel periodo alle magistrali insegnava don Aldo Compagnucci, suor Amedea Andreini e la Preside era la dolcissima suor Pia Pulcini che oltre ad arricchire il nostro corredo professionale e culturale pensavano a far crescere la nostra voglia di democrazia partecipativa. Furono frutti speciali di quel periodo tanti insegnanti e professionisti donne e uomini che hanno arricchito e continuano ad arricchire la nostra Italia. Aggiungo solo un ricordo personale. All’esame che allora era di stato portai come tesina il nostro statuto e al professore molto conservatore per non dire fascista che mi impediva la corretta esposizione dei vari capitoli chiesi in maniera ferma di non interrompere e di lasciarmi parlare. Il presidente di commissione lo fece tacere ed io vinsi una delle tante battaglie democratiche della mia vita lasciando però sul campo alcuni punti sulla valutazione finale….. ”
Teresa CARLONI : “Il liceo fu occupato, ma la notte le ragazze tornavano a casa.”
Valerio MARCHETTI:  ” Ciao Paola, il tuo invito a scrivere qualcosa sul ’68 osimano mi ha fatto riaprire una finestra che avevo ormai chiuso e nel riaffacciarmi non tutto mi riesce di percepire in modo nitido.
In realtà ad Osimo non c’è stato il ’68 (almeno così mi sembra), ma il ’69.
Nel ’68 ad Osimo era tutto “tranquillo”; giungeva solo l’eco di quanto avveniva lontano.
Ricordo che nelle serate dell’estate del ’68, pur non essendo “comunista”, frequentavo la “Casa del Popolo” in via Cialdini, per ascoltare e confrontarmi con altri ragazzi più grandi di me, già universitari in grandi città fuori regione, i quali trasmettevano quanto avevano vissuto nelle loro facoltà nei mesi precedenti (ho l’immagine dei fratelli Piazzini).
Ricordo che veniva spesso citato con gran rispetto Herbert Marcuse (filosofo, sociologo, politologo e a cui si ispirava il ’68). Mi sembra di ricordare un suo libro (“L’uomo ad una dimensione”) che criticava il modello della società industriale di allora che soffocava l’uomo; da questa premessa gli studenti avevano la missione di rompere il “meccanismo” partendo dalla struttura scolastica e dalle sue rigide/autoritarie regole imperanti. Del libro lessi solo qualche pagina.
In realtà la mia vera formazione avveniva nella “palestra” del Circolo giovanile della Parrocchia di San Marco, frequentato anche da amici studenti delle magistrali e del liceo.
In quel periodo ero stato eletto “Presidente /rappresentante degli studenti di Ragioneria del Corridoni” e mi sono ritrovato a gestire, con altri compagni di scuola, l’occupazione dell’Istituto (fine 1968 oppure inizio 1969 ????)
Per farla breve voglio riportare un piccolo fatto che ha tutto il sapore “nostrano” di allora.
L’occupazione proseguiva regolarmente e in maniera estremamente corretta. Venivano fatte assemblee per decidere il programma della giornata, si incaricavano i compagni che dovevano assicurare il controllo dell’ordine, della pulizia, ecc.
Una domenica mattina (sul presto) mi giunge la soffiata che i carabinieri si stavano apprestando per buttarci fuori. Ero preoccupato. Con un amico, e in gran segreto, vado a casa del Giudice Giuliodori (in via Cesare Battisti) per informarmi quali conseguenze penali potevano derivare nel porre resistenza e a farci trovare dentro la scuola. Il dr. Giuliodori, familiarmente, mi fornì quanto mi necessitava.
Ritornai al “Corridoni” per indire urgentemente un’assemblea nel corso della quale, a maggioranza, si valutò che gli obiettivi dell’occupazione erano stati ormai sostanzialmente raggiunti e che pertanto si poteva porre termine alla contestazione.
Le forze dell’ordine, già da ore presenti numerose in via Pompeiana (raggruppate a un centinaio di metri dal portone principale della scuola), aspettarono la fine della nostra assemblea e la completa uscita di tutti noi (probabilmente avevano dettagliate informazioni su quanto stava avvenendo e ci lasciarono concludere).”
Scrisse Paolo Carnevalini sul giornale “L’ Osservatore osimano” qualche giorno dopo l’evento. Il titolo dell’articolo era:

Sciopero alle magistrali. Un aspetto del “rivoluzionario” evento.

