Un ricordo di Pio Francesco Fantasia, a 20anni dalla scomparsa

Aveva quattro doti innate, Pio Francesco Fantasia, l’indimenticato “burocrate”, (così come  oggi vengono chiamati quanti si impegnano con dovere e incorruttibilità nella pubblica amministrazione) , scomparso  il 17 dicembre di 20 anni fa all’età di 50 anni: la competenza, la creatività, l’ironia, l’originalità nell’affrontare le situazioni anche le più complesse. Pio Fantasia ha lavorato a lungo nel nostro Comune: ragioniere e poi vice segretario. Competente, preparato, meticoloso nel lavoro, capace di rapportarsi con il cittadino sempre in punta di sorriso,  una grande passione per la politica ed attaccamento per la nostra Osimo. Una persona sincera, leale, intelligente ma anche un raffinato cultore di tutto ciò che rappresentava l’ arte e la cultura. Per  gli amministratori comunali che hanno avuto la fortuna di avvalersi delle sue capacità e competenze,  Pio Fantasia è stato un riferimento e una fonte inesauribile  di ricchezza di idee che hanno trovato poi realizzazione in eventi ed in  importanti iniziative cittadine.

E’ grazie alla sua capacità organizzativa e abilità  amministrativa – contabile che Osimo ha potuto realizzare, insieme a don Vincenzo Fanesi e all’Ema guidata da Claudio Polenta (con Nicola Canalini, Germano Agostinelli e Carlo Carletti) ,  l’allestimento di varie edizioni della rassegna  internazionali di musica e di balletti, “Festival Città di Osimo“, che nel mese di luglio  richiamava ad Osimo migliaia di turisti e appassionati che venivano nella nostra   città entusiasti ed affascinati per apprezzare spettacoli di alto valore culturale nel magnifico scenario della Cattedrale romanica di  piazza del Duomo.  Quanti come me – allora giovanissimi -,  ancora oggi ricordano di aver avuto la fortuna di assistere  dai gradoni del Duomo della nostra città,  alle esibizioni dei più importanti ballerini provenienti dai tempi sacri della danza mondiale da Mosca, alle compagnie di balletto americane, brasiliane e di tutto il mondo o    ai concerti indimenticabili,  di   Eugenio Bennato, della Compagnia di Canto Popolare, ai concerti di musica jazz, blues e classica come quello tenutosi negli anni ’80 con Severino Gazzelloni, ecc.
Pio, Claudio e gli altri appassionati soci dell’Ema riuscirono  in poco tempo a fare del Festival un riferimento artistico e turistico per Osimo  e per tutta la Regione Marche. Oltre a  richiamare nel nome dell’arte migliaia di persone, gli illuminati organizzatori di questi eventi estivi,  riuscirono a dare un’immagine di qualificazione culturale alla città. Grazie al Comune con Pio e all’Ema, Osimo era riuscita a guadagnarsi un’immagine di cittadina a servizio dell’arte e della cultura.

E’ legata al nome di Fantasia ( con il fondatore, padre Venanzio Sorbini)  la nascita dell’Accademia d’Arte Lirica e Corale di Osimo con i più importanti docenti ed artisti dell’insegnamento del canto lirico che si dividevano  tra i prestigiosi conservatori di Milano, Roma e la nostra “piccola” Osimo. Grazie alla presenza di questa prestigiosa istituzione il nostro Teatro “La Fenice” ha visto nel tempo esibirsi in concerti e rappresentazioni,   i più bravi e rinomati artisti lirici ed anche – nel 1980 – il coro del Teatro della Scala di Milano, sotto la direzione del m° Romano Gandolfi.

Sotto la regia di Pio Fantasia, nel 1971, è sorta nella nostra città l’istituzione del registro e la manifestazione della consegna delle  Civiche Benemerenze, per ricordare quei cittadini che nei più svariati campi  hanno onorato la nostra città.  E, sempre, ispirata da Pio Fantasia, nel primo mandato del sindaco Paolo Polenta,  è stata l’istituzione dell’ organismo di partecipazione democratica dei Consigli di Quartiere. C’era, inoltre,  il segno della meticolosa organizzazione di Pio nelle diverse edizioni delle mostre di macchine per la bieticoltura così come è stata determinante la sua creatività  nella realizzazione ( in collaborazione con don Vincenzo Fanesi e  il contributo della famiglia Bugari con la ditta Sisme) del prestigioso concorso della “Coppa Pianisti d’Italia” e l’allestimento delle ultime edizioni della “Festa dei Fiori”, tra cui, l’originalissima rappresentazione in notturna  svoltasi nell’agosto del 1971.

Nell’ambito amministrativo da ricordare, anche, l’impulso dato da Pio Fantasia  al riordino di interi servizi comunali: servizi sociali, nettezza urbana, la riorganizzazione del personale, l’attivazione del Consiglio Tributario …ecc.

Ha lottato contro un male inguaribile e, malgrado questo, ha lavorato e portato avanti tutte le sue molteplici passioni fino all’ultimo secondo, ( una delle sue ultime colleghe al Comune di Ancona mi ha raccontato la battuta che sorridendo era solito raccontare, a proposito dei tanti impegni: “Uno non può fare mille cose. Al massimo ne fa solo qualche centinaio!“)  questo è stato Pio Fantasia: una vita spesa nella Pubblica Amministrazione.

Al Palazzo del Comune in Osimo, poi al Co.Re.Co. ed al Comune di Ancona quale Dirigente degli uffici finanziari del capoluogo di Regione. Arrivato in Comune nell’aprile del  1968, come ragioniere, ben presto iniziò a seguire e a ben consigliare tutti i Sindaci che nell’arco di un ventennio si sono susseguiti: Paolo Polenta, Alberto Cartuccia, Raimondo Orsetti. Più di un ventennio, speso tra agende dei primi cittadini, cerimonie e tantissimi eventi culturali, e sportivi.

Ma Pio è stato anche un grande promotore della vita associativa osimana, anche in tale ambito in prima fila soprattutto nell’impegno a favore dei giovani. Sua l’idea dei giochi della gioventù comunali che hanno visto la partecipazione di tantissimi giovani che per giorni interi si sono sfidati nelle più svariate discipline sportive. O come l’impegno in favore    della Libertas Calcio coadiuvato da Cecconi Renato ( il “mitico” barbiere di Corso Mazzini, di fronte al Teatro).


