Un ricordo di Pio Francesco Fantasia, a 20anni dalla scomparsa

Aveva quattro doti innate, Pio Francesco Fantasia, l’indimenticato “burocrate”, (così come  oggi vengono chiamati quanti si impegnano con dovere e incorruttibilità nella pubblica amministrazione) , scomparso  il 17 dicembre di 20 anni fa all’età di 50 anni: la competenza, la creatività, l’ironia, l’originalità nell’affrontare le situazioni anche le più complesse. Pio Fantasia ha lavorato a lungo nel nostro Comune: ragioniere e poi vice segretario. Competente, preparato, meticoloso nel lavoro, capace di rapportarsi con il cittadino sempre in punta di sorriso,  una grande passione per la politica ed attaccamento per la nostra Osimo. Una persona sincera, leale, intelligente ma anche un raffinato cultore di tutto ciò che rappresentava l’ arte e la cultura. Per  gli amministratori comunali che hanno avuto la fortuna di avvalersi delle sue capacità e competenze,  Pio Fantasia è stato un riferimento e una fonte inesauribile  di ricchezza di idee che hanno trovato poi realizzazione in eventi ed in  importanti iniziative cittadine.

E’ grazie alla sua capacità organizzativa e abilità  amministrativa – contabile che Osimo ha potuto realizzare, insieme a don Vincenzo Fanesi e all’Ema guidata da Claudio Polenta (con Nicola Canalini, Germano Agostinelli e Carlo Carletti) ,  l’allestimento di varie edizioni della rassegna  internazionali di musica e di balletti, “Festival Città di Osimo“, che nel mese di luglio  richiamava ad Osimo migliaia di turisti e appassionati che venivano nella nostra   città entusiasti ed affascinati per apprezzare spettacoli di alto valore culturale nel magnifico scenario della Cattedrale romanica di  piazza del Duomo.  Quanti come me – allora giovanissimi -,  ancora oggi ricordano di aver avuto la fortuna di assistere  dai gradoni del Duomo della nostra città,  alle esibizioni dei più importanti ballerini provenienti dai tempi sacri della danza mondiale da Mosca, alle compagnie di balletto americane, brasiliane e di tutto il mondo o    ai concerti indimenticabili,  di   Eugenio Bennato, della Compagnia di Canto Popolare, ai concerti di musica jazz, blues e classica come quello tenutosi negli anni ’80 con Severino Gazzelloni, ecc.
Pio, Claudio e gli altri appassionati soci dell’Ema riuscirono  in poco tempo a fare del Festival un riferimento artistico e turistico per Osimo  e per tutta la Regione Marche. Oltre a  richiamare nel nome dell’arte migliaia di persone, gli illuminati organizzatori di questi eventi estivi,  riuscirono a dare un’immagine di qualificazione culturale alla città. Grazie al Comune con Pio e all’Ema, Osimo era riuscita a guadagnarsi un’immagine di cittadina a servizio dell’arte e della cultura.

E’ legata al nome di Fantasia ( con il fondatore, padre Venanzio Sorbini)  la nascita dell’Accademia d’Arte Lirica e Corale di Osimo con i più importanti docenti ed artisti dell’insegnamento del canto lirico che si dividevano  tra i prestigiosi conservatori di Milano, Roma e la nostra “piccola” Osimo. Grazie alla presenza di questa prestigiosa istituzione il nostro Teatro “La Fenice” ha visto nel tempo esibirsi in concerti e rappresentazioni,   i più bravi e rinomati artisti lirici ed anche – nel 1980 – il coro del Teatro della Scala di Milano, sotto la direzione del m° Romano Gandolfi.

Sotto la regia di Pio Fantasia, nel 1971, è sorta nella nostra città l’istituzione del registro e la manifestazione della consegna delle  Civiche Benemerenze, per ricordare quei cittadini che nei più svariati campi  hanno onorato la nostra città.  E, sempre, ispirata da Pio Fantasia, nel primo mandato del sindaco Paolo Polenta,  è stata l’istituzione dell’ organismo di partecipazione democratica dei Consigli di Quartiere. C’era, inoltre,  il segno della meticolosa organizzazione di Pio nelle diverse edizioni delle mostre di macchine per la bieticoltura così come è stata determinante la sua creatività  nella realizzazione ( in collaborazione con don Vincenzo Fanesi e  il contributo della famiglia Bugari con la ditta Sisme) del prestigioso concorso della “Coppa Pianisti d’Italia” e l’allestimento delle ultime edizioni della “Festa dei Fiori”, tra cui, l’originalissima rappresentazione in notturna  svoltasi nell’agosto del 1971.