Da un po di tempo in qua alle Magistrali si sentiva che qualcosa era cambiato: non era più quell’istituto estremamente gretto e conservatore tanto criticato dai giovani osimani; vi si era svolta una certa attività che va dall’aver organizzato il ballo di Carnevale a discussioni formative fino all’assemblea.
Gli eventi delle altre scuole hanno fatto riflettere i futuri maestri sul come comportarsi ed hanno agito innanzitutto per coscienza che il paragrafo 5 della Riforma va mutato anzi invertito ( non 5 esaminatori esterni ed 1 interno, ma 5 interni ed 1 esterno) poi per solidarietà, che è un fattore molto importante: Se gli operai hanno ottenuto qualche cosa dai padroni l’hanno potuto per la solidarietà che ha sempre caratterizzato le loro azioni, anche gli studenti otterranno una riforma globale della scuola se sono concordi ed uniti. Marx direbbe: “Studenti di tutto il mondo unitevi per rivendicare i vostri diritti”.
Dopo un esame delle varie forme di protesta, scartata l’occupazione per il carattere privato della scuola e la dimostrazione diventata ormai pane quotidiano è stato deciso di portare avanti uno sciopero totale e compatto di 3 giorni, decisione presa all’unanimità.
Il primo giorno di sciopero tutto è filato liscio, tranne il fatto che un professore ha colto l’occasione per mettere in mostra le sue “alte doti” di maleducazione e villania scagliandosi in maniera degna di un ubriaco contro un giovane che se ne stava tra gli scioperanti tutti suoi amici. Soprassediamo su questo fatto che in noi non ha suscitato alcuna meraviglia conoscendo da molto tempo il professore in questione e ritorniamo alla “cronaca ” dello sciopero.
Intimidazioni varie hanno consigliato gli alunni della scuola in questione a ridurre lo sciopero a 2 giorni, che non è stato inchinarsi ad intimidazioni o altro, ma decisione presa previo esame della situazione venutasi a creare dopo lo sgombero dell’Istituto tecnico e del liceo da parte della polizia e per il martedì 4 si è deciso uno sciopero bianco: cioè tutti a casa per evitare assembramenti e non dare motivo alla polizia di intervenire. Al mercoledì tutti a scuola certi di avere portato avanti qualcosa di positivo e di non averlo fatto quasi senza errori.
( articolo firmato Paolo Carnevalini ).

Nel febbraio  1968 la contestazione giovanile continua ma cosa succede al Liceo Campana di Osimo ?
Scrive Sandro Guercio uno dei “capo-popoli” della contestazione al Liceo Campana:

NO al DECRETO FABIANI.