Ancor più degna di nota la determinazione e la competenza che profuse collaborando con  Rossano Bartoli, don Dino Marabini e Luigi Giacco nella complicata e complessa fase di nascita e consolidamento  della  Lega del Filo d’Oro.

Ma Pio Fantasia va ricordato,  anche perchè è stato un bravo giornalista e scrittore della storia e cultura di Osimo. Ha scritto sulle pagine  locali del  Resto del Carlino, l’Antenna, su Presenza ( l’organo della Diocesi di Ancona e Osimo) e molteplici sono state  le sue collaborazioni con riviste e giornali. Tra le sue pubblicazioni, meritano di essere menzionate: “Mezzosecolo del Corridoni” del 1991, “Opera Pia Grimani Buttari” del 1986, “La Contesa dello Stivale” del 1994.

Arte, politica, opinioni, storia, letteratura, costume, cronaca locale, la società e i suoi problemi non vi è argomento di cui non abbia scritto con la sua solita prosa sontuosa ed intelligente.

Pio Fantasia, ho detto, “deus ex machina” dell’Amministrazione Comunale osimana,  ma anche e soprattutto “padre”, “anima” e “mente” del Notiziario Comunale “5 Torri” di cui è stato redattore dal suo primo numero nel settembre del 1973  fino al 1990. Un notiziario che per la prima volta arrivava a casa di tutti gli osimani con una cadenza bimestrale.  Una comunicazione nuova,  al passo con i tempi e con al centro il cittadino, dove il Pio ha contribuito a raccontare la Osimo che cambiava, ne ha spiegato le radici ai nuovi arrivati e preparato i residenti storici alle evoluzioni sociali in atto, interpretate attraverso le scelte delle Amministrazioni.

Un notiziario cittadino amato e atteso dagli osimani dove  traspaiono tutte le caratteristiche del suo redattore: la competenza, l’ascolto e la lettura dei fatti della città, il non ergersi a “capitano” ma a direttore di orchestra , coinvolgendo, oltre i politici locali,  anche tante personalità osimane ognuna portatrice di ricchezze ( scriveranno per il giornalino dell’amministrazione comunale : don Carlo Grillantini, Elmo Cappannari, Umberto Graciotti, Gilberto Severini, Rossano Bartoli, Aldo Compagnucci, Giampaolo Bellaspiga, Mariano Guzzini, Roberto Andreoni, Paolo Piazzini, Eros Pirani,  il prof.Mario Pincherle che teneva una rubrica di archeologia, ecc. ….).

Ho voluto ricordare, a 20 anni dalla sua scomparsa, Pio Francesco Fantasia, un osimano,  un bravo funzionario che ha dato lustro alla nostra città e che rimane sempre un punto di riferimento, un esempio di correttezza, competenza e  di impegno segnato da un alto senso di responsabilità verso la  nostra comunità.

Sicuramente i familiari, gli  amministratori e i colleghi che  hanno avuto la fortuna di conoscerlo da vicino e di apprezzarne le qualità professionali ed umane,  avrebbero avuto migliori parole e ricordi ben più profondi di queste poche righe, per “disegnare” in modo più completo ed esaustivo  la persona mite, generosa sempre pronta a donarsi per nuove sfide quale è stato  il dott. Pio Francesco Fantasia.

Non ho conosciuto direttamente Pio, ma in considerazione di quanto ha fatto per la città, dei “grandi segni” che ha lasciato nelle persone che ancora oggi lo ricordano con stima e ne evidenziano la perdita, volevo esprimere la gratitudine, mia personale,  e in qualità di Presidente del Consiglio Comunale un riconoscente ricordo – di questo eccellente Dirigente comunale prematuramente scomparso  ed esprimere una affettuosa vicinanza alla sig,ra Rita, a Federica e Francesco -, a nome di tutta la città.

Grazie Pio, Osimo non Ti dimentica.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
********prof.ssa Paola  Andreoni

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Ieri sera al Teatro “La Nuova Fenice”: Filumena Marturano con la regia di Liliana Cavani.

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Ieri sera il cartellone della stagione teatrale 2018/19 alla “Nuova Felice”, ha presentato la commedia di Edoardo De Filippo “Filumena Marturano” firmata Liliana Cavani con due attori eduardiani d’eccezione: Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses. E’ stato uno spettacolo intenso e appassionato ma anche divertente e commovente che credo, come me,   ha  entusiasmato tutto il numeroso pubblico presente in platea e nei palchi del nostro Teatro, che in più riprese ha  riconosciuto applausi interminabili.

“Filumena Marturano” è forse la commedia di Eduardo De Filippo più rappresentata nel mondo e che, oltre al teatro, vanta versioni cinematografiche e  televisive. La trama è nota, una storia semplice che ha come protagonista principale un’ex prostituta, Filumena Marturano, strappata da una casa di tolleranza da un napoletano benestante, Domenico Soriano, per diventarne l’amante seppure in condizione di inferiorità. Filumena decide di uscire dal suo cono d’ombra solo quando l’uomo che ha riverito in silenzio per anni la vuole mettere alla porta per sposare una donna molto più giovane. È a quel punto che architetta uno stratagemma. Finge di avere una malattia terminale e di essere in punto di morte pur di farsi sposare dal ricco, benestante, pasticciere e suo amante da anni – Domenico Soriano (Mimì) – per ottenere le nozze in “punto di morte” in modo da riprendere il posto che le spetta nella casa, da protagonista. Ma, tutto questo inganno non per difendere se stessa, ma con l’obiettivo di una madre di difendere e proteggere  i tre figli segreti cresciuti a balia a spese di Soriano. Questi si infuria per il matrimonio estortogli con l’inganno e ne chiede l’annullamento. Ma la rivelazione di Filumena che uno dei suoi tre figli è proprio di Domenico lo costringe a fermarsi e a guardare quella donna che per venticinque anni gli è stata al fianco con occhi nuovi. Domenico poco per volta, in un lento processo di maturazione prende coscienza del valore, del coraggio e della dignità di Filumena e capisce fino a che punto quello che non era riuscita ad ottenere con la devozione e l’amore è stata costretta a conquistarlo con l’inganno.