Nell’ambito amministrativo da ricordare, anche, l’impulso dato da Pio Fantasia  al riordino di interi servizi comunali: servizi sociali, nettezza urbana, la riorganizzazione del personale, l’attivazione del Consiglio Tributario …ecc.

Ha lottato contro un male inguaribile e, malgrado questo, ha lavorato e portato avanti tutte le sue molteplici passioni fino all’ultimo secondo, ( una delle sue ultime colleghe al Comune di Ancona mi ha raccontato la battuta che sorridendo era solito raccontare, a proposito dei tanti impegni: “Uno non può fare mille cose. Al massimo ne fa solo qualche centinaio!“)  questo è stato Pio Fantasia: una vita spesa nella Pubblica Amministrazione.

Al Palazzo del Comune in Osimo, poi al Co.Re.Co. ed al Comune di Ancona quale Dirigente degli uffici finanziari del capoluogo di Regione. Arrivato in Comune nell’aprile del  1968, come ragioniere, ben presto iniziò a seguire e a ben consigliare tutti i Sindaci che nell’arco di un ventennio si sono susseguiti: Paolo Polenta, Alberto Cartuccia, Raimondo Orsetti. Più di un ventennio, speso tra agende dei primi cittadini, cerimonie e tantissimi eventi culturali, e sportivi.

Ma Pio è stato anche un grande promotore della vita associativa osimana, anche in tale ambito in prima fila soprattutto nell’impegno a favore dei giovani. Sua l’idea dei giochi della gioventù comunali che hanno visto la partecipazione di tantissimi giovani che per giorni interi si sono sfidati nelle più svariate discipline sportive. O come l’impegno in favore    della Libertas Calcio coadiuvato da Cecconi Renato ( il “mitico” barbiere di Corso Mazzini, di fronte al Teatro).


Ancor più degna di nota la determinazione e la competenza che profuse collaborando con  Rossano Bartoli, don Dino Marabini e Luigi Giacco nella complicata e complessa fase di nascita e consolidamento  della  Lega del Filo d’Oro.

Ma Pio Fantasia va ricordato,  anche perchè è stato un bravo giornalista e scrittore della storia e cultura di Osimo. Ha scritto sulle pagine  locali del  Resto del Carlino, l’Antenna, su Presenza ( l’organo della Diocesi di Ancona e Osimo) e molteplici sono state  le sue collaborazioni con riviste e giornali. Tra le sue pubblicazioni, meritano di essere menzionate: “Mezzosecolo del Corridoni” del 1991, “Opera Pia Grimani Buttari” del 1986, “La Contesa dello Stivale” del 1994.

Arte, politica, opinioni, storia, letteratura, costume, cronaca locale, la società e i suoi problemi non vi è argomento di cui non abbia scritto con la sua solita prosa sontuosa ed intelligente.

Pio Fantasia, ho detto, “deus ex machina” dell’Amministrazione Comunale osimana,  ma anche e soprattutto “padre”, “anima” e “mente” del Notiziario Comunale “5 Torri” di cui è stato redattore dal suo primo numero nel settembre del 1973  fino al 1990. Un notiziario che per la prima volta arrivava a casa di tutti gli osimani con una cadenza bimestrale.  Una comunicazione nuova,  al passo con i tempi e con al centro il cittadino, dove il Pio ha contribuito a raccontare la Osimo che cambiava, ne ha spiegato le radici ai nuovi arrivati e preparato i residenti storici alle evoluzioni sociali in atto, interpretate attraverso le scelte delle Amministrazioni.

Un notiziario cittadino amato e atteso dagli osimani dove  traspaiono tutte le caratteristiche del suo redattore: la competenza, l’ascolto e la lettura dei fatti della città, il non ergersi a “capitano” ma a direttore di orchestra , coinvolgendo, oltre i politici locali,  anche tante personalità osimane ognuna portatrice di ricchezze ( scriveranno per il giornalino dell’amministrazione comunale : don Carlo Grillantini, Elmo Cappannari, Umberto Graciotti, Gilberto Severini, Rossano Bartoli, Aldo Compagnucci, Giampaolo Bellaspiga, Mariano Guzzini, Roberto Andreoni, Paolo Piazzini, Eros Pirani,  il prof.Mario Pincherle che teneva una rubrica di archeologia, ecc. ….).

Ho voluto ricordare, a 20 anni dalla sua scomparsa, Pio Francesco Fantasia, un osimano,  un bravo funzionario che ha dato lustro alla nostra città e che rimane sempre un punto di riferimento, un esempio di correttezza, competenza e  di impegno segnato da un alto senso di responsabilità verso la  nostra comunità.

Sicuramente i familiari, gli  amministratori e i colleghi che  hanno avuto la fortuna di conoscerlo da vicino e di apprezzarne le qualità professionali ed umane,  avrebbero avuto migliori parole e ricordi ben più profondi di queste poche righe, per “disegnare” in modo più completo ed esaustivo  la persona mite, generosa sempre pronta a donarsi per nuove sfide quale è stato  il dott. Pio Francesco Fantasia.

Non ho conosciuto direttamente Pio, ma in considerazione di quanto ha fatto per la città, dei “grandi segni” che ha lasciato nelle persone che ancora oggi lo ricordano con stima e ne evidenziano la perdita, volevo esprimere la gratitudine, mia personale,  e in qualità di Presidente del Consiglio Comunale un riconoscente ricordo – di questo eccellente Dirigente comunale prematuramente scomparso  ed esprimere una affettuosa vicinanza alla sig,ra Rita, a Federica e Francesco -, a nome di tutta la città.

Grazie Pio, Osimo non Ti dimentica.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
********prof.ssa Paola  Andreoni

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Ieri sera al Teatro “La Nuova Fenice”: Filumena Marturano con la regia di Liliana Cavani.

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Ieri sera il cartellone della stagione teatrale 2018/19 alla “Nuova Felice”, ha presentato la commedia di Edoardo De Filippo “Filumena Marturano” firmata Liliana Cavani con due attori eduardiani d’eccezione: Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses. E’ stato uno spettacolo intenso e appassionato ma anche divertente e commovente che credo, come me,   ha  entusiasmato tutto il numeroso pubblico presente in platea e nei palchi del nostro Teatro, che in più riprese ha  riconosciuto applausi interminabili.

“Filumena Marturano” è forse la commedia di Eduardo De Filippo più rappresentata nel mondo e che, oltre al teatro, vanta versioni cinematografiche e  televisive. La trama è nota, una storia semplice che ha come protagonista principale un’ex prostituta, Filumena Marturano, strappata da una casa di tolleranza da un napoletano benestante, Domenico Soriano, per diventarne l’amante seppure in condizione di inferiorità. Filumena decide di uscire dal suo cono d’ombra solo quando l’uomo che ha riverito in silenzio per anni la vuole mettere alla porta per sposare una donna molto più giovane. È a quel punto che architetta uno stratagemma. Finge di avere una malattia terminale e di essere in punto di morte pur di farsi sposare dal ricco, benestante, pasticciere e suo amante da anni – Domenico Soriano (Mimì) – per ottenere le nozze in “punto di morte” in modo da riprendere il posto che le spetta nella casa, da protagonista. Ma, tutto questo inganno non per difendere se stessa, ma con l’obiettivo di una madre di difendere e proteggere  i tre figli segreti cresciuti a balia a spese di Soriano. Questi si infuria per il matrimonio estortogli con l’inganno e ne chiede l’annullamento. Ma la rivelazione di Filumena che uno dei suoi tre figli è proprio di Domenico lo costringe a fermarsi e a guardare quella donna che per venticinque anni gli è stata al fianco con occhi nuovi. Domenico poco per volta, in un lento processo di maturazione prende coscienza del valore, del coraggio e della dignità di Filumena e capisce fino a che punto quello che non era riuscita ad ottenere con la devozione e l’amore è stata costretta a conquistarlo con l’inganno.

Una commedia struggente che, a distanza di più di 70anni dalla sua stesura, mostra intatta tutta la sua modernità, e rende il teatro di Eduardo, ancora una volta, prezioso modello  con il quale confrontare gli affetti, le paure, i dubbi e le speranze di un Paese, qual’è il nostro,  eternamente in bilico tra ipocrisia e perbenismo, tra ragione e sentimento, tra miseria e nobiltà.  Nel “segreto” di Filumena  c’è tutto  il coraggio e la forza delle madri,  il riscatto e la lotta di una donna di strada per far valere un diritto che la legge non le riconosce: quello di crescere dignitosamente i propri figli e la voglia di dare a tutte e tre le creature che ha partorito gli stessi diritti.

Alcune  frasi di Filomena mi sono rimaste particolarmente impresse: “Tu creeresti inimicizie tra i tre…“, “Tu avevi me” e poi ” Non giurare“. Frasi rivolte a Domenico, al suo amante-marito che ben esprimono  tutta  la forza e la fierezza di questa donna ( una leonessa)  e la responsabilità dell’essere donna.  Bella ed anche commovente la reazione dell’uomo, Mimì, ( un cane bastonato) che fa da contrappeso alla forza determinata di Filomena. La reazione di un uomo che invece di adoperare una forza ( all’inizio ci prova) che non ha e capisce di non aver scampo e di aver bisogno di lei, si lascia andare con abbandono e tenerezza.

Bravissimi e complimenti a tutti gli attori.


Paola

La libertà di stampa e di espressione, garantite dalla Costituzione, sono un valore per tutti noi.

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Esprimo tutta la mia solidarietà ai giornalisti marchigiani  e di tutta Italia messi pesantemente all’indice, con parole volgari e inopportune, dal vicepremier Di Maio e da quanti pensano di poter ridurre al silenzio l’informazione.
Il vice-Ministro 5Stelle ha usato   epiteti e un linguaggio inopportuno e gravissimo,  scagliandosi contro i giornalisti, definendoli:  “Puttane e pennivendoli”.

La libertà di stampa e il diritto all’informazione sono capisaldi irrinunciabili della nostra democrazia e vanno tutelati e protetti nell’interesse di ciascuno di noi. È inaccettabile che un ministro, che ha giurato sulla Costituzione, attacchi e minacci in modo così volgare la libertà di stampa, che è un caposaldo costituzionale. Gli attacchi all’informazione, e a chi ogni giorno lavora per garantire notizie e tutelare il diritto dei cittadini a essere correttamente informati, sono sempre da respingere e condannare. Oggi più che mai, nel momento in cui offese e minacce arrivano dal vicepresidente del Governo, non si può assolutamente restare in silenzio.

Il nostro Paese chiede una  “Politica” con toni adeguati, ritrovando un clima di civile discussione.


Paola

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In ricordo di Rita Borsellino


Ho appreso con tristezza la scomparsa di Rita Borsellino, una donna straordinaria, una figura simbolo di testimonianza antimafia e di impegno della società civile. Nonostante il dolore familiare e la sua lunga malattia, con coraggio e determinazione non hai mai smesso di lottare e sperare per la verità sulla strage di via D’Amelio.

A nome mio e, sicura di interpretarne il sentimento, di tutta la comunità osimana, esprimo la vicinanza e le condoglianze al fratello Salvatore e a tutta la famiglia Borsellino.

               Paola Andreoni
Presidente del Consiglio comunale di Osimo

Una maglietta rossa, anche ad Osimo, per fermare l’emorragia di umanità.

Partecipiamo e condividiamo l’iniziativa di don Ciotti e dell’assoc.Libera,

“Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”

Si tratta di un’azione simbolica per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su quanti muoiono in mare per fuggire a guerre e povertà. Concretamente chi aderisce indosserà per tutta la giornata di sabato 7 luglio 2018 una maglietta rossa ed è invitato a far circolare sui social la propria immagine con indosso l’indumento colorato in modo da contribuire anche via web a lanciare il messaggio di solidarietà e vicinanza a chi è migrante.

Rosso, è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri, cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità,   è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

Paola

Il Giro ha lasciato le strade di Osimo

L’emozionante arrivo della 11^ tappa del Giro d’Italia 2018 sulle strade di Osimo, trasmessa  in Eurovisione.

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Gli osimani “in rosa” hanno salutato con grande partecipazione i campioni del Giro d’Italia.
Una grande cornice di folla, e tanto rosa ha accompagnato anche stamattina i corridori, alla partenza della 12^ tappa: Osimo – Imola.
Mi sento di elogiare gli osimani tutti, quelli che hanno tirato a lucido case e strade, quelli che, con creatività, si sono attivati per l’occasione, quelli che hanno dovuto sopportare con pazienza e comprensione gli inevitabili disagi determinati dall’organizzazione dell’evento.

Infine è doveroso un grazie a quanti si sono adoperati ( l’Amministrazione Comunale, il Comitato organizzatore, i volontari, le forze dell’ordine, i vigili urbani del nostro comune di Osimo, il personale Astea e la protezione civile comunale) per la buona riuscita di queste giornate di sport che senz’altro hanno riacceso nel cuore e nell’animo degli osimani questo spirito di festa.
Paola


foto credits Paolo Pesaresi

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foto credits Alberto Carletti
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foto credits Alessandro Colonnini
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foto credits Arianna Angligiani
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foto credits Giacomo Quattrini
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foto credits Luca Lanari
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Fiorella Corradi non una semplice presenza
foto credits Chiara Carbone
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Il “Muro di Via Olimpia”, scatto (che risulterà poi vincente) della maglia rosa
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Il “Muro di Via Olimpia”, fa male. I volti dei corridori segnati dalla sofferenza e dalla fatica
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Il “Muro di Via Olimpia”  la fatica sul volto di  Domenico Pozzovivo,  il ciclista italiano meglio piazzato nella provvisoria classifica generale. All’arrivo in piazza del Comune sarà 5°, in ritardo di 8 secondi dalla maglia rosa.

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Il “Muro di Via Olimpia”, fa male anche al campionissimo, pluri-vincitore di Tour e Vuelta: Chris Froome.
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La gioia del vincitore dei “muri osimani”, l’inglese Simon Yates
foto credits Bruno Severini
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foto credits Giorgio Campanari
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foto credits Gianni Tulli
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foto credits Fulvio Cingolani
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I piccoli Scarponi e la loro mamma
foto credits Giacomo Quattrini
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Il “muro del borgo”
foto credits Simone Santarelli***
Matteo Leone con un certo Francesco Moser
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foto credits Ugo Novelli
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foto credits Sauro Strappato
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foto credits Alberto Pacini
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La partenza.
foto credits Sauro Strappato
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Il giro “sentito con le mani” di Francesco
dal profilo Facebook di Francesco Mercurio

…ho sempre seguito con un certo interesse il giro d’Italia, e ho sempre avuto un’ammirazione sconfinata per i ciclisti, che secondo me, fanno lo sport più faticoso del mondo. Essere lì, in piazza, mentre Tania, attentissima, mi faceva la telecronaca diretta del loro percorso di avvicinamento in giro per Osimo, e pensare che le strade che percorrevano in quel momento i ciclisti fossero quelle che faccio io ogni giorno e’ davvero una grandissima emozione. Fa un effetto strano pensare che i luoghi che percorri ogni giorno divengano parte della storia, del Giro d’Italia del numero centouno, e ti da soddisfazione sapere che le salite che fai tu ogni tanto per fare un po’ di attività fisica, sono le stesse che stanno affrontando i superallenati campioni del Giro.
Poi c’è l’elicottero Rai, per me, da appassinato, la cosa più emozionante. Per decenni, da quando seguo il giro, il rombo costante dell’elicottero ha accompagnato ogni giorno le telecronache. Mi sono sempre chiesto: Ma che elicottero è? Ma chi lo porta? Ma sarà sempre lo stesso oppure ogni giorno ne noleggiano uno? (addirittura per un po’ mi ero convinto che la telecronaca la facessero direttamente dall’elicottero). Era la cosa che aspettavo di più. E finalmente è arrivato! l’elicottero della Rai è passato esattamente dove stavo io, sopra di me, sembrava lì lì per mettersi sopra la mia testa, allungare una scaletta e invitarmi a salire a bordo…. Fantastico!
E mentre educevo Tanya sul giro d’Italia, con una cavalcata un po’ sommaria, dati i tempi e le competenze mie che in questo campo non sono eccelse, da Bartali e Coppi a Pantani, da Scarponi fino a Du Mulen, alla maglia rosa attuale (l’irlandese il cui nome non so come si scrive, me ne scuso, e che mi auguro, non me ne voglia, che non la tenga fino alla fine – preferirei che la vestisse un italiano, se saprà meritarla, naturalmente — con un passaggio veloce su Nibali, e senza dimenticare Pozzovivo, mentre bombardavo Tanya di informazioni, pensavo “guagliù, qua oggi si scrive la storia. Approfitto di questo social, per ringraziare pubblicamente la mia fantastica assistente Tanya Giovagnoli, per avermi, nonostante le difficoltà, non solo raggiunto e permesso di uscire dall’isolamento nel quale, giocoforza, mi trovavo, ma per avermi addirittura permesso di vivere, per due ore, tutto l’entusiasmo che si respira in città, tutta la magica atmosfera del giro.


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#OSIMANI con l’hashtag: Paolo Piazzini il “cantore” del ciclismo marchigiano.

Immagino quanto entusiasmo avrebbe animato il mitico Paolo Piazzini, l’imminente arrivo in Osimo della carovana rosa del Giro d’Italia.

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Paolo de Piazzì“, come lo chiamavano affettuosamente gli osimani, non ha mai alzato una coppa al cielo, nè è salito mai su una bici, ma è stato una grande penna del giornalismo sportivo del settore del ciclismo dilettantistico. Alle due ruote, Paolo ha dedicato gran parte della sua produzione giornalistica e letteraria, come la pubblicazione “Castelfidardo è il  ciclismo” del 2011 ed altri scritti. Il ciclismo  ha “pedalato” con Paolo per quasi 50 anni e dai suoi appassionati articoli e dai racconti delle   storie del ciclismo “minore”  ha saputo far  amare ed avvicinare a questa bellissima e nobile  disciplina sportiva tanti giovani.

 Paolo, non è stato un semplice e preparato cronista del ciclismo, dalla sua penna e dagli articoli che i suoi lettori, comodi nelle poltrone,   leggevano  su “Mondo del Ciclismo”, nelle pagine del  “La Voce Adriatica”, dell’Antenna, della Meridiana e da diverse testate web dedicate al mondo dei pedali,  si coglieva tutta la passione, l’amore, lo  spirito e l’emozione delle gesta del ciclismo epico e vero, sia che si trattasse di professionisti e/o di  dilettanti: eroi uguali di fronte alle fatiche ed alle asperità della strada.

 Paolo con la sua penna ha fotografato il ciclismo e le sue belle storie  con originalità, fantasia e umanità, confezionando bellissimi articoli in un italiano godibile ed effervescente.
Paolo, classe 1942, laureato in giurisprudenza, ma che alle aule dei Tribunali aveva preferito il giornalismo come propria professione, ( rivestendo anche il ruolo di collaboratore del Comitato Regionale Marche  e corrispondente per le Marche dell’organo ufficiale della Federciclismo),  se ne è andato come aveva sempre vissuto: “in punta di piedi”.

Improvvisamente è venuto a mancare  nell’inverno del 2013, lasciando nel mondo del ciclismo e in tutti gli osimani che gli volevano bene un profondo senso di vuoto.

 Oggi Paolo, sarebbe stato orgoglioso di poter scrivere,  che la sua amata Osimo, per la terza volta, dopo l’edizione del 1987 vinta dal corridore francese Robert Forest e quella del 1994 vinta dal campione italiano Moreno Argentin, per due giorni diverrà   la capitale del ciclismo, con immagini e riprese che faranno capolino in tutto il mondo.

 Lo vedo in prima fila a darsi da fare,  indeciso fino all’ultimo se godersi lo spettacolo dell’evento cittadino dell’arrivo della tappa, il  prossimo 16 maggio,  sul “muro di Osimo” nella  difficile rampa  in pavé della Costa del Borgo o se scegliere di andare a fissare le immagini dei volti dei campioni, segnati dalla fatica, sullo strappo finale di via Olimpia.

 Lo vedo schivo davanti al suo popolo, quello del ciclismo, dove lui amato ed apprezzato da tutti, con un sorriso d’imbarazzo si scherniva di fronte alle tante strette di mano, ai tanti saluti ed abbracci e ai tanti complimenti che avrebbe ricevuto.***
Paolo Piazzini è rimasto nel cuore dei sportivi osimani perchè era uno della piazza, cultore orgoglioso di quella osimanità fatta di amicizie, di bontà e di socializzazione. Un osimano di “vecchia” pasta, e nella professione un  esempio di passione, competenza e dedizione.
Credo che una figura come quella di Paolo Piazzini vada ricordata in questi giorni di attesa dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia.

 Credo che Paolo Piazzini, l’affabile persona la cui grandezza è ravvisabile nella sua umiltà e nella sua modestia –  il bravo giornalista con la missione per il ciclismo -, meriti l’onore di questa manifestazione sportiva e che, anche a lui, si debbano dedicare queste due giornate di grande ciclismo.

La Presidente del Consiglio Comunale
******prof.ssa Paola Andreoni

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– 5 novembre 2013 Ciao Paolo

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