” Se a maggio gli universitari gridavano “No alla legge Gui” e se ad ottobre gli studenti medi si sono fatti pestare a sangue dai manganelli della polizia per rivendicare il diritto di assemblea, noi studenti del Licep-ginnasio di Osimo alla ripresa delle lezioni dopo le feste natalizie scateneremo la nostra protesta contro il “decreto Fabiani”. E’ inutile scartabellare i giornali o fare sforzi eccessivi di memoria un simile decreto non ha precedenti: è nato dalla testolina di una nostra cara amica di scuola. In un momento in cui gli studenti medi delle più grandi città italiane sono scesi in lotta per esigere il diritto di unirsi in libere assemblee, in un momento in cui Roma ha assistito al grandioso sciopero di circa 50.000 studenti medi che con la loro dimostrazione di forza hanno voluto far valere le loro rivendicazioni, quando il rumore della lotta del liceo Mamiani contro l’autoritarismo di tipica marca fascista, del preside di quella scuola non si è ancora spento nel cuore di tutti coloro che amano la democrazia, qualcuno al liceo Campana ha ancora il coraggio e la sfacciataggine di parlare di delegati. All’indomani della emanazione della circolare Scaglia che riconosceva il diritto di Assemblea ( pur permettendo le più svariate manipolzioni) la Sig.na Fabiani è piombata in classe ed ha cominciato a sfoggiare tutta la sua eloquenza cercando di convincere più gente possibile della necessità di eleggere delegati che andassero a riperire in Assemblea quello che la massa degli studenti voleva; tutto questo per evitare di far troppa confusione che avrebbe potuto nuocere alla salute dei professori e del preside e perchè in certi classi ci sarebbe dei deficienti che sarebbe inutile far parlare. Per la sig.na Fabiani, quindi che il difetto di credersi Cristo tra il popolo o una novella Giovanna d’Arco, l’assemblea non è più un momento di lotta in cui lo studente si scontra con l’autoritarismo e il condizionamento voluti dall’apparato scolastico, ma diviene un passatempo, un diversivo alla vita di tutti i giorni, un nuovo gioco di società da sfruttare finchè è valido. A noi poveri ignoranti che cercavamo di contestare queste sue argomentazioni tentando di farle capire che sarebbe stato meglio, invece di preoccuparci della confusione che sarebbe sorta, aver cura che tutti indistintamente potessero parlare ed esprimere la propria opinione. Lei rispondeva che non potevamo capire, che non valutavamo a fondo le difficoltà, che lasciassimo fare a lei che in fondo valeva molto più di tutti noi messi insieme. Quindi per la sig.na Fabiani l’Assemblea è una specie di gran consiglio a cui gli studenti, o meglio i loro delegati portano un contributo che però va esaminato dal preside ed a lui soltanto spetta il compito di decidere, A questo punto la libera assemblea può anche andare a farsi friggere.
L’atteggiamento da “capo popolo” della sig.na Fabiani a noi non stupisce affatto perchè a conti fatti non è tutta colpa sua. A lei è toccato solo la disgrazia o la fortuna di appartenere ad una determinata sfera sociale che, soprattutto qui ad Osimo, ha sempre potuto fare il proprio comodo, ha sempre comandato incontrastata.
firmato Sandro Guercio

A distanza di quasi 50 anni da quanto scritto da Sandro Guercio risponde la “sig.na Fabiani” : “Salve, …Sono tantissimi i ricordi che mi sono venuti alla mente leggendo i tuoi ….bellissimi scritti. Gli anni sessanta sono gli anni della mia adolescenza e riviverli ha sempre un gusto un po’ agrodolce. Erano gli anni della minigonna, delle prime femministe, della  contestazione. Come li abbiamo vissuti in un paese come Osimo? Credo con molta superficialità e una buona dose di  romanticismo: ci si schierava, non so se per convinzione o per moda, forse per tradizione familiare o, magari, per contestazione della famiglia e delle sue idee, si leggeva Marx o Mein Kampf, Evola o Spengler,si era convinti di essere fedeli estimatori di Russel, ma la domenica facevamo la Comunione da Monsignore, perché al Duomo valeva di più e poi non si sa mai..,si ascoltava De Andrè, ma si piangeva con Battisti, ci si insultava a scuola, ma poi si andava tutti insieme alla festa del sabato pomeriggio. Certo è che eravamo convinti di poter cambiare il mondo, ma l’unico cambiamento che facevamo era arrivare da Fattorini, anziché da Campanelli nello struscio del pomeriggio. In ogni caso ringrazio di essere cresciuta in un paese provinciale, sonnolento, forse anche borghese e conservatore ma dove esistevano valori che andavano oltre gli schieramenti e dove la stima per una persona esulava le idee politiche. Ricordo lo screzio avuto con Sandro, anche se mi sfugge il motivo scatenante, ma ti posso assicurare che, anche dopo la pubblicazione dell’articolo, abbiamo continuato a scambiarci le versioni (corrette!!) di greco o latino.”  f.to Maria Eugenia Fabiani