Una commedia struggente che, a distanza di più di 70anni dalla sua stesura, mostra intatta tutta la sua modernità, e rende il teatro di Eduardo, ancora una volta, prezioso modello  con il quale confrontare gli affetti, le paure, i dubbi e le speranze di un Paese, qual’è il nostro,  eternamente in bilico tra ipocrisia e perbenismo, tra ragione e sentimento, tra miseria e nobiltà.  Nel “segreto” di Filumena  c’è tutto  il coraggio e la forza delle madri,  il riscatto e la lotta di una donna di strada per far valere un diritto che la legge non le riconosce: quello di crescere dignitosamente i propri figli e la voglia di dare a tutte e tre le creature che ha partorito gli stessi diritti.

Alcune  frasi di Filomena mi sono rimaste particolarmente impresse: “Tu creeresti inimicizie tra i tre…“, “Tu avevi me” e poi ” Non giurare“. Frasi rivolte a Domenico, al suo amante-marito che ben esprimono  tutta  la forza e la fierezza di questa donna ( una leonessa)  e la responsabilità dell’essere donna.  Bella ed anche commovente la reazione dell’uomo, Mimì, ( un cane bastonato) che fa da contrappeso alla forza determinata di Filomena. La reazione di un uomo che invece di adoperare una forza ( all’inizio ci prova) che non ha e capisce di non aver scampo e di aver bisogno di lei, si lascia andare con abbandono e tenerezza.

Bravissimi e complimenti a tutti gli attori.


Paola

La libertà di stampa e di espressione, garantite dalla Costituzione, sono un valore per tutti noi.

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Esprimo tutta la mia solidarietà ai giornalisti marchigiani  e di tutta Italia messi pesantemente all’indice, con parole volgari e inopportune, dal vicepremier Di Maio e da quanti pensano di poter ridurre al silenzio l’informazione.
Il vice-Ministro 5Stelle ha usato   epiteti e un linguaggio inopportuno e gravissimo,  scagliandosi contro i giornalisti, definendoli:  “Puttane e pennivendoli”.

La libertà di stampa e il diritto all’informazione sono capisaldi irrinunciabili della nostra democrazia e vanno tutelati e protetti nell’interesse di ciascuno di noi. È inaccettabile che un ministro, che ha giurato sulla Costituzione, attacchi e minacci in modo così volgare la libertà di stampa, che è un caposaldo costituzionale. Gli attacchi all’informazione, e a chi ogni giorno lavora per garantire notizie e tutelare il diritto dei cittadini a essere correttamente informati, sono sempre da respingere e condannare. Oggi più che mai, nel momento in cui offese e minacce arrivano dal vicepresidente del Governo, non si può assolutamente restare in silenzio.

Il nostro Paese chiede una  “Politica” con toni adeguati, ritrovando un clima di civile discussione.


Paola

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In ricordo di Rita Borsellino


Ho appreso con tristezza la scomparsa di Rita Borsellino, una donna straordinaria, una figura simbolo di testimonianza antimafia e di impegno della società civile. Nonostante il dolore familiare e la sua lunga malattia, con coraggio e determinazione non hai mai smesso di lottare e sperare per la verità sulla strage di via D’Amelio.

A nome mio e, sicura di interpretarne il sentimento, di tutta la comunità osimana, esprimo la vicinanza e le condoglianze al fratello Salvatore e a tutta la famiglia Borsellino.

               Paola Andreoni
Presidente del Consiglio comunale di Osimo

Una maglietta rossa, anche ad Osimo, per fermare l’emorragia di umanità.

Partecipiamo e condividiamo l’iniziativa di don Ciotti e dell’assoc.Libera,

“Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”

Si tratta di un’azione simbolica per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su quanti muoiono in mare per fuggire a guerre e povertà. Concretamente chi aderisce indosserà per tutta la giornata di sabato 7 luglio 2018 una maglietta rossa ed è invitato a far circolare sui social la propria immagine con indosso l’indumento colorato in modo da contribuire anche via web a lanciare il messaggio di solidarietà e vicinanza a chi è migrante.

Rosso, è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri, cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità,   è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

Paola

Il Giro ha lasciato le strade di Osimo

L’emozionante arrivo della 11^ tappa del Giro d’Italia 2018 sulle strade di Osimo, trasmessa  in Eurovisione.

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Gli osimani “in rosa” hanno salutato con grande partecipazione i campioni del Giro d’Italia.
Una grande cornice di folla, e tanto rosa ha accompagnato anche stamattina i corridori, alla partenza della 12^ tappa: Osimo – Imola.
Mi sento di elogiare gli osimani tutti, quelli che hanno tirato a lucido case e strade, quelli che, con creatività, si sono attivati per l’occasione, quelli che hanno dovuto sopportare con pazienza e comprensione gli inevitabili disagi determinati dall’organizzazione dell’evento.

Infine è doveroso un grazie a quanti si sono adoperati ( l’Amministrazione Comunale, il Comitato organizzatore, i volontari, le forze dell’ordine, i vigili urbani del nostro comune di Osimo, il personale Astea e la protezione civile comunale) per la buona riuscita di queste giornate di sport che senz’altro hanno riacceso nel cuore e nell’animo degli osimani questo spirito di festa.
Paola


foto credits Paolo Pesaresi

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foto credits Alberto Carletti
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foto credits Alessandro Colonnini
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foto credits Arianna Angligiani
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foto credits Giacomo Quattrini
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foto credits Luca Lanari
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Fiorella Corradi non una semplice presenza
foto credits Chiara Carbone
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Il “Muro di Via Olimpia”, scatto (che risulterà poi vincente) della maglia rosa
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Il “Muro di Via Olimpia”, fa male. I volti dei corridori segnati dalla sofferenza e dalla fatica
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Il “Muro di Via Olimpia”  la fatica sul volto di  Domenico Pozzovivo,  il ciclista italiano meglio piazzato nella provvisoria classifica generale. All’arrivo in piazza del Comune sarà 5°, in ritardo di 8 secondi dalla maglia rosa.

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Il “Muro di Via Olimpia”, fa male anche al campionissimo, pluri-vincitore di Tour e Vuelta: Chris Froome.
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La gioia del vincitore dei “muri osimani”, l’inglese Simon Yates
foto credits Bruno Severini
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foto credits Giorgio Campanari
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foto credits Gianni Tulli
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foto credits Fulvio Cingolani
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I piccoli Scarponi e la loro mamma
foto credits Giacomo Quattrini
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Il “muro del borgo”
foto credits Simone Santarelli***
Matteo Leone con un certo Francesco Moser
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foto credits Ugo Novelli
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foto credits Sauro Strappato
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foto credits Alberto Pacini
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La partenza.
foto credits Sauro Strappato
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Il giro “sentito con le mani” di Francesco
dal profilo Facebook di Francesco Mercurio

…ho sempre seguito con un certo interesse il giro d’Italia, e ho sempre avuto un’ammirazione sconfinata per i ciclisti, che secondo me, fanno lo sport più faticoso del mondo. Essere lì, in piazza, mentre Tania, attentissima, mi faceva la telecronaca diretta del loro percorso di avvicinamento in giro per Osimo, e pensare che le strade che percorrevano in quel momento i ciclisti fossero quelle che faccio io ogni giorno e’ davvero una grandissima emozione. Fa un effetto strano pensare che i luoghi che percorri ogni giorno divengano parte della storia, del Giro d’Italia del numero centouno, e ti da soddisfazione sapere che le salite che fai tu ogni tanto per fare un po’ di attività fisica, sono le stesse che stanno affrontando i superallenati campioni del Giro.
Poi c’è l’elicottero Rai, per me, da appassinato, la cosa più emozionante. Per decenni, da quando seguo il giro, il rombo costante dell’elicottero ha accompagnato ogni giorno le telecronache. Mi sono sempre chiesto: Ma che elicottero è? Ma chi lo porta? Ma sarà sempre lo stesso oppure ogni giorno ne noleggiano uno? (addirittura per un po’ mi ero convinto che la telecronaca la facessero direttamente dall’elicottero). Era la cosa che aspettavo di più. E finalmente è arrivato! l’elicottero della Rai è passato esattamente dove stavo io, sopra di me, sembrava lì lì per mettersi sopra la mia testa, allungare una scaletta e invitarmi a salire a bordo…. Fantastico!
E mentre educevo Tanya sul giro d’Italia, con una cavalcata un po’ sommaria, dati i tempi e le competenze mie che in questo campo non sono eccelse, da Bartali e Coppi a Pantani, da Scarponi fino a Du Mulen, alla maglia rosa attuale (l’irlandese il cui nome non so come si scrive, me ne scuso, e che mi auguro, non me ne voglia, che non la tenga fino alla fine – preferirei che la vestisse un italiano, se saprà meritarla, naturalmente — con un passaggio veloce su Nibali, e senza dimenticare Pozzovivo, mentre bombardavo Tanya di informazioni, pensavo “guagliù, qua oggi si scrive la storia. Approfitto di questo social, per ringraziare pubblicamente la mia fantastica assistente Tanya Giovagnoli, per avermi, nonostante le difficoltà, non solo raggiunto e permesso di uscire dall’isolamento nel quale, giocoforza, mi trovavo, ma per avermi addirittura permesso di vivere, per due ore, tutto l’entusiasmo che si respira in città, tutta la magica atmosfera del giro.


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#OSIMANI con l’hashtag: Paolo Piazzini il “cantore” del ciclismo marchigiano.

Immagino quanto entusiasmo avrebbe animato il mitico Paolo Piazzini, l’imminente arrivo in Osimo della carovana rosa del Giro d’Italia.

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Paolo de Piazzì“, come lo chiamavano affettuosamente gli osimani, non ha mai alzato una coppa al cielo, nè è salito mai su una bici, ma è stato una grande penna del giornalismo sportivo del settore del ciclismo dilettantistico. Alle due ruote, Paolo ha dedicato gran parte della sua produzione giornalistica e letteraria, come la pubblicazione “Castelfidardo è il  ciclismo” del 2011 ed altri scritti. Il ciclismo  ha “pedalato” con Paolo per quasi 50 anni e dai suoi appassionati articoli e dai racconti delle   storie del ciclismo “minore”  ha saputo far  amare ed avvicinare a questa bellissima e nobile  disciplina sportiva tanti giovani.

 Paolo, non è stato un semplice e preparato cronista del ciclismo, dalla sua penna e dagli articoli che i suoi lettori, comodi nelle poltrone,   leggevano  su “Mondo del Ciclismo”, nelle pagine del  “La Voce Adriatica”, dell’Antenna, della Meridiana e da diverse testate web dedicate al mondo dei pedali,  si coglieva tutta la passione, l’amore, lo  spirito e l’emozione delle gesta del ciclismo epico e vero, sia che si trattasse di professionisti e/o di  dilettanti: eroi uguali di fronte alle fatiche ed alle asperità della strada.

 Paolo con la sua penna ha fotografato il ciclismo e le sue belle storie  con originalità, fantasia e umanità, confezionando bellissimi articoli in un italiano godibile ed effervescente.
Paolo, classe 1942, laureato in giurisprudenza, ma che alle aule dei Tribunali aveva preferito il giornalismo come propria professione, ( rivestendo anche il ruolo di collaboratore del Comitato Regionale Marche  e corrispondente per le Marche dell’organo ufficiale della Federciclismo),  se ne è andato come aveva sempre vissuto: “in punta di piedi”.

Improvvisamente è venuto a mancare  nell’inverno del 2013, lasciando nel mondo del ciclismo e in tutti gli osimani che gli volevano bene un profondo senso di vuoto.

 Oggi Paolo, sarebbe stato orgoglioso di poter scrivere,  che la sua amata Osimo, per la terza volta, dopo l’edizione del 1987 vinta dal corridore francese Robert Forest e quella del 1994 vinta dal campione italiano Moreno Argentin, per due giorni diverrà   la capitale del ciclismo, con immagini e riprese che faranno capolino in tutto il mondo.

 Lo vedo in prima fila a darsi da fare,  indeciso fino all’ultimo se godersi lo spettacolo dell’evento cittadino dell’arrivo della tappa, il  prossimo 16 maggio,  sul “muro di Osimo” nella  difficile rampa  in pavé della Costa del Borgo o se scegliere di andare a fissare le immagini dei volti dei campioni, segnati dalla fatica, sullo strappo finale di via Olimpia.

 Lo vedo schivo davanti al suo popolo, quello del ciclismo, dove lui amato ed apprezzato da tutti, con un sorriso d’imbarazzo si scherniva di fronte alle tante strette di mano, ai tanti saluti ed abbracci e ai tanti complimenti che avrebbe ricevuto.***
Paolo Piazzini è rimasto nel cuore dei sportivi osimani perchè era uno della piazza, cultore orgoglioso di quella osimanità fatta di amicizie, di bontà e di socializzazione. Un osimano di “vecchia” pasta, e nella professione un  esempio di passione, competenza e dedizione.
Credo che una figura come quella di Paolo Piazzini vada ricordata in questi giorni di attesa dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia.

 Credo che Paolo Piazzini, l’affabile persona la cui grandezza è ravvisabile nella sua umiltà e nella sua modestia –  il bravo giornalista con la missione per il ciclismo -, meriti l’onore di questa manifestazione sportiva e che, anche a lui, si debbano dedicare queste due giornate di grande ciclismo.

La Presidente del Consiglio Comunale
******prof.ssa Paola Andreoni

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– 5 novembre 2013 Ciao Paolo

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Intimidazione alla giornalista Federica Angeli

A titolo personale e a nome di tutto il Civico Consesso osimano condanno la vile intimidazione effettuata nei confronti della giornalista Federica Angeli, già costretta a vivere sotto scorta per il coraggio civile che la contraddistingue nel lavoro e nella vita. Esprimo  nei confronti della giornalista,  la più grande vicinanza e solidarietà.
Mi stringo sinceramente a Lei e a tutti i giornalisti che con coraggio cercano la giustizia, finendo inevitabilmente nel mirino di chi agisce per interessi torbidi, antidemocratici, fascisti e mafiosi, penso alla giornalista russa Anna Politkovskaja, la giornalista maltese  Caruana Galiziaad e i nostri giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Roberto Saviano,  e a tutti coloro che sono stati uccisi, minacciati e intimiditi per voler svolgere la professione in modo serio e dignitoso.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
******** Paola Andreoni

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Cordoglio per la scomparsa dell’ex consigliere comunale Giovanni Pettinari.

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A nome personale e del Civico Consesso osimano che presiedo,  esprimo cordoglio per la scomparsa dell’ex consigliere comunale Giovanni Pettinari.
Eletto per la prima volta, appena 24enne, nell’assise cittadina nell’ultimo mandato dell’ex sindaco Paolo Polenta, rieletto nel secondo mandato del sindaco Alberto Cartuccia, ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale, sempre nelle fila del PCI.
Attento, informato, mai banale nelle sue valutazioni, Giovanni Pettinari ha svolto i suoi mandati di Consigliere Comunale di opposizione sempre in modo esemplare, unendo alle sue competenze professionali uno spiccato spirito di servizio. Una persona corretta, a cui più della polemica fine a se stessa interessavano le soluzioni alle questioni reali per la sua frazione di Passatempo e nell’interesse degli osimani.
Porgo le più sentite condoglianze alla famiglia.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*********Paola Andreoni

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Cordoglio per la scomparsa di Ferdinando Imposimato


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Cordoglio per la scomparsa di Ferdinando Imposimato, un grande uomo e magistrato sempre impegnato per la legalità, per la giustizia e la difesa dei valori costituzionali nonché per la tutela dei più deboli e la salvaguardia dell’ambiente , difensore della Costituzione e dei princìpi da essa sanciti.
Paola

4 novembre, 99° anniversario di Vittorio Veneto: giorno dell’Unità d’Italia e Festa delle Forze Armate

Il 4 novembre del 1918, il giorno della Vittoria dell’Italia sull’Austria nella Prima guerra mondiale, rappresenta simbolicamente la data in cui si completa il processo dell’unificazione italiana. Per questo il 4 novembre è stato scelto come giorno in cui si celebrano le Forze armate e appunto l’Unità della nazione.

I numeri della Prima guerra mondiale furono questi: oltre 5 milioni di mobilitati, di cui oltre 4 milioni assegnati all’esercito, 680.000 caduti, 270.000 mutilati, un milione di feriti, 600.000 prigionieri, 64.000 dei quali morti per stenti in mano nemica.

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A quasi cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale, delle tanti vittime di questa terribile tragedia, rimangono solo i nomi, incisi in ogni piccola frazione della nostra città, su gelidi monumenti ai caduti.

Una tragedia che ha investito violentemente il passato di ogni famiglia della nostra comunità, e di tutto il Paese segnando l’esistenza di milioni di individui risucchiati dentro quello spazio estremo che nel 1917 un caporale dei bersaglieri di Asti definì ” l’immenso impero, regno della morte “.

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Il poeta Giuseppe Ungaretti fu tra i volontari che combatterono sul Carso e vissero in prima persona la durezza della guerra di trincea. In questa lirica, intitolata San Martino del Carso, Ungaretti esprime con grande forza comunicativa il sentimento dell’animo umano lacerato di fronte alle terribili distruzioni della guerra.

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Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

È il mio cuore
il paese più straziato

Valloncello dell’Albero Isolato  il 27 agosto 1916

***

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Anche Osimo ha reso il  proprio contributo di sofferenza e dolore alla guerra 1915-1918.
360 sono stati i giovani osimani che non fecero mai più ritorno dal fronte ( i loro nomi ) mentre altri ritornarono  con mutilazioni varie.
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Tanti i luoghi, i monumenti, le lapidi, i cippi, disseminati nel nostro territorio, a ricordo e dedicate ai caduti osimani  nella Grande Guerra. Dal monumento dei caduti a piazza nuova, alle lapidi poste sui muri delle chiese…: tutti i monumenti, targhe, cippi e lapidi di Osimo riferiti alla Grande Guerra 1915 – 1918.
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Per non dimenticare gli orrori della guerra ed il sacrificio di quanti lottarono generosamente per la libertà del nostro Paese, Domenica 5  novembre verrà omaggiata nella nostra città,  la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, come da  programma:
La cerimonia inizierà alle ore 10,15 con la Santa Messa presso la Basilica San Giuseppe da Copertino.
Alle ore 11,00 in piazza San Giuseppe da Copertino  si raduneranno le autorità militari, le associazioni combattentistiche e di volontariato per la  partenza del corteo,  la cerimonia si sposterà presso il Monumento ai Caduti, in via Saffi, con la deposizione della corona d’alloro  in ricordo dei caduti.
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– LA CITTADINANZA è INVITATA a PARTECIPARE – 


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In questa ricorrenza, tutta la cittadinanza di Osimo è invitata a stringersi intorno alle Forze Armate per esprimere loro il più sentito ringraziamento per tutto ciò che hanno fatto, fanno e faranno per la collettività.
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                  Paola Andreoni
La Presidente del Consiglio Comunale
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Elezioni Amministrative 11 giugno 2017 nelle Marche e in Italia

Come sta andando lo spoglio elettorale nelle Marche:
Comune di Jesi  elettori  n° 32.586, totale votanti n° 18.577 ( 57,01%)

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Riconfermato al primo turno il  Sindaco uscente, Bacci Massimo, che ha ottenuto il 59,48% dei consensi.

Comune di Fabriano   elettori  n° 25.310, totale votanti n° 14.381 ( 57,10%)

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risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio liste

Sarà ballottaggio tra il candidato del Pd ( ed altre liste) Balducci Giovanni che ha raggiunto il 35% dei consensi e il candidato 5Stelle, Santarelli Gabriele, arrivato al 29,6%.

Comune di Offagna  elettori  n° 1.920, totale votanti n° 1.381 ( 57,10%)

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Capitani Ezio è il nuovo Sindaco di Offagna con 713 preferenze ( 59,49%) avendo superato gli altri candidati: Manetti Donatella ( 33,11%) e Pasqualini Danilo ( 7,42).

Comune di Civitanova Marche  elettori  n° 40.217, totale votanti n° 20.152 ( 57,81%)

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risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio liste

E’ ballottaggio tra Ciarapica Fabrizio rappresentante di una coalizione di centro Destra ( 34,15%) e Corvatta Tommaso rappresentante del Pd ed altre liste del centro sinistra (32,48%).

Comune di Corridonia  elettori  n° 13.020totale votanti n° 14.381 ( 57,10%)

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risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio liste

Eletto Sindaco al 1° turno Cartechini Paolo con il 51,17% dei consensi.

Comune di Tolentino  elettori  n° 17.251totale votanti n° 10.377 ( 60,40%)

Sindaco al 1° turno, Pezzanesi Giuseppe, candidato del centro destra, che ha ottenuto  il 58,17% dei consensi.

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Come sta andando lo spoglio elettorale nelle altre principali città italiane:

Comune di Palermo  elettori  n° 558.121totale votanti n° 293.596 ( 52,60%)

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Comune di Parma  elettori  n° 145.288totale votanti n° 77.998 ( 53,68%)

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Comune di Genova  elettori  n° 491.167totale votanti n° 237.667 ( 48,39%)

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E’ ballottaggio tra i candidati Bucci Marco per il centro destra ( 38,80%) e Crivello Giovanni  per il centro sinistra ( 33,39%). A titolo di cronaca il candidato del Mov5Stelle, Pirondini Luca ha avuto 41.347 preferenze ( 18,07%) mentre la sua rivale interna vincitrice delle contestate primarie,  Cassimatis Marika,  ha raggiunto la percentuale dell’ 1,08%.

Comune di Lecce  elettori  n° 77.360totale votanti n° 54.269 ( 70,15%)

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Sarà ballottaggio tra il candidato sindaco del centro destra, Gilberti Mauro (44,81%) ed il candidato sindaco del centro sinistra, Salvemini Carlo Maria al 29,47% dei consensi.

 

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Complimenti al nostro concittadino dott.Moreno Cecconi per il nuovo importante incarico professionale.

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Apprendo con piacere che al nostro concittadino  il  dott. Moreno Cecconi, cardiochirurgo e cardiologo, in servizio presso il Lancisi di Ancona, è stato tributato un importante riconoscimento professionale: sarà il nuovo primario di Cardiologia all’Ospedale di Civitanova Marche.

Il dott. Moreno Cecconi è già una personalità di primo piano della Cardiologia Regionale, specializzato in cardiologia, si è occupato di gestione perioperatoria delle cardiopatie, della diagnostica cardiovascolare ad indirizzo cardiochirurgico e follow-up postoperatorie, di cardiopatie valvolari, di patologie aortiche e di cardiopatie congenite dell’adulto.

Al dott. Moreno Cecconi esprimo le mie congratulazioni personali, quelle del civico consesso che rappresento e le congratulazioni da parte di tutta la nostra città.
Al nostro concittadino, neo primario, formulo i complimenti più sinceri per l’ambito traguardo certa che saprà interpretarlo al meglio e gli auguri di buon lavoro nel suo nuovo importante incarico.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
************Paola Andreoni

 

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Osimo ( tutta Osimo: quella di credo cristiano e quella delle altre fedi religiose presenti in città) a fianco del popolo francese e di tutte le vittime del terrorismo

Questa mattina, la nostra città ha voluto manifestare la vicinanza, il cordoglio e la solidarietà verso il popolo francese e verso tutte le vittime del terrorismo.
Con la presenza del Sindaco, della sottoscritta Presidente del Consiglio Comunale, degli Assessori, di gran parte dei Consiglieri Comunali, delle autorità militari e religiose, di tante e tanti osimani è stata viva e colorita la presenza della comunità islamica osimana. Comunità islamica che ha voluto, partecipare il proprio dolore e la ferma condanna per quanto accaduto a Parigi e urlare la propria rabbia ( al grido “NON NEL MIO NOME”) a quanti tentano, in malafede, di accomunare l’atrocità del terrorismo alla loro fede religiosa.

Grazie a quanti hanno partecipato – malgrado il tempo inclemente – a questo momento di riflessione e condivisione. Non possiamo restare indifferenti a quanto ci accade attorno.
A tutto il popolo francese, ai genitori ed agli affetti della giovane dottoressa italiana, Valeria Solesin, e a tutte le vittime del terrorismo tutta la solidarietà della nostra Città… di tutta la nostra Osimo.
La Presidente del Consiglio comunale di Osimo
               Paola Andreoni

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Il sig.Aziz Farah ( responsabile della comunità islamica osimana) ha proferito questa riflessione: ” Ringrazio tutti coloro che hanno organizzato questa manifestazione e anche per aver scelto il titolo “Non avrete mai il mio odio”, e noi da parte nostra faremo il possibile per non permettere di dividere la nostra pacifica convivenza,
E non ci stancheremo mai di dire che l’islam e i mussulmani si dissociano dalla violenza e dal terrorismo.
L’abbiamo detto in diverse occasioni anche ieri alcuni di noi erano partecipi alla manifestazione di Milano contro il terrorismo,le guerre e l’islamofobia.
Lo diremo il prossimo sabato all’università di Bologna dove ci sarà la presentazione della traduzione del libro “Islam e modernità”.
E oggi siamo qui con voi per dirvi che siamo sempre disponibili per dare una mano per qualsiasi iniziativa utile al nostro Paese.
Oggi siamo qui per rafforzare i legami di fratellanza e affermare la nostra appartenenza a questa città e a questo Paese che ci unisce, e siamo disposti a difenderlo insieme a voi da qualsiasi pericolo.
Oggi siamo qui per chiedervi di darci una mano per far arrivare la nostra voce a tutti aiutandoci in questi momenti di difficoltà a essere sempre piu parteci a fianco a voi; e concludo con un versetto del corano [capitolo -La tavola imbandita(riferito all’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli)-versetto 64]:”Ogni volta che accendono un fuoco di guerra, Allah lo spegne. Gareggiano nel seminare disordine sulla Terra, ma Allah non ama i corruttori”(questo versetto fa capire che Allah è contro la violenza e le guerre e non si può usare il suo nome per uccidere).
Allah spegnerà la guerra voluta da loro con delle iniziative come questa usando me e te mano nella mano. “

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Incontro con la prof.ssa Anna Rosa Nannetti: I bambini del ’44, la vita dopo gli eccidi di Marzabotto

bambini_del_44_osimo_webMercoledì 18 novembre, in due incontri tenutisi al Teatro “La Fenice”, il primo riservato agli studenti e il secondo dedicato a tutta la comunità osimana, abbiamo ascoltato il commovente racconto della professoressa Anna Rosa Nannetti sopravvissuta all’eccidio di Monte Sole (più noto come strage di Marzabotto, dal maggiore dei comuni colpiti) ed autrice del libro “I Bambini del ’44”.
La strage di Marzabotto, con circa 770 morti (tra cui intere famiglie e molti bambini), è uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile perpetrati dalle forze armate tedesche in Europa occidentale durante la seconda guerra mondiale.
Anna Rosa Nannetti, aveva poco più di un anno quando i tedeschi compirono l’efferata strage, dove persero la vita suoi familiari e vicini.
La  prof.ssa Nannetti ha raccolto i racconti di famiglie e dei bambini sopravvissuti a quel tragico evento. Bambini rimasti soli, accolti in affido e che dopo il tempo dell’odio e degli affetti infranti hanno, in questo libro, ricostruito i loro ricordi e il vissuto delle loro semplici famiglie di montagna.

Un plauso anche a Romeo Marconi e Riccardo De Angelis autori del documentario che prendendo spunto dal libro hanno rievocato i luoghi – il territorio dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno sulle pendici di Monte Sole in provincia di Bologna – le testimonianze e i ricordi dell’eccidio.

Iniziative come questa – promossa dal Comune e dall’Anpi- e proposta agli studenti ma anche a tutta la città, sono importanti per combattere l’indifferenza e ricordare quanto sia stato doloroso il percorso fatto dal nostro Paese per conquistare la democrazia e i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

Quei bambini del ’44, oggi anziani, ci hanno passato il testimone. La storia di oggi ci dice che non sono finite le tragiche storie di sangue e Anna Rosa e tutti i bambini orfani di Marzabotto ci indicano quella  che è l’unica scelta possibile: la fatica della speranza per un mondo migliore a cui tutti noi siamo chiamati a contribuire.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
prof.ssa Paola Andreoni

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Il dovere della memoria per essere, oggi più che mai, testimoni di pace e libertà: commemorazione dei Caduti della frazione dell’Abbadia di Osimo.

Questa mattina , la comunità dell’Abbadia ha celebrato alla presenza delle autorità civili, militari e delle tante associazioni presenti nel nostro territorio il ricordo dei concittadini che hanno perso la vita nei conflitti mondiali.

Una cerimonia molto partecipata, sentita e carica di emozioni.

Il ricordo dei giovani di allora, strappati dalla loro giovinezza e dall’affetto delle  loro famiglie per affrontare una guerra assurda,  si é legato alla perdita di vite innocenti avvenute venerdì 13 novembre a Parigi, vittime di una violenza inaudita esercitata da giovani contro altri giovani.

La memoria e la dura realtà ha affermato la Presidente del Consiglio Comunale di Osimo,  Paola Andreoni,  siano da monito per rafforzare il senso di responsabilità che investe ciascuno di noi : essere testimoni dei valori custoditi e garantiti dalla nostra Costituzione.
La democrazia, la libertà , la solidarietà , ma anche l’accoglienza e la pietà umana.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
                           Paola Andreoni

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Un richiamo al rispetto delle prerogative del Civico consesso e alla tutela della sua dignità.

Durante il consiglio Comunale di ieri 20 agosto, sono state lanciate da parte della Consigliera Mariani gravissime affermazioni tendenti a delegittimare il lavoro del Consiglio Comunale oltre che dell’Amministrazione. Il culmine dell’assurdità si è raggiunto quando addirittura si è chiesto di fermarsi per istituire un tavolo per trovare accordi con gli assenti (anche ieri i 7 consiglieri della minoranza delle liste civiche si sono astenuti dalla partecipazione al Consiglio Comunale). Affermazioni che fanno rabbrividire. Non ci sono altri tavoli consentiti. Il luogo del confronto c’è già: è il Consiglio Comunale massimo organo istituzionale del Comune. E aggiungo che sulle Istituzioni non si scherza.
In qualità di Presidente del Consiglio Comunale ho quindi sentito forte il dovere di difendere l’impegno di tutti i consiglieri comunali presenti, rivolgendo loro un plauso per il senso di responsabilità e di impegno profuso da quando la nuova Amministrazione Pugnaloni è alla guida della città.
Si pensi solo che la giornata di ieri ha visto svilupparsi un Consiglio convocato alle ore 17,30 e conclusosi oltre le ore 1,00 del giorno successivo.
Sono stata costretta ad affermare ciò che è scontato e ovvio, ma che evidentemente sfugge a qualche consigliere che dimostrando di essere solo interessato alla ricerca di una personale visibilità non si rende conto nemmeno della gravità delle proprie affermazioni, mi riferisco al fatto che il Consiglio Comunale ha agito e agisce a pieni poteri derivanti dalla validità di ogni seduta data dalla presenza, in Sala Gialla, di ben oltre la metà dei Consiglieri compreso il Sindaco deliberando a maggioranza dei voti.
Per quanto riguarda i 7 consiglieri di minoranza ho comunicato al Consiglio che per le loro assenze gli stessi hanno provveduto a presentare, come previsto dal nostro Statuto, la relativa giustificazione. Diversamente sarebbe stato mio dovere e compito presentare all’approvazione del Consiglio Comunale gli atti necessari e conseguenti .
Ritengo che compito di tutti coloro che si sono resi disponibili a mettersi a servizio della città sia quello di lavorare con serietà e forte senso di responsabilità evitando di mettersi alla frenetica ricerca di lanciare falsi allarmi per mettere in campo espedienti che, come nel caso delle dichiarazioni rese ieri sera in Consiglio, vogliono tendere solo a creare tensione in città.
I cittadini vogliono fatti concreti, non chiacchiere da bar. A cosa dovrebbe servire la politica, se non a risolvere i problemi concreti?
Dobbiamo agire tenendo alto il valore della politica e della democrazia consapevoli che ogni nostro agire ha conseguenze sulla vita della collettività. Solo così possiamo crescere insieme ai nostri cittadini restituendo loro la fiducia nelle Istituzioni e nell’agire politico e dimostrando di essere interessati solo ed esclusivamente al bene comune.

Paola Andreoni
Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
Sala Gialla Consiglio

Il mio piccolo mondo antico: racconto di Sante Graciotti

Nell’ambito degli appuntamenti con persone che hanno avuto il merito di  dare prestigio alla nostra città si è svolto, sabato 9 maggio u.s.,  l’incontro con Sante Graciotti. Non conoscevo questo illustre osimano, è stata per me una bella scoperta una persona ricca di saggezza e, anche se non più giovanissimo, sempre coinvolgente nei suoi racconti e spiegazioni. L’evento, che ha riunito tante persone, al Collegio Campana, è stato organizzato per presentare il nuovo libro scritto da Sante Graciotti. Nel corso della serata i  bei ricordi di Osimo hanno preso il sopravvento  e si sono uniti alla trattazione del libro.
Un bel omaggio ad un uomo, un intellettuale , ad un osimano.
Immagine1Il mio piccolo mondo antico.
Io sono nato nel 1923 e sono restato ad Osimo solo per le elementari, fino al 1934, quando le circostanze ella vita mi hanno portato alrove. Da allora ho seguitato ad avere rapporti di un emigrato non più organici, ininfluenti nel mio sviluppo interiore e nella mia vita professionale. Tuttavia il ricordo di quegli anni, non deformato da esperienze posteriori, ha fissato nella memoria un percorso di vita intensa, passata tra la via delle Fonti ( una traversa della Costa del Borgo), dove i miei abitavano, la frazione di Santo Stefano dove mia sorella Mira insegnava e dove anche io frequentai le prime tre classi elementari come suo alunno, infine le scuole elementari del Borgo, e di Santa Lucia, ormai “in Piazza”.
Via delle Fonti è stata il mio piccolo mondo antico. Davanti a casa mia passavano tutte le donne che andavano a prendere acqua o a fare bucato alle fonti, alimentata allora da una vena ancora viva e ornate le volte umide da festoni di capelvenere. E con le donne passavano tutte le nove, dal Borgo e da Piazza, tanto piàù solluccherose quanto più terribili o scandalose: “Avete sentito cosa è successo ?”.
Avanti casa, e per tutta la lunghezza della breve strada, camminando a ritroso sulla cunetta che la delimitava da parte delle “lame”, seguitò ad andare per anni il cordaro, lentssimo, allampanato e carico di figli. Sopra casa mia, verso la Costa, c’era il muratore Moresi, che cantava sempre nonostante la miseria, mentre i figli suonavano che l’ocarina chi l’organetto a bocca, e la moglie leggeva la mano ai contadini che venivano in Piazza. La Costa era la strada di terra per cui i contadini passavano per andare in Piazza, a piedi o con i zoccoli. Portavano il vestito buono e lasciati gli zoccoli si erano già messi i calzetti e le scarpe all’inizio della Gattara. Soprattutto per loro la Costa era, sulla destra salendo, tutta una lunga fila di botteghe: di calzolai, fabbri, calderai, stagnini, falegnami; e, sulla cima, il maniscalco e, al bisogno, vetturino Mazzaferri. E va anche doverosamente ricordato il suo dirimpettaio, il famoso ferraro Peppe Paccaraggi ( Frontalini). Dalla Cossta parte l’epopea dei Carletti ( i “Truellì ), dalla bottega di fabbro alla catena di aziende. Ma come dimenticare Americo Brugè, anche lui fondatore di una azienda di tutto rispetto e il calderaio d’altro bordo Celestino Graciotti, accanto agli altri calderai, più modesti ma numerosi di figliolanza, che erano i Buscarini (Magnafighi) e infine il sarto mandolista Aldo Zoppi?
E come dimenticare la bellissima Argentina, madre degli attuali Vigiani delle pompe funebri, guardata con interesse anche dal mio fratello aviatore Corrado ( Peppì), la Amalia dalla lucente crocchia corvina, le sorelle “Passerine”, la ostessa baffuta Aldina che vendeva vino e olio a qualche metro di distanza dall’imbocco dalla Costa di via delle Fonti? Sulla Costa, d’altra parte – d’altra parte, perchè sul lato sinistro della strada salendo e perchè riguardava ormai un altro mondo, quello dei ricchi – si apriva la filanda di Cardinali che impiegava un gran numero di donne sia in azienda che a casa: ho nelle orecchie il chiasso insistente dei canti e dei rosari delle lavoranti in azienda che sotto il controllo delle sorveglianti dovevano cantare e recitare senza sosta per non distrarsi nel lavoro con chiacchiere. Naturalmente il mio piccolo mondo antico non finisce lì, né il mio rapporto con Osimo si esaurisce in esso. Ma di ciò dovrei parlare in altra sede.
Sante Graciotti ( 2008) tratto dal libro “Là sul colle del tuo Borgo natio, storia di Borgo San Giacomo e la Misericordia di Osimo” di Massimo Morroni

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