Elezioni Amministrative 11 giugno 2017 nelle Marche e in Italia

Come sta andando lo spoglio elettorale nelle Marche:
Comune di Jesi  elettori  n° 32.586, totale votanti n° 18.577 ( 57,01%)

risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio sindaco
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Riconfermato al primo turno il  Sindaco uscente, Bacci Massimo, che ha ottenuto il 59,48% dei consensi.

Comune di Fabriano   elettori  n° 25.310, totale votanti n° 14.381 ( 57,10%)

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Sarà ballottaggio tra il candidato del Pd ( ed altre liste) Balducci Giovanni che ha raggiunto il 35% dei consensi e il candidato 5Stelle, Santarelli Gabriele, arrivato al 29,6%.

Comune di Offagna  elettori  n° 1.920, totale votanti n° 1.381 ( 57,10%)

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Capitani Ezio è il nuovo Sindaco di Offagna con 713 preferenze ( 59,49%) avendo superato gli altri candidati: Manetti Donatella ( 33,11%) e Pasqualini Danilo ( 7,42).

Comune di Civitanova Marche  elettori  n° 40.217, totale votanti n° 20.152 ( 57,81%)

risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio sindaco
risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio liste

E’ ballottaggio tra Ciarapica Fabrizio rappresentante di una coalizione di centro Destra ( 34,15%) e Corvatta Tommaso rappresentante del Pd ed altre liste del centro sinistra (32,48%).

Comune di Corridonia  elettori  n° 13.020totale votanti n° 14.381 ( 57,10%)

risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio sindaco
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Eletto Sindaco al 1° turno Cartechini Paolo con il 51,17% dei consensi.

Comune di Tolentino  elettori  n° 17.251totale votanti n° 10.377 ( 60,40%)

Sindaco al 1° turno, Pezzanesi Giuseppe, candidato del centro destra, che ha ottenuto  il 58,17% dei consensi.

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Come sta andando lo spoglio elettorale nelle altre principali città italiane:

Comune di Palermo  elettori  n° 558.121totale votanti n° 293.596 ( 52,60%)

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risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio liste

Comune di Parma  elettori  n° 145.288totale votanti n° 77.998 ( 53,68%)

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Comune di Genova  elettori  n° 491.167totale votanti n° 237.667 ( 48,39%)

risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio sindaco e liste

E’ ballottaggio tra i candidati Bucci Marco per il centro destra ( 38,80%) e Crivello Giovanni  per il centro sinistra ( 33,39%). A titolo di cronaca il candidato del Mov5Stelle, Pirondini Luca ha avuto 41.347 preferenze ( 18,07%) mentre la sua rivale interna vincitrice delle contestate primarie,  Cassimatis Marika,  ha raggiunto la percentuale dell’ 1,08%.

Comune di Lecce  elettori  n° 77.360totale votanti n° 54.269 ( 70,15%)

risultati comunali 11 giugno 2017, scrutinio sindaco
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Sarà ballottaggio tra il candidato sindaco del centro destra, Gilberti Mauro (44,81%) ed il candidato sindaco del centro sinistra, Salvemini Carlo Maria al 29,47% dei consensi.

 

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Complimenti al nostro concittadino dott.Moreno Cecconi per il nuovo importante incarico professionale.

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Apprendo con piacere che al nostro concittadino  il  dott. Moreno Cecconi, cardiochirurgo e cardiologo, in servizio presso il Lancisi di Ancona, è stato tributato un importante riconoscimento professionale: sarà il nuovo primario di Cardiologia all’Ospedale di Civitanova Marche.

Il dott. Moreno Cecconi è già una personalità di primo piano della Cardiologia Regionale, specializzato in cardiologia, si è occupato di gestione perioperatoria delle cardiopatie, della diagnostica cardiovascolare ad indirizzo cardiochirurgico e follow-up postoperatorie, di cardiopatie valvolari, di patologie aortiche e di cardiopatie congenite dell’adulto.

Al dott. Moreno Cecconi esprimo le mie congratulazioni personali, quelle del civico consesso che rappresento e le congratulazioni da parte di tutta la nostra città.
Al nostro concittadino, neo primario, formulo i complimenti più sinceri per l’ambito traguardo certa che saprà interpretarlo al meglio e gli auguri di buon lavoro nel suo nuovo importante incarico.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
************Paola Andreoni

 

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Osimo ( tutta Osimo: quella di credo cristiano e quella delle altre fedi religiose presenti in città) a fianco del popolo francese e di tutte le vittime del terrorismo

Questa mattina, la nostra città ha voluto manifestare la vicinanza, il cordoglio e la solidarietà verso il popolo francese e verso tutte le vittime del terrorismo.
Con la presenza del Sindaco, della sottoscritta Presidente del Consiglio Comunale, degli Assessori, di gran parte dei Consiglieri Comunali, delle autorità militari e religiose, di tante e tanti osimani è stata viva e colorita la presenza della comunità islamica osimana. Comunità islamica che ha voluto, partecipare il proprio dolore e la ferma condanna per quanto accaduto a Parigi e urlare la propria rabbia ( al grido “NON NEL MIO NOME”) a quanti tentano, in malafede, di accomunare l’atrocità del terrorismo alla loro fede religiosa.

Grazie a quanti hanno partecipato – malgrado il tempo inclemente – a questo momento di riflessione e condivisione. Non possiamo restare indifferenti a quanto ci accade attorno.
A tutto il popolo francese, ai genitori ed agli affetti della giovane dottoressa italiana, Valeria Solesin, e a tutte le vittime del terrorismo tutta la solidarietà della nostra Città… di tutta la nostra Osimo.
La Presidente del Consiglio comunale di Osimo
               Paola Andreoni

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Il sig.Aziz Farah ( responsabile della comunità islamica osimana) ha proferito questa riflessione: ” Ringrazio tutti coloro che hanno organizzato questa manifestazione e anche per aver scelto il titolo “Non avrete mai il mio odio”, e noi da parte nostra faremo il possibile per non permettere di dividere la nostra pacifica convivenza,
E non ci stancheremo mai di dire che l’islam e i mussulmani si dissociano dalla violenza e dal terrorismo.
L’abbiamo detto in diverse occasioni anche ieri alcuni di noi erano partecipi alla manifestazione di Milano contro il terrorismo,le guerre e l’islamofobia.
Lo diremo il prossimo sabato all’università di Bologna dove ci sarà la presentazione della traduzione del libro “Islam e modernità”.
E oggi siamo qui con voi per dirvi che siamo sempre disponibili per dare una mano per qualsiasi iniziativa utile al nostro Paese.
Oggi siamo qui per rafforzare i legami di fratellanza e affermare la nostra appartenenza a questa città e a questo Paese che ci unisce, e siamo disposti a difenderlo insieme a voi da qualsiasi pericolo.
Oggi siamo qui per chiedervi di darci una mano per far arrivare la nostra voce a tutti aiutandoci in questi momenti di difficoltà a essere sempre piu parteci a fianco a voi; e concludo con un versetto del corano [capitolo -La tavola imbandita(riferito all’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli)-versetto 64]:”Ogni volta che accendono un fuoco di guerra, Allah lo spegne. Gareggiano nel seminare disordine sulla Terra, ma Allah non ama i corruttori”(questo versetto fa capire che Allah è contro la violenza e le guerre e non si può usare il suo nome per uccidere).
Allah spegnerà la guerra voluta da loro con delle iniziative come questa usando me e te mano nella mano. “

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Incontro con la prof.ssa Anna Rosa Nannetti: I bambini del ’44, la vita dopo gli eccidi di Marzabotto

bambini_del_44_osimo_webMercoledì 18 novembre, in due incontri tenutisi al Teatro “La Fenice”, il primo riservato agli studenti e il secondo dedicato a tutta la comunità osimana, abbiamo ascoltato il commovente racconto della professoressa Anna Rosa Nannetti sopravvissuta all’eccidio di Monte Sole (più noto come strage di Marzabotto, dal maggiore dei comuni colpiti) ed autrice del libro “I Bambini del ’44”.
La strage di Marzabotto, con circa 770 morti (tra cui intere famiglie e molti bambini), è uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile perpetrati dalle forze armate tedesche in Europa occidentale durante la seconda guerra mondiale.
Anna Rosa Nannetti, aveva poco più di un anno quando i tedeschi compirono l’efferata strage, dove persero la vita suoi familiari e vicini.
La  prof.ssa Nannetti ha raccolto i racconti di famiglie e dei bambini sopravvissuti a quel tragico evento. Bambini rimasti soli, accolti in affido e che dopo il tempo dell’odio e degli affetti infranti hanno, in questo libro, ricostruito i loro ricordi e il vissuto delle loro semplici famiglie di montagna.

Un plauso anche a Romeo Marconi e Riccardo De Angelis autori del documentario che prendendo spunto dal libro hanno rievocato i luoghi – il territorio dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno sulle pendici di Monte Sole in provincia di Bologna – le testimonianze e i ricordi dell’eccidio.

Iniziative come questa – promossa dal Comune e dall’Anpi- e proposta agli studenti ma anche a tutta la città, sono importanti per combattere l’indifferenza e ricordare quanto sia stato doloroso il percorso fatto dal nostro Paese per conquistare la democrazia e i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

Quei bambini del ’44, oggi anziani, ci hanno passato il testimone. La storia di oggi ci dice che non sono finite le tragiche storie di sangue e Anna Rosa e tutti i bambini orfani di Marzabotto ci indicano quella  che è l’unica scelta possibile: la fatica della speranza per un mondo migliore a cui tutti noi siamo chiamati a contribuire.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
prof.ssa Paola Andreoni

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Il dovere della memoria per essere, oggi più che mai, testimoni di pace e libertà: commemorazione dei Caduti della frazione dell’Abbadia di Osimo.

Questa mattina , la comunità dell’Abbadia ha celebrato alla presenza delle autorità civili, militari e delle tante associazioni presenti nel nostro territorio il ricordo dei concittadini che hanno perso la vita nei conflitti mondiali.

Una cerimonia molto partecipata, sentita e carica di emozioni.

Il ricordo dei giovani di allora, strappati dalla loro giovinezza e dall’affetto delle  loro famiglie per affrontare una guerra assurda,  si é legato alla perdita di vite innocenti avvenute venerdì 13 novembre a Parigi, vittime di una violenza inaudita esercitata da giovani contro altri giovani.

La memoria e la dura realtà ha affermato la Presidente del Consiglio Comunale di Osimo,  Paola Andreoni,  siano da monito per rafforzare il senso di responsabilità che investe ciascuno di noi : essere testimoni dei valori custoditi e garantiti dalla nostra Costituzione.
La democrazia, la libertà , la solidarietà , ma anche l’accoglienza e la pietà umana.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
                           Paola Andreoni

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Un richiamo al rispetto delle prerogative del Civico consesso e alla tutela della sua dignità.

Durante il consiglio Comunale di ieri 20 agosto, sono state lanciate da parte della Consigliera Mariani gravissime affermazioni tendenti a delegittimare il lavoro del Consiglio Comunale oltre che dell’Amministrazione. Il culmine dell’assurdità si è raggiunto quando addirittura si è chiesto di fermarsi per istituire un tavolo per trovare accordi con gli assenti (anche ieri i 7 consiglieri della minoranza delle liste civiche si sono astenuti dalla partecipazione al Consiglio Comunale). Affermazioni che fanno rabbrividire. Non ci sono altri tavoli consentiti. Il luogo del confronto c’è già: è il Consiglio Comunale massimo organo istituzionale del Comune. E aggiungo che sulle Istituzioni non si scherza.
In qualità di Presidente del Consiglio Comunale ho quindi sentito forte il dovere di difendere l’impegno di tutti i consiglieri comunali presenti, rivolgendo loro un plauso per il senso di responsabilità e di impegno profuso da quando la nuova Amministrazione Pugnaloni è alla guida della città.
Si pensi solo che la giornata di ieri ha visto svilupparsi un Consiglio convocato alle ore 17,30 e conclusosi oltre le ore 1,00 del giorno successivo.
Sono stata costretta ad affermare ciò che è scontato e ovvio, ma che evidentemente sfugge a qualche consigliere che dimostrando di essere solo interessato alla ricerca di una personale visibilità non si rende conto nemmeno della gravità delle proprie affermazioni, mi riferisco al fatto che il Consiglio Comunale ha agito e agisce a pieni poteri derivanti dalla validità di ogni seduta data dalla presenza, in Sala Gialla, di ben oltre la metà dei Consiglieri compreso il Sindaco deliberando a maggioranza dei voti.
Per quanto riguarda i 7 consiglieri di minoranza ho comunicato al Consiglio che per le loro assenze gli stessi hanno provveduto a presentare, come previsto dal nostro Statuto, la relativa giustificazione. Diversamente sarebbe stato mio dovere e compito presentare all’approvazione del Consiglio Comunale gli atti necessari e conseguenti .
Ritengo che compito di tutti coloro che si sono resi disponibili a mettersi a servizio della città sia quello di lavorare con serietà e forte senso di responsabilità evitando di mettersi alla frenetica ricerca di lanciare falsi allarmi per mettere in campo espedienti che, come nel caso delle dichiarazioni rese ieri sera in Consiglio, vogliono tendere solo a creare tensione in città.
I cittadini vogliono fatti concreti, non chiacchiere da bar. A cosa dovrebbe servire la politica, se non a risolvere i problemi concreti?
Dobbiamo agire tenendo alto il valore della politica e della democrazia consapevoli che ogni nostro agire ha conseguenze sulla vita della collettività. Solo così possiamo crescere insieme ai nostri cittadini restituendo loro la fiducia nelle Istituzioni e nell’agire politico e dimostrando di essere interessati solo ed esclusivamente al bene comune.

Paola Andreoni
Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
Sala Gialla Consiglio

Il mio piccolo mondo antico: racconto di Sante Graciotti

Nell’ambito degli appuntamenti con persone che hanno avuto il merito di  dare prestigio alla nostra città si è svolto, sabato 9 maggio u.s.,  l’incontro con Sante Graciotti. Non conoscevo questo illustre osimano, è stata per me una bella scoperta una persona ricca di saggezza e, anche se non più giovanissimo, sempre coinvolgente nei suoi racconti e spiegazioni. L’evento, che ha riunito tante persone, al Collegio Campana, è stato organizzato per presentare il nuovo libro scritto da Sante Graciotti. Nel corso della serata i  bei ricordi di Osimo hanno preso il sopravvento  e si sono uniti alla trattazione del libro.
Un bel omaggio ad un uomo, un intellettuale , ad un osimano.
Immagine1Il mio piccolo mondo antico.
Io sono nato nel 1923 e sono restato ad Osimo solo per le elementari, fino al 1934, quando le circostanze ella vita mi hanno portato alrove. Da allora ho seguitato ad avere rapporti di un emigrato non più organici, ininfluenti nel mio sviluppo interiore e nella mia vita professionale. Tuttavia il ricordo di quegli anni, non deformato da esperienze posteriori, ha fissato nella memoria un percorso di vita intensa, passata tra la via delle Fonti ( una traversa della Costa del Borgo), dove i miei abitavano, la frazione di Santo Stefano dove mia sorella Mira insegnava e dove anche io frequentai le prime tre classi elementari come suo alunno, infine le scuole elementari del Borgo, e di Santa Lucia, ormai “in Piazza”.
Via delle Fonti è stata il mio piccolo mondo antico. Davanti a casa mia passavano tutte le donne che andavano a prendere acqua o a fare bucato alle fonti, alimentata allora da una vena ancora viva e ornate le volte umide da festoni di capelvenere. E con le donne passavano tutte le nove, dal Borgo e da Piazza, tanto piàù solluccherose quanto più terribili o scandalose: “Avete sentito cosa è successo ?”.
Avanti casa, e per tutta la lunghezza della breve strada, camminando a ritroso sulla cunetta che la delimitava da parte delle “lame”, seguitò ad andare per anni il cordaro, lentssimo, allampanato e carico di figli. Sopra casa mia, verso la Costa, c’era il muratore Moresi, che cantava sempre nonostante la miseria, mentre i figli suonavano che l’ocarina chi l’organetto a bocca, e la moglie leggeva la mano ai contadini che venivano in Piazza. La Costa era la strada di terra per cui i contadini passavano per andare in Piazza, a piedi o con i zoccoli. Portavano il vestito buono e lasciati gli zoccoli si erano già messi i calzetti e le scarpe all’inizio della Gattara. Soprattutto per loro la Costa era, sulla destra salendo, tutta una lunga fila di botteghe: di calzolai, fabbri, calderai, stagnini, falegnami; e, sulla cima, il maniscalco e, al bisogno, vetturino Mazzaferri. E va anche doverosamente ricordato il suo dirimpettaio, il famoso ferraro Peppe Paccaraggi ( Frontalini). Dalla Cossta parte l’epopea dei Carletti ( i “Truellì ), dalla bottega di fabbro alla catena di aziende. Ma come dimenticare Americo Brugè, anche lui fondatore di una azienda di tutto rispetto e il calderaio d’altro bordo Celestino Graciotti, accanto agli altri calderai, più modesti ma numerosi di figliolanza, che erano i Buscarini (Magnafighi) e infine il sarto mandolista Aldo Zoppi?
E come dimenticare la bellissima Argentina, madre degli attuali Vigiani delle pompe funebri, guardata con interesse anche dal mio fratello aviatore Corrado ( Peppì), la Amalia dalla lucente crocchia corvina, le sorelle “Passerine”, la ostessa baffuta Aldina che vendeva vino e olio a qualche metro di distanza dall’imbocco dalla Costa di via delle Fonti? Sulla Costa, d’altra parte – d’altra parte, perchè sul lato sinistro della strada salendo e perchè riguardava ormai un altro mondo, quello dei ricchi – si apriva la filanda di Cardinali che impiegava un gran numero di donne sia in azienda che a casa: ho nelle orecchie il chiasso insistente dei canti e dei rosari delle lavoranti in azienda che sotto il controllo delle sorveglianti dovevano cantare e recitare senza sosta per non distrarsi nel lavoro con chiacchiere. Naturalmente il mio piccolo mondo antico non finisce lì, né il mio rapporto con Osimo si esaurisce in esso. Ma di ciò dovrei parlare in altra sede.
Sante Graciotti ( 2008) tratto dal libro “Là sul colle del tuo Borgo natio, storia di Borgo San Giacomo e la Misericordia di Osimo” di Massimo Morroni

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