1968 e Osimo

Febbraio 1968 Istituto Tecnico Commerciale “F.Corridoni” alle nobili motivazioni delle  contestazioni del ’68 si aggiungeva il  forte malcontento causato da altri ragioni forse meno nobili ma molto sentite dai rgazzi dell’istituto di via Pompeiana:
La sezione B era sfavorita rispetto all’altra sezione. Nella B non c’era un professore di ruolo, ogni anno nuovi supplenti e questo comportava una evidente differenza nel grado di preparazione. La mancanza di aule aveva determinato fino a gennaio il doppio turno della scuola: le lezioni si svolgevano dalle 8 alle 10,30 e il secondo turno dalle 10,30 alle 13 con grave pregiudizio sull’andamento scolastico in generale. Altri motivi del malcontento derivavano da divieti assurdi come quello imposto dal preside di vietare dalle 8 alle 10 l’autorizzazione ad andare alla toilette.
Scrissero i ragazzi e fecero girare un volantino anonimo:
” Forse questa misura sarà stata presa per evitare quel “via vai” nelle prime due ore, cioè in quel periodo più fruttuoso per un profiqui insegnamento fors’anche per evitare che “fumatori incalliti” si nascondino nei gabinetti mentre i loro rispettabilissimi professori fumano abbondantemente e liberamente perfino in aula. Altre misure potevano e dovevano essere prese per impedire ciò e non chiudere a chiave le tanto necessarie stanzette con il “buco”. Per le prime due ore si potevano chiudere anche i gabinetti dei professori se è vero che i migliori risultati si ottengono dando il buon esempio”.
Un altro motivo di lamentela “non legata alle motivazioni  sessantottine” era quello della palestra. L’unica palestra a servizio della scuola era la chiesa di San Silvestro, opportunamente adattata, ma priva di un sufficiente sistema di riscaldamento, di un decente spogliatoio ed un pavimento adatto ad una palestra.
Anche sull’orario i ragazzi avevano da protestare, spesso tutte le materie difficili erano concentrate in un solo giorno impedendo agli stessi, di potersi preparare adeguatamente.

Marzo 1968 In chiusura del secondo trimestre al Liceo Campana,  il preside, prof. Alessandro Niccoli, richiamandosi a quanto stava succedendo in molte Università italiana e in alcuni Istituti Superiori, con occupazione delle scuole scrive agli insegnanti del liceo per cercare di venire incontro alle aspettative degli allievi:
” … Al di là di ogni giudizio di merito sui motivi che possono avere determinato le manifestazioni in corso, esse rilevano un profondo senso di disagio della gioventù studiosa  di fronte alle strutture scolastiche che è nostro stretto obbligo professionale ed umano valutare con sereno e spassionata obbiettività. 
Qualsiasi atteggiamento di irrigidimento da parte dei organi collegiali degli Ist.Scolastici o di singoli insegnanti non contribuirebbero in alcun modo a rendere più facile la soluzione dei problemi, così gravi e complessi, che la Scuola italiana è chiamata ad affrontare in una fase particolarmente delicata della vita nazionale.
Dobbiamo renderci conto che i nostri giovani chiedono alla Scuola, ed hanno ragione di chiederlo, preparazione professionale, larghezza di interessi e costante aderenza alle loro aspirazioni ed alle loro esigenze.
A nessuno degli insegnanti di questo istituto fa difetto la preparazione professionale, nè manca la proficua volontà di contribuire positivamente, in armonica collaborazione con le famiglie, alla formazione umana dei giovani. Doti, queste, che il preside è ben lieto di poter riconoscere  nei propri collaboratori; ed è proprio perchè confida sul loro intuito psicologico ancor più che sulla loro cultura, che il capo d’istituto rivolge di nuovo l’invito, cordiale ma responsabile, a tutti gli insegnanti di non ritenere che il loro compito si esaurisca nell’esposizione ed illustrazione dei problemi connessi alle discipline loro affidate.
Primo compito nostro è quello di porci con alacre e vigile sensibilità di educatori di fronte alle contraddizioni, alle inquietudini, alle deluse speranze dell’animo giovanile: alle contraddizioni insite in intelligenze non ancora formate, perchè la nostra maturità culturale può aiutare a risolverle; alle inquietudini rese così intense dalle sollecitazioni del mondo esterno alla Scuola, perchè sono anch’esse inconsapevoli manifestazioni di un desiderio di crescita spirituale; alla delusa amarezza con la quale tanti giovani, e sono spesso i migliori, giudicano l’operato delle generazioni più anziane. perchè in qualche misura ne siamo tutti corresponsabili; alle speranze, perchè nessuno di noi vorrebbe doversi rimproverare di non aver saputo intuirle”.

Paola